Assassin's Creed: Black Flag Resynced segna un giro di boa per la serie Ubisoft, esattamente come ha fatto la versione originale del gioco nel 2013: in quel caso si trattava del primo episodio cross-gen della saga, capace di introdurre novità tecniche e strutturali di grande rilevanza; qui invece ci troviamo di fronte al primo di una serie di remake che capitalizzano sulla nostalgia e sulla straordinaria popolarità di questo marchio.
Che la casa francese abbia voluto inaugurare la sua nuova strategia a base di rifacimenti con l'avventura piratesca di Edward Kenway, anziché procedere in maniera cronologica, in realtà non sorprende: per le sue tematiche, le ambientazioni e i personaggi iconici, questo capitolo ha avuto il grande merito di sdoganare la formula di Assassin's Creed presso un pubblico decisamente ampio e in parte nuovo, specie negli Stati Uniti.
Stessa trama ma con qualche novità
È il 1712 ed Edward Kenway desidera una vita dignitosa per sé e per sua moglie Caroline, ma non sa come realizzare questo proposito se non partendo per il mare a bordo di una nave pirata. Basterà un anno, due al massimo... ma dopo tre anni Edward è ancora lì, nel mezzo di una furiosa battaglia che viene decisa dalla comparsa di un combattente spietato e misterioso, munito di una strana lama retrattile.
È così che ha inizio la storia di Assassin's Creed: Black Flag Resynced, che non differisce in alcun modo da quella originale ma può contare su alcune novità pensate per rendere la narrazione più interessante e coinvolgente; a cominciare dalle sequenze di intermezzo completamente ridisegnate, che nel remake sfruttano le più recenti tecnologie di Ubisoft per portare sullo schermo una resa visiva di altissimo livello.
Dunque sì, se per caso ricordate la nostra recensione di Assassin's Creed: Black Flag di tredici anni fa, la verità è che neanche in questa riedizione vengono risolte alcune ingenuità della trama legate alle capacità "innate" di Edward, ed è un peccato perché sarebbe bastato un piccolo cenno per conferire fin da subito maggiore coerenza e precisione al racconto.
A tal proposito, sono state eliminate del tutto le sezioni ambientate nel "presente" ma la questione Animus non è del tutto assente in Resynced: gli sviluppatori hanno inserito nell'enorme mappa del gioco quattro "fratture" che conducono ad altrettanti "what if?" virtuali: attraverso semplici enigmi ambientali e combattimenti, mostrano cosa sarebbe accaduto se alcuni personaggi avessero compiuto scelte differenti. Senza cutscene dedicate, però: che peccato.
Dopodiché ci sono delle missioni inedite, alcune nuove isole, tre ufficiali che è possibile arruolare completando le rispettive quest (e che donano abilità extra alla Jackdaw) e, soprattutto, una fase endgame composta da otto missioni e realizzata appositamente per questo remake, con un antagonista principale che si rivela durante un momento particolarmente drammatico della campagna.
La trama "rivisitata" di Assassin's Creed: Black Flag Resynced prende dunque i tanti pregi della storia originale e dona loro una confezione migliore, diciamo così, aggiungendo alcuni dialoghi ma senza toccare il doppiaggio del 2013. Doppiaggio che ritroviamo naturalmente nella versione italiana, con il grande Francesco Pannofino nei panni di Barbanera e un lavoro davvero convincente da parte di Alessandro Capra, Matteo Brusamonti e il resto del cast.
Un gameplay risincronizzato
Se è vero che l'originale Black Flag aveva un enorme problema di bilanciamento della difficoltà, consentendoci di eliminare tantissimi nemici senza versare neppure una goccia di sudore, Resynced rivoluziona il sistema di combattimento riprendendo l'impianto utilizzato in Assassin's Creed Shadows e cambiando del tutto i comandi, che ora si focalizzano sull'uso dei dorsali per attacco e parata (quella perfetta apre le porte a un'eliminazione istantanea), con gli altri pulsanti deputati al salto, alla schivata, all'accovacciamento e all'assassinio tramite Lama Celata.
