Benché rappresenti ancora una quota molto ridotta dell'intero mercato degli smartphone Android in commercio, la serie Google Pixel sta crescendo in maniera importante soprattutto in alcune regioni, dimostrando come la strada scelta dall'azienda di Mountain View stia iniziando a dare dei frutti.
Al di là dei freddi numeri però, ogni lancio di un nuovo smartphone di Google viene seguito con particolare interesse, perché rappresenta un approccio per certi versi unico al mercato, oltre che una miniera di spunti da osservare riguardo allo sfruttamento dell'hardware e la direzione del mondo Android. Ebbene anche quest'anno, con la sua serie Pixel 10, Google ha scelto di gestire le tempistiche di rilascio in maniera particolare: i modelli principali, ovvero il 10 e il 10 Pro, lanciati assieme lo scorso settembre, mentre il più economico 10a in uscita ora, a inizio marzo. Oltre alla replica delle già vissute vicende riguardo al prezzo di listino dell'ultimo arrivato nel confronto con i già deprezzati fratelli maggiori, stavolta si pone però una questione ulteriore, legata a delle scelte a livello hardware che segnano una netta discontinuità col passato. Quindi, cosa sarà nato in concreto da questa situazione? Scopriamolo assieme nella nostra recensione del Google Pixel 10a.
Caratteristiche tecniche del Pixel 10a
Non è raro che i produttori di smartphone siano soliti centellinare le novità da un anno all'altro sui propri modelli, soprattutto quelli di fascia media e bassa, e su queste pagine non abbiamo mai mancato di sottolineare i casi in cui un "nuovo" telefono era in realtà molto o troppo simile al suo predecessore. Di solito però le aziende tendono a nascondere tali scelte dietro a un design rinnovato, che offra perlomeno la percezione estetica, per quanto effimera, di una certa differenza. Nel caso del Pixel 10a invece, siamo di fronte a una copia in tutto e per tutto identica al Pixel 9a. Ok, in realtà qualche piccola distinzione a cercarla bene esiste, e ne parleremo in seguito, ma rimane il fatto che Pixel 10a e 9a si somigliano così tanto, sia dentro che fuori, che non ci viene francamente in mente un caso analogo in passato.
Questo significa anzitutto che la serie "a" dei Pixel perde quest'anno uno degli elementi più significativi del suo recente passato, ovvero il fatto di poter contare sullo stesso identico SoC montato sui modelli di fascia più alta. Ecco quindi che, al posto del Tensor G5 che ha fatto parecchio discutere sia per le sue prestazioni che per essere stato il primo SoC Google prodotto nelle fonderie TSMC, ritroviamo il vecchio Tensor G4. Se è arcinoto che Google non ha mai ricercato coi suoi SoC la potenza bruta, è anche vero che il G4 nel 2026 vede i suoi limiti amplificati dal confronto diretto con gli smartphone di prezzo pari e anche inferiore.
Detto questo, non ci dilungheremo troppo nel descrivere la scheda tecnica del Pixel 10a, appunto perché non presenta alcuna differenza rispetto al precedente modello: quindi Tensor G4, chip octa-core con processo produttivo a 4 nanometri, accompagnato dal coprocessore di sicurezza Titan M2. Memorie anche qui invariate, con 8 GB di RAM LPDDR5X, in un unico taglio, mentre per la capacità di archiviazione si può scegliere tra 128 e 256 GB UFS 3.1. Google avrebbe certamente potuto perlomeno offrire un miglioramento nella RAM a 12 GB, che sarebbe stato opportuno e gradito per le prestazioni in diversi ambiti, ma evidentemente questo non è proprio l'anno più favorevole per essere generosi su questa componente specifica.
Di buono c'è però l'aggiornamento del modem, che nel 9a costituiva un punto debole per quanto riguarda velocità e consumi; ora il Pixel 10a adotta finalmente lo stesso Samsung Exynos della serie Pixel 10 e 9, migliorando quindi sostanzialmente questo elemento critico del precedente modello.
