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LG UltraGear OLED 27GX700A, la recensione del monitor gaming Tandem OLED più luminoso

Risoluzione 1440p e refresh rate a 280 Hz: con il monitor UltraGear OLED 27GX700A torniamo a parlare, per la terza volta in poco tempo, del nuovo OLED Tandem di LG Display.

RECENSIONE di Raffaele Staccini   —   14/01/2026
LG UltraGear OLED 27GX700A
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Dopo aver analizzato la proposta di GIGABYTE, spetta ora a LG Electronics scendere in campo per valorizzare la sua tecnologia proprietaria. Il nuovo LG UltraGear 27GX700A appartiene infatti alla prima ondata di monitor equipaggiati con il pannello WOLED di 4° generazione con struttura "RGB Tandem", prodotto internamente da LG Display. Si posiziona dunque come rivale diretto dell'ASUS ROG Strix XG27AQWMG, la cui recensione arriverà nei prossimi giorni, e del GIGABYTE MO27Q28G, che abbiamo già trattato su queste pagine.

La promessa della 4a generazione WOLED è ambiziosa: grazie alla struttura Tandem, il monitor punta a raggiungere picchi di luminosità sensibilmente superiori, superando uno dei limiti storici di questa tecnologia. Anche la purezza cromatica compie un passo avanti rispetto ai modelli precedenti, offrendo tinte più pulite. È bene però calibrare le aspettative: sebbene migliorati, i colori non raggiungono ancora quella saturazione estrema e quell'impatto vibrante tipico della concorrenza QD-OLED.

Ma basta con le presentazioni e scopriamo subito come si comporta alla prova dei fatti, analizzando pro e contro del display nella nostra recensione del monitor LG UltraGear 27GX700A.

Caratteristiche tecniche di LG UltraGear OLED 27GX700A

Come detto, l'LG UltraGear 27GX700A è costruito attorno al nuovo pannello OLED Tandem da 26,5 pollici con risoluzione nativa Quad HD (2560 × 1440) in formato 16:9. Come per i cugini degli altri marchi, anche qui la frequenza di aggiornamento è di 280 Hz e, unita al tempo di risposta quasi istantaneo di 0,03 ms (GtG), garantisce una gestione del movimento impeccabile. LG conferma la sua predilezione per un trattamento superficiale antiriflesso opaco con tripla certificazione UL, una scelta conservativa mirata a ridurre al minimo i disturbi causati dalle luci ambientali e che rende l'impatto visivo simile a quello visto nella recensione del GIGABYTE MO27Q28G.

Da specifiche, il pannello a 10 bit offre una copertura del 99,5% dello spazio colore DCI-P3 e un rapporto di contrasto tipico di 1.500.000:1. La luminosità tipica dichiarata è di 335 cd/m², supportata dalla certificazione VESA DisplayHDR True Black 500 per la gestione dei contenuti ad alta gamma dinamica. La fluidità in gioco è assicurata da un supporto VRR (Variable Refresh Rate) completo, che vanta sia la certificazione NVIDIA G-SYNC Compatible sia quella AMD FreeSync Premium Pro, coprendo l'intero range di frequenza.

L'LG UltraGear OLED 27GX700A
L'LG UltraGear OLED 27GX700A

Sul fronte della connettività, il monitor mette a disposizione il minimo indispensabile: un ingresso DisplayPort 1.4 e due porte HDMI 2.1, affiancate da un hub USB e dall'uscita cuffie (che funziona anche da ingresso per il microfono). Completa la dotazione uno stand pienamente ergonomico, regolabile in altezza, inclinazione, rotazione e pivot.

La dotazione di ingressi dell'LG UltraGear OLED 27GX700A è essenziale
La dotazione di ingressi dell'LG UltraGear OLED 27GX700A è essenziale

Elevato il prezzo di listino, ben 899€, che posiziona la proposta LG come la più cara tra i monitor con questo pannello, almeno sulla carta. In realtà però, si trova a circa 300 euro in meno già al momento della stesura di questa recensione.

