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Prezzi dei PC alle stelle: Acer sostiene che i produttori di RAM stiano gonfiando la crisi

Mentre altri produttori prevedono una crisi delle RAM fino al 2030, il CEO di Acer ritiene che stiano enfatizzando la durata della carenza per trarne profitto, mentre lui prevede un miglioramento.

NOTIZIA di Stefania Netti   —   22/09/2026
Acer Nitro 5

La crisi delle RAM continua a pesare sul mercato e acquistare un nuovo PC è diventato sempre più costoso, con i prezzi destinati a salire ulteriormente nei prossimi mesi. Il problema sta avendo ripercussioni su diversi fronti e a subirne le conseguenze non sono soltanto i PC, ma anche i singoli componenti, molti dei quali vengono utilizzati in numerosi altri prodotti. Anche il mercato degli smartphone, ad esempio, ha dovuto fare i conti con aumenti dei costi.

A differenza di altri produttori, però, il CEO di Acer ha una visione più ottimistica sulla durata di questa situazione e ritiene che il mercato possa iniziare a vedere un'inversione di tendenza nella seconda metà del 2027. Chen sostiene inoltre che le previsioni sulla durata della carenza di memoria potrebbero essere state enfatizzate dai produttori proprio per mantenere elevati i propri margini di profitto. Facciamo il punto della situazione.

Prezzi in calo entro la fine del 2027?

Mentre altri produttori hanno una visione decisamente più pessimistica, sostenendo che la carenza di RAM potrebbe durare ancora diversi anni (fino al 2030, almeno), l'amministratore delegato di Acer ritiene che la situazione possa iniziare a migliorare nel corso del 2027. Il presidente Chen Li-bai di ADATA, ad esempio, prevede che i prezzi possano rimanere elevati ancora a lungo, mentre il CEO di SK Hynix ha ipotizzato che l'offerta possa rimanere limitata fino al 2030.

Per chi non lo sapesse, vi rinfreschiamo velocemente la memoria: i prezzi delle DRAM hanno registrato aumenti estremamente significativi. Una delle principali cause è la forte domanda legata alla costruzione di data center destinati all'intelligenza artificiale, che sta spingendo i produttori a destinare una parte sempre maggiore della capacità produttiva alle memorie richieste da questo settore.

La crisi delle memorie durerà fino al 2030, secondo il CEO di SK hynix La crisi delle memorie durerà fino al 2030, secondo il CEO di SK hynix

La situazione non riguarda però soltanto i PC. L'aumento dei costi delle memorie e degli altri componenti sta avendo ripercussioni anche su GPU, SSD, schede madri e altri dispositivi elettronici. Il fenomeno si è trasformato in una sorta di catena: l'aumento dei costi dei componenti si riflette progressivamente sui prodotti finiti, con i produttori costretti a valutare se assorbire parte degli aumenti o trasferirli sui consumatori.

Una crisi senza fine?
Una crisi senza fine?

Come dicevamo, anche il mercato degli smartphone è coinvolto nel problema. La memoria rappresenta infatti una componente importante dei costi di produzione e un suo forte aumento può finire per riflettersi sui prezzi dei dispositivi. La stessa Apple, dopo aver potuto inizialmente fare affidamento sulle proprie scorte di componenti, si trova a dover affrontare una situazione più complessa sul fronte dei costi e ha già segnalato pressioni crescenti sui prezzi dei propri prodotti.

Una crisi gonfiata?

Secondo il CEO di Acer, in un'intervista con DigiTimes, il problema non sarebbe necessariamente destinato a protrarsi fino al 2030, come suggerito da alcune previsioni. Chen sostiene che i principali produttori di memoria avrebbero interesse a mantenere elevati i propri margini di profitto e che, per questo motivo, starebbero enfatizzando i timori relativi a una carenza destinata a durare fino al 2030 o anche oltre. In ogni caso, le previsioni sulla disponibilità di memoria sono molto diverse tra loro e dipendono anche dagli investimenti nella capacità produttiva e dall'evoluzione della domanda legata all'intelligenza artificiale.

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Secondo Chen, la situazione sarebbe inoltre particolarmente delicata per alcuni componenti di fascia alta, tra cui memorie DDR5 ad alte prestazioni come le LPDDR5X-9600, oltre a specifiche CPU come le Nvidia N1 e N1X. Per quanto riguarda invece il mercato dei PC, Acer prevede un ulteriore aumento dei prezzi compreso tra il 5% e il 20% verso la fine del 2026. La situazione dovrebbe poi stabilizzarsi nella prima metà del 2027, prima di una possibile inversione di tendenza nella seconda metà dell'anno. Se la previsione di Acer dovesse rivelarsi corretta, quindi, il 2026 potrebbe rivelarsi ancora problematico per chi vuole acquistare un nuovo PC. La situazione potrebbe però iniziare a migliorare nel corso del 2027.

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