Gli sviluppatori di Panache Digital Games hanno spiegato in un video diario che 1666: Amsterdam trae ispirazione dall'arte di Rembrandt e Vermeer; quantomeno per quella che sarà la sua ambientazione storica principale, che corrisponde all'Età dell'Oro olandese.
Come sappiamo, infatti, il gioco ci vedrà esplorare tre differenti epoche, ognuna con riferimenti specifici: per le sequenze ambientate nel 1999 gli autori hanno guardato ai classici del genere giallo italiano, mentre per quelle ambientate nel presente è stato adottato uno stile più realistico e cinematografico.
"La principale fonte d'ispirazione per l'intero stile visivo del gioco sono stati i dipinti dei grandi maestri dell'epoca", hanno detto gli sviluppatori. "Pensiamo a Rembrandt, Vermeer e altri ancora: abbiamo preso quei quadri, studiato ciò che era reale e creato una sorta di fusione, perché in molti momenti del gioco abbiamo cercato di ricreare quelle opere."
"Ci siamo resi conto che non potevamo sfuggire al chiaroscuro", hanno ammesso gli autori. "La luce naturale proveniente da un lato e l'ombra dall'altro sono elementi che sfruttiamo continuamente in 1666: Amsterdam."
Il giallo italiano e David Lynch
Attualmente disponibile su Steam ed Epic Games Store con un prologo che abbiamo provato di recente, 1666: Amsterdam ha invece optato per i thriller italiani degli anni Sessanta e Settanta, nonché per le opere di registi come David Lynch, per le sezioni ambientate nel 1999.
"Erano film che facevano pochissimo uso della post-produzione e puntavano tutto su giochi di luce", hanno raccontato gli sviluppatori. "Ci siamo ispirati anche a David Lynch e a film come Suspiria. C'è una certa lentezza, colori molto forti, zoom insoliti e una regia quasi voyeuristica. All'inizio tutto sembra normale... poi improvvisamente qualcosa cambia."