Quest'ultima può essere dunque utilizzata soltanto in questi frangenti e non è più estraibile alla stregua di un'arma normale, lasciando alle sole spade e alle pistole tali funzioni. Si tratta di una scelta che, ad ogni modo, non indebolisce le meccaniche legate agli scontri, tuttavia ancora troppo, troppo facili: visto che è possibile farlo, vi suggeriamo di impostare il grado di sfida dei combattimenti su "difficile".
In questo modo i danni subiti diventano ingenti (e i materiali necessari per aumentare la salute di Edward richiedono un po' di tempo e impegno per essere trovati, non è una cosa immediatissima), ci si imbatte nel game over durante i duelli più impegnativi ma allo stesso modo ce la si può giocare, cercando di ricorrere a ogni singola risorsa quando ci si ritrova circondati... oppure lanciando un fumogeno e fuggendo via, che fa tanto Assassin's Creed classico.
Le opzioni permettono anche di cambiare la difficoltà delle fasi stealth e delle battaglie navali, ma a nostro avviso i valori di default sono quelli "giusti": tutti i limiti dell'intelligenza artificiale dei nemici quando ci si aggira all'interno di un insediamento, e il fatto che non ci sentano o che non ci vedano se gli stiamo di fianco, rientrano nella normalità di un'esperienza stealth che altrimenti si trasformerebbe in un frustrante trial & error.
Del resto sarebbe un peccato non sfruttare le diverse opportunità inedite di Edward quando si tratta di attaccare di nascosto: il rampino che può usare per appendere gli avversari a tradimento da un punto rialzato, oppure per farli cadere quando si trovano su di un tetto. O ancora l'introduzione del divertentissimo Spartan Kick, che in Odyssey abbiamo utilizzato tante volte per fare i Leonida della situazione e scaraventare i nemici nel vuoto, e che anche qui vi darà grandi soddisfazioni.
Insomma, l'impianto messo a punto da Ubisoft Singapore e dagli altri team di supporto è solido e variegato: il mix di esplorazione, stealth e combattimenti funziona davvero bene e supporta in maniera efficace la struttura di un open world che è possibile visitare e scoprire senza attese, passando da un punto di interesse all'altro in un loop che cattura per decine e decine di ore; e che qui è stato alleggerito delle attività più noiose, vedi ad esempio i pedinamenti.
Naturalmente la fase esplorativa di Black Flag Resynced poggia anche e soprattutto sulla navigazione e sulle battaglie in mare aperto: è stato fatto un lavoro di ottimizzazione delle interfacce e aggiunte alcune possibilità offensive extra, ma il funzionamento della Jackdaw è rimasto fondamentalmente invariato rispetto al gioco originale (al netto dei nuovi attacchi secondari); e così le dinamiche che regolano gli scontri con le altre navi, che offrono una sfida non banale in assenza di potenziamenti avanzati.
In tal senso a pesare è più che altro la nuova effettistica, con un fumo volumetrico denso che accompagna il fuoco dei cannoni e che diminuisce la visibilità dell'avversario a distanza ravvicinata, portandoci talvolta a mancare clamorosamente il bersaglio, specie durante le fasi più concitate di una battaglia molto difficile. Dopodiché è chiaro che negli abbordaggi entra in azione il nuovo sistema di combattimento e lì le differenze si notano tutte.
La grafica è tutta nuova
Assassin's Creed: Black Flag Resynced è stato ridisegnato utilizzando l'ultima versione del motore grafico AnvilNext, e ciò ha prodotto una serie di differenze sostanziali nel confronto con l'originale del 2013. Le novità più marcate riguardano le sequenze di intermezzo, ricostruite anche ai fini di una narrazione più interessante e dotata dei tempi giusti: pur bloccate a 30 fps, sono capaci di consegnarci personaggi, espressioni e scorci splendidi, al livello delle migliori produzioni.
Durante la normale azione in-game i miglioramenti tecnici diventano meno plateali ma rimangono evidentissimi: tutti i modelli vantano geometrie più ricche, texture rinnovate e nuove animazioni che si integrano con quelle già presenti, in particolare quando si tratta delle violentissime e sanguinolente finisher che potremo eseguire sugli avversari intontiti.
