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Unemployment Simulator 2018, la recensione di un gioco che è tutto, meno che un simulatore

Un'esperienza interattiva bizzarra, disorientante e post-moderna che sussurra ad una piccola parte di ognuno di noi.

RECENSIONE di Lorenzo Kobe Fazio   —   11/02/2026
Il protagonista di Unemployment Simulator 2018, così come si sveglia ogni mattina nel suo appartamento

Unemployment Simulator 2018 è un gioco di simulazione. Nulla di più sbagliato, riproviamo. Si tratta di un survival all'acqua di rose. No, meglio: di un survival horror. Ripensandoci non è nemmeno questo. Si tratta di una romanzata autobiografia del suo unico autore. Non ci siamo. Ultimo tentativo: è un'esperienza interattiva che parla di ansia, depressione, autocommiserazione, complottismo, nichilismo e, ovviamente, di pazzia, schizofrenia, paranoia.

Di Unemployment Simulator 2018 si possono trovare molte chiavi di lettura, diverse lenti attraverso cui filtrarlo, ma su una cosa si può essere d'accordo quasi all'unanimità: non è un videogioco. O meglio, non è un videogioco utilizzando forzatamente la definizione più classica, e anacronistica, del termine. Il gameplay è ridotto ai minimi termini, la narrazione è diluita e per lo più frammentata. Non c'è un vero scopo da raggiungere, non fosse che l'esperienza punta dritta verso una (sconclusionata e alienante) conclusione.

Si tratta, tuttavia, della classica produzione in cui il significato profondo, in cui i sensi dell'esperienza, plurale d'obbligo, sono l'unica priorità. Anche a discapito del divertimento, della sfida, della noia indotta al videogiocatore, costretto come sarà a vivere decine di giorni virtuali che si assomigliano pericolosamente fin troppo tra loro.

Unemployment Simulator 2018 non è un gioco per tutti. Forse non lo è per nessuno. Forse lo è solo per coloro che in qualche modo si sentiranno coinvolti da una vicenda che ha come protagonista un uomo che affoga e affonda nel periodo peggiore della sua vita.

La deprimente vita dell’uomo contemporaneo

Ormai da tempo, ogni giorno è uguale all'altro. La casa è un disastro. I piatti da lavare sono sempre lì. La spazzatura si accumula. Anche le lettere ancora imbustate stanno formando una fragile e barcollante pila di carta. Il protagonista di Unemployment Simulator 2018 si sveglia tutte le mattine al suono della sveglia, già stordito, già rassegnato all'ennesima giornata che sfuggirà via senza uno scopo, senza un senso, senza una reale gioia.

Samuel Lehikoinen, l'autore di questo progetto, ha messo del suo in questo gioco. Non è un caso che, pur pubblicato nel febbraio del 2026, il numero nel titolo rimandi al 2018. All'epoca, il nostro era disoccupato, sfiduciato, vagamente depresso e coesisteva con l'ansia per il domani.

Qualsiasi giornata virtuale sarà sempre la stessa (inutile) storia. Alzati dal letto, dovrete completare alcuni semplicissimi compiti, immediatamente ripetitivi già alla seconda volta che vi toccherà portarli a termine. Lavati i denti, preparati il pranzo, butta l'immondizia, pulisci la cucina. Non ci sono minigiochi nel vero senso della parola. Basta un pulsante, premuto con più o meno insistenza, per compiere ogni azione. La visuale bidimensionale, per quanto stilisticamente accattivante, non rende immediatamente chiaro con quali elementi dello scenario potrete interagire e quando, ma soprattutto in certe situazioni bisogna sperimentare, andare per tentativi, interpretare gli obiettivi che, una volta completati, conducono al giorno successivo.

In Unemployment Simulator 2018 la noia può letteralmente uccidervi
In Unemployment Simulator 2018 la noia può letteralmente uccidervi

Non si tratta dell'unico tipo di partecipazione all'esperienza che vi verrà richiesta. Sulla parte alta dello schermo, difatti, una serie di barre indicano lo stato di salute del protagonista. L'accumulo di noia condurrà alla morte, letteralmente. Così come incamerare ansia o troppa fatica. Quando gli indicatori lo segnalano, dunque, dovrete fare una partita a freccette o al computer, fare un pizzico di attività fisica, bervi una birra, dedicarvi ad un po' di (non) sano onanismo. La componente survival, se così possiamo chiamarla, non è affatto preponderante e a mano a mano che imparerete a svolgere le missioni giornaliere velocemente, smetterete quasi completamente di preoccuparvi degli indicatori. Il che, a dirla tutta, è un bene, visto che vi stuferete presto anche di tenere conto dei bisogni fisiologici del protagonista.

Come anticipato, Unemployment Simulator 2018 non vuole divertirvi in alcun modo, non ha nessun interesse ad intrattenervi nel senso più classico del termine. È volutamente ripetitivo, ridondante, stancante. Pur nella sua breve durata, il gioco si completa facilmente in cinque ore circa, è perfettamente in grado di farvi assaporare la desolazione di una vita, di un periodo di vita quantomeno, in cui tutto sembra aver perso senso, tutto è tristemente uguale a sé stesso e nulla è davvero in grado di regalare soddisfazione, gioia, serenità.

