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Minecraft Dungeons II, lo abbiamo provato in coop alla Gamescom

La filosofia è la stessa del prequel, ma si punta ad un pubblico più trasversale grazie ad una personalizzazione del personaggio più profonda.

PROVATO di Lorenzo Kobe Fazio   —   27/08/2026
L'artwork di Minecraft Dungeons II
Minecraft Dungeons II
Minecraft Dungeons II
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L'originale Minecraft Dungeons è ricordato da molti, sottoscritto compreso, come un titolo piacevole, divertente, capace di raggiungere il suo scopo senza prendersi troppo sul serio. Soprattutto, fu capace di intercettare perfettamente il pubblico a cui voleva rivolgersi, gli appassionati del campione di incassi di Mojang, ovviamente, ma anche i giocatori alle prime armi e chi, semplicemente, voleva sollazzarsi con un emulo di Diablo leggero e dal ritmo tutt'altro che incalzante.

A distanza di sei anni, i tempi erano ormai maturi per proporne un degno seguito. Minecraft Dungeons II arriva con il giusto tempismo, abbastanza distante dal capitolo originario da non dare l'impressione di voler spremere troppo in fretta l'azzeccata formula dello spin-off, e con le idee chiarissime. Eredita la filosofia di fondo del capostipite e la evolve nella direzione più naturale: approfondendo la formula quel tanto che basta per intrigare anche chi vive di build e statistiche.

Quanto provato alla Gamescom, fortunatamente, ci ha dimostrato quanto sia riuscito l'equilibrio trovato dagli sviluppatori, capaci di confezionare un'avventura capace di parlare a un pubblico molto trasversale, soddisfacendo esigenze e livelli di esperienza differenti.

Una progressione più a fuoco

Ci sono bastati pochi istanti per (ri)prendere dimestichezza con il sistema di controllo di Minecraft Dungeons II. Poco più per recuperare gli automatismi che regolano il combattimento e la limitata esplorazione concessa dai livelli. La prima sensazione provata, pad alla mano, è stata proprio quella di estrema familiarità, nonostante un comparto grafico indubbiamente evoluto rispetto al passato.

Lo stile adottato resta perfettamente coerente con quello di Minecraft. I cubi che compongono ogni scenario sono al loro posto, la palette cromatica rispetta il canone, personaggi e nemici hanno fattezze estremamente riconoscibili dai fan. Sono però aumentati sensibilmente i dettagli delle ambientazioni, la qualità delle animazioni, pur volutamente legnose, e soprattutto la ricchezza degli effetti visivi, che fanno un uso molto interessante della pixel art. Il tratto resta semplice, l'obiettivo è naturalmente quello di offrire sempre schermate comprensibili, ma più che in passato lo schermo si riempie di esplosioni, bolle di energia, scariche elettriche e quant'altro, una vivacità che si sposa benissimo con l'atmosfera generale veicolata dall'avventura.

Durante la nostra prova, durata una ventina di minuti, eravamo accompagnati da altri tre colleghi, ciascuno ai comandi del proprio eroe. Abbiamo giocato a Minecraft Dungeons II così come gli sviluppatori sembrano averlo concepito: in cooperativa locale fino a quattro giocatori, sebbene sarà possibile creare squadre più o meno affiatate anche online, con la possibilità di affidarsi al matchmaking quando necessario.

Graficamente il gioco non spinge al limite gli hardware di attuale generazione, ma è comunque gradevolissimo alla vista
Graficamente il gioco non spinge al limite gli hardware di attuale generazione, ma è comunque gradevolissimo alla vista

La prima novità rilevante di questo seguito è il salto. Questa semplice aggiunta non solo permette uno sviluppo più verticale delle zone esplorabili, ma consente anche al personaggio di effettuare attacchi in volo, ampliando le possibilità offensive.

Tra le altre novità, nel villaggio che fungerà da hub dell'avventura abbiamo fatto la conoscenza del negoziante, del fabbro e dell'incantatore. Questi tre personaggi gestiscono servizi che il giocatore potrà potenziare recuperando sufficienti materiali, ampliando così il catalogo degli oggetti disponibili. Il primo, come facilmente intuibile, fornirà medikit e altri strumenti utili per garantirsi bonus di varia natura durante i combattimenti. Il fabbro, dal canto suo, sarà ben felice di potenziare spade, archi e lance già in possesso del personaggio e di ampliare progressivamente l'arsenale. L'incantatore, infine, potrà infondere bonus specifici nell'equipaggiamento, aggiungendo un ulteriore tassello alla costruzione della build del personaggio.

