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Tales of Berseria Remastered, la recensione: il ritorno di uno dei capitoli più cupi della serie

Mentre tutti i fan aspettano l'annuncio di un nuovo Tales of, Bandai Namco continua a rimasterizzare i titoli passati: questa volta tocca a Tales of Berseria.

RECENSIONE di Christian Colli   —   26/02/2026
Uno dei protagonisti di Tales of Berseria Remastered mostra i suoi poteri
Tales of Berseria Remastered
Tales of Berseria Remastered
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La serie Tales of si è arenata, anche se Bandai Namco giura che qualcosa si stia muovendo. Eppure sono passati già cinque anni da Tales of Arise, l'ultimo capitolo principale pubblicato, e da allora abbiamo visto - oltre a un timido DLC fuori tempo massimo del suddetto - solo remaster. In pratica, siamo in pausa, mentre Bandai Namco, rispolverando i giochi precedenti, cerca di capire in che direzione muoversi.

Mentre solo poche settimane fa sono state promesse nuove remaster, tra cui speriamo quella di Tales of the Abyss, il 2026 si apre quindi con Tales of Berseria, saltando a piè pari Tales of Zestiria. Una decisione bizzarra, considerando che Zestiria è effettivamente il prequel di Berseria, sebbene non sia necessario giocarlo per capire la storia raccontata in quest'avventura e che abbiamo sviscerato nella recensione originale.

Dalla parte dei cattivi?

La protagonista di Tales of Berseria è Velvet Crowe, trasformata in demone quando suo cognato Artorius le ha ucciso il fratello in un rituale che ha concesso a ogni essere umano la capacità di vedere gli spiriti. Artorius aveva uno scopo nobile, a testa sua: fortificare l'ordine degli Esorcisti per difendere meglio l'umanità. Ma le sue ragioni per Velvet non contano nulla, dato che lei vuole solo vendicarsi. La storia di Tales of Berseria ruota proprio intorno al conflitto tra logica e sentimenti; Velvet è un personaggio spregevole per una buona metà dell'avventura, ma non si può dire che i comprimari che si uniscono alla sua causa siano migliori di lei, essendo perlopiù una banda di disadattati.

Il cast di Tales of Berseria è composto da quelli che potremmo definire dei 'cattivi simpatici'
Il cast di Tales of Berseria è composto da quelli che potremmo definire dei "cattivi simpatici"

Velvet e i suoi compari sono antieroi sfaccettati con propositi immorali, ma la causa per cui si batte Artorius è ambigua tanto quanto la loro. Alla fine, quando i nodi vengono al pettine, è difficile dire chi siano veramente i cattivi in questa storia. Tales of Berseria offre quindi una prospettiva più interessante del solito, grazie a una storia adulta e complessa in cui ha largo spazio lo sviluppo dei personaggi. Il livello della scrittura è sempre quello da anime di serie B un po' stereotipato, che piacerà a certi palati, e infatti non mancano le consuete scenette comiche che intervengono ad alleggerire i momenti più drammatici senza indebolirne l'impatto, pur peccando della solita prolissità tutta nipponica dei dialoghi.

Tales of Berseria appartiene ancora alla "vecchia generazione" dei JRPG: si visitano città, si segue la storia raccontata da dialoghi e cinematiche, si esplora la segreta di turno e si combatte l'immancabile boss in un loop che dura una quarantina di ore. In questa formula all'antica si incastrano piccole soluzioni più moderne; per esempio, anche questa volta non c'è una mappa del mondo tridimensionale, ma una cartina geografica che ci permette di viaggiare in un attimo da un luogo all'altro. Le aree all'aperto che separano le città sono praticamente "dungeon" labirintici a loro volta e proprio per questo il backtracking obbligatorio in certi momenti può affaticare non poco.

Tales of Berseria Remastered include quasi tutti i costumi DLC pubblicati all'epoca
Tales of Berseria Remastered include quasi tutti i costumi DLC pubblicati all'epoca

Per fortuna, a un certo punto si sblocca la geotavola, una sorta di hoverboard che consente di sfrecciare ad alta velocità e di investire i nemici che, se più deboli del party, svaniranno in una nube di fumo senza innescare uno scontro. Purtroppo la geotavola non salva il design veramente terribile della maggior parte dei dungeon al chiuso, praticamente una sequenza interminabile di corridoi e stanze in cui ogni tanto ci si imbatte in qualche irritante rompicapo ambientale. Abbiamo avuto la forte sensazione che lo sviluppatore abbia cercato in tutti i modi di prolungare la nostra permanenza in queste aree ricorrendo a zone estremamente ripetitive, sia nella struttura che nell'aspetto: fortunatamente è possibile salvare in qualunque momento in uno slot dedicato, oltre che presso i punti di salvataggio appositi.

