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L'organizzatore dello sciopero dei giocatori su PS5 chiede di proseguire a oltranza, a costo di rinunciare a GTA 6

Il blackout dei giocatori PlayStation si intensifica: DoesItPlay? invita a proseguire la protesta oltre il 30 agosto, anche a costo di rinunciare alle grandi uscite autunnali, fino all'arrivo di GTA 6.

NOTIZIA di Stefano Paglia   —   25/08/2026
Mockup di una confezione di GTA 6 per PS5

In risposta alla decisione di Sony di interrompere la produzione dei dischi fisici a partire dal 2028, pochi giorni fa è iniziato un blackout su PS4 e PS5 come forma di protesta. L'iniziativa chiede ai partecipanti di tenere le proprie console spente, evitando acquisti digitali e sessioni multiplayer per un'intera settimana, fino al 30 agosto.

Ora però il principale promotore, l'account DoesItPlay?, alza ulteriormente il tiro su X. Secondo il gruppo, lo stop del 23-30 agosto rappresenta soltanto il "requisito minimo" della protesta, e anzi "tutti sono incoraggiati a proseguire indefinitamente finché Sony non cambierà idea". Una posizione che punta a trasformare il blackout da gesto simbolico a una forma di pressione continuativa sulla compagnia.

Buoni propositi, ma reggeranno alle tante uscite dei prossimi mesi?

La settimana di blackout è stata lanciata da fan e creator, accompagnata da un comunicato diffuso su X da DoesItPlay?, noto per i contenuti dedicati alla retrocompatibilità. Nel messaggio, la fine del formato fisico viene descritta come "l'ultima goccia" di una lunga serie di decisioni controverse attribuite a PlayStation: dalla chiusura di Bluepoint Games alla strategia incentrata sui live service, passando per il supporto insufficiente a PSVR2 e la mancanza di attenzione verso serie storiche come Twisted Metal, SOCOM, Sly Cooper e Resistance.

Al momento X/Twitter ha dei problemi
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Secondo gli organizzatori, Sony si sarebbe progressivamente allontanata dalla propria community, gestendo male la posizione di forza ereditata dall'era PS4. Il blackout, nelle loro intenzioni, dovrebbe rappresentare un segnale chiaro: una protesta che, pur avendo un impatto minimo su publisher e sviluppatori, mira a far sentire la voce dei giocatori.

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Per quanto in molti su X e sui social hanno espresso il loro sostegno all'iniziativa, la vera incognita riguarda l'effettiva partecipazione e la tenuta della protesta nel lungo periodo. Perché se una settimana di blackout può essere percepita da molti come un sacrificio contenuto per una giusta causa, proseguire "a oltranza" significherebbe rinunciare a un autunno particolarmente ricco per i possessori di PS5. Da Onimusha: Way of the Sword a Marvel's Wolverine, passando per The Blood of Dawnwalker, il calendario delle uscite è fitto, e si avvicina GTA 6, uno dei giochi più attesi di sempre e al tempo stesso legato alle proteste, dato che verrà pubblicato senza una vera e propria edizione fisica su disco.

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