E non è tutto, perché il nuovo modem permette di introdurre sulla serie a per la prima volta quella che è una caratteristica potenzialmente salvavita: parliamo ovviamente della funzione SOS via satellite, che consente di contattare servizi di emergenza anche quando il telefono non si trova sotto copertura cellulare o Wi-Fi. Pensiamo ad esempio a chi è solito fare escursioni o viaggi in aree remote: sapere di poter contare su un aiuto di questo tipo in caso di necessità è parecchio importante.
Confermata poi la certificazione IP68, che offre un alto grado di protezione da acqua e polvere e anche da brevi immersioni in acqua dolce.
Scheda tecnica Google Pixel 10a
- Dimensioni: 153.9 x 73 x 9 mm
- Peso: 183 grammi
- Display:
- pOLED da 6.3"
- Risoluzione 1080 x 2424
- Refresh rate a 120 Hz
- Luminosità di picco 3000 nit
- Aspect Ratio 20:9
- SoC: Google Tensor G4
- RAM: 8 GB di tipo LPDDR5X
- Storage: 128/256 GB
- Fotocamere posteriori:
- Principale 48 MP Quad PD Dual Pixel con OIS & CLAF, ƒ/1.7
- Grandangolare Ultra-Wide 13 MP camera, ƒ/2.2, 120°
- Fotocamera frontale:
- Principale 13 MP, f/2.2
- Connettività Wi-Fi: Wi-Fi 6E a 2.4GHz+5GHz+6GHz, 2x2 MIMO
- Bluetooth: 6.0
- Sensori: NFC, Accelerometro, Giroscopio, Bussola elettronica, Prossimità, Impronta Digitale
- Resistenza agli elementi: Certificazione IP68
- Batteria: 5100 mAh
- Colori: Viola ametista, Rosso lampone, Grigio nebbia, Grigio verde
- Prezzo:
- 8 GB RAM + 128 GB Storage | 549€
- 8 GB RAM + 256 GB Storage | 649€
Design
Come dicevamo in apertura, anche l'aspetto non offre elementi tali da permettere al Pixel 10a di essere riconosciuto nel confronto col precedente modello. Il design adottato è infatti lo stesso, con le medesime scelte estetiche e stilistiche, confermando quindi linee pulite ed estremamente sobrie, vivacizzate dalla scelta cromatica dei colori disponibili per la scocca.
In realtà si tratta sì di due gemelli quindi, ma non omozigoti: perché le misure sono leggerissimamente differenti (153.9 x 73 x 9 mm e 183 grammi per il 10a, 154.7 x 73.3 x 8.9 mm e 186 grammi per il 9a) e il corpo fotografico posteriore è contenuto all'interno di una capsula dalle forme quasi impercettibilmente diverse, e che soprattutto ora è a filo della scocca e non più appena protrudente. Il carrellino della SIM è stato poi spostato sul lato sinistro. Qui si esauriscono sostanzialmente i quasi irrilevanti elementi di distinzione tra i due telefoni, per cui il resto è tutto uguale, a partire dal frame che rimane in alluminio così come il retro in plastica.
Un dettaglio particolarmente criticato del 9a erano le cornici attorno al display, parecchio spesse soprattutto se confrontate con quanto offerto dalla concorrenza: purtroppo sotto questo aspetto, malgrado Google dichiari un assottigliamento del 10% francamente impercettibile, non ci sono novità sostanziali e, al di là che si tratti o meno di un particolare verso il quale il pubblico di riferimento del telefono possa dimostrare una reale sensibilità, è un qualcosa che stona un po' su uno smartphone del 2026.
Il set di colori offre quattro varianti diverse, anche in questo caso però molto simili a quelle del Pixel 9a: Viola ametista, Rosso lampone, Grigio nebbia e Grigio verde sono a dir poco familiari.
Display
Indovinate un po'? Anche il display del Pixel 10a è grossomodo identico a quello del 9a: un pannello OLED Display Actua da 6,3 pollici con risoluzione 1080 x 2424, 422 ppi e possibilità di raggiungere i 120 Hz, senza però variazioni a singola cifra e con l'unica alternativa dei 60 Hz.
