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Roots in the Sky - The Hand of Glory 2: la recensione del ritorno di Lazarus Bundy

Roma, una cospirazione globale e una struttura ludica che omaggia il passato: il sequel Madit Entertainment convince tra enigmi e stile.

RECENSIONE di Diego Trovarelli   —   21/09/2026
I due protagonisti di Roots in the Sky

Il genere delle avventure grafiche punta e clicca vanta una storia gloriosa, segnata da capisaldi che hanno plasmato l'immaginario collettivo degli anni '90. Tra intrighi internazionali, misteri esoterici e un'ironia mai banale, mostri sacri come Broken Sword e Gabriel Knight hanno lasciato un'impronta indelebile nell'evoluzione del medium videoludico, ma bisogna riconoscere che negli ultimi anni la scena indipendente si è ritagliata uno spazio di primissimo piano nel rispolverare questa formula con consapevolezza e talento; una scena in cui anche l'Italia ha saputo dire la sua.

In questo solco si è infatti inserito lo studio nostrano Madit Entertainment, che nel 2020 ha sorpreso un po' tutti con The Hand of Glory, opera realizzata in collaborazione con Daring Touch capace di omaggiare i grandi classici del passato ma dotata però anche di una spiccata personalità narrativa e visiva. A distanza di sei anni, il team torna sui nostri schermi con Roots in the Sky - The Hand of Glory 2, un seguito ambizioso disponibile su PC e Nintendo Switch che prosegue le vicissitudini del simpatico, scanzonato e ormai ex detective Lazarus Bundy, proponendosi però, come prevedibile, anche di affinare ogni ingranaggio dell'esperienza originale.

Il risultato è una gemma alla quale gli amanti del genere a cui appartiene dovrebbero dare più di un'occhiata.

Di nuovo nei guai

Cosa fa di una storia una buona storia? Be' innanzitutto il suo protagonista e da questo punto di vista Roots in the Sky centra di sicuro il bersaglio. E allora rieccolo qui, infatti, Lazarus Bundy, eccentrico detective che dopo i rocamboleschi eventi del primo The Hand of Glory ora ha adottato un profilo basso per amore della propria e dell'altrui incolumità: perseguitato da una letale setta a causa di ciò che è accaduto nel capitolo precedente, in questa seconda avventura il nostro curioso eroe è a Roma e lavora per un'agenzia di sicurezza conducendo una vita che cerca in tutti i modi di tenere lontana dal clamore mediatico e sociale.

La nuova avventura di Lazarus prende il via in una Roma splendidamente riprodotta
La nuova avventura di Lazarus prende il via in una Roma splendidamente riprodotta

Nonostante tutti gli accorgimenti, però, la quiete dura poco, se non altro fino a quando un suo cliente non viene improvvisamente ucciso da un sicario; una fatalità, questa, che rimette in moto la macchina dei guai per Lazarus, che per evitare di attirare su di sé troppa attenzione, decide di provare a risolvere il caso in autonomia.

Da qui prende il via un'incalzante odissea di ottimo valore narrativo, che non si fa mancare l'elemento introspettivo e che, come da tradizione per il genere, porterà l'investigatore in giro per il globo infilandolo nel classico - ma non scontato - intrigo carico di misticismo, che mette in campo forze superiori che, indovinate un po', attentano al destino del mondo intero.

L'indagine porterà Lazarus ai quattro angoli del globo
L'indagine porterà Lazarus ai quattro angoli del globo

Ad arricchire il quadro, intervengono un colorito e sfaccettato cast di comprimari con cui fare conoscenza e interagire, e soprattutto il gradito e prevedibile ritorno di Alice; un personaggio la cui presenza ora assume contorni più robusti e incisivi. In questo senso è importante sottolineare che la comprensibilità della trama non è preclusa a chi non ha avuto il piacere di avere a che fare con il detective Bundy prima d'ora - specie grazie a un provvidenziale recap dei fatti all'avvio del gioco, ma è chiaro come per godersi appieno le chicche che il titolo mette sul piatto l'ideale sarebbe avere già dei trascorsi insieme.

Rinfrescare la ricetta

Come il capostipite della serie, l'impostazione ludica di Roots in the Sky attinge a piene mani alla struttura resa celebre dagli esponenti più conosciuti della categoria punta e clicca, nella quale siamo chiamati a interagire con vari punti caldi dello scenario per ottenere informazioni e oggetti, da combinare poi alla bisogna per districare e far evolvere la situazione.

