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LG UltraGear evo GX9, la recensione di un incredibile monitor gaming OLED 5K2K da 39 pollici

LG UltraGear evo GX9 è il monitor OLED da 39 pollici che promette di unire la densità di un 4K alla forza immersiva di un ultrawide: lo abbiamo provato per capire se ci riesce davvero.

RECENSIONE di Raffaele Staccini   —   30/09/2026
LG UltraGear evo GX9 39 pollici
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LG porta in Italia UltraGear evo GX9, un monitor OLED da 39 pollici che punta dritto a un pubblico ben preciso: chi non vuole scegliere tra la definizione di un pannello 4K e l'immersività di un formato ultrawide. Il GX9 arriva dopo il modello da 45 pollici della stessa linea, che aveva convinto per fluidità e immersività ma aveva anche raccolto qualche critica sulla curvatura troppo marcata e su una densità di pixel non sempre all'altezza delle aspettative. Con questo nuovo modello, LG sembra voler correggere il tiro: un formato leggermente più compatto ma decisamente più denso, pensato tanto per il gaming quanto per chi lavora ogni giorno davanti a un grande schermo. Se questa ricetta funzioni davvero, e se il prezzo di un prodotto di questo calibro sia giustificato, ve lo raccontiamo nella recensione del monitor LG UltraGear evo GX9.

Caratteristiche tecniche dell'LG UltraGear evo GX9

Il pannello dell'LG UltraGear evo GX9 è un Tandem WOLED di 4ª generazione, la stessa tecnologia che LG sta spingendo su tutta la gamma OLED 2026 (incluso il TV LG G6 che abbiamo recensito qualche settimana fa) qui declinata per la prima volta su un formato da 39 pollici a risoluzione 5K2K. Una sigla che si traduce in 5120 × 2160 pixel, con una densità di circa 143 PPI.

Sulla carta è il numero che giustifica l'intero prodotto, perché è quello che dovrebbe risolvere il problema storico degli ultrawide: pixel troppo radi, testo sgranato, sensazione di avere uno schermo grande ma sfocato. La curvatura 1500R è meno aggressiva di quella vista sui modelli precedenti della gamma, segno che LG potrebbe aver accolto alcuni dei suggerimenti del pubblico.

Sul colore e sull'HDR, LG dichiara 1.500 nit di picco con certificazione DisplayHDR True Black 500, un contrasto fino a 1,85 milioni:1 e copertura del 99,5% dello spazio DCI-P3. C'è anche un sistema di AI Upscaling per migliorare contenuti a risoluzione più bassa, funzione ormai diventata quasi uno standard su questi monitor di fascia alta.

Il GX9 punta molto anche sulla sua modalità Dual Mode: 165Hz a piena risoluzione 5K2K, oppure 330Hz scendendo a WFHD. Il tempo di risposta dichiarato è di 0,03ms, con supporto sia G-Sync che FreeSync Premium Pro. Sulle connessioni troviamo due HDMI 2.1, una DisplayPort 2.1 e una USB-C da 90W, quest'ultima comoda per chi vuole collegare un notebook con un cavo solo invece di portarsi dietro un alimentatore separato. Completa il pacchetto la classica retroilluminazione RGB sul retro, un dettaglio che non cambia l'esperienza d'uso ma che fa parte del linguaggio estetico della gamma UltraGear.

Gli ingressi dell'LG 39GX950B-B
Gli ingressi dell'LG 39GX950B-B

Per quanto riguarda il costo, il monitor viene venduto a un prezzo di listino di 1.830 euro.

