Si può amare Minecraft senza averci mai giocato? L'originale Minecraft Dungeons dava una risposta proprio a questa domanda. Pur non conoscendo la differenza tra un Creeper e un Warden, non pochi rimasero inesorabilmente ammaliati dall'immediatezza del gameplay di un gioco che, pur ereditandone stile visivo e ambientazione, si distaccava quasi completamente dalla fonte d'ispirazione.
Spin-off in tutto e per tutto, l'action-RPG con visuale isometrica guardava chiaramente alla lezione impartita da Diablo, con centinaia di nemici da abbattere e un flusso continuo di loot con cui migliorare l'equipaggiamento del proprio personaggio. Allo stesso tempo, declinava con personalità la ricetta resa celebre dal capolavoro di Blizzard, semplificando parte della struttura ruolistica e puntando forte su un comparto multiplayer sia in locale sia online.
Fu proprio la componente a più giocatori a convincere amici, genitori e familiari ad avvicinarsi alla creatura di Mojang, comprensibile e domabile per tutti in questa forma così lontana da certe complessità legate al crafting e alla costruzione di strutture e oggetti.
A più di sei anni di distanza, Xbox Game Studios propone su PC, PlayStation 5, Xbox Series, Nintendo Switch e Nintendo Switch 2 un sequel diretto. Minecraft Dungeons II, nel suo limitarsi al compitino, potenzia ed evolve la formula del predecessore, confezionando un'avventura ugualmente divertente e affrontabile a qualsiasi età, nonostante qualche problema che andrà risolto con futuri aggiornamenti.
Arci-Abitori 2, il ritorno
Il pilastro su cui si fonda Minecraft Dungeons II è il progressivo potenziamento del personaggio. Come in qualsiasi altro hack 'n' slash con visuale isometrica, buona parte del divertimento deriva dall'aumento costante delle statistiche dell'eroe e, di conseguenza, dei danni inflitti ai nemici sul campo di battaglia. Similmente al predecessore, anche questa volta si potrà affrontare l'avventura in solitaria o in multiplayer, con tanto di drop-in e drop-out istantaneo, per un massimo di quattro giocatori in totale.
A tenere insieme le varie quest c'è naturalmente una trama che pesca a piene mani nella lore di Minecraft e che fonda il suo preambolo su quanto accaduto nel capitolo precedente. Pace e serenità ottenute dopo la sconfitta dell'Arci-Abitore vengono drammaticamente interrotte quando il Sopramondo viene sconquassato dalla comparsa di inquietanti squarci dimensionali da cui fuoriescono malintenzionati e altre creature poco amichevoli. Nuovamente guidati da un'élite di evocatori, gli Abitori hanno rifondato il loro esercito trovando nel mondo del Sift una fonte di energia dalle incredibili potenzialità. Toccherà naturalmente all'eroe controllato dal videogiocatore riportare la pace nel Sopramondo e scoprire cosa stia accadendo nel Sift.
Manco a dirlo, la trama è poco più di un pretesto per accompagnare l'utente attraverso missioni, dungeon e boss da abbattere. Per quanto didascalie e scene d'intermezzo narrate siano piacevoli e facilmente fruibili, di facile comprensione anche per un pubblico giovanissimo, Minecraft Dungeons II traccia i contorni di una storia elementare, costruita come una piacevole fiaba. Non aspettatevi colpi di scena, né personaggi brillantemente caratterizzati. L'avventura abbonda di siparietti comici e momenti lievemente più carichi di tensione, ma l'intreccio resta un semplice pretesto, al più piacevole per i giovani fan di Minecraft.
Nuovi venditori, nuove build
Didascalie e scene d'intermezzo, come detto, sono semplicemente un contorno. Il cuore pulsante dell'esperienza risiede nel gameplay che sceglie la via della semplicità, nonostante Minecraft Dungeons II si riveli un titolo più sfaccettato e trasversale rispetto al predecessore.
Tanto per cominciare, dopo aver selezionato l'aspetto del proprio eroe tra una serie di preset già impostati e non modificabili, scelta che sicuramente scontenterà qualcuno, potrete impostare il livello di difficoltà tra i tre presenti. Se con quello più facile l'avventura è letteralmente una passeggiata di salute tra gli scenari, la produzione di Xbox Game Studios sa essere estremamente impegnativa se è la sfida ciò che state cercando. In alcuni frangenti, soprattutto quando incapperete nella comparsa casuale di boss e miniboss lungo il percorso, faticherete e non poco, arrivando in casi estremi a dovervi dedicare a un minimo di farming per poter proseguire senza andare incontro a continui game over. Checkpoint, viaggi rapidi e l'assenza di penalità dopo la morte rendono comunque la sconfitta molto meno frustrante di quanto potrebbe sembrare, ma in ogni caso non fatevi ingannare dall'aspetto estetico o dalle origini del titolo: contro certe orde di nemici dovrete fare sfoggio delle vostre abilità con il pad e livellare a dovere.
