L'amministratore delegato di Netflix, Ted Sarandos, ha dichiarato a Bloomberg che l'accordo con cui Paramount Global ha superato la sua azienda nell'acquisizione di Warner Bros., inclusa la divisione videogiochi, "dipende dai grossi tagli ai costi", che dovrebbero essere attuati dopo il completamento dell'operazione. Leggasi: potrebbero esserci tantissimi licenziamenti.
Una situazione complessa
Sarandos ha spiegato: "Guardando nei conti di Warner Bros., le voci di spesa più grandi sono le persone coinvolte nelle produzioni. Ci saranno tagli per oltre 16 miliardi di dollari. Stanno dicendo a chi presta loro denaro che questo avverrà nell'arco di circa 18 mesi". Parole che fanno pensare a una revisione profonda non solo delle attività cinematografiche e televisive, ma anche della divisione gaming, che comprende studi come Rocksteady Studios, TT Games, Avalanche Software e vari team mobile e che negli ultimi anni si è dimostrata particolarmente debole.
Netflix si è ritirata dalla corsa all'acquisizione dopo che Paramount ha rilanciato con un'offerta interamente in contanti da 31 dollari per azione per l'intero gruppo. In precedenza, Netflix aveva proposto 27,75 dollari in contanti più 4,50 dollari in azioni proprie per ciascuna azione Warner Bros., ma limitatamente allo studio cinematografico, alle attività di streaming e alla divisione videogiochi. Dopo l'annuncio dell'offerta, il titolo Netflix era calato progressivamente, salvo poi risalire quando la società ha comunicato il ritiro dall'operazione e l'incasso di una penale di 2,8 miliardi di dollari pagata da Paramount.
Chiaramente queste dichiarazioni destano forti timori all'interno del gruppo su come sarà gestita la transizione e su dove arriveranno i tagli maggiori. L'operazione di suo gode del sostegno della Casa Bianca, anche grazie ai legami tra la famiglia del CEO di Paramount e Donald Trump, ma sarà comunque sottoposta al vaglio delle autorità di regolamentazione globali.