Dopo anni di scontri legali e accuse reciproche, la disputa tra Google e Epic Games arriva a una svolta. Le due aziende hanno raggiunto un accordo che modifica alcune regole del Google Play Store e consente il ritorno di Fortnite sulla piattaforma Android.
L'intesa introduce cambiamenti rilevanti nel sistema di commissioni applicato agli sviluppatori e nel modo in cui gli utenti possono installare applicazioni al di fuori dello store ufficiale. Le modifiche rientrano in un pacchetto più ampio di misure pensate per rispondere alle accuse di pratiche anticoncorrenziali avanzate negli ultimi anni.
Le novità del Google Play Store
Tra le novità principali figurano una riduzione delle commissioni sugli acquisti in-app e un nuovo programma dedicato agli store alternativi, che punta a semplificare l'installazione di marketplace di terze parti sui dispositivi Android. Il cambiamento più immediato riguarda però proprio le commissioni del Play Store. La quota standard scende al 20% sugli acquisti effettuati all'interno delle app. Se gli sviluppatori scelgono di utilizzare il sistema di pagamento di Google, si aggiunge un ulteriore 5%. In precedenza la commissione base era del 30%, con una riduzione al 15% per gli abbonamenti ricorrenti.
Con la nuova struttura, gli abbonamenti continuativi passeranno al 10%, mentre la tariffa del 20% sarà applicata ai nuovi download delle applicazioni. Queste condizioni entreranno in vigore entro il 30 giugno 2026 negli Stati Uniti, nello Spazio Economico Europeo e nel Regno Unito, con estensioni progressive ad altri mercati. L'Australia seguirà entro il 30 settembre 2026, mentre Corea del Sud e Giappone adotteranno il sistema entro il 31 dicembre dello stesso anno. L'espansione globale è prevista entro il 30 settembre 2027.
Un altro punto centrale riguarda il nuovo programma denominato Registered App Stores. Si tratta di un'iniziativa che permetterà ad alcuni store alternativi approvati di essere installati più facilmente sui dispositivi Android. In passato una delle critiche più forti di Epic riguardava il processo di sideloading, cioè l'installazione manuale di app al di fuori del Play Store, che mostrava avvisi di sicurezza molto espliciti agli utenti. Il nuovo programma prevede comunque controlli su qualità e sicurezza, ma mira a rendere il processo più semplice per marketplace considerati affidabili.
L'accordo apre anche la strada allo sviluppo dell'Epic Games Store su Android, che potrà operare come alternativa al Play Store. Epic continuerà quindi a distribuire i propri titoli direttamente, incluso Fortnite, che tornerà disponibile nello store ufficiale di Google.
Nel frattempo Google ha annunciato nuovi programmi dedicati agli sviluppatori, tra cui Apps Experience Program e una versione aggiornata di Google Play Games Level Up. L'obiettivo è incentivare applicazioni e giochi di qualità su Android. Gli sviluppatori che partecipano a questi programmi pagheranno il 20% sulle transazioni nelle installazioni esistenti e il 15% su quelle generate da nuovi download.
La vicenda ha avuto anche risvolti insoliti sul piano mediatico. Il CEO di Epic, Tim Sweeney, è stato per anni uno dei critici più duri delle politiche degli store digitali, arrivando a definire Android una "falsa piattaforma aperta" e accusando Google di pratiche scorrette. Tuttavia l'accordo include clausole piuttosto restrittive: Epic rinuncia a ulteriori cause legali e Sweeney non potrà più criticare pubblicamente le politiche del Play Store, almeno fino al 2032. Il contratto prevede anche che Epic riconosca il nuovo sistema come favorevole alla concorrenza e si impegni a sostenerlo pubblicamente.
Voi che cosa ne pensate? Si tratta di un epilogo soddisfacente per la vicenda? Diteci la vostra nei commenti qua sotto.