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Donald Trump dice che Google gli bacia il culo dall'inizio del secondo mandato

Durante un comizio in Kentucky, il presidente afferma di aver convinto personalmente il colosso tech ad aggiornare i toponimi del Golfo del Messico e del Lago Ontario, ma la versione ufficiale di Mountain View racconta una storia diversa.

NOTIZIA di Marie Armondi   —   19/10/2026
Trump

Nel corso di un comizio elettorale tenutosi sabato 17 ottobre a Highland Heights, in Kentucky, Donald Trump è tornato a ostentare il peso politico e l'autorità acquisiti durante il suo secondo mandato presidenziale.

Nel ripercorrere l'elenco dei risultati rivendicati dalla propria amministrazione, il presidente ha posto l'accento sulla decisione di ridenominare storici bacini idrici come il Golfo del Messico e il Lago Ontario, tirando in ballo direttamente i vertici di Google.

L'attacco dal palco e la presunta pressione su Google Maps

Trump ha descritto la propria influenza sui giganti tecnologici con toni perentori, suggerendo di essere intervenuto personalmente per imporre l'aggiornamento cartografico.

Donald Trump
Donald Trump

"Questo è un mandato molto più potente. Posso fare cose incredibili... Ho chiamato Google, Google Maps. Vedete, durante il primo mandato Google non avrebbe nemmeno risposto alla mia chiamata. Adesso invece mi baciano il culo."

L'intervento lascia chiaramente intendere come l'adeguamento dei nomi sulle mappe digitali sia stato il frutto di una sua esplicita imposizione telefonica.

La policy sui toponimi ufficiali e il corteggiamento della Silicon Valley

La narrazione tracciata dal presidente entra tuttavia in aperto contrasto con le spiegazioni fornite ufficialmente da Google. La compagnia ha infatti chiarito in precedenza di limitarsi a recepire i dati provenienti dalle fonti governative istituzionali - nello specifico il database federale GNIS (Geographic Names Information System) per il territorio statunitense -, applicando la prassi consolidata già prevista per le masse d'acqua la cui denominazione varia a seconda della giurisdizione dei singoli Stati.

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Resta tuttavia evidente il clima di generale riavvicinamento tra l'amministrazione e i vertici della Silicon Valley. Lungo l'intero arco del secondo mandato, diverse realtà tecnologiche - incluse la stessa Google e il suo CEO Sundar Pichai - hanno moltiplicato i tentativi di ingraziarsi il presidente statunitense attraverso elogi pubblici, omaggi e cospicue donazioni indirizzate verso progetti particolarmente cari all'inquilino della Casa Bianca.

Al momento della stesura della notizia, Google non ha rilasciato ulteriori commenti in merito alle dichiarazioni pronunciate durante il comizio. Ricordiamo infine che nel giorno dei licenziamenti di massa dentro Bungie, Trump ha fatto un meme su Destiny con lui protagonista.

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