Sono passati due anni dall'incidentato MXGP 24, primo titolo della serie ufficiale del campionato mondiale di motocross prodotto da Nacon dopo la lunga corsa compiuta da Milestone. Sembrava di essere arrivati al capolinea, ma l'etichetta francese è riuscita, al contrario, a far tornare a galla il marchio dopo aver dato il giusto tempo alla sua casa di sviluppo di fiducia per i videogiochi di corse, Artefacts Studio.
MXGP 26 si appresta a posizionarsi sulla griglia di partenza, ma noi stiamo tastando il terreno già da un po' di tempo e siamo pronti a raccontarvi tutti i dettagli in questa recensione.
Tour mondiale
Come da nome, MXGP 26 punta a ricreare per filo e per segno la struttura del campionato mondiale di MX, gettando nella mischia un paio di attività accessorie. La modalità principale è, ovviamente, quella del campionato, composto da 19 tracciati ufficiali sparsi in giro per il mondo, tutti con caratteristiche strutturali e meteorologiche differenti. Si può decidere di giocare seguendo le effettive condizioni atmosferiche che si sono verificate durante il campionato reale o modificarle a seconda delle preferenze e creare una competizione personalizzata.
Anche le tappe della competizione possono essere personalizzate a proprio piacimento, così da adattare i tempi di gioco alle proprie preferenze (perché ogni Gran Premio vi porterà via una mezz'oretta di gioco, tra qualifiche, gestione dell'assetto di corsa e le due gare da cui è composto; non esattamente una partita mordi e fuggi, ecco).
Per chi non ha molto tempo, sono presenti anche altre due modalità di gioco: Attacco al tempo (dove competere contro il proprio record per migliorarsi sempre di più su ogni tracciato) e Gran Premio (sostanzialmente una singola giornata competitiva del campionato completamente personalizzabile in tempistiche ed eventi).
Chiude il cerchio la modalità multigiocatore, che racchiude tutto ciò di cui abbiamo appena parlato, ma competendo, questa volta, online contro giocatori in carne e ossa.
Massima personalizzazione
Uno degli elementi distintivi di questo MXGP 26 è senz'altro l'alto grado di personalizzazione dato in mano ai giocatori. Della completa libertà di gestione delle partite abbiamo già parlato, ma Artefacts Studio non si è fermata qui. Durante le gare è, infatti, possibile intervenire direttamente sull'assetto della propria moto, così da adattare il veicolo al terreno che vi troverete ad affrontare e massimizzarne le prestazioni.
Elemento più estetico che pratico, invece, è la possibilità di creare il proprio pilota da zero, modificando tutti gli aspetti della tuta e della moto in modo parecchio dettagliato, con già diversi elementi sbloccati sin dall'inizio e altri acquistabili attraverso moneta di gioco ottenibile completando gare e obiettivi.
Una bella spolverata
Ed è proprio durante la creazione del personaggio, appena fatto partire il gioco, che si nota il grande salto tecnico svolto da Artefacts Studio. Per MXGP 26 è stato deciso di lasciare da parte il motore proprietario in favore del più inflazionato Unreal Engine 5. Il risultato è subito evidente, con dettagli che non è scontato trovare in giochi di corse non facenti parte delle serie più acclamate.
La differenza, però, la fa il terreno di gioco vero e proprio, una tela bianca la cui trama cambia man mano che i piloti la solcano con i loro bolidi, mutando in continuazione la conformazione della pista e rendendo ogni giro diverso a seconda di come il tracciato viene affrontato.
Questa nuova struttura procedurale e permanente del terreno, che fa sentire molto bene il peso della moto e ogni più piccola variazione nell'aderenza, porta con sé tutta una nuova gestione di animazioni, fisica e collisioni. Mentre per le prime non abbiamo nulla da obiettare, per le ultime due ci troviamo in bilico tra l'adorazione e l'odio più profondo.
Perché sì, per gran parte del tempo tutto funziona perfettamente, con interazioni realistiche tra terreno e veicoli come poche altre volte ci è capitato di trovare in videogiochi del genere (in memoria del compianto MotorStorm), però c'è sempre quel momento in ogni partita in cui qualcosa nei processi di calcolo va storto e ci si ritrova a volteggiare in aria come appena usciti da un cartone di Hanna & Barbera, perdendo tempo prezioso e, con molta probabilità, compromettendo l'esito della gara.
Se a questo si aggiungono dei punti di rigenerazione a volte veramente mal tarati (su una salita dove è impossibile acquisire accelerazione o sopra un sacco di sabbia spostatosi in una maniera tale per cui ogni volta che si torna in pista ci si ritrova a cascare rovinosamente a terra in eterno), il risultato è che la maggior parte delle volte l'errore non deriva dal giocatore, ma dal gioco stesso.
Chiude il cerchio un comparto sonoro risicato al midollo. Nulla da dire sul rombo dei motori e sulle derapate nel fango, ma non c'è un commento audio di alcun tipo, una voce, un grido che non sia quello della folla quando gli si passa accanto.
C'è giusto una traccia musicale nel menù principale, ma niente di più, il che è perfetto per tutti quelli che vogliono mettere in sottofondo un podcast o la propria playlist preferita, ma chi vuole immergersi nell'avventura si deve accontentare del ruggito delle marmitte e poco altro.
Conclusioni
MXGP 26 è senz'altro il punto tecnicamente più avanzato toccato della serie. Offre tutto ciò che un gioco del genere dovrebbe offrire e non si sbilancia mai verso direzioni che lo porterebbero a deviare dal suo percorso. La personalizzazione totale dell'esperienza di gioco lo rende sicuramente allettante per tutti gli appassionati del motocross e non solo, con un sistema di guida immediato che riesce a far divertire sia con gli aiuti attivi che senza, ma qualche perplessità sul lato tecnico lo rende a volte più vicino a un siparietto comico da cinema muto che non alla simulazione seria e pura a cui il titolo anela con tanta dedizione. Speriamo che i primi aggiornamenti sistemino presto queste cose.
PRO
- Terreno di gioco che muta a ogni giro
- Personalizzazione totale
- Visivamente gradevole
CONTRO
- A volte la fisica tira brutti scherzi
- Punti di rigenerazione da rivedere
- Comparto sonoro scarno