Il genere degli strategici ha sempre mirato a far assumere al giocatore un ruolo molto specifico, che è quello del comandante che dà ordini alle truppe della sua fazione per vedere poi le sue decisioni produrre effetti sul campo di battaglia. In qualche modo, che si parli di complessi wargame a turni o di più accessibili strategici in tempo reale per le masse, il punto di vista assunto è sempre quello e viene dato per scontato che lo sia. In alcuni giochi il livello di controllo è semplicemente enorme, così come lo è l'impegno richiesto, in altri meno e ci sono delle semplificazioni o delle elisioni, ma in linea di massima siamo lì.
Le meccaniche videoludiche elaborate nel corso di decenni di esperienza dai vari team di sviluppo, soprattutto quelli specializzati, che naturalmente si sono spesso guardati a vicenda per far evolvere le diverse declinazioni del genere, hanno in molti casi prevalso sulla simulazione pura. Battleplan di Foolish Mortals Games ha scelto invece un approccio completamente differente e più radicale, mettendo sì il giocatore nei panni di un comandante di uno strategico in tempo reale, ma all'interno di uno stato maggiore vero e proprio durante la Seconda Guerra Mondiale. Siamo sul fronte occidentale dal 1944 e i nostri mezzi di comando sono: delle carte geografiche, una matita e una radio.
Decisioni da prendere
Sì, in Battleplan non si muovono le singole unità, non si creano edifici per generarne di nuove ma, piantina alla mano, si costruiscono le catene di comando e si pianificano le operazioni dopo aver studiato le forze disponibili e, possibilmente, quelle del nemico. I movimenti delle unità sono in tempo reale e rispettano le tempistiche imposte dalle dimensioni della mappa in maniera realistica, anche se è possibile accelerare il tempo. Il risultato di una battaglia dipende quindi da quanto siamo stati bravi nella fase di pianificazione e da quanto siamo stati acuti nell'impartire nuovi ordini in itinere.
Vi sembra semplice? In realtà Battleplan è un gioco davvero complesso, che richiede uno studio approfondito di risorse e territorio prima di prendere ogni decisione. Detto tra noi, dare ordini è facile, grazie anche a un'interfaccia abbastanza chiara, nonostante la quantità di dati da visualizzare: si disegna (letteralmente) l'area di intervento delle truppe sulla carta geografica, si distribuiscono i vari fronti modificando le tattiche, si assegnano gli ufficiali in base alle loro abilità e, teoricamente, si può partire. In realtà le catene di comando che vengono a crearsi sono quantomai complesse, conoscere il proprio esercito è vitale e le dinamiche che emergono sul campo non sono mai scontate e dipendono da un'enorme quantità di fattori, che non è possibile elencare tutti. Ad esempio va considerata la possibilità di personalizzare, assegnare unità alla guida di altre unità, creare e disfare battaglioni, decidere le formazioni, fare ricognizioni per scoprire l'entità delle forze avversarie e, eventualmente, il loro posizionamento. Capirete che, quando i battaglioni da gestire sono decine, si tratta di azioni che prendono moltissimo tempo.
Non vi spaventate, perché in realtà Battleplan ha diversi livelli di complessità e permette anche un avvio più morbido di quello che la sua austerità visiva e concettuale lasci pensare. Ad esempio è possibile utilizzare degli eserciti già belli e pronti, per semplificarsi un po' la vita e non dover passare ore a ritoccare ogni aspetto, come la quantità di rifornimenti trasportati, il tipo di unità, gli equilibri tra le stesse e così via. Anzi, quantomeno all'inizio vi consigliamo di evitare di impelagarvi troppo nella microgestione, per provare la fase di pianificazione. Vero è che Battleplan è dotato di un tutorial che spiega bene i rudimenti del gioco, ma i concetti da assimilare sono molti ed è meglio prima padroneggiare i fondamentali facendo delle prove sul campo.
