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POCO F9 Ultra, la recensione dello smartphone Android che punta a uccidere i top di gamma

Con materiali più ricercati, un insolito sistema audio, un display da 185 Hz e una super batteria, POCO F9 Ultra vuole superare la tradizionale formula del brand: ma sarà davvero un flagship senza compromessi?

RECENSIONE di Raffaele Staccini   —   28/09/2026
Poco F9 Ultra
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Negli ultimi otto anni POCO ha costruito la propria identità attorno a una formula semplice: offrire la massima potenza possibile a un prezzo competitivo, accettando qualche compromesso negli altri aspetti dell'esperienza. Materiali meno pregiati, comparti fotografici non sempre all'altezza dei migliori top di gamma e una maggiore attenzione alla scheda tecnica rispetto alla cura complessiva del prodotto erano, in fondo, parte del prezzo da pagare per avere prestazioni da flagship spendendo meno.

Con la serie F8 qualcosa aveva già iniziato a cambiare, ma il nuovo POCO F9 Ultra sembra rappresentare un passaggio ancora più netto. L'obiettivo non è più soltanto quello di mettere il processore più potente possibile all'interno di uno smartphone dal prezzo aggressivo. Questa volta POCO vuole costruire un dispositivo più completo, capace di competere anche negli ambiti che il brand aveva storicamente lasciato in secondo piano. Lo si capisce già dal design, con un retro in fibra di vetro satinata e un frame in metallo, ma soprattutto da alcune scelte decisamente insolite per uno smartphone POCO. La collaborazione con Bose, per esempio, non si limita a una firma sul prodotto: F9 Ultra integra infatti un sistema audio 2.1 canali, con un subwoofer dedicato collocato sul retro. Una soluzione che, almeno sulla carta, punta a migliorare in modo concreto uno degli aspetti più spesso trascurati nel mondo degli smartphone.

POCO, insomma, non sembra più voler cercare giustificazioni nei compromessi imposti dal prezzo. Il brand lo presenta come un prodotto capace di eccellere in ogni ambito, dalla potenza all'autonomia, passando per design, display e comparto multimediale. Una promessa ambiziosa, soprattutto in una fascia di mercato nella quale una buona scheda tecnica non basta più per distinguersi davvero. Nella nostra recensione dell'F9 Ultra proviamo a capire quindi se POCO è riuscita davvero a trasformare un'impressionante lista di specifiche in uno smartphone realmente completo.

Caratteristiche tecniche del POCO F9 Ultra

Quando si analizza la scheda tecnica del POCO F9 Ultra, fermarsi alla potenza dello Snapdragon 8 Elite Gen 5 sarebbe riduttivo. Il nuovo flagship di POCO utilizza infatti una soluzione a doppio chip, affiancando al SoC Qualcomm il VisionBoost D8, un processore dedicato al potenziamento grafico che interviene soprattutto nel gaming. L'obiettivo è spostare alcune elaborazioni specifiche dal SoC principale, utilizzando modelli IA pre-addestrati per migliorare i dettagli delle immagini e tecniche di interpolazione del movimento per aumentare la fluidità nei giochi compatibili.

Il VisionBoost D8 entra in gioco soprattutto nelle funzionalità grafiche supportate, tra cui AI Super Resolution, Smart Frame Rate e Game HDR, mentre il carico computazionale generale rimane affidato allo Snapdragon 8 Elite Gen 5. POCO dichiara un ecosistema di oltre 20 giochi compatibili con l'esperienza a 185 FPS, anche se il livello di supporto varia da titolo a titolo e alcune modalità sfruttano proprio l'interpolazione dei fotogrammi.

I nuovi POCO F9 Pro e F9 Ultra sono già in sconto su Amazon: perfetti per giocare e non solo I nuovi POCO F9 Pro e F9 Ultra sono già in sconto su Amazon: perfetti per giocare e non solo

POCO ha equipaggiato l'F9 Ultra con RAM LPDDR5X capace di raggiungere una velocità di trasferimento di 9600 Mbps, affiancata da uno storage con tecnologia UFS 4.1 fino a 1 TB. A sostenere il tutto troviamo il sistema di raffreddamento POCO 3D IceLoop, che utilizza un'area LHP da ben 6.300 mm² e una struttura progettata per separare il percorso del vapore da quello del liquido, creando un circuito unidirezionale per il trasferimento del calore. La camera presenta inoltre una particolare sporgenza tridimensionale in corrispondenza del chipset che, secondo POCO, può ridurre la temperatura del SoC fino a 3 °C.