La luminosità è cresciuta leggermente, passando da 1800 nit in HDR e 2700 nit di picco rispettivamente a valori di 2000 e 3000 nit. Il rapporto di contrasto è salito a 2.000.000:1, il doppio del predecessore. La verità è che è difficile accorgersi della differenza, ma allo stesso tempo il Pixel 10a si conferma pienamente leggibile anche in condizioni di luce diretta sullo schermo. Sono supportati HDR10 e HDR10+, la certificazione Widevine L1 ma non Dolby Vision.
Nel complesso rimane un pannello estremamente piacevole da utilizzare, capace di restituire immagini brillanti e precise, con un ottimo contrasto.
Buona l'introduzione del Gorilla Glass 7i, un miglioramento rispetto al Gorilla Glass 3 del 9a: si tratta di un vetro molto più moderno e studiato appositamente per gli smartphone di media gamma, capace di garantire un livello di protezione adeguato e una resistenza a cadute fino a un metro di altezza.
Fotocamere
Perché cambiare quello che funziona? Questo devono aver pensato nella sede di Google quando hanno progettato l'impianto fotografico del Pixel 10a. Con una mossa che a questo punto dell'articolo non vi stupirà più di tanto, l'azienda ha infatti scelto di trasportare lo stesso identico blocco fotocamere che avevamo trovato sul 9a. Ecco quindi sul retro una coppia di sensori: principale da 48 MP f/1.7 25mm e ultrawide da 13 MP f/2.2 16mm. Non si può certamente definire come un setup evoluto anche considerando la fascia di prezzo, e inoltre l'ultrawide è la terza volta che la rivediamo sulla serie Pixel economica, essendo stata introdotta sull'8a. Ciò nonostante, grazie soprattutto al software fotografico dell'azienda statunitense e ai raffinati algoritmi di supporto, gli scatti realizzati con il Pixel 10a sono tutt'altro che scarsi. Al contrario, a maggior ragione se si sceglie la camera principale, le immagini sono estremamente piacevoli, ben definite, con colori brillanti e ricche di dettagli.
E la versatilità, nonostante i due soli obiettivi, è notevole: lo zoom ottico 2x può arrivare a un 8x digitale e, sebbene sia evidente una perdita di qualità, il condizioni ottimali può garantire scatti assolutamente utilizzabili.
Ottima anche la macro, che viene gestita in automatico dalla principale: oltre al fuoco molto corto grazie a Macro Focus, un ulteriore zoom 2x consente di catturare dettagli invisibili a occhio nudo. E i complimenti proseguono per i ritratti, con un effetto bokeh molto raffinato che lavora bene anche nei dettagli più complicati, come la scontornatura dei capelli.
Valido anche il comportamento in notturna, ma qui è solo la wide a guadagnarsi i complimenti, mentre l'ultrawide va un po' in difficoltà. La selfie camera da 13 MP resta ampiamente adeguata, capace di assolvere al suo compito in maniera ampiamente soddisfacente.
La resa dei video è, come in passato, più che buona: sebbene il 4K sia un po' morbido, la resa dei colori è ottima così come la stabilizzazione. Va però tenuto in conto che la camera principale obbliga ad alcune rinunce se si imposta il 4K a 60 frame al secondo, nello specifico la stabilizzazione video attiva e il miglioramento vocale. Peggio ancora con l'ultrawide, che non supporta 4K a 60 FPS, quindi bisogna scegliere tra 4K a 30 FPS o 1080p a 60. Lo zoom massimo durante i video è un 5x digitale che però sconsigliamo di usare visto il marcato calo di definizione.