Anche il sistema di crescita del personaggio è stato opportunamente approfondito e potenziato, senza complicarlo eccessivamente. Da una parte, i singoli parametri dell'eroe si potenziano automaticamente a ogni livello guadagnato; dall'altra, ora è possibile creare delle vere e proprie build. L'equipaggiamento si compone di più pezzi d'armatura e abbondano gli elmi o i gambali con effetti speciali capaci di garantire bonus di varia natura. Gli Artefatti sono tre e altro non sono che abilità magiche che possono essere attivate rispettandone i tempi di cooldown e avendo la barra del mana sufficientemente carica. Tre sono anche i Talismani equipaggiabili, ulteriori oggetti che garantiscono benefici di varia natura, come il potenziamento degli attacchi corpo a corpo o la riduzione del tempo di ricarica della capriola, e la cui efficacia aumenta con l'utilizzo.
L'equipaggiamento, insomma, molto più sfaccettato e personalizzabile rispetto al predecessore, ma dare ulteriore profondità al tutto ci pensano i tre venditori presenti nei vari centri abitati che raggiungerete nel corso dell'avventura. Il Mercante mette semplicemente a disposizione armi e armature già pronte per l'uso. Gli articoli si aggiornano regolarmente e potenziando il suo banchetto sarà in grado di proporre oggetti progressivamente più potenti e dotati di bonus magici di vario tipo. A dirla tutta, si tratta del venditore meno utile del pacchetto. Bastano poche battaglie con i nemici, difatti, per ritrovarsi già carichi di loot e vi dimenticherete presto della sua esistenza.
Più utile, anche sul lungo periodo, il Fabbro. Grazie alle sue abilità, sarà in grado di potenziare ogni oggetto in vostro possesso, in cambio di un numero crescente di monete. Ciò vi permetterà di continuare a utilizzare una spada o un elmo particolarmente utile alla vostra build, senza doverli necessariamente sostituire per mantenere al giusto livello di forza l'equipaggiamento. Nella fase finale dell'avventura, tuttavia, i prezzi del fabbro lieviteranno così tanto da costringervi a farmare denaro, oppure a rinunciare al costante potenziamento degli oggetti in vostro possesso.
Chiude il terzetto di venditori l'Incantatore. Completando le quest ed esplorando dungeon facoltativi, entrerete in possesso di alcune pergamene. Consegnandole a questo personaggio, sarà in grado di applicare specifici effetti e bonus a ogni oggetto dell'equipaggiamento. Per esempio, potrete rendere velenoso il vostro martello o far sì che le frecce della balestra rimbalzino tra più avversari prima di esaurire la propria corsa. Gli incantamenti si applicano su qualsiasi oggetto, a patto di avere sufficienti punti magia, una risorsa che aumenta proporzionalmente al livello di forza del personaggio.
Pur non raggiungendo la complessità di altri congeneri, con queste aggiunte Minecraft Dungeons II offre effettivamente ai videogiocatori la possibilità di dare forma a delle build particolarmente efficaci. Il gioco, come è stato confermato dagli stessi sviluppatori, è effettivamente completabile anche limitandosi a sostituire progressivamente l'equipaggiamento con gli oggetti più potenti raccolti o acquistati. Ma al livello di difficoltà massimo, soprattutto contro certi boss, senza un'adeguata preparazione vi schianterete contro un muro insormontabile. Molto più del predecessore, insomma, Minecraft Dungeons II si dimostra un prodotto indicato anche per i videogiocatori più smaliziati, a caccia di un minimo di sfida e disposti a spendere diverso tempo tra i menu, nel tentativo di creare un guerriero adatto a qualsiasi situazione.
Divertente e longevo, ma con qualche difetto
Sul campo di battaglia vero e proprio, le differenze si assottigliano rispetto al predecessore. Il sistema di controllo non è particolarmente complesso. I pulsanti frontali sono deputati all'attivazione degli Artefatti e all'attacco corpo a corpo. Il trigger destro, o lo stick analogico destro, permette di eseguire la schivata, utilizzabile solo nel rispetto del relativo tempo di ricarica, caratteristica che trasforma la manovra elusiva in un'ultima risorsa da sfruttare in situazioni molto specifiche. Il grilletto sinistro, invece, serve per lanciare le frecce con l'arco o la balestra.
Pad alla mano, tutto risulta estremamente intuitivo e immediato, con un controllo diretto e reattivo dell'avatar. Come in passato, anche Minecraft Dungeons II punta su nutrite orde di nemici che incalzano quasi costantemente l'utente. Il ritmo è a tratti indiavolato, anche perché gli sviluppatori hanno optato per un'esperienza al limite della cacofonia. Tra i numeri che segnalano il danno inferto, effetti speciali di ogni tipo e decine di nemici che si muovono costantemente sullo schermo, seguire l'azione a tratti diventa persino difficoltoso. Anche il canale audio si propone con una filosofia simile. La splendida colonna sonora, che pesca ovviamente a piene mani da quella di Minecraft, è continuamente fagocitata da versi, ruggiti, esplosioni. L'avventura, insomma, punta su un sovraccarico sensoriale perpetuo, che in rari momenti diventa persino fastidioso, ma che ha il grande merito di infondere brio all'esperienza.