Anche i produttori cinesi hanno ormai smesso di includere il caricatore nella confezione
Anche i produttori cinesi hanno ormai smesso di includere il caricatore nella confezione

Il display è probabilmente uno degli elementi più interessanti del POCO F9 Ultra. Il pannello AMOLED da 6,9 pollici utilizza il nuovo materiale M11 e raggiunge una frequenza di aggiornamento massima di 185 Hz, mentre la luminosità dichiarata arriva a 10.000 nit. La batteria integra una cella al silicio-carbonio da 8.050 mAh all'interno di uno smartphone spesso appena 8,74 mm e dal peso di 235 grammi. Sul fronte della ricarica troviamo 100W via cavo e 50W wireless, una combinazione che permette di recuperare rapidamente anche una quantità consistente di energia.

Il prezzo del POCO F9 Ultra parte da 1.099€ per la configurazione da 12 GB di RAM con 256 GB di archiviazione e può arrivare 1.399 euro per quella da 16 GB + 1 TB: cifre da vero top di gamma, anche se, come da tradizione Xiaomi-POCO, tra offerte di lancio e coupon vari si risparmiano facilmente ben più di 300 euro su ogni versione.

Scheda Tecnica POCO F9 Ultra

  • Dimensioni e Peso:
    • Dimensioni: 163,49 mm x 77,94 mm x 8,74 mm
    • Peso: 235 grammi
  • Display:
    • Tipo: AMOLED da 6,9 pollici (materiale luminescente di nuova generazione M11)
    • Risoluzione: 2608 x 1200 pixel POCO HyperRGB (struttura subpixel RGB completa)
    • Refresh rate: Fino a 185Hz (refresh rate adattivo nativo da 60 a 185 Hz)
    • Luminosità: Fino a 10.000 nits di picco (area 1%); fino a 4.500 nits di picco multi-scenario (area 25%); HBM (High Brightness Mode) a 2200 nits; luminosità tipica di 850 nits; luminosità minima da 1 nit
    • Altre caratteristiche: Vetro protettivo Corning Gorilla Glass 7i, HDR10+, Dolby Vision, profondità colore a 12-bit (68 miliardi di colori), gamut colore DCI-P3 completo, DC Dimming, Wet Touch display 2.0 (funzionamento con schermo bagnato), Xiaomi Vision Care con certificazione TÜV Rheinland Quadruple Eye Care
  • SoC e Prestazioni:
    • SoC: Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5 Mobile con processo produttivo a 3nm (Architettura Octa-core con 2x Prime Core fino a 4,6GHz e 6x Performance Core fino a 3,62GHz)
    • GPU: Qualcomm Adreno GPU
    • NPU: Qualcomm AI engine
    • Chip ausiliario: VisionBoost D8 Chipset (processo a 12nm per la gestione simultanea di super risoluzione IA, smart frame rate fino a 185FPS e Game HDR)
    • Dissipazione: LiquidCool Technology con sistema di raffreddamento 3D dual-layer IceLoop
    • Gaming tuning: WildBoost Engine, touch sampling rate fino a 480Hz (instant touch sampling rate fino a 4800Hz), giroscopio ultra-reattivo, Game audio mode, punteggio di riferimento AnTuTu V11.1.1 ufficiale di 4.165.108 punti
  • Memoria e Storage:
    • RAM: LPDDR5X (velocità di 9600Mbps), disponibile nelle varianti da 12GB e 16GB
    • Storage: UFS 4.1, disponibile nelle varianti da 256GB, 512GB e 1TB
  • Fotocamere Posteriori:
    • Principale: 200MP, sensore Samsung HP5 con stabilizzazione ottica dell'immagine (OIS), f/1.68, Super Pixel 16-in-1 da 2μm, lente 6P. Supporta la modalità ultra-nitida da 200MP dedicata
    • Teleobiettivo Periscopico 5x: 50MP, f/3.0, lunghezza focale equivalente a 120mm, stabilizzazione ottica dell'immagine (OIS) (zoom ottico 5x, zoom "lossless" 10x e zoom AI Ultra fino a 20x). Supporta la modalità ritratto, scatti telemacro e registrazione video 4K a 60fps
    • Ultra-grandangolare: 50MP, f/2.4
    • Video: Registrazione video 4K Ultra HD con Live Cinematography e transizioni di fuoco automatiche con un singolo tocco
  • Fotocamera Frontale: 32MP
  • Connettività:
    • Wi-Fi: Wi-Fi 7
    • Bluetooth: Bluetooth 6.0 (Dual-Bluetooth)
    • Reti e SIM: