Ci sono avventure che sembrano pensate dall'inizio per rimanere un unicum. Eventi di cui fare esperienza una sola volta, in cui la prima coincide con l'ultima, perché qualsiasi ritorno sarebbe superfluo; e se non superfluo, quantomeno ridondante. Il rischio per Planet of Lana 2 era altissimo, perché - pur lasciando intravedere la possibilità di scoprire altro sul misterioso ed evocativo pianeta - tutto sommato l'avventura di Lana si era conclusa con un lieto fine.
Invece, per gli sviluppatori di Wishfully, Lana e Mui, già protagonisti dell'avventura precedente, avevano ancora qualcosa da dire. E per dirlo, avevano bisogno di crescere, assieme al loro pianeta, Novo, e assieme a meccaniche di gioco che, anche se già efficaci, lasciavano prevedere in effetti la possibilità di ulteriori rifiniture e arricchimenti. Planet of Lana 2 è esattamente ciò che avete amato del primo capitolo, ma di ogni cosa ce n'è un po' di più e ognuna funziona anche meglio di prima. Non una mera aggiunta contenutistica, quindi, bensì una crescita. Al pari dei protagonisti.
Ritorno a Novo
Tre anni separano il primo capitolo da Planet of Lana 2, ma sul pianeta Novo ne è trascorso soltanto uno. Lana intanto è cresciuta, è diventata più agile, più consapevole delle proprie capacità. La prima mezz'ora di gioco è pensata per "riportarci a casa", riprendendo dimestichezza non tanto con i luoghi, quanto con l'atmosfera evocata da un tipo preciso di produzione che insiste moltissimo sul ritmo, equilibratissimo, tra azione (studiata nei puzzle, frenetica negli inseguimenti) e riflessione (sulle novità apprese sul mondo, o per elaborare eventi difficili).
I personaggi sono ancora tutti qui: non solo Lana, ma anche Mui, la sorellina Elo e gli abitanti del pacifico villaggio in cui la tecnologia convive, ormai, con uno stile di vita basato sul rispetto dei ritmi della natura. L'equilibrio naturalmente non attende altro che di essere spezzato, dando così il la ad una nuova avventura. Se già narrativamente il primo Planet of Lana non era esaltante nelle premesse, la storia del sequel appare persino un po' ripetitiva. Ancora una volta, infatti, la sorellina di Lana è in pericolo - questa volta si è ammalata a causa dell'attacco di una tribù ostile - e mentre il conflitto con i vicini bellicosi coinvolge i guerrieri del villaggio, sarà Lana a dover cercare gli ingredienti necessari alla salvezza di Elo.
L'evento centrale, questa volta, non è però l'arrivo dei robot o della possibile invasione aliena. I temi affrontati si fanno più attuali e assumono una sfumatura ecocritica: una volta in possesso di tecnologia avanzata, che utilizzo ne fa l'uomo? La usa per opprimere i suoi simili e sfruttare l'ambiente fino alla sua completa distruzione, ovviamente. Ma forse, nel tentativo di salvare Elo, Lana riuscirà a fermare anche la tribù rivale dei Dijinghala, che sta usando i robot e il progresso tecnologico per controllare tutto e tutti. Va da sé che, in tutto questo, molti dei misteri del pianeta Novo, accennati nel primo capitolo, verranno ulteriormente approfonditi.
Un’unica avventura, doppie possibilità
La prima grande novità di Planet of Lana 2 consiste nell'utilizzo consapevole di Mui, l'animaletto alieno compagno della protagonista. È vero che la piccola creatura aveva il suo perché già nel capitolo precedente, dove però restava un po' pensata come "appendice" di Lana; qui Mui fondamentalmente interagiva su congegni collocati in zone che la compagna non poteva raggiungere. Adesso il giocatore può controllarlo in modo molto più libero, consapevole e strategico: con l'apposito comando del controller è possibile dire a Mui dove deve andare e, una volta sul posto, che cosa deve fare.
Le possibilità di interazione con l'ambiente circostante si sono arricchite enormemente: Mui può spezzare cavi che poi Lana utilizzerà come liane; attivare e disattivare interruttori; mettere KO per qualche secondo i nemici robotici e molto altro ancora. Per di più il suo utilizzo richiede la comprensione delle sue possibilità altamente specifiche: a differenza di Lana, infatti, Mui salta molto più in alto e molto più lontano, mantenendo tuttavia il "malus" legato all'acqua, che proprio non riesce a soffrire (di nuovo, saremo noi a condurlo su zattere improvvisate dall'altra parte delle piattaforme).
La grande sorpresa, però, è un'altra. Mui ha sbloccato un nuovo potere che gli consente di prendere letteralmente il controllo di robot (come droni) o di esseri viventi. In questi momenti, le possibilità nel gameplay cambiano immediatamente: diventato rapidissimo nei panni di un pesciolino, Mui ci ha aiutati a distrarre degli squali elettrici letali per Lana, anche grazie all'inchiostro che poteva rilasciare nella zona. Nel bioma innevato, invece, lo abbiamo usato come una curiosa creatura simile a una palla di neve, che poteva tracciare dei percorsi infiammabili tra sorgenti di fuoco e ostacoli da eliminare. Di più non vi diciamo, lasciando a voi il piacere della scoperta.
Anche le possibilità di Lana, comunque, si sono ampliate rispetto all'avventura precedente. Nel complesso l'utilizzo del personaggio risulta molto più fluido e reattivo, mentre la versatilità è migliorata molto con la possibilità di scalare le pareti e di effettuare "balzi" dall'una all'altra (previa, naturalmente, la presenza di una sporgenza). In determinate situazioni, inoltre, torneranno particolarmente utili anche la corsa e la scivolata.
Più ricco, non più complesso
Se la fruizione è rimasta sostanzialmente inalterata, perché Planet of Lana 2 è ancora un'avventura basata sulla stretta interdipendenza tra piattaforme e puzzle ambientali, da subito si nota il potenziamento generale dell'intera formula. Non solo il gioco vanta un respiro più ampio, anche semplicemente negli spazi, ma gli enigmi stessi, cuore dell'avanzamento, sono "cambiati" rispetto al passato. Planet of Lana è diventato meno frustrante di quanto lo ricordassimo, evolvendosi allo stesso tempo in una direzione più creativa.
La ricchezza avrebbe potuto tradursi in un semplice "di più" di quanto già visto; invece, si è cercato di rendere il tutto un po' più intuitivo e accessibile. Attenzione però, perché questo non significa necessariamente più semplice. Laddove prima si rischiava di rimanere bloccati per tanto tempo su uno stesso enigma, adesso gli indovinelli ambientali sono pensati in modo più efficace, nonché sempre differente. Ne consegue un appagamento generale, se possibile, anche superiore a quello del capitolo precedente.
In base al cambiamento dei biomi, infatti, mutano anche le difficoltà per i protagonisti. Le loro abilità restano le stesse, dunque i due devono inventarsi nuovi modi per proseguire. Ecco perché, se inizialmente è sufficiente agire con Mui per attivare gli interruttori e Lana che corre rapidamente dall'altra parte di una porta che presto tornerà a chiudersi, più avanti le cose si faranno più creative. Sulle montagne innevate, ad esempio, non basterà correre e scivolare da una piattaforma all'altra: soltanto in questo luogo, il vento impetuoso tra le gole rischierà di scaraventare i protagonisti nel vuoto.
Allora, in modo intelligente, bisognerà sfruttare alcune rocce come copertura; ma il gioco non avvisa quando e come farlo, il tutto è lasciato all'intelligenza del giocatore. Nelle fasi stealth, che intervallano quelle platform, i robot nemici saranno molto più intelligenti e letali degli esseri viventi, e Lana e Mui dovranno capire come cavarsela contro di loro. Da qui e da altre situazioni, si capisce la soddisfazione generale nel riuscire ad arrivare sani e salvi alla fine di una sequenza.
La maestosità del silenzio
Artisticamente parlando, Planet of Lana 2 vanta una bellezza commovente. Non parliamo del punto di vista tecnico - dove comunque non vi è nulla da segnalare, se non un singolo passaggio tra un livello e l'altro in cui il gioco si è bloccato, ma preservando il salvataggio - ma delle scelte estetiche, visive e sonore, della produzione nel suo complesso. Ancora una volta, ci ritroviamo sugli schermi un capitolo maestoso, in cui sembra che proprio nulla sia stato lasciato al caso.
La prevedibilità della sceneggiatura è ampiamente compensata dal tono fiabesco, sospeso tra fantascienza post-apocalittica e racconto di formazione, in cui il disegno a mano sposa una precisa struttura basata sull'alternanza di pieni e vuoti. Provate a notarlo, mentre giocate: ascoltate la musica di Takeshi Furukawa, osservate l'ambiente, notate le sfumature dei colori. Tutto oscilla tra un senso di pienezza e di vuoto, luce e ombra, freddo e caldo. Poli perfettamente opposti, che scandiscono non solo la progressione di un gameplay sempre più ricco di sfide, ma anche il consolidarsi della presa di coscienza di Lana e Mui. Proteggere gli altri e scoprire sé stessi è bello, ed è necessario: ma ha un costo. E l'estetica qui lo ricorda in ogni momento.
Conclusioni
Planet of Lana 2 è un vero e proprio gioiellino, un'avventura deliziosa in un mondo pericoloso, fragile, che ha perduto la sua memoria, in una parola bellissimo. Si tratta di un sequel che può essere fruito senza alcun problema anche per i nuovi arrivati, anche se resta comunque consigliato aver giocato il primo capitolo, anche solo per godere di tutte le novità del caso. Perché Planet of Lana 2 innova, arricchisce e consolida tutto quello che già si è visto in passato, assumendo un'identità più sfaccettata (ma comunque coerente) e, soprattutto, meno frustrante. È un'avventura pensata per essere portata a termine da tutti, a patto di impegnarsi quanto basta nei puzzle ambientali. La sua estetica vuole arrivare al cuore di tutti, spingere a riflettere su temi importantissimi quali identità, natura, perdita e crescita. Speriamo che oltre a divertire (cosa che ogni buon videogioco deve sempre fare) il suo messaggio non resti inascoltato.
PRO
- Evoluzione generale e riuscita rispetto al primo capitolo
- I poteri di Mui sono uno spasso
- Artisticamente delizioso
CONTRO
- Il senso di "già visto" è molto forte
- Non tutti apprezzeranno il linguaggio criptico
- Qualche enigma è meno ispirato di altri