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Non boicottate GTA 6, chiedono i dipendenti licenziati da Rockstar

I dipendenti licenziati da Rockstar Games hanno parlato della campagna di boicottaggio di GTA 6, chiedendo agli utenti di non farlo e di supportarli in maniera diversa.

NOTIZIA di Tommaso Pugliese   —   18/08/2026
I protagonisti di GTA 6
Grand Theft Auto VI (GTA 6)
Grand Theft Auto VI (GTA 6)
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Non boicottate GTA 6: è questo ciò che chiedono i dipendenti licenziati da Rockstar Games, consapevoli che un'operazione simile risulterebbe ingiusta nei confronti dei tantissimi ex colleghi che hanno lavorato duramente alla realizzazione del gioco.

"Non boicottate GTA 6. Combattete per la giustizia delle persone che lo hanno realizzato", si legge nel post pubblicato dall'Independent Workers Union of Great Britain (IWGB), il sindacato a cui queste persone sono iscritte e che sta conducendo una battaglia legale con lo studio che le ha mandate via.

"Abbiamo trascorso anni mettendo il nostro duro lavoro, le nostre competenze e la nostra creatività al servizio della realizzazione di GTA e vogliamo che le persone possano vivere l'universo che abbiamo contribuito a costruire."

Lo studio di GTA 6 ha licenziato decine di sviluppatori, forse perché hanno provato a sindacalizzarsi Lo studio di GTA 6 ha licenziato decine di sviluppatori, forse perché hanno provato a sindacalizzarsi

"Tuttavia ciò non significa che vogliamo che lasciate Rockstar libera da ogni responsabilità", conclude il comunicato degli ex dipendenti, in attesa di sviluppi legati alla procedura messa in atto dall'IWGB.

È possibile supportare gli ex dipendenti

Mentre si avvicina la data della presentazione di GTA 6 su Netflix, l'appello degli ex dipendenti di Rockstar Games include qualche dettaglio su come supportare questa battaglia, ad esempio prenotando una t-shirt che servirà a sostenere le spese legali.

L'udienza finale si svolgerà a settembre e vedremo in che maniera si concluderà questa vicenda, che ha visto oltre trenta persone licenziate con l'accusa di aver tenuto una "grave condotta illecita", ma che negano tutto e sostengono di essere state mandate via perché volevano sindacalizzarsi.

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