37

Resonance: A Plague Tale Legacy, la recensione del prequel che trasforma la serie in un action

Ambientato quindici anni prima rispetto agli eventi di Requiem, Resonance: A Plague Tale Legacy racconta il misterioso passato di Sophia e il suo legame con un'isola remota.

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   26/08/2026
Sophia, la protagonista di Resonance: A Plague Tale Legacy
Resonance: A Plague Tale Legacy
Resonance: A Plague Tale Legacy
Articoli News Video Immagini

Resonance: A Plague Tale Legacy è il nuovo capitolo della serie firmata Asobo Studio: un prequel ambientato quindici anni prima rispetto agli eventi dell'emozionante Requiem, in cui viene raccontata l'appassionante storia di Sophia, la scaltra contrabbandiera che abbiamo conosciuto appunto nel secondo episodio della saga.

Oltre a una nuova protagonista, gli sviluppatori hanno pensato bene di mettere in campo anche un gameplay rinnovato, che elimina completamente le meccaniche stealth in favore di un approccio action basato su spettacolari combattimenti all'arma bianca, ma senza ovviamente rinunciare allo spessore artistico e narrativo che ha permesso al franchise di distinguersi finora.

Una storia di risonanze e rimembranze

La trama di Resonance: A Plague Tale Legacy comincia con Sophia da bambina, mandata da sua madre in un convento perché non seguisse le orme del padre pirata. Nessuno però poteva sospettare che i ragazzini ospiti di questo collegio venissero sottoposti a oscuri esperimenti con una sostanza nera che, una volta iniettata, provocava loro violente visioni legate a un'isola remota e al segreto che custodisce.

Liberata proprio dal padre, Sophia conserva il diario su cui le facevano disegnare ciò che vedeva durante le sue allucinazioni, che purtroppo non sono finite: quella specie di sangue nero sembra averla ormai "contagiata" e ciò che vede nei suoi sogni tormentati ha le forme ben poco rassicuranti di un mostro pronto a divorarla. Esiste un modo per annullare questa maledizione?

Suo padre decide di dedicare la vita a questa missione, ma l'esito è drammatico: la ragazzina si ritrova a dover crescere nella grande famiglia di pirati comandata da Faro, un uomo sempre più ossessionato dal diario di Sophia e dai segreti che si nascondono sull'Isola del Minotauro; al punto da mettere in pericolo i suoi stessi compagni nel tentativo di impossessarsi di una fantomatica chiave in grado di aprire tutte le porte di quel luogo.

Sophia e Leni in Resonance: A Plague Tale Legacy
Sophia e Leni in Resonance: A Plague Tale Legacy

Diventata ormai adulta e abile nel combattimento, la protagonista di Resonance: A Plague Tale Legacy si ritrova improvvisamente a dover affrontare una situazione estremamente drammatica, ma riesce a impossessarsi del manufatto, recupera il diario e decide di raggiungere l'isola insieme alla sua amica del cuore, Leni, per capire finalmente quale sia l'origine delle sue visioni e chi sia l'antico guerriero che vi compare spesso.

Sul piano della direzione e della narrazione, questo nuovo capitolo della serie firmata Asobo Studio è eccezionale: Sophia è una figura ricca di personalità e carattere, e il racconto della sua crescita viene portato avanti con i tempi giusti, introducendo efficacemente alcuni comprimari e stabilendo una base solidissima per tutti i risvolti emozionali di questa storia.

Sophia in Resonance: A Plague Tale Legacy
Sophia in Resonance: A Plague Tale Legacy

A contribuire in maniera sostanziale a tale risultato è il brillante mix di tecnologia, arte e interpretazione reso possibile dalle ottime animazioni facciali, che veicolano in maniera perfetta le performance recitative di Anna Demetriou e ci consegnano un'esperienza che da questo punto di vista teme ben pochi confronti.

Un gameplay rivoluzionato

A Plague Tale è sempre stato sinonimo di meccaniche stealth, ma Resonance cambia le carte in tavola rivedendo completamente il gameplay, che adesso è orientato all'azione. Le sequenze esplorative, che in più di un'occasione ribadiscono il tema del "labirinto" come filo conduttore dell'intera avventura, spronandoci a trovare la strada giusta osservando lo scenario senza facili assistenze, si risolvono infatti in frenetici scontri che vedono Sophia brandire una spada e un pugnale per affrontare i suoi avversari.

Sophia affronta alcuni avversari in Resonance: A Plague Tale Legacy
Sophia affronta alcuni avversari in Resonance: A Plague Tale Legacy

Il sistema di combattimento è interessante e introduce un grado di sfida che cresce man mano che aumentano i nemici o vengono introdotte nuove tipologie, capaci non solo di attaccarci in maniera differente ma anche di richiedere approcci diversificati per poter rompere la loro guardia e affondare i colpi, che possono eventualmente culminare in spettacolari finisher.

Tutto ruota attorno alla parata e alla schivata, e alla tipologia di attacco che viene di volta in volta portato, con le azioni dal timing perfetto che vengono premiate stordendo l'avversario e aprendo la strada a una mossa speciale caricata che da sola spesso può risolvere la sfida. Bisogna però fare attenzione all'energia vitale, costituita solo da tre unità che è possibile ripristinare unicamente mettendo a segno un'uccisione.

I Talenti sbloccabili in Resonance: A Plague Tale Legacy
I Talenti sbloccabili in Resonance: A Plague Tale Legacy

Il repertorio di manovre a disposizione di Sophia può essere arricchito sbloccando alcuni talenti tramite l'impiego dei Punti Risonanza trovati in giro o conquistati in battaglia, e nelle fasi più avanzate della campagna l'impianto si conferma piuttosto ricco di possibilità sia offensive che difensive, ma allo stesso modo aumentano le minacce e vengono introdotti soldati più coriacei o veri e propri boss.

