Il lavoro di sviluppo nel compilatore LLVM dedicato allo stack grafico di AMD sta offrendo nuovi indizi sui piani dell'azienda per le prossime APU. Tra le novità più rilevanti emerge il target GFX1170, classificato come parte della famiglia GFX11 ma accompagnato dall'etichetta "RDNA 4m", una definizione che richiama tecnologie solitamente associate a generazioni successive.
Le modifiche apportate negli ultimi giorni suggeriscono quindi un'evoluzione mirata a introdurre istruzioni più vicine al comportamento delle GPU RDNA 4, ampliando le capacità dei futuri processori della serie Ryzen.
Le implicazioni delle nuove informazioni
GFX1170 era comparso per la prima volta nelle patch di inizio febbraio 2026, con differenze limitate rispetto agli altri target GFX11. Da allora il lavoro è proseguito con l'aggiunta del supporto alla conversione FP8 e BF8, elementi che solitamente caratterizzano architetture pensate per carichi di lavoro legati all'elaborazione tramite modelli di IA. Il fatto che tali funzioni compaiano in un target formalmente appartenente alla generazione RDNA 3 indica una fase di transizione in cui alcuni elementi della futura architettura vengono anticipati nei prodotti intermedi.
Le modifiche più recenti riguardano l'inclusione delle istruzioni WMMA e SWMMAC, pensate per operazioni su matrici. La patch introduce varianti specifiche per GFX1170 e GFX12, separandole dal comportamento previsto per il resto della linea GFX11. L'aggiunta delle versioni WMMA128b e l'utilizzo di un nuovo sistema di suffissi per distinguere le istruzioni GFX11.7 puntano a ridurre i conflitti di decodifica e ad allineare il target alle esigenze dei carichi computazionali moderni. Anche in questo caso la direzione sembra chiara: AMD sta predisponendo un set di istruzioni più adatto ad accelerare elaborazioni di tipo algoritmico e inferenziale.
Parallelamente proseguono le indiscrezioni sulla linea Ryzen 500, nota con i nomi in codice "Medusa Point" e "Medusa Halo". Le informazioni disponibili suggeriscono l'adozione di core CPU Zen 6 e una divisione netta tra grafica integrata mainstream e varianti Halo. I modelli più accessibili dovrebbero impiegare un'evoluzione dell'architettura RDNA 3.5, mentre le versioni di fascia superiore sarebbero destinate a integrare GPU RDNA 5. Le patch emerse nel compilatore aggiungono però un elemento ulteriore. Il suffisso "plus" associato alla grafica dei modelli Medusa sembra ora orientato verso la definizione RDNA 4m, proprio quella individuata nelle specifiche del target GFX1170.
Questa convergenza porta a una conseguenza rilevante. La presenza di istruzioni FP8 e delle nuove operazioni su matrici potrebbe rendere possibile il supporto a tecnologie come FSR 4 anche sulle APU della fascia mainstream, pur senza adottare un'architettura grafica completamente nuova. In teoria basterebbe integrare quanto osservato nel target GFX1170 per soddisfare i requisiti richiesti dalle pipeline di upscaling di prossima generazione.
L'evoluzione del backend LLVM mostra quindi un quadro in movimento. I processori Ryzen attesi nei prossimi mesi potrebbero rappresentare un ponte fra le generazioni RDNA attuali e quelle future, offrendo una compatibilità più ampia con le nuove tecniche di rendering. Se queste indicazioni verranno confermate dai prodotti finali, il segmento APU potrebbe cambiare ruolo nelle strategie di AMD, puntando su funzioni avanzate prima riservate ai modelli dedicati.