Inoltre, la versione Remastered indica con chiarezza sulla mappa la prossima destinazione da raggiungere, risparmiando lo stress di cercarla a chi vuole solo arrivare ai titoli di coda. In questo senso, la remaster di Berseria non si distingue più di tanto dalle precedenti, come quella di Tales of Xillia o di Tales of Graces: è possibile disattivare i combattimenti comuni e anche apportare modifiche al gameplay nel Grade Shop da cui si passa prima di cominciare una nuova partita. Spendendo un certo quantitativo di punti possiamo modellare la progressione e la difficoltà a piacimento: si tratta di una funzionalità precedentemente accessibile solo dopo aver completato il gioco almeno una volta e ora, invece, a disposizione di tutti fin da subito.

Combattimenti rimasterizzati

Il sistema di combattimento di Tales of Berseria è veramente ottimo, ma non è esattamente tra i più immediati da padroneggiare: il gioco sciorina tutorial a manetta per ore, insegnandoci continuamente nuove meccaniche che lo rendono sempre più stratificato, anche se si può anche abbassare il livello di difficoltà e giocare premendo tasti a caso senza curarsi di proprietà elementali o vulnerabilità, ma sarebbe un gran peccato. Tutto gira intorno alle "anime": si comincia con tre e se ne possono accumulare fino a cinque rubandole ai nemici dopo averli storditi o afflitti con qualche condizione nefasta. Più anime si possiedono, più colpi si possono mettere in serie e più danni si infliggono ma, di traverso, si diventa anche più vulnerabili e si può essere storditi più facilmente. Bisogna perciò trovare il giusto equilibrio e impiegare le Arti di sfondamento per scaricare e ricaricare continuamente le risorse.

Il sistema di combattimento è appagante, ma bisogna imparare a padroneggiarlo
Il sistema di combattimento è appagante, ma bisogna imparare a padroneggiarlo

Considerando che il giocatore può mappare fino a quattro Arti per pulsante e che ogni personaggio possiede un'Arte di sfondamento completamente diversa da quelle degli altri, il sistema di combattimento di Tales of Berseria può diventare incredibilmente creativo e, quando si sblocca la Barra Esplosiva, raggiunge livelli di complessità ancora più elevati: a quel punto è possibile cambiare al volo i personaggi in battaglia con le riserve, passare da uno all'altro per prolungare le combo, sfruttare i punti deboli dei nemici e contrattaccarli al momento opportuno con le spettacolari Arti Mistiche, che aumentano la possibilità di ricevere oggetti da equipaggiare alla fine del combattimento.

Ogni arma o armatura può essere potenziata e possiede un bonus specifico che potremo imparare permanentemente dopo aver sconfitto un certo numero di nemici. Se il bonus in questione è fisso, non lo sono però gli altri e quindi capiterà spesso di trovare tanti oggetti con bonus diversi da soppesare attentamente mentre si sconfiggono nemici e su nemici e si passano gli oggetti da un personaggio all'altro allo scopo di arricchire il loro repertorio di bonus: questo significa purtroppo che passerete parecchio tempo nelle schermate tra un combattimento e l'altro.

Tales of Berseria affronta temi più cupi e controversi del solito
Tales of Berseria affronta temi più cupi e controversi del solito

Sul comparto tecnico c'è poco da dire: Tales of Berseria era un gioco già abbastanza vetusto nel 2016 - quando era stato sviluppato per PlayStation 3 - e oggi la direzione artistica compensa la sua età solo fino a un certo punto. Lo stile anime aiuta parecchio, ma se da una parte le animazioni e i modelli 3D sono invecchiati bene, gli scenari a basso conteggio poligonale e le geometrie banali degli scenari e dei dungeon saltano sicuramente più all'occhio, così come alcune soluzioni visive tipo le illustrazioni statiche durante certi dialoghi e la regia mediocre in certi intermezzi. La Remastered è il solito lavoretto a cui ci ha abituati Bandai Namco che aumenta la risoluzione dell'immagine e aggiunge qualche miglioramento alla qualità della vita qua e là: non è niente di trascendentale o rivoluzionario, anche perché il gioco non è esattamente vintage, ma sicuramente rappresenta il modo migliore per giocare Tales of Berseria nel 2026.

Conclusioni

Versione testata PlayStation 5
Digital Delivery PlayStation Store
Prezzo 39,99 €
Multiplayer.it
7.0
Lettori (3)
5.3
Il tuo voto

Tales of Berseria è stato uno dei titoli più originali della serie, se non altro per la narrativa cinica che riesce a mettere in crisi la prospettiva del giocatore con tematiche e risvolti nient'affatto banali. Ma già nel 2016 il gioco Bandai Namco soffriva di limiti tecnici che una remaster può aggirare fino a un certo punto: più ci avviciniamo al presente e meno incisive appaiono queste riedizioni, specie di giochi ancora facilmente reperibili. Ovviamente consigliamo Tales of Berseria Remastered agli amanti dei JRPG con combattimenti action che non lo hanno mai giocato o che si sentono orfani della serie, in attesa di tempi migliori.

PRO

  • La storia e il sistema di combattimento sono invecchiati bene
  • Gli ormai consueti miglioramenti alla qualità della vita

CONTRO

  • Il comparto tecnico sente tutta la sua età
  • Una remaster all'acqua di rose che non risolve i problemi più profondi