A questo proposito, gli enigmi che Madit ha messo sulla strada della nostra indagine sono stimolanti e ingegnosi al punto giusto; la logica che porta alla loro risoluzione ha una sua coerenza, sebbene talvolta spinga il giocatore a piccole acrobazie mentali per cavare il proverbiale ragno dal buco e sbloccarsi. Ma se in avventure di questo tipo sono proprio i rompicapi basati sull'esplorazione e l'utilizzo di oggetti a rappresentare lo storico nucleo dell'esperienza, è anche vero che le novità sono sempre ben accette (se non necessarie) nei capitoli che hanno il compito di ampliare una serie e proiettarla verso il futuro.

Ecco, in questo senso Madit ha avuto la bella idea di dare più spazio ad Alice nell'arco della dozzina di ore necessarie per portare a termine il viaggio; una trovata che rinfresca decisamente la ricetta e che contribuisce a vivacizzare piacevolmente l'impianto ludico (peraltro non del tutto lineare): in particolari circostanze, infatti, grazie alla sua preparazione in materia di cinesica, sarà possibile anche studiare il linguaggio del corpo e le espressioni dei nostri interlocutori, così da ricavarne degli indizi utili a farci trarre delle conclusioni.

In Roots in the Sky Alice è decisamente un personaggio più solido rispetto al passato
In Roots in the Sky Alice è decisamente un personaggio più solido rispetto al passato

Il tutto, innestato con abilità all'interno di una trama appassionante e che sa mantenere sempre vivo l'interesse del giocatore con i suoi colpi di scena e la sua dosata miscela di umorismo e serietà, e questo anche al netto di alcuni passaggi meno riusciti di altri sul fronte del ritmo e della vivacità.

Questione di stile

Il versante su cui però Roots in the Sky compie un deciso passo avanti rispetto al passato è sicuramente quello artistico. La già notevole cura per gli scenari dimostrata nel primo The Hand of Glory qui si arricchisce di una pulizia visiva ancora superiore, che si manifesta in un tratto più dettagliato che rende ancora più stilosa la caratterizzazione delle varie ambientazioni, quella di Roma, ovviamente, su tutte.

Il peregrinare di Lazarus e Alice li porterà fino in Giappone
Il peregrinare di Lazarus e Alice li porterà fino in Giappone

Lo stile adottato dai ragazzi di Madit strizza senza dubbio l'occhio al già citato Broken Sword, anche se in più di un'occasione la brillantezza della palette cromatica ci ha ricordato la serie Runaway; sia chiaro, però, quello di Roots in the Sky è un tocco che non imita spudoratamente ma, anzi, sviluppa una propria identità estetica ben riconoscibile e che per questo fa anche chiudere un occhio su animazioni dei personaggi che in alcuni punti tradiscono una certa legnosità.

Sul fronte dell'audio, la colonna sonora accompagna in maniera più che adeguata l'avventura, a cui si affianca un buon doppiaggio in inglese supportato dalla totale localizzazione in italiano dei testi.

Conclusioni

Versione testata PC Windows
Digital Delivery Steam, Epic Games Store, GoG, Nintendo eShop
Prezzo 18,99 €
Multiplayer.it
8.0
Lettori
ND
Il tuo voto

Perché vale la pena di dare una chance a Roots in The Sky - The Hand of Glory 2? Perché è il degno erede di un primo episodio che già aveva mostrato buone idee e una buona identità artistica, che in questo sequel trovano la loro auspicabile e solida evoluzione. La creatura di Madit Entertainment e Daring Touch è un appassionato e onesto omaggio made in Italy alla tradizione dei punta e clicca, nel bene e nel male, ma è proprio nella sua impostazione classica - sebbene non priva di novità - che i fan ritroveranno il sapore che magari stanno cercando. Ok, le sbavature non mancano, ma lo stile ruba decisamente l'occhio e la trama sa riservare più di qualche sorpresa.

PRO

  • Stile artistico delizioso
  • Una trama appassionante e ricca di sorprese

CONTRO

  • Animazioni a tratti troppo rigide
  • Alcuni cali di ritmo sul fronte narrativo
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