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12 Stati USA vogliono bloccare l'acquisizione di Warner Bros da Paramount per rischio monopolio

Una coalizione di 12 Stati USA ha proposto una causa per bloccare l'acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount, per il rischio effettivo di monopolio che ne deriverebbe.

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   14/07/2026
La cisterna simbolo di Warner Bros.

La California insieme ad altri 11 Stati USA stanno cercando di bloccare l'acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount, per evitare la creazione di un "colosso dei media" che rischierebbe di schiacciare la concorrenza, con un notevole rischio di monopolio che potrebbe portare all'aumento di prezzi e a una disparità generale nell'ambito cinematografico e televisivo.

Gli Stati di Arizona, California, Colorado, Connecticut, Massachusetts, Minnesota, Nevada, New Jersey, New Mexico, New York, Oregon e Washington, attraverso i rispettivi procuratori generali, hanno chiesto la sospensione dell'acquisizione, perché questa comporterebbe il forte rischio di una riduzione notevole delle possibilità di concorrenza nel settore cinematografico e televisivo, penalizzando sia i lavoratori che i consumatori.

Il rischio paventato dai 12 stati è che la creazione di un simile colosso dell'intrattenimento, che in effetti avrebbe pochi precedenti nella storia, potrebbe portare all'eventuale incremento di prezzi per i servizi in streaming in particolare, alla riduzione della scelta sul fronte dei contenuti e ad effetti negativi anche dal punto di vista dell'occupazione e dei salari per i lavoratori.

I rischi derivati da un "colosso mediatico"

La causa è stata presentata presso una corte federale di Oakland, con l'idea di proteggere sia i consumatori che i lavoratori del settore, che risulterebbero direttamente coinvolti da tale decisione, sostenendo peraltro che "A seguito di questa fusione, per ogni dollaro generato dai film distribuiti su larga scala nelle sale cinematografiche e dai canali via cavo di base in questo Paese, la società risultante dalla fusione ne intascherebbe più di un quarto".

Questo sarebbe uno dei risultati deleteri di una fusione che "in breve, darebbe vita a un colosso dei media", si legge ancora nel testo dell'ingiunzione presentata alla corte federale per cercare di bloccare l'acquisizione.

Paramount, da parte sua, ha riferito che la causa distorce i dati reali, riferendo che l'operazione rientra nelle leggi antitrust e non pone rischi per la concorrenza. Lo scontro si sta svolgendo di fatto anche sul piano politico: il sostegno all'acquisizione arriva da ambiti vicini al presidente Trump, con la famiglia del CEO di Paramount, David Ellison, molto vicina al personaggio in questione e con l'operazione che in generale viene incoraggiata dai politici di destra.

Dall'altra parte, l'ingiunzione è sostenuta da procuratori generali che derivano tutti dall'area dei Democratici, cosa che si configura come una sorta di scontro politico all'interno di una questione economico-finanziaria, sebbene con evidenti riflessi anche sul fronte sociale, visti gli influssi che l'acquisizione potrebbe avere sul mondo del lavoro e sui costi per i consumatori.

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Come abbiamo visto nei giorni scorsi, Paramount Skydance starebbe per acquisire Warner Bros. Discovery in una maxi-operazione da 110 miliardi di dollari, che porterebbe alla creazione di un enorme conglomerato in grado di controllare una grande quantità di proprietà intellettuali e canali distributivi sul fronte cinematografico e televisivo.

La manovra è partita come un'offerta di acquisto ostile (dunque contro la volontà del consiglio di amministrazione dell'azienda in oggetto) da parte di Paramount per ostacolare a sua volta l'acquisizione di Warner Bros. da parte di Netflix, con quest'ultima che si era poi defilata dal tentativo, lasciando di fatto la palla a Paramount Skydance.

L'acquisizione di Paramount è stata approvata di fatto dal dipartimento di Giustizia USA ma questo non rappresenta ancora un elemento definitivo, perché l'operazione dev'essere ancora finalizzata e dunque ci sarebbe spazio per una revisione e un eventuale blocco.

Contro l'acquisizione si sono schierati già molti lavoratori di Hollywood e anche i proprietari di diversi cinema. In effetti, l'operazione consentirebbe a Paramount di controllare il 27% del mercato della distribuzione dei film in Nord America, il 30% della distribuzione di film blockbuster e il 27% del mercato della TV via cavo, secondo le rilevazioni fatte dai promotori della causa.

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