Il mare, uno dei fiori all'occhiello dell'avventura di Edward Kenway, è stato rifatto con una maggiore attenzione alla fisica delle onde e alla resa degli eventi atmosferici. E gli scenari, da sempre protagonisti della serie Ubisoft, hanno subito anch'essi un'opera di rifacimento e valorizzazione, grazie all'impiego dei micropoligoni per una resa più realistica dei vari oggetti e a un sistema di illuminazione e di riflessi potenziato dal ray tracing.
Tecnologie che, in particolare sui PC più potenti, consentono di ottenere il massimo dalla grafica di Resynced senza rinunciare a un frame rate solido. Il merito chiaramente va al supporto di soluzioni come il DLSS, che ci ha permesso di giocare a 4K con tutte le impostazioni al massimo, ray tracing incluso, mantenendo i 60 fotogrammi al secondo utilizzando il preset "bilanciato" con una NVIDIA RTX 5070 Ti. Ciò significa che scendendo a 1440p la scalabilità è garantita anche con GPU dotate di prestazioni inferiori, ed è un'ottima notizia.
Su PS5 e Xbox Series X, come indicato dalla presentazione delle modalità grafiche, Black Flag Resynced mette a disposizione tre opzioni a 30, 40 e 60 fps, ma soltanto le prime due includono un ray tracing esteso (dunque con illuminazione globale e riflessi) e non è ancora dato sapere quale sia la risoluzione effettiva che viene utilizzata prima dell'upscaling a 2160p.
Abbiamo già accennato al doppiaggio in italiano, che è quasi interamente quello del 2013 ma se la cava ancora egregiamente: peccato solo per i frequenti problemi di sincronizzazione e per qualche dialogo secondario che viene riprodotto in inglese, ma confidiamo in un aggiornamento che sistemi queste piccole incertezze. Poco da dire invece sulla colonna sonora, che rimane eccellente e accompagna in maniera attenta e scrupolosa le varie fasi di un racconto che è stato un piacere rivivere.
Requisiti di Sistema PC
Configurazione di Prova
- Processore: Intel Core i5 13500
- Scheda video: NVIDIA RTX 5070 Ti
- Memoria: 32 GB di RAM
- Storage: SSD SATA 3
- Sistema operativo: Windows 11
Requisiti minimi
- Processore: Intel Core i7 8700K, AMD Ryzen 5 3600
- Scheda video: NVIDIA GTX 1660, AMD RX 5500 XT, Intel A580
- Memoria: 16 GB di RAM
- Storage: 65 GB di spazio richiesto su SSD
- Sistema operativo: Windows 10, Windows 11, 64 bit
Requisiti consigliati
- Processore: Intel Core i5 10600K, AMD Ryzen 5 3600
- Scheda video: NVIDIA RTX 3060, AMD RX 6600 XT, Intel B580
- Memoria: 16 GB di RAM
- Storage: 65 GB di spazio richiesto su SSD
- Sistema operativo: Windows 10, Windows 11, 64 bit
Conclusioni
Assassin's Creed: Black Flag Resynced è esattamente quello che ci aspettavamo dal remake dell'avventura di Edward Kenway: la stessa storia appassionante ma con qualche attenzione in più, sequenze di intermezzo davvero splendide, un open world totalizzante, una grafica rinnovata grazie all'impiego delle ultime tecnologie di Ubisoft ma anche un sistema di combattimento basato sui capitoli più recenti della serie, che dunque rivoluziona completamente l'impianto originale pur rimanendo troppo permissivo al livello di difficoltà normale: per fortuna lo si può rendere più frizzante tramite le opzioni.
PRO
- Grafica tutta nuova, cutscene notevolissime
- Sistema di combattimento moderno, solido e variegato
- Open world strabordante e appassionante
CONTRO
- Al livello normale è ancora troppo facile
- Ci aspettavamo di più dalle "fratture"
- Non aspettatevi nemici reattivi nelle fasi stealth