Strateghi massimi
Ora, spiegare ogni singolo aspetto di un titolo simile è un'impresa davvero ardua per un'umile recensione, considerando i tantissimi fattori da tenere in conto, che aumentano nelle missioni avanzate, dove il livello di complessità diventa enorme e gratificante (quando tutto funziona per il meglio, cosa che come vedremo non è scontata), perché l'impennata della difficoltà arriva quando ormai si è padroni dei sistemi di gioco e si agisce con grande sicurezza sugli strumenti di comando.
Ciò che è importante capire è come il titolo di Foolish Mortals Games riesca a far sentire nel ruolo, proprio lì dove sembra avere dei limiti rispetto ad altri titoli del genere, alterando il peso delle diverse fasi ricercando una specie di rappresentazione primordiale della figura di uno stratega militare in azione. Quindi si pianifica moltissimo, si fanno eseguire gli ordini e se ne osserva il risultato, consci che, a differenza di quanto accade in altri strategici, le possibilità d'intervento sono meno particolareggiate. Fondamentalmente, quella che viene ricercata è la sensazione di essere davvero in una sala di comando con una radio e un foglio pieno di segni, mentre fuori c'è l'inferno.
Tecnicamente non il miglior gioco di sempre
Graficamente Battleplan non è eccelso, ma poco importa. Come Patton insegna, in questi casi ciò che conta è la leggibilità, quindi ben vengano rettangoli con bandiere e icone messe in evidenza sopra le piantine delle regioni in cui si svolgeranno le operazioni. Certo, ci sono diversi livelli di zoom che consentono di arrivare a vedere delle rappresentazioni 3D delle unità che si muovono o combattono ma, curiosità iniziale a parte, solitamente si gioca guardando soprattutto il quadro generale, che poi è quello che conta davvero, in particolare quando si stanno affrontando decine di battaglioni. Inoltre, in questo modo si sono potuti tenere i requisiti di sistema molto bassi, una caratteristica importante visto che titoli del genere di solito non vengono giocati da persone che stanno dietro alle ultime novità in fatto di hardware.
Purtroppo tecnicamente ci sono dei problemi che, al momento, possono complicare l'esperienza. In particolare, nelle missioni avanzate, dove ci sono moltissime unità in campo, il gioco tende ad andare spesso in crash, probabilmente a causa dell'eccessivo carico di lavoro della RAM. Immaginiamo che gli sviluppatori risolveranno con futuri aggiornamenti, ma al momento di scrivere questo articolo il problema è ben presente e davvero fastidioso.
Un altro problema riguarda la gestione del tempo, che richiede un po' di attenzione per essere arginato. Di cosa stiamo parlando? Semplicemente del fatto che in molte occasioni, come ad esempio dopo il caricamento di un salvataggio o dopo l'elaborazione di un nuovo piano, il tempo parte subito accelerato. Ora, l'accelerazione del tempo è necessaria per non rendere le missioni ammorbanti, ma sarebbe il caso che si partisse sempre dalla pausa o dalla velocità base per non sacrificare vite per nulla, visto che ogni minimo errore in fase di pianificazione può avere dei costi altissimi quando le truppe iniziano a combattere.
Conclusioni
Sinceramente Battleplan ci è piaciuto moltissimo per quello che si propone e riesce a fare, tanto che avremmo voluto premiarlo con un voto più alto. Purtroppo i problemi tecnici attuali rischiano di renderlo praticamente ingiocabile per alcuni. Parliamo di situazioni abbastanza gravi, sulle quali non possiamo sorvolare. Ci dispiace, perché il rischio concreto è che molti rinuncino a un'esperienza comunque fresca e originale per colpa di problemi che dovevano essere evitati. Magari ripassate tra qualche settimana.
PRO
- Il sistema di pianificazione è ottimo
- Un piano ben riuscito è un'esperienza davvero appagante
- Complesso e appagante
CONTRO
- Tanti problemi tecnici con crash poco tollerabili
- La gestione del tempo va rivista