Scheda tecnica LG 39GX950B-B

  • Tipo di display: OLED, Tandem WOLED di 4ª generazione
  • Dimensioni dello schermo: 38,86″ (39″ commerciali)
  • Risoluzione: 5120 × 2160 (5K2K)
  • Formato: 21:9 UltraWide, curvatura 1500R
  • Densità pixel: 143 PPI
  • Gamma di colori: 99,5% DCI-P3 (Tipo)
  • Profondità colore: 10 bit
  • Contrasto: 1.850.000:1 (statico)
  • Luminosità tipica SDR: 335 nits
  • Luminosità di picco HDR: 1.500 nits (finestra 1,5% APL)
  • Refresh Rate: Dual Mode 165 Hz a 5K2K nativi o 330 Hz a WFHD (2560×1080)
  • Tempo di risposta: 0,03 ms (GtG)
  • HDR: HDR 10, VESA DisplayHDR True Black 500
  • Angolo di visione: 178° (H) / 178° (V)
  • Trattamento superficie: Antiriflesso, basso riverbero
  • Tecnologie gaming: NVIDIA G-SYNC Compatible, AMD FreeSync Premium Pro, VRR, Dual Mode certificato VESA
  • Connettività: 1× DisplayPort 2.1 (UHBR20), 2× HDMI 2.1, 1× USB-C (DP Alt Mode, 90W PD), 2× USB-A downstream, uscita cuffie 3,5mm
  • Audio: Speaker stereo 7W x2, DTS Virtual Surround
  • Funzioni AI: AI Upscaling 5K2K, AI Sound, AI Scene Optimization
  • Regolazioni ergonomiche: Altezza, inclinazione, rotazione (swivel)
  • Montaggio VESA: 100 × 100 mm
  • Illuminazione: Retroilluminazione posteriore Hexagon RGB
  • Prezzo di listino: 1.830€

Design

Pur essendo un monitor da gaming, l'LG UltraGear evo GX9 si fa notare più per le proporzioni che per le stravaganze estetiche. La cornice di metallo è sottilissima, meno il bordo nero intorno al pannello, che raggiunge i 2 cm sui lati laterali. Frontalmente non ci sono elementi di disturbo: nessun logo vistoso, nessuna presa d'aria, solo un foro ovale passacavi sul collo dello stand a rompere la superficie nera opaca.

Sul retro LG si concede qualche licenza in più con il logo UltraGear inciso in rilievo sul montante verticale e una cornice che ospita l'illuminazione RGB Hexagon. La superficie curva a 1500R è giusta tanto per il gaming quanto per la produttività.

Il supporto è massiccio e trasmette una sensazione di solidità non scontata su un pannello di queste dimensioni: la base è ampia, il montante centrale spesso, e il peso complessivo dello schermo curvo è ben sorretto. Come spesso accade però sui monitor curvi di grande formato, la sensazione di robustezza si accompagna a una libertà di regolazione piuttosto limitata. La stessa forma del pannello curvo rende comunque poco sensata qualunque regolazione di pivot verticale, tipica invece dei monitor piatti.

Esperienza d'uso

L'elemento che caratterizza maggiormente l'esperienza d'uso di questo LG UltraGear GX9 è il nuovo pannello Tandem OLED di quarta generazione, che rappresenta un netto passo avanti rispetto ai precedenti WOLED della casa coreana. In SDR il monitor offre una resa convincente già appena estratto dalla confezione. Le nostre misurazioni confermano una copertura del 99,8% dello spazio sRGB, del 98% del DCI-P3 e dell'87,5% dell'Adobe RGB, accompagnata da un volume colore rispettivamente del 154,3%, 109,3% e 106,3%, valori che testimoniano l'elevato potenziale del pannello.

Il grafico CIE conferma l'ampia estensione del gamut del pannello Tandem OLED, con una copertura del 99,8% dello spazio sRGB, del 98% del DCI-P3 e dell'87,5% dell'Adobe RGB.
Il grafico CIE conferma l'ampia estensione del gamut del pannello Tandem OLED, con una copertura del 99,8% dello spazio sRGB, del 98% del DCI-P3 e dell'87,5% dell'Adobe RGB.

