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Rallentare in un mondo che corre: perché abbiamo bisogno dei giochi cozy

Da piccola nicchia, i giochi dove non c'è nessun nemico da sconfiggere, ma solo da rilassarsi, hanno conquistato sempre più appassionati: ma come ci sono riusciti e perché funzionano?

SPECIALE di Stefania Sperandio   —   17/01/2026
giochi rilassanti

Ci sono due estremi molto interessanti che si sono fatti strada nei videogiochi, negli anni recenti: con il successo dei Souls e dei loro proseliti, c'è una fetta di titoli che ha rispolverato la sfida a tutti i costi - la volontà di mettere alla prova le capacità del giocatore come base della struttura ludica. Da Sekiro a Hollow Knight Silksong, passando per SIFU così com'era appena uscito: distrarsi significa fallire e che devi migliorarti per proseguire.

All'altro lato, hanno trovato sempre più popolarità i giochi dove la sfida proprio non c'è: sono pensati come esperienze passatempo, come spazi accoglienti dove decomprimere lo stress accumulato nella giornata vissuta nel mondo reale. E, da PowerWash Simulator a Coffee Talk, perfino Steam ha introdotto l'etichetta "Rilassanti" per permettere ai giocatori di ritrovarli più facilmente: secondo SteamDB, solo lo scorso anno ne sono usciti oltre tremila, con un trend in crescita costante.

Ma perché funzionano? Che senso ha affrontare un videogioco senza sfida apparente? In realtà, parecchio.

Ai tuoi ritmi

Una cosa probabilmente metterà d'accordo tutti: giochiamo per staccare dal mondo reale, per svagarci. Che poi questo svago corrisponda a superare sfide, a seguire storie, esplorare mondi o incontrare altri utenti online, non è importante Il punto comune è che, quando ci sediamo davanti al PC o davanti alla console, vogliamo concentrarci su quel mondo e non su quello che abbiamo intorno.
Già da questo, si nota che è un risultato che i giochi rilassanti perseguono particolarmente bene. Una manciata di anni fa, ricordo di aver avuto un momento personale complicato, in cui le cose che mi permettevano davvero di ricaricare le forze da esibire nella giornata dopo erano le mie sessioni notturne su PowerWash Simulator e Townscaper. Nel primo gioco, che di recente ha avuto anche un seguito, si devono ripulire oggetti e scenari dalla sporcizia sfruttando un'idropulitrice, in una sorta di libro da colorare in cui il nostro intervento fa riemergere il bello. Nel secondo, si costruisce il proprio pittoresco borgo affacciato sul mare, senza pressioni o imposizioni: lo crei come ti piace e come ti soddisfa di più.

Proprio la soddisfazione è il punto cardine di questi giochi, che non la raggiungono mettendovi di fronte a una sfida da superare, ma sfruttando la loro atmosfera, l'espressione del giocatore, creando anche un senso di comfort sensoriale. Pensate al brillante Unpacking e al suo successo, fate caso alla sua direzione artistica, alla scelta dei colori, delle musiche: non c'è niente di lasciato al caso. La sfida è quasi inesistente, se non per il fatto che dobbiamo ricordarci che i cucchiai non vanno sistemati in un cassetto nel bagno, ma l'esperienza è magnetica, accogliente.

I videogiochi che ci rilassano I videogiochi che ci rilassano

I titoli rilassanti "accoglienti" lo sono anche nelle meccaniche di gioco, a prescindere dall'idea alla base: in PowerWash Simulator puoi vedere immediatamente l'effetto del tuo intervento nel mondo di gioco - e sappiamo che proprio vedere il proprio impatto è importantissimo per chi sta giocando. Un mondo videoludico che non reagisce alla nostra presenza non ci gratifica e non ci tiene coinvolti. Invece, qualche settimana fa mi sono trovata a scavare una buca sempre più (assurdamente) profonda in A Game About Digging a Hole: la soddisfazione immediata funziona ed è il grande motore di molti di questi titoli.

Anche la costruzione delle meccaniche "cozy" va in contrasto con i ritmi che invece affrontiamo nella realtà, che spesso di accogliente ha ben poco: i giochi pensati per farci rilassare e per scaricare le tensioni hanno spesso ritmi calmi, dosati alle nostre necessità. Non ci sarà mai un limite di tempo per la prossima consegna in Lake e non succede davvero niente di grave se scopri di essere troppo lento a servire i tuoi clienti nel pittoresco Tiny Bookshop.

In Lake non ci sono nemici: solo una bella cittadina sul lago, posta da consegnare e vecchi amici da riscoprire.
In Lake non ci sono nemici: solo una bella cittadina sul lago, posta da consegnare e vecchi amici da riscoprire.

A pensarci, la chiave è davvero tutta lì: unire la soddisfazione, la sensazione di raggiungere effettivamente dei risultati, a uno scenario che sia pacifico anche da vedere e da ascoltare. L'intero Wanderstop - un titolo che, nonostante il suo gameplay non brilli in ogni aspetto, si fa notare per come parla del burnout a una società costruita sul burnout - è fondato su questi concetti, a cui ha sposato anche la sua leva narrativa: la protagonista non ritroverà pienamente i suoi talenti fino a quando non rallenterà.

La forza curativa del rallentare

Diversi studiosi si sono interessati all'attrazione magnetica esercitata dai giochi dove non uccidi, non primeggi: la conclusione a cui sono giunti è che questo tipo di esperienza riesce effettivamente in ciò che si prefissa, ossia ridurre i livelli di stress del giocatore.