L'elemento delle visioni si lega al gameplay quando la protagonista torna a vedere il passato dell'isola e le lotte fra gladiatori per la successione al trono, vestendo a quel punto la pesante corazza del misterioso Teseo e affrontando guerrieri sempre più forti per compiacere un re apparentemente spietato, nell'ambito di una sottotrama che nasconde tanti segreti e che diventa man mano più avvincente.

Una delle visioni di Sophia in Resonance: A Plague Tale Legacy
Una delle visioni di Sophia in Resonance: A Plague Tale Legacy

Le fasi action vengono inframezzate come detto da momenti dedicati all'esplorazione, con anche qualche concessione alle arrampicate e ai salti da una piattaforma all'altra, e soprattutto dalla risoluzione di enigmi che implicano l'utilizzo del manufatto di cui abbiamo parlato in precedenza: una sfera in grado di veicolare la luce per rivelare simboli nascosti o per proiettare fasci che possono attivare antichi interruttori.

Sul piano del puzzle design è stato fatto un gran bel lavoro, gli enigmi risultano impegnativi ma non troppo, è possibile consultare in qualsiasi momento il diario per ottenere qualche indizio ed eventualmente richiedere suggerimenti sempre più dettagliati alla nostra compagna di viaggio. In nessun caso abbiamo avuto la sensazione di trovarci di fronte a problemi troppo oscuri, sebbene un enigma dalla doppia cifratura verso la fine della campagna ci abbia fatto un po' penare.

Uno degli enigmi di Resonance: A Plague Tale Legacy
Uno degli enigmi di Resonance: A Plague Tale Legacy

L'impianto confezionato da Asobo Studio funziona molto bene, pur presentando un level design che in alcuni casi soffre per via di una quantità notevole di barriere invisibili, inciampando proprio nelle primissime fasi dell'avventura, quando Sophia è ancora una bambina, in una sequenza che lascia un po' confusi e avrebbe forse meritato un pizzico di attenzione in più. Fa inoltre sorridere il fatto che una pirata non sappia nuotare!

Tuttavia, in termini di meccaniche la campagna introduce man mano nuovi elementi, nuove insidie con cui confrontarsi (anche con una certa dose di trial & error, perché no) e un percorso che dunque si evolve, evitando di fossilizzarsi e colpendo duro con la potenza di un comparto artistico sontuoso, che diventa esso stesso un elemento in grado di innescare emozioni e coinvolgimento.

Fra tecnica e arte

Nonostante le inevitabili limitazioni tecniche della versione PS5 rispetto al PC, che si traducono nella semplificazione di alcuni asset e in artefatti da ricostruzione piuttosto evidenti sui capelli laddove si opti per la modalità grafica a 60 fps (ce ne sono due, come al solito: qualità e prestazioni), viziata anche da un certo effetto tearing, non c'è dubbio che Resonance: A Plague Tale Legacy riesca a sfruttare in maniera brillante le capacità del motore grafico Zouna..

La Venezia di Resonance: A Plague Tale Legacy
La Venezia di Resonance: A Plague Tale Legacy

Durante le circa dodici ore che abbiamo impiegato per arrivare ai titoli di coda ci è venuto in mente spesso il lavoro compiuto da Ninja Theory con Senua's Saga: Hellblade 2, anche se la produzione firmata Asobo sembra più attenta a trovare un punto di equilibrio che non sacrifichi eccessivamente la qualità dell'immagine, gestendo con intelligenza anche l'ampiezza delle ambientazioni.

Ebbene, ci sono sequenze di Resonance che vi lasceranno a bocca aperta per la loro bellezza, vedi la missione a Venezia e alcuni dei momenti verso la fine, quando la potenza del segreto che si cela sull'isola si manifesta in maniera tanto drammatica quanto spettacolare, dando vita a panorami al contempo suggestivi e inquietanti, impreziositi da scelte di colore meravigliose.

Uno scenario inquietante in Resonance: A Plague Tale Legacy
Uno scenario inquietante in Resonance: A Plague Tale Legacy

C'è qualche spigolo, per carità: alcune animazioni ancora fanno storcere il naso, ma nel suo insieme Legacy si presenta come un'opera sontuosa, interpretata in maniera intensa da un cast di attori molto bravi e accompagnata nelle sue sequenze da una colonna sonora anche stavolta incredibile: l'ennesima dimostrazione del grande talento di Olivier Deriviere.

Conclusioni

Versione testata PlayStation 5
Digital Delivery Steam, PlayStation Store, Microsoft Store
Prezzo 59,99 €
Multiplayer.it
8.0
Lettori (15)
8.7
Il tuo voto

Resonance: A Plague Tale Legacy è un'avventura appassionante, con un grande cuore e un grande carisma, capace di portare sullo schermo personaggi ben caratterizzati e una storia che non mancherà di conquistarvi. Un racconto narrato in maniera competente e con il solidissimo supporto di tecnologie sofisticate, che hanno consentito ai ragazzi di Asobo Studio di consegnarci un'esperienza che non ha paura di cambiare, pur restando fedele allo stile e alle atmosfere che hanno reso la saga del team francese una delle produzioni più interessanti degli ultimi anni.

PRO

  • Artisticamente straordinario
  • Il nuovo gameplay action funziona
  • Una storia meravigliosa e molto ben narrata

CONTRO

  • Level design non sempre brillante nel mascherare i propri limiti
  • Un particolare risvolto della trama non ci ha convinto
  • Orientarsi negli scenari può portare spesso a tempi morti
Aggiungici come fonte preferita su Google
Questo contenuto potrebbe includere link affiliati che generano commissioni.
Per conoscere i dettagli della nostra policy editoriale, è disponibile la pagina etica.