Lo scarto più evidente rispetto al passato, parlando del campo di battaglia, è legato al level design. Il predecessore era diviso in livelli. Questa volta, invece, ci sono due ampie mappe da esplorare da parte a parte. Tra zone segrete, dungeon facoltativi e quest secondarie, quest'impostazione si rivela doppiamente efficace. Da una parte, la longevità è sostanzialmente triplicata rispetto al predecessore. Per completare la main quest e alcune di quelle secondarie, ci vorranno almeno venti ore, senza considerare l'endgame, in cui affrontare nemici ancora più forti e meglio equipaggiati. Dall'altra, rende la progressione più intrigante, tanto più che l'introduzione del salto ha permesso lo sviluppo in verticale di ogni scenario.
Nonostante le missioni non vadano mai molto oltre l'eliminazione dei nemici, il raggiungimento di luoghi specifici o la difesa di gruppi di sopravvissuti, questa rinnovata impostazione del level design ha reso l'esplorazione molto più stimolante e a tratti incerta, visto che in certi casi il giusto sentiero da seguire andrà prima scovato o sbloccato.
Purtroppo, non mancano alcuni problemi a rendere l'esperienza meno soddisfacente di quanto potrebbe esserlo altrimenti. Tanto per cominciare, ci siamo imbattuti in bug di varia natura. Per esempio, abbiamo visto viaggi rapidi smettere di funzionare, personaggi necessari per proseguire nell'avventura sparire improvvisamente, l'eroe restare incastrato contro ostacoli invisibili e poteri smettere di attivarsi senza alcun motivo apparente. In alcuni casi, purtroppo, siamo stati costretti a riavviare il gioco per poter proseguire senza problemi. I tanti checkpoint, come già detto, rendono anche queste sfortunate eventualità meno frustranti di quanto potrebbero essere, ma ci auguriamo che Mojang stia già lavorando a una patch per risolvere quantomeno i problemi più fastidiosi.
Secondariamente, andrebbe ricalibrato il bilanciamento quando si gioca in multiplayer. Nessun problema se l'avventura è condivisa dall'inizio alla fine dallo stesso gruppo di persone. Le incertezze si palesano nel momento in cui si invita a giocare un amico a partita già avviata, con un eroe nuovo di zecca. In questo caso, il divario di forza tra i membri del party non è correttamente bilanciato dalla potenza dei nemici generati dal software. Il risultato è un innaturale e prepotente innalzamento del livello di difficoltà generale. Al momento, l'unico modo per ovviare a questa pecca è creare cloni dell'eroe del giocatore più forte in partita. Nulla di così invasivo, ce ne rendiamo conto, ma per un gioco che fa del drop-in e drop-out istantaneo uno dei suoi cavalli di battaglia, ci auguriamo che gli sviluppatori riescano a risolvere anche questo problema.
Vale la pena spendere due parole anche sul comparto estetico. Se sul piano tecnico, come detto, non mancano alcune lacune, visivamente Minecraft Dungeons II è davvero un piccolo spettacolo. Non è detto che lo stile possa convincere tutti, ma Mojang e Double Eleven hanno certamente dato prova di saperci fare con l'Unreal Engine 5. Ogni scenario pullula di dettagli in movimento, le texture definite garantiscono un'ottima pulizia dell'immagine, il miscuglio di elementi poligonali ed effetti in pixel art crea un connubio davvero affascinante.
Conclusioni
Minecraft Dungeons II migliora il predecessore in ogni ambito. Chi cerca un Diablo all'acqua di rose, chi non vedeva l'ora di condividere una spensierata avventura in compagnia dei propri amici, troverà nella produzione di Xbox Game Studios esattamente ciò che desidera. Guai però a sottovalutare il gioco. Tra livelli di difficoltà, build e boss opzionali, l'avventura sa anche essere piuttosto impegnativa. Questa trasversalità è un'ulteriore qualità di Minecraft Dungeons II, ignota al predecessore che, invece, semplificava in tutto e per tutto la formula degli hack 'n' slash con visuale isometrica. Bug e qualche piccolo problema di bilanciamento sporcano l'esperienza. Ci auguriamo che future patch rendano ancora più divertente e godibile un gioco che già così intrattiene alla grande per più di venti ore.
PRO
- Due ampie mappe da esplorare da parte a parte
- Gestione del personaggio molto più profonda
- Ottimo equilibrio del gameplay tra semplicità e complessità
CONTRO
- Diversi bug, alcuni dei quali costringono al riavvio del gioco
- Il multiplayer ha qualche problema di bilanciamento