Batteria
La batteria è anche qui identica a quella del 9a, con capacità di 5100 mAh e tecnologia agli ioni di litio, non quindi la più moderna ed efficiente al silicio-carbonio. La scelta secondo Google sarebbe dettata da una migliore affidabilità sul lungo periodo, anche se non siamo del tutto convinti da questa affermazione. Sta di fatto che il miglioramento dei processi e soprattutto l'uso di un modem meno energivoro consentono, a parità di condizioni, di avere un'autonomia leggermente migliore e di conseguenza superiore rispetto a quella già ottima dell'anno scorso. Google dichiara oltre 30 ore con uso tipico e ben 120 ore in modalità Risparmio Energetico Estremo, che però castra pesantemente funzioni e prestazioni.
C'è da segnalare un piccolo progresso nella velocità di ricarica via cavo, che passa ora da 23 W del 9a ai 30 W del Pixel 10a: questo comporta una gradita riduzione dei tempi per recuperare energia, anche se siamo comunque molto lontani da quanto offerto dai migliori (e non solo dai migliori) concorrenti su questa fascia di prezzo. Non c'è quindi da avere troppa fretta quando ci si collega alla presa a muro, un fattore che potrebbe rappresentare un problema più o meno rilevante a seconda delle proprie abitudini e necessità. Come dire, se siete soliti ricaricare durante la notte, non cambia nulla.
Anche la ricarica wireless migliora, da 7.5 W a 10 W.
Videogiochi e prestazioni
Che possiamo dire riguardo alle prestazioni del Pixel 10a senza ripeterci nuovamente in merito alle similitudini col 9a? Nulla in realtà, perché l'hardware del SoC e in particolare la GPU identica producono medesimi risultati. E il Tensor G4 non è certamente nato per stupire nei benchmark, né per soddisfare i giocatori più esigenti. Certo, se si guardano i grafici dei risultati dei test, si vede il Pixel 10a in qualche caso (come Antutu) con un certo vantaggio sul predecessore. Ma questo non è legato alle differenze di hardware, ma piuttosto alle ottimizzazioni del sistema operativo avvenute nel corso dei mesi che hanno migliorato la risposta in qualche test specifico.
Di certo però usando il Pixel 10a nelle funzioni quotidiane non si avverte mai nemmeno lontanamente la sensazione di avere in mano un telefono dalle scarse capacità: la reattività è fulminea così come è rapida l'apertura delle applicazioni, e anche il multitasking funziona discretamente bene nonostante i soli 8 GB di RAM. Anche nel gaming ci si può togliere delle soddisfazioni, magari senza pretendere di raggiungere i settaggi massimi nei titoli più pesanti graficamente. La modalità gioco è ancora parecchio essenziale e minimalista rispetto a quelle proposte da altri produttori. Di buono c'è poi la consistenza delle prestazioni, perché il Tensor G4 è un SoC che non scalda molto, e di conseguenza non presta il fianco al fenomeno del thermal throttling: lo stress test di 3D Mark dimostra come la temperatura massima arriva attorno ai 44 gradi, riducendo solo leggermente il picco prestazionale dei primi loop.
Esperienza d'uso
Gli smartphone Pixel, senza distinzione di fascia di prezzo e caratteristiche, sono sempre stati la scelta preferenziale per chi desidera accedere all'esperienza stock di Android più recente, con aggiornamenti del day one che permettono di essere in prima posizione, quando invece chi si affida a molti altri brand deve attendere settimane, se non mesi. Di conseguenza è abbastanza scontato che Pixel 10a venga lanciato con Android 16, un aggiornamento non certamente maggiore, ma che porta miglioramenti in ambito sicurezza e privacy, accessibilità, integrazione AI e cambiamenti estetici. Resta ovviamente un'esperienza molto familiare e piacevolissima, che su Pixel riesce a dare il meglio di sé. E il 10a raramente fa sentire il peso della sua natura economica, comportandosi in molte situazioni proprio come i suoi fratelli maggiori.
Naturalmente è ben presente e integrato Gemini, il modello di IA on-device di Google che è ormai da tempo un elemento essenziale dell'esperienza Pixel. Qua gli 8 GB di RAM obbligano a qualche rinuncia rispetto ai Pixel di fascia superiore, ma a dirla tutta è difficile ritenerla una privazione di cui si sente il peso nell'uso quotidiano se non si è un utente pro particolarmente esigente sotto questo punto di vista.