Scheda tecnica LG UltraGear OLED 27GX700A

  • Tipo di display: OLED
  • Dimensioni dello schermo: 26,5″
  • Risoluzione: 2560 × 1440 (QHD)
  • Formato: 16:9
  • Gamma di colori: 99,5% DCI-P3
  • Profondità colore: 10 bit (1,07 miliardi di colori)
  • Contrasto: 1.500.000:1
  • Luminosità tipica: 335 cd/m²
  • Refresh Rate: 280 Hz
  • Tempo di risposta: 0,03 ms (GtG)
  • HDR: HDR10, VESA DisplayHDR True Black 500
  • Angolo di visione: 178° (H) / 178° (V)
  • Trattamento superficie: Antiriflesso (tripla certificazione UL)
  • Tecnologie gaming: G-SYNC Compatible, FreeSync Premium Pro, VRR, Black Stabilizer, Dynamic Action Sync, Crosshair, Contatore FPS
  • Connettività: 2× HDMI 2.1, 1× DisplayPort, USB hub, uscita cuffie
  • Regolazioni ergonomiche: Altezza, tilt, swivel, pivot
  • Montaggio VESA: 100 × 100 mm
  • Dimensioni:
    • Con stand: 605,2 × 469,3-579,3 × 249,1 mm
    • Senza stand: 605,2 × 351,0 × 45,3 mm
  • Peso:
    • Con stand: 9,0 kg
    • Senza stand: 4,8 kg
  • Accessori inclusi: alimentatore e cavo di alimentazione, cavo HDMI 2.1, cavo DisplayPort, cavo USB A/B
  • Prezzo di listino: 899€

Design

Il design dell'LG 27GX700A riprende fedelmente l'estetica aggressiva tipica della famiglia UltraGear, orientata al mondo gaming. La costruzione si basa su un mix ben riuscito di materiali diversi: lo chassis è realizzato principalmente in plastica di alta qualità, resistente alle impronte e priva di flessioni evidenti, mentre l'alloggiamento del pannello e la base dello stand utilizzano componenti in metallo che conferiscono una sensazione di solidità premium e robustezza generale. Sul retro non manca l'illuminazione RGB, ormai un marchio di fabbrica per la serie.

L'estetica dell'UltraGear OLED 27GX700A è quella classica della serie gaming LG
L'estetica dell'UltraGear OLED 27GX700A è quella classica della serie gaming LG

Lo stand si dimostra eccellente sia per stabilità sia per funzionalità. La base in metallo, più grande di quella della concorrenza, sostiene il monitor con fermezza, riducendo al minimo le oscillazioni, mentre la colonna in plastica integra un pratico foro per il cable management. L'ergonomia è completa e i movimenti risultano fluidi: è possibile regolare l'altezza, l'inclinazione, la rotazione laterale e spostare il pannello in verticale.

Lo stand del monitor LG 27GX700A permette anche l'uso in verticale
Lo stand del monitor LG 27GX700A permette anche l'uso in verticale

Frontalmente il monitor appare quasi privo di bordi, con cornici che misurano complessivamente circa 1 cm; è interessante notare che questa misura include un margine di 2 mm extra per lato, necessario alla funzione "OLED Screen Move" per prevenire il burn-in spostando impercettibilmente l'immagine. I controlli sono affidati a un joystick centrale posizionato sotto la cornice inferiore: sebbene un po' rigido al tatto, permette una navigazione rapida e intuitiva all'interno del menu OSD.

Esperienza d'uso

L'interazione con l'LG 27GX700A inizia proprio dal suo OSD (On-Screen Display), che si conferma uno dei più piacevoli da utilizzare. L'interfaccia è chiara, moderna e richiama esteticamente i menu dei TV OLED di LG, con animazioni fluide e una "Game Mode" ben caratterizzata. Pur essendo intuitiva, va notato che non offre la stessa profondità di personalizzazione e la ricchezza di funzioni "tattiche" che abbiamo apprezzato nell'OSD della proposta GIGABYTE.

L'OSD dei monitor LG è moderna e accattivante
L'OSD dei monitor LG è moderna e accattivante

Alla prova strumentale, il monitor mostra una doppia anima. In SDR, la modalità sRGB di fabbrica è ben bilanciata sul punto di bianco, ma la precisione cromatica non è assoluta (DeltaE medio 1.78), risultando appena sufficiente per chi fa grafica professionale senza una calibrazione. Dopo averlo calibrato, il pannello si conferma eccezionale, scendendo anche in questa proposta LG a un errore quasi nullo (0.41 dE). A questo si aggiungono volumi di colore massicci grazie alla nuova struttura del pannello, che copre interamente lo spazio sRGB e quasi tutto il DCI-P3, offrendo tinte vibranti e sature che risolvono definitivamente quei colori "slavati" sulle alte luci tipico dei vecchi WOLED.

È però in HDR che il monitor svela una filosofia progettuale volta alla pura potenza. Con il profilo "Gamer 1" e impostando l'opzione Peak Brightness su High, abbiamo misurato valori molto elevati, toccando i 1.360 nits su finestre piccole all'1% e mantenendo ben 919 nits al 4%. Ancora più impressionante è la capacità di mantenere circa 324 nits su una schermata interamente bianca, un risultato che rende le scene diurne o i paesaggi aperti incredibilmente più realistici e luminosi rispetto al passato. Analizzando la curva EOTF, emerge con forza la scelta di LG di applicare un certo "over-brightening", schiarendo deliberatamente i mezzitoni: se da un lato questo garantisce un impatto visivo più spettacolare e una migliore leggibilità nelle zone d'ombra durante il gameplay, dall'altro fa perdere molti punti al monitor in quanto a precisione.