Gli studiosi hanno preso in analisi le capacità rilassanti di Flower, confermandole.
Gli studiosi hanno preso in analisi le capacità rilassanti di Flower, confermandole.

In questo studio del professor Michael Wong, ad esempio, è emerso come giocare Flower abbia fatto decrescere i segnali di stress (come battito cardiaco, pressione arteriosa e "tensione percepita") delle persone prese in analisi, con valori solo leggermente inferiori a quelli riportati da un gruppo di persone che si dedicavano invece alla meditazione. "Questa rilevazione è particolarmente interessante", si legge nel paper, "considerando l'accessibilità dei videogiochi casual, la facilità di utilizzo e anche la loro popolarità tra gli studenti".

Secondo il professor Wong, a contribuire a questo effetto calmante in Flower sono stati la musica rilassante, lo scenario naturale e anche la curva di apprendimento (e di difficoltà) molto accessibile. Tutto questo ha contribuito, nell'esperimento, a "distrarre" i giocatori dai fattori di stress che invece di solito affrontano, come i pensieri per gli esami imminenti nel caso degli studenti.

Ma è solo una delle numerose voci che si sono interessate allo studio dei giochi rilassanti: la dottoressa Kelli Dunlap, psicologa clinica, sulle pagine di MedicinalMedia ha sottolineato come ad esempio l'idea di PowerWash Simulator funzioni così bene per ridare controllo e "decompressione" a chi gioca. "È davvero semplice - intendo, è molto complesso se guardate a come il gioco funziona - ma, se guardate alla superficie, semplicemente accade che tu fai qualcosa e il mondo risponde. Concentri i tuoi sforzi e vedi un cambiamento: è terapeutico, ridimensiona le preoccupazioni e dà sollievo dallo stress".

Non è un caso che alcuni specialisti abbiano deciso di adottare i videogiochi come, citiamo letteralmente, "santuario virtuale in cui è possibile essere presenti, ma anche lasciar andare tutte le proprie preoccupazioni", così da favorire il benessere dei propri pazienti.

Immaginate PowerWash Simulator come un libro da colorare al contrario: i colori sono nascosti e dovete farli riemergere.
Immaginate PowerWash Simulator come un libro da colorare al contrario: i colori sono nascosti e dovete farli riemergere.

Pensate anche al caso di Animal Crossing: New Horizons, recentemente aggiornato anche per Nintendo Switch 2: quando uscì, nel 2020, il mondo si ritrovava nel bel mezzo di una quarantena, con livelli di preoccupazione e di stress, data l'incertezza della situazione, davvero alti. Così alti che perfino la OMS ritenne che i videogiochi potessero essere una buona spalla per combattere l'isolamento - e New Horizons divenne un po' la punta di diamante di quell'approccio.

Eravamo chiusi in casa, ma sulla nostra console potevamo esplorare la nostra isola e interagire con quelle dei nostri amici. Nel gioco, in piena quarantena, sono andata a incontrare virtualmente mio fratello che nella realtà si trovava dall'altra parte del pianeta: una magia tutta videoludica, che va a braccetto con un gioco dall'anima accogliente e "cozy" come Animal Crossing.

Un medium, molte anime

C'è ancora qualche barriera, quando si parla dei videogiochi rilassanti. Un po' come capita ai titoli incentrati sulla loro componente narrativa, vengono accusati di non essere davvero videogiochi, proprio perché manca una sfida, non c'è uno scoglio da superare. La realtà, però, è che non c'è un modo giusto o uno sbagliato di essere videogioco, che una proposta ludica non è più videogioco di un'altra: God of War non è più videogioco di Wanderstop, sono semplicemente opere diverse che perseguono idee diverse, in modo diverso e che parlano o a persone diverse, o alla stessa persona in momenti diversi.

È un concetto che anche il mercato ha iniziato ad abbracciare con sempre più convinzione: basti pensare alla nascita del Wholesome Direct, un evento in streaming dedicato specificamente ai giochi rilassanti, che ha avuto un seguito crescente di anno in anno. Considerando come lo stress è diventato sempre più parte integrante delle nostre vite reali, in fin dei conti, non suona nemmeno come una sorpresa che riscuotano sempre più successo i videogiochi che ci permettono di esorcizzarlo.

Wanderstop parla di burnout e incarna, nel suo gameplay, il bisogno di rallentare per prendersi cura di sé.
Wanderstop parla di burnout e incarna, nel suo gameplay, il bisogno di rallentare per prendersi cura di sé.

La buona notizia è che nel videogame odierno c'è spazio per tutto: tanto per il titolo che non perdona e ti costringe a riprovare al primo passo falso, tanto per quello in cui stai solo valutando il colore ideale per gli scaffali della tua libreria itinerante in riva al mare.

Non sempre possiamo rallentare qui fuori, da questa parte del monitor, ma nei videogiochi sì. E, esattamente come vivere una bella storia in un gioco ci crea emozioni reali anche se sappiamo che nulla di tutto ciò sta accadendo davvero, anche vivere un'esperienza di gameplay costruita per dare soddisfazione, per rimettere in ordine i pensieri e ricordarci la nostra significatività, ci lascia con dentro nuove forze per affrontare le prossime giornate nel mondo reale.

Certo, qui non scaliamo classifiche, non sconfiggiamo boss sempre più forti - giochiamo per concederci un momento senza pressioni. Non salviamo il mondo dall'ennesimo cattivone che ha rapito la principessa: ci prendiamo semplicemente cura di noi. E se non è una bella sfida da vincere questa...