A livello fotografico, Google ha deciso di offrire al Pixel 10a qualche funzione in più rispetto al 9a per quanto riguarda gli aiuti dell'Intelligenza Artificiale: ad esempio Scatto Migliore Automatico, che fa in modo che in uno scatto di gruppo tutti abbiano l'aspetto migliore, e Guida Fotografica, che analizza la scena e aiuta a comporre la foto attraverso diverse soluzioni creative.
Ovviamente anche Pixel 10a gode del Pixel Drop, ovvero degli aggiornamenti di sistema garantiti per 7 anni, così da restare in prima fila riguardo alle novità del sistema operativo (sebbene inevitabilmente alcune funzioni future saranno esclusive dei Pixel di fascia alta) e soprattutto godere della tranquillità degli aggiornamenti di sicurezza.
Il problema di Google Pixel 10a oggi, al di là di tutte le discussioni fatte finora, sta però nel tempismo con cui esce sul mercato, anche stavolta a distanza di alcuni mesi dal lancio dei Pixel 10 e 10 Pro; questo rende lo smartphone assolutamente improponibile al suo prezzo di listino, che è sostanzialmente identico alle cifre con cui in questo momento si può portare a casa un Pixel 10, che è superiore in ogni singolo aspetto. Ma non solo: c'è anche la validissima alternativa del Pixel 9, con cui condivide lo stesso SoC, e che fa risparmiare un centinaio di euro. Volendo spendere ancora meno, c'è invece il Pixel 9a che fa restare in tasca circa 200€, con un'esperienza in larghissima parte identica.
L'eccezione può eventualmente presentarsi solo se si possiede un vecchio smartphone da dare in permuta, visto che Google è anche stavolta particolarmente generosa in tal senso soprattutto con chi è fidelizzato al brand: addirittura in cambio di un preistorico Pixel di prima generazione, vecchio quindi di 10 anni, è disposta a offrire una valutazione di 115€ grazie a un bonus di 100€ fino al 18 marzo.
Senza questa opportunità però, sarà necessario attendere i robusti sconti dei prossimi mesi per dare un senso a questo Google Pixel 10a, perché allo stato attuale e al prezzo di lancio è un ottimo telefono che è quasi impossibile da consigliare.
Conclusioni
Multiplayer.it
7.0
Google Pixel 10a è senza ombra di dubbio uno smartphone molto buono, che riesce a esprimere la Pixel Experience in maniera convincente e che fa del piacere d'uso la sua caratteristica migliore. Inoltre è uno dei più brillanti esempi di come un telefono possa essere ben più della somma delle sue parti: la scheda tecnica non certo all'avanguardia è l'ultima cosa a cui si pensa utilizzando il Pixel 10a. Una recensione però deve essere una analisi critica, e il posizionamento di questo nuovo smartphone al momento del lancio è complicatissima, per non dire folle: il Pixel 9a offre caratteristiche quasi identiche a un prezzo molto inferiore, mentre facendo uno step tecnico ulteriore c'è il Pixel 9, con lo stesso SoC e tutto il resto migliore, attualmente sotto i 500€. Ma il paradosso reale è che oggi, coi soldi di un Pixel 10a, ci si porta a casa un Pixel 10. Ci vorranno quindi mesi per mettere il nuovo smartphone di Google in una posizione sensata, e anche allora resterà il dubbio sul motivo per cui l'azienda abbia scelto in questa occasione di essere così tanto conservativa.
PRO
- La Pixel Experience è sempre estremamente piacevole
- Il nuovo modem corregge uno dei difetti peggiori del 9a
- Foto e video molto migliori di quanto l'hardware suggerisca
CONTRO
- Davvero troppo simile al predecessore
- Il Tensor G4 nel 2026 ha il fiato un po' corto
- Collocazione sul mercato improponibile al prezzo di lancio