Qualcomm si prepara a essere tra le prime aziende a presentare un chipset realizzato con processo produttivo a 2 nanometri, insieme ad Apple e MediaTek. La nuova generazione di SoC dovrebbe arrivare in due varianti distinte, Snapdragon 8 Elite Gen 6 e Snapdragon 8 Elite Gen 6 Pro, replicando una strategia già vista in passato per differenziare prestazioni e posizionamento. Il salto tecnologico, però, porta con sé un tema inevitabile: l'aumento dei costi di produzione.
Il nodo a 2 nm di TSMC, destinato a sostituire l'attuale processo a 3 nm N3P, risulta sensibilmente più costoso. Le stime parlano di wafer dal prezzo intorno ai 30.000 dollari, un valore che incide direttamente sui margini dei progettisti di chip e, di riflesso, sui produttori di smartphone. Per i partner di Qualcomm la questione non è se il nuovo SoC sarà più caro, ma di quanto aumenterà il prezzo finale.
Quanto ci costerà il nuovo processo produttivo?
Uno sguardo alla generazione attuale aiuta a inquadrare la situazione. Con Snapdragon 8 Elite, Qualcomm ha introdotto per la prima volta i core CPU Oryon progettati internamente, abbandonando le soluzioni ARM standard. Questa scelta ha permesso un miglioramento su prestazioni ed efficienza, ma ha anche segnato un incremento significativo dei prezzi. La versione Gen 5, basata su un'architettura Oryon di terza generazione, avrebbe raggiunto un costo stimato intorno ai 280 dollari per unità, variabile in base a volumi e accordi commerciali.
Questo livello di prezzo ha già messo sotto pressione diversi produttori Android, soprattutto quelli che operano su fasce di mercato meno premium. Con Snapdragon 8 Elite Gen 6 Pro la situazione potrebbe diventare ancora più critica. Secondo indiscrezioni, solo i cinque principali produttori Android avrebbero scelto di adottare il nuovo SoC a 2 nm, limitandone però l'utilizzo ai modelli di punta. La versione standard Gen 6 sarebbe invece destinata a coprire la maggior parte delle spedizioni.
A complicare ulteriormente il quadro contribuisce la scelta del processo produttivo. Le indiscrezioni più insistenti indicano che Qualcomm e MediaTek potrebbero puntare sul nodo N2P di TSMC invece del N2 base. Questa variante offrirebbe margini leggermente superiori in termini di frequenza e resa produttiva, oltre a un vantaggio competitivo nei confronti dei futuri chip Apple A20 e A20 Pro. Il rovescio della medaglia è un ulteriore aumento dei costi applicati dalla fonderia taiwanese.
Sommando il rincaro del processo produttivo e l'aumento dei prezzi di DRAM e NAND, il costo dello Snapdragon 8 Elite Gen 6 Pro potrebbe superare senza difficoltà la soglia dei 300 dollari. Alcune stime indicano un valore vicino ai 320 dollari per unità, anche se il prezzo finale dipenderà da molteplici fattori, tra cui volumi, tempistiche e condizioni di mercato. Un aumento secco a livello di filiera di 40 dollari, che per il consumatore potrebbero diventare 60 dollari, o persino 80, una volta aggiunti IVA, margini del brand, e costi di distribuzione e marketing.
Il passaggio ai 2 nm rappresenta quindi un punto di svolta non solo tecnologico, ma anche economico, con possibili effetti sul mercato dei top di gamma attesi nella seconda parte dell'anno.