Samsung starebbe valutando l'integrazione di un chip nelle batterie di alcuni Galaxy. Come Apple, che utilizza da tempo sistemi software per identificare i componenti installati sugli iPhone.
Secondo quanto riportato da The Elec, Samsung potrebbe seguire una strada simile, inserendo un chip di sicurezza nelle batterie di alcuni futuri smartphone, compresi modelli della serie Galaxy A. In Europa, però, un sistema di verifica non potrebbe trasformarsi liberamente in un blocco alle riparazioni indipendenti. Vediamo perché.
Un chip per autenticità, sicurezza e riciclo
Anche secondo The Elec, non è ancora chiaro quale sarebbe la funzione precisa del componente. Una delle ipotesi è che possa servire a verificare l'autenticità della batteria e a fornire informazioni utili per stabilirne l'origine e le caratteristiche, aumentando le garanzie sulla conformità agli standard di sicurezza del produttore. Il chip potrebbe inoltre avere una funzione legata al riciclo. Informazioni come produttore, modello, utilizzo e caratteristiche della batteria potrebbero aiutare gli operatori a identificarla e a scegliere il trattamento più appropriato. Samsung, interpellata da The Elec, ha però dichiarato di non poter confermare la direzione tecnologica dei prodotti di prossima generazione.
La questione diventerebbe ancora più delicata se la verifica venisse utilizzata per impedire il funzionamento di una batteria sostitutiva non acquistata attraverso Samsung o la sua rete di riparazione. Una soluzione del genere avrebbe infatti limiti particolarmente stringenti nell'Unione Europea.
Dal 20 giugno 2025, le norme europee sull'ecodesign impongono per gli smartphone requisiti specifici sulla riparabilità. Le batterie devono essere disponibili come ricambio e la loro sostituzione deve poter essere effettuata dagli utenti finali secondo determinate modalità. Inoltre, per le parti serializzate, i produttori devono garantire l'accesso non discriminatorio agli strumenti software necessari a mantenere la piena funzionalità dopo la sostituzione.
Questo non significa che Samsung non possa verificare una batteria: un chip dedicato ad autenticità, sicurezza o tracciabilità sarebbe in linea di principio compatibile con le norme UE. Il problema nascerebbe se la verifica diventasse un sistema di blocco delle riparazioni o delle batterie compatibili. Dal 2027, inoltre, tutte le batterie dovranno riportare un codice QR con informazioni previste dal regolamento europeo sulle batterie. Per gli smartphone, quindi, esistono già precise regole sulla disponibilità di informazioni e sulla gestione del componente.
Un sistema Samsung più restrittivo potrebbe invece essere più semplice da introdurre nei mercati dove non esistono requisiti equivalenti sulla riparabilità, anche se la fattibilità concreta dipenderebbe dalle normative di ciascun Paese. Per i Galaxy venduti nell'UE, invece, l'eventuale verifica dovrà conciliarsi con il diritto alla riparazione previsto dalle norme europee e dal Right to Repair UE.