L'equipaggiamento modifica l'aspetto del proprio personaggio
L'equipaggiamento modifica l'aspetto del proprio personaggio

A differenza del prequel, le opzioni di personalizzazione dell'avatar saranno molte di più e, pur senza raggiungere livelli di profondità estremi, sarà possibile dare forma a vere e proprie build. L'equipaggiamento integra nuovi pezzi dell'armatura. Ogni arma disporrà di statistiche e potenziamenti unici. I talismani conferiranno particolari poteri e abilità al personaggio. Gli sviluppatori non hanno voluto specificare il numero di oggetti reperibili nel gioco, ma hanno lasciato intendere che le combinazioni possibili sono moltissime.

La progressione del personaggio, in questo senso, è vincolata unicamente all'equipaggiamento. Non ci sono classi né statistiche da aumentare manualmente. Se da una parte ciò rende Minecraft Dungeon II più snello rispetto ad altri congeneri, dall'altra permette all'utente di rimodellare in qualsiasi momento il proprio eroe, adattandolo ai nuovi nemici da affrontare.

Con il pad o con la propria build

Come anticipato, Minecraft Dungeons II eredita genere e sistema di combattimento dal predecessore. L'inquadratura è quella classica degli ARPG, isometrica, e con il pad si controllano direttamente i movimenti dell'avatar. Con un tasto si esegue l'attacco corpo a corpo, con un altro si utilizza l'arma da lancio per colpire dalla distanza, mentre un dorsale attiva la cura. Non manca la schivata, ma il relativo tempo di ricarica impedisce di abusarne e spinge a conservarla per le situazioni più pericolose.

Non appena divampa la battaglia, lo schermo si riempie di effetti speciali di ogni genere
Non appena divampa la battaglia, lo schermo si riempie di effetti speciali di ogni genere

I nemici che ci hanno assaliti nel livello di prova erano tantissimi, ma bastavano pochi colpi per sopraffarli, caratteristica che ha garantito alla partita un ritmo piacevolmente sostenuto. La nostra squadra si è fatta strada compatta tra zombie e scheletri, scovando di tanto in tanto una cassa del tesoro generosa di gemme, utili per acquistare oggetti, e ortaggi utili a rimpinzare la barra della salute. I checkpoint sono frequenti, ma giocando in cooperativa c'è sempre modo di rimettere in sesto un alleato caduto sul campo di battaglia.

Come ci hanno spiegato gli sviluppatori, e come abbiamo potuto constatare in prima persona, è possibile abbattere un boss sia affinando build ed equipaggiamento, sia puntando maggiormente sulla prontezza dei riflessi. Minecraft Dungeons II ci è parso molto più malleabile del primo capitolo, che proponeva invece un livello di sfida generalmente molto basso. Il potente nemico che ha chiuso la nostra prova era relativamente difficile da abbattere, ma ci è bastato risistemare i talismani in possesso per ottenere bonus che hanno reso lo scontro sensibilmente più semplice.

Ovviamente ci sarà modo e spazio anche in Minecraft Dungeons II per craftare qualcosa
Ovviamente ci sarà modo e spazio anche in Minecraft Dungeons II per craftare qualcosa

Merita una menzione anche la soluzione escogitata dagli sviluppatori per la gestione dell'inventario. Sebbene non manchi un menù a tutto schermo ricco di informazioni aggiuntive, basta premere un tasto per richiamare in qualsiasi momento una finestra a tendina che occupa soltanto una porzione ridotta dello schermo. In questo modo, un giocatore del party può tranquillamente sistemare il proprio equipaggiamento, lasciando gli altri eroi liberi di continuare a combattere ed esplorare senza interrompere la partita.

Minecraft Dungeons II segue le orme del predecessore e sembra avere tutte le carte in regola per migliorarlo. Il gioco è sempre immediato, globalmente semplice, dal ritmo indiavolato. A crescere sensibilmente è invece la profondità della personalizzazione. Pur non essendoci livelli di esperienza e punti statistici da distribuire, equipaggiamento, incantamenti e talismani consentiranno ai giocatori più smaliziati di dare forma a vere e proprie build. La prova alla Gamescom ci ha però confermato anche l'altra faccia della medaglia. Chi preferirà un approccio più immediato alla progressione dell'avatar potrà comunque avere la meglio sui nemici, soprattutto giocando insieme ad altri tre utenti in cooperativa locale o online. Il debutto è fissato per il 29 settembre su PC, Xbox Series, PlayStation 5 ed entrambi i modelli di Nintendo Switch. Tra poco più di un mese sapremo dirvi se siamo davvero di fronte a un seguito capace di migliorare in tutto e per tutto il predecessore.

CERTEZZE

  • Ritmo e sistema di controllo identici al prequel
  • Gameplay più profondo
  • Graficamente più curato

DUBBI

  • Qualità del matchmaking da testare
  • Da valutare se sul lungo periodo la progressione reggerà
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