La modalità sRGB restituisce colori ben controllati e fedeli, ma presenta un limite non trascurabile: blocca buona parte delle regolazioni dell'immagine, compresa la gestione della luminosità. Per ottenere il miglior compromesso tra accuratezza e personalizzazione è quindi preferibile utilizzare uno dei preset Gamer e procedere con una calibrazione, impostando la luminosità su Uniform o Low, così da evitare colori eccessivamente saturi senza sacrificare la naturalezza dell'immagine.

Anche l'HDR convince, pur con qualche precisazione. LG dichiara un picco di 1.500 nit, ma nelle nostre misurazioni il monitor ha raggiunto 1.135 nit su finestra dell'1%, un risultato comunque eccellente. Come prevedibile per un OLED, la luminosità diminuisce progressivamente all'aumentare dell'APL, attestandosi a circa 790 nit sul 5%, 586 nit sul 10%, 364 nit sul 25% e 184 nit a pieno schermo. Nell'utilizzo reale, tuttavia, questo comportamento incide meno di quanto possano far pensare i numeri: il contrasto assoluto tipico della tecnologia OLED, unito all'ampio gamut colore, restituisce immagini estremamente incisive e un'elevata sensazione di profondità.

Il monitor restituisce immagini eccellenti in tutte le situazioni di utilizzo
Il monitor restituisce immagini eccellenti in tutte le situazioni di utilizzo

Solo le tonalità più estreme dello spazio colore Rec.2020 rimangono fuori dalla portata del pannello, un limite condiviso dalla maggior parte degli attuali WOLED. Va inoltre segnalato che il preset per la massima luminosità, pensato per privilegiare l'impatto visivo, tende a enfatizzare leggermente la curva EOTF rendendo alcune scene più luminose del previsto, mentre impostando la luminosità su Low si ottiene una riproduzione più fedele, rinunciando però a parte della luminosità di picco.

Videogiochi

Nel gaming il GX9 conferma di appartenere alla fascia più alta del mercato. Il tempo di risposta praticamente istantaneo di 0,03 ms elimina quasi completamente il motion blur, mentre l'input lag estremamente contenuto restituisce una sensazione di controllo immediata. Nelle scene notturne o ricche di forti contrasti il monitor riesce a trasmettere una sensazione di tridimensionalità che pochi pannelli LCD, anche Mini LED, riescono a eguagliare.

The Witcher 3 su Switch 2 sul monitor LG UltraGear GX9
The Witcher 3 su Switch 2 sul monitor LG UltraGear GX9

La modalità Dual Mode rappresenta uno degli elementi più interessanti del monitor. La possibilità di passare in pochi secondi dalla risoluzione nativa 5K2K a 165 Hz alla modalità Full HD a 330 Hz permette infatti di utilizzare lo stesso display sia per esperienze single player estremamente immersive sia per gli sparatutto competitivi, senza dover scegliere a priori tra qualità dell'immagine e massima reattività. L'unica nota riguarda il solito VRR flickering, che può comparire nelle scene più scure quando il frame rate oscilla sensibilmente, soprattutto nella modalità a 330 Hz. Si tratta comunque di un comportamento comune alla maggior parte dei monitor OLED con refresh variabile.

Collegando il monitor a console come Nintendo Switch 2 e PS5 notiamo però un paio di anomalie, oltre all'ovvio problema con il formato, visto che supportano solo la modalità 16:9 con bande laterali. La prima anomalia riguarda il VRR: attivando il Dual-Mode a 16:9, infatti, il menu relativo al Variable Refresh Rate smette di essere selezionabile, mentre la funzione risulta attiva anche sulla console Nintendo (che però non la supporta, almeno per ora, in modalità TV).

La seconda anomalia riguarda invece l'ALLM (Auto Low Latency Mode), che secondo PS5 non è supportata dal monitor. L'HDR funziona a tutte le risoluzioni sulla console Sony, mentre su Xbox può essere attivato solo in 4K.