Il grafico conferma l'eccellente copertura del 99.7% dello spazio colore DCI-P3 misurata dalla sonda
Il grafico conferma l'eccellente copertura del 99.7% dello spazio colore DCI-P3 misurata dalla sonda

Il confronto diretto con il concorrente GIGABYTE, che monta lo stesso pannello, evidenzia ancora meglio il carattere dell'elettronica LG: mentre sui micro-dettagli le prestazioni si equivalgono, sui dettagli medi (come una finestra al 9-10% dello schermo) l'LG riesce a spingere fino a 770 nits laddove la concorrenza inizia a tagliare potenza scendendo sotto i 600. LG ha scelto quindi un approccio più aggressivo a discapito della fedeltà cromatica, mentre ASUS e GIGABYTE hanno calibrato i loro monitor per seguire più fedelmente la curva HDR standard, anche con più profili dedicati.

Con l'opzione Peak Brightness spenta invece, notiamo che il monitor appiattisce la curva di luminanza erogando circa 320 nits costanti indipendentemente dalla grandezza della finestra visualizzata. Questo elimina di fatto l'intervento dell'ABL (Auto Brightness Limiter), trasformando il 27GX700A in un monitor luminoso e stabile, ideale per lavorare sul desktop senza il fastidio di vedere la luminosità cambiare repentinamente all'apertura di una finestra bianca.

Videogiochi

In gioco, i 280 Hz si sentono tutti in termini di fluidità e reattività. L'uso del Variable Refresh Rate porta però a galla un netto VRR flickering nelle scene scure quando il frame rate oscilla: a differenza di altri competitor, LG non ha implementato sistemi specifici per mitigarlo, rimanendo un po' indietro su questo fronte. Meno grave l'assenza di una funzione di Black Frame Insertion (BFI) opzionale per ridurre ulteriormente la sfocatura da persistenza, visto che la velocità nativa del pannello rende il movimento sempre molto nitido.

L'esperienza con le console next-gen è agrodolce. Su PS5, il monitor viene correttamente riconosciuto come un display 4K a 120 Hz, permettendo alla console di inviare il segnale alla massima qualità (che viene poi downscalato a 1440p dal monitor), garantendo un'ottima definizione. Su Xbox Series X invece, questa opzione, stranamente, non è disponibile. Si conferma, inoltre, l'assenza del supporto al Dolby Vision: una mancanza che si fa sentire per chi usa la console anche per lo streaming di film e serie TV di alta qualità, ma che ritroviamo anche sugli altri monitor concorrenti.

Uso da ufficio

Per la produttività, il rivestimento opaco lavora molto bene nel gestire i riflessi, rendendo il monitor utilizzabile anche in stanze non oscurate. La leggibilità del testo soffre ancora di un leggero fringing (la sbavatura dei bordi dei caratteri), ma da un paio di anni la situazione è nettamente migliorata rispetto alle generazioni WOLED precedenti. Sul fronte della longevità, LG offre la solita suite software per la prevenzione del burn-in: OLED Screen Move (che sposta impercettibilmente l'immagine), Screen Saver automatico e cicli di Image Cleaning da 10 minuti. A differenza di ASUS e altri brand che offrono garanzie estese specifiche di 3 anni contro il burn-in, qui la copertura è standard, lasciando all'utente e al software l'onere della manutenzione.

Conclusioni

Prezzo 899 €

Multiplayer.it

8.5

L'LG UltraGear 27GX700A è una macchina da guerra per il gaming puro. L'azienda ha infatti sbloccato il potenziale del pannello WOLED di 4° generazione, offrendo una luminosità e un impatto HDR che i rivali, più conservativi, in alcuni ambiti non riescono ad eguagliare. Se l'obiettivo è la massima resa visiva nei giochi competitivi e la fluidità dei 280 Hz, questo è il monitor da battere. Il prezzo da pagare è, però, la versatilità: la resa cromatica qui è meno fedele, mentre l'assenza di USB-C e KVM lo rende poco adatto a chi cerca una postazione ibrida lavoro/gioco.
Il posizionamento di prezzo è poi difficile da capire: con un listino di 899€, costerebbe ben 300€ in più rispetto ai concorrenti diretti che offrono lo stesso pannello e una dotazione di porte molto più completa. Per fortuna si trova già facilmente sotto i 600€: una cifra che rende la scelta più semplice e legata quasi solo alle proprie esigenze personali.

PRO

  • Luminosità al top
  • Prestazioni gaming eccellenti su PC
  • Modalità sRGB abbastanza accurata
  • Finitura opaca adatta a tutti

CONTRO

  • Sacrifica la fedeltà dei colori in HDR
  • Flickering VRR
  • Supporto limitato su Xbox rispetto a PS5
  • Dotazione di ingressi minima