La diffusione crescente dei servizi in abbonamento sta coinvolgendo anche il settore dei computer portatili, tanto che l'offerta di HP per noleggiare un notebook, anche da gaming, può sembrare quasi allettante. L'idea di ottenere un dispositivo al top della categoria senza anticipo può infatti fare gola a molti, ma l'analisi dei costi ha mostrato un quadro che è molto meno vantaggioso per gli utenti di quanto sembri.
La questione è stata sollevata dal canale Linus Tech Tips e in poco tempo ha suscitato numerosi reazioni. Con il diffondersi delle formule pay per use, è infatti fondamentale valutare attentamente l'impatto economico di queste offerte per evitare di pagare di più per avere in cambio un controllo minore sui propri dispositivi.
Gli abbonamenti HP per un laptop da gaming
I piani partono da 34,99 dollari al mese per i portatili destinati alla produttività e da 49,99 per i modelli gaming. Il canone include assistenza continuativa e la possibilità di passare a un modello nuovo dopo dodici mesi. Questa clausola rappresenta l'elemento più interessante del servizio, perché consente di aggiornare il proprio hardware con regolarità. Il problema è che, anche seguendo le regole alla lettera, il totale annuale risulta spesso superiore al prezzo di acquisto di un portatile equivalente.
Trascorsi i primi trenta giorni durante i quali è possibile ottenere il rimborso completo, infatti, l'abbonamento diventa vincolante per un anno intero. Interrompere il piano oltre questo limite impone il pagamento delle mensilità restanti, senza alcun diritto di riscatto del dispositivo. Inoltre, se il portatile non viene restituito, viene addebitata una tariffa pari al prezzo di listino. Le condizioni d'uso prevedono anche la possibilità di blocco da remoto e la segnalazione dei mancati pagamenti alle agenzie di credito, con potenziali conseguenze sul profilo finanziario dell'utente.
I costi diventano ancora meno favorevoli se si considera che i notebook di HP sono quasi sempre proposti con sconti significativi, persino sul portale della stessa azienda. Un portatile con listino superiore ai quattromila dollari può scendere stabilmente sotto i tremilacinquecento durante le promozioni. Questo divario rende l'abbonamento poco competitivo anche nel medio periodo. In diversi casi, il totale pagato in quattordici o ventuno mesi supererebbe il costo dell'acquisto diretto del modello corrispondente.
Il meccanismo degli upgrade annuali aggiunge un ulteriore vincolo. Accettando il nuovo dispositivo, il cliente rinnova automaticamente l'impegno per un altro anno e la tariffa mensile può cambiare. Ciò significa che chi sceglie di restare aggiornato rischia di entrare in un ciclo di rinnovi che diventa difficile interrompere senza sostenere costi rilevanti. Anche i portatili gaming, come le serie Omen e Victus, seguono la stessa logica con un esborso ancora più elevato a causa della fascia di prezzo più alta.
Le formule di noleggio non sono una novità nel settore tecnologico e spesso risultano appetibili per chi non può permettersi un pagamento immediato. In questo caso, tuttavia, il rapporto tra canone e valore reale del prodotto penalizza soprattutto i consumatori con budget limitato. Acquistare un laptop usato o ricondizionato rimane un'alternativa più sostenibile sotto il profilo economico e garantisce la proprietà del dispositivo senza vincoli aggiuntivi. Al contrario, l'abbonamento di HP richiede pagamenti continui, non offre un risparmio concreto e non consente di trattenere il computer al termine del periodo.
Il tema è diventato oggetto di discussione anche su testate come The Verge, che ha analizzato il programma senza ricevere risposta ufficiale dall'azienda.