Il resto delle opzioni funziona correttamente, mentre viene confermata l'assenza del supporto a Dolby Vision, che invece è tornato disponibile nei TV.

Uso da ufficio

Anche in ambito lavorativo il GX9 convince. Il formato 21:9 con curvatura 1500R offre uno spazio di lavoro molto ampio senza risultare eccessivamente invasivo, consentendo di affiancare più finestre con naturalezza. Il pannello restituisce inoltre caratteri nettamente più definiti rispetto ai tradizionali ultrawide, migliorando sensibilmente il comfort durante lunghe sessioni di scrittura: il leggero text fringing tipico della tecnologia non scompare completamente, ma risulta molto meno evidente rispetto alle generazioni precedenti grazie al nuovo layout dei subpixel, che migliora sensibilmente la nitidezza del testo. Durante il normale utilizzo, smette rapidamente di essere un problema.

Il monitor è supportato dal software LG Calibration Studio, di cui parliamo nel box dedicato
Il monitor è supportato dal software LG Calibration Studio, di cui parliamo nel box dedicato

La presenza della porta USB-C con Power Delivery da 90 W rende semplice collegare un notebook con un solo cavo, mentre l'assenza di uno switch KVM rappresenta probabilmente l'unica vera mancanza per chi utilizza quotidianamente più computer sulla stessa postazione.

LG Calibration Studio

Oltre alla calibrazione manuale tramite DisplayCAL, il monitor supporta LG Calibration Studio, il software proprietario di LG per la calibrazione hardware del pannello: guida l'utente attraverso un processo automatizzato (gamma, bilanciamento del grigio, punto di bianco e luminosità) e salva il risultato in un'impostazione dedicata richiamabile dal menu OSD, senza bisogno di un profilo software caricato da PC. Funziona solo in SDR. Provandolo con il nostro Calibrite, lo strumento si è dimostrato molto preciso: luminosità di 199,47 cd/m² contro un target di 200 (scarto dello 0,26%), gamma di 2,21 su un target di 2,20, e un ΔE medio finale di appena 0,65: un livello di accuratezza da monitor semi-professionale, in linea con i migliori risultati ottenuti sugli altri modelli testati con DisplayCAL.

Conclusioni

Prezzo 1869 €

Multiplayer.it

9.0

Con il nuovo UltraGear GX9, LG dimostra quanto la tecnologia OLED sia maturata negli ultimi anni. Se i precedenti modelli della serie erano pensati quasi esclusivamente per il gaming, questo 39GX950B-B riesce finalmente a trovare un equilibrio convincente tra prestazioni ludiche e produttività, diventando uno dei monitor ultrawide più completi oggi disponibili. Sul fronte gaming è difficile trovare punti deboli. Allo stesso tempo, il formato 21:9, la risoluzione 5K2K e la porta USB-C da 90 W lo trasformano in un ottimo compagno anche per chi trascorre molte ore davanti a software di produttività, editing fotografico o montaggio video.
Il prezzo di listino rimane elevato, ma il vero merito di questo LG non è tanto quello di essere semplicemente uno dei migliori monitor OLED per giocare, quanto di essere uno dei primi ultrawide OLED che possono sostituire senza compromessi un monitor professionale per la maggior parte degli utenti. Per chi cerca un unico display capace di eccellere tanto nel lavoro quanto nel tempo libero, questo monitor rappresenta oggi una delle proposte più convincenti dell'intero mercato.

PRO

  • Qualità d'immagine eccezionale
  • Formato 5K2K immersivo e molto valido anche per la produttività
  • Modalità Dual Mode
  • USB-C con Power Delivery da 90 W
  • Testo molto più nitido rispetto ai precedenti OLED

CONTRO

  • Prezzo ancora elevato
  • HDR di picco inferiore ai 1.500 nit dichiarati
  • Manca uno switch KVM integrato
  • Leggero VRR flicker nelle condizioni più critiche
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