Tra una giornata e l'altra potrete spiare i sogni del protagonista di Unemployment Simulator 2018 e alcuni di questi si compongono come piccoli minigiochi il cui superamento, tuttavia, non si traduce in nessun bonus
Tra una giornata e l'altra potrete spiare i sogni del protagonista di Unemployment Simulator 2018 e alcuni di questi si compongono come piccoli minigiochi il cui superamento, tuttavia, non si traduce in nessun bonus

Le partite al computer, le birre, suonare con la chitarra è tutto un palliativo, ulteriore fonte di frustrazione e noia per il giocatore, incastrato in un loop a tratti sfiancante. Proprio all'interno di questo circolo vizioso, da cui non sembra esserci uscita, si fanno strada, lentamente, alcuni dei temi portanti dell'opera di Samuel Lehikoinen. L'annichilimento dell'uomo improduttivo, tanto per cominciare. L'ansia sociale scaturita da mail senza risposta e bollette da pagare. La solitudine dell'uomo contemporaneo, chiuso in spazi privati che diventano galere in cui l'unica fuga possibile, per quanto mentale, non è che la passiva osservazione di altri esseri ugualmente prigionieri di sé stessi su YouTube.

Si tratta di tematiche dannatamente attuali e quotidiane, che mostrano un vissuto che molti, per periodi più o meno brevi della propria vita, hanno sperimentato sulla propria pelle. Vedere quest'immagine di sé stessi, o in ogni caso di un'umanità non troppo difficile da raffigurare e verso cui provare empatia, è ulteriore fonte di fastidio, (auto)commiserazione, magari rimpianto.

Allucinazione o realtà?

Non è tutto qui. Unemployment Simulator 2018 ha anche uno svolgimento, che giustifica in qualche modo il susseguirsi delle giornate virtuali. Tra piatti da lavare e una partitina al PC, difatti, il nostro inizierà ad essere coinvolto in eventi sempre più surreali e sovrannaturali. Si comincia con una lettera anonima che fa riferimento al Rivenditore Senzatesta, capo di una cospirazione dalle tinte ultra-capitaliste non meglio specificata. Poi sarà il turno di piccole cose in casa fuori posto, che si rompono e magicamente tornano tutte intere nel corso della notte. Infine, toccherà alle apparizioni vere e proprie: coinquilini inter-dimensionali, scheletri assassini, riti satanici e quant'altro.

Sul computer del protagonista non può certo mancare una versione fantasy e 'tarocca' di Vampire Survivors
Sul computer del protagonista non può certo mancare una versione fantasy e "tarocca" di Vampire Survivors

Sarà questa seconda anima dell'esperienza a mantenere vivo l'interesse del videogiocatore. Mentre si assimilano e si vivono in prima persona, quasi passivamente, tutte le incongruenze nocive del mondo post-moderno capitalista, il videogiocatore è spinto dalla curiosità di conoscere l'epilogo del viaggio onirico e lisergico del protagonista, sempre a metà strada tra la convinzione che si tratti solo di un'allucinazione e il dubbio che, invece, sia tutto reale.

L'epilogo di questa narrazione, manco a dirlo, è semplicemente fuori di testa, assurda, persino vagamente ilare. L'intreccio narrativo, a dirla tutta, manca di un vero cuore pulsante. Inoltre, si ha la costante sensazione che Samuel Lehikoinen si sia semplicemente divertito a mettere nel calderone qualsiasi cosa gli passasse per la testa. Eppure, è innegabile che l'espediente narrativo sia potente e folle al punto giusto da tenere incollato l'utente sino ai titoli di coda. Anche perché Unemployment Simulator 2018 ha il grande pregio di durare quanto deve: abbastanza per annoiare, abbastanza per motivare il giocatore a superare l'ennesima giornata priva di senso, ma che potrebbe avere una svolta, irreale, stuzzicante e persino vagamente terrificante.

Conclusioni

Versione testata PC Windows
Digital Delivery Steam
Prezzo 9.75 €
Multiplayer.it
6.5
Lettori (6)
9.5
Il tuo voto

Difficile consigliare, o sconsigliare, Unemployment Simulator 2018. Si tratta di un'esperienza quasi unica nel suo genere e che non ha interesse a intrattenere l'utente. L'avventura dell'anonimo protagonista è un espediente per parlare di ansia sociale, paura del futuro, complottismo e alienazione. Un autentico viaggio nella mente, allucinata, di chi ha ormai perso qualsiasi stimolo e, forse, si rifugia in un mondo completamente irreale per cercare uno scopo e sentirsi in qualche modo speciale e utile a qualcosa. L'emozione che proverete più spesso con Unemployment Simulator 2018 è la noia, un sentimento ricercato e voluto, che da una parte potenzia l'intreccio surreale del gioco, dall'altro spinge a riflessioni sulla propria vita, sulla società, sul rapporto con gli altri. Non avendo una direzione chiara in termini narrativi, proponendo meccaniche ludiche estremamente evanescenti, quando non proprio ignorabili, l'esperimento di Samuel Lehikoinen è intrigante, ma non troppo a fuoco. Proprio per questo è un titolo indicato solo a chi cerca qualcosa di veramente particolare, dal sapore aspro e amaro, un'esperienza, più che un gioco, che stimoli a riflessioni non per forza piacevoli.

PRO

  • Esperienza assolutamente originale
  • Un'interessante riflessione sulla contemporaneità

CONTRO

  • La volontà di annoiare allontanerà in molti
  • Trama non troppo a fuoco