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1666: Amsterdam si ispira a Rembrandt e Vermeer, ma anche al giallo italiano

Nel secondo video diario dedicato a 1666: Amsterdam, gli sviluppatori di Panache Digital Games hanno parlato di come il gioco si ispiri all'arte di pittori come Rembrandt e Vermeer, ma anche al giallo italiano.

NOTIZIA di Tommaso Pugliese   —   14/07/2026
La protagonista di 1666: Amsterdam
1666: Amsterdam
1666: Amsterdam
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Gli sviluppatori di Panache Digital Games hanno spiegato in un video diario che 1666: Amsterdam trae ispirazione dall'arte di Rembrandt e Vermeer; quantomeno per quella che sarà la sua ambientazione storica principale, che corrisponde all'Età dell'Oro olandese.

Come sappiamo, infatti, il gioco ci vedrà esplorare tre differenti epoche, ognuna con riferimenti specifici: per le sequenze ambientate nel 1999 gli autori hanno guardato ai classici del genere giallo italiano, mentre per quelle ambientate nel presente è stato adottato uno stile più realistico e cinematografico.

"La principale fonte d'ispirazione per l'intero stile visivo del gioco sono stati i dipinti dei grandi maestri dell'epoca", hanno detto gli sviluppatori. "Pensiamo a Rembrandt, Vermeer e altri ancora: abbiamo preso quei quadri, studiato ciò che era reale e creato una sorta di fusione, perché in molti momenti del gioco abbiamo cercato di ricreare quelle opere."

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"Ci siamo resi conto che non potevamo sfuggire al chiaroscuro", hanno ammesso gli autori. "La luce naturale proveniente da un lato e l'ombra dall'altro sono elementi che sfruttiamo continuamente in 1666: Amsterdam."

Il giallo italiano e David Lynch

Attualmente disponibile su Steam ed Epic Games Store con un prologo che abbiamo provato di recente, 1666: Amsterdam ha invece optato per i thriller italiani degli anni Sessanta e Settanta, nonché per le opere di registi come David Lynch, per le sezioni ambientate nel 1999.

"Erano film che facevano pochissimo uso della post-produzione e puntavano tutto su giochi di luce", hanno raccontato gli sviluppatori. "Ci siamo ispirati anche a David Lynch e a film come Suspiria. C'è una certa lentezza, colori molto forti, zoom insoliti e una regia quasi voyeuristica. All'inizio tutto sembra normale... poi improvvisamente qualcosa cambia."

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