Sembra che il progressivo passaggio al mercato esclusivamente digitale stia avvenendo in maniera inesorabile, ma senza portarsi dietro un necessario adeguamento dei diritti dei consumatori come spiegato anche dall'iniziativa degli utenti Stop Killing Games, cosa che sta spingendo anche il Brasile ad agire autonomamente per aggiornare i regolamenti sui giochi digitali.
Il deputato federale Jandira Feghali, in particolare, ha recentemente avanzato una proposta di legge ispirata proprio ai principi espressi da Stop Killing Games, che cerchi di evitare la rimozione di giochi già acquistati nel momento della disattivazione del supporto online, quando si tratta di titoli non necessariamente multiplayer.
Il disegno di legge è ancora piuttosto vago ma può essere considerato un primo passo nella direzione giusta, quantomeno nel portare la politica a prendere in considerazione dei necessari aggiornamenti ai regolamenti sui contratti e i termini di utilizzo dei prodotti digitali.
Tre possibilità sul "fine vita" dei videogiochi
Il disegno di legge prevede che gli editori debbano informare chiaramente i clienti, al momento della vendita, della dipendenza di un gioco dai server online, specificando inoltre il periodo minimo di supporto, che non può essere inferiore a due anni dal lancio del gioco in Brasile.
La proposta prevede inoltre che gli editori debbano informare i consumatori di qualsiasi cessazione del servizio con un preavviso non inferiore a 180 giorni, avvisando i giocatori all'interno del gioco stesso, sui canali social ufficiali e tramite altri mezzi.
La parte più interessante è però quella che riguarda l'eventuale chiusura del gioco, perché vengono proposte tre possibili strade che sono assolutamente inedite dal punto di vista della regolamentazione sull'uso dei videogiochi. Se l'editore dovesse procedere alla chiusura del supporto, deve seguire una delle seguenti possibilità:
- l'azienda può rilasciare un aggiornamento che consenta di giocare offline
- l'azienda può fornire strumenti alla comunità affinché questa possa continuare a gestire autonomamente il gioco
- Rimborso per i giocatori in una maniera proporzionale al tempo trascorso
Il mancato rispetto di queste regole porterebbe a multe per gli editori. Ovviamente non è un progetto che copre completamente i problemi legati ai diritti dei consumatori nell'era digitale, ma è indubbiamente un'interessante iniziativa, specialmente per quanto riguarda il caso specifico della disattivazione dei giochi.
Nel frattempo, abbiamo visto che qualsiasi proposta in questo senso viene fortemente avversata dagli editori, come ha dimostrato l'ESA anche con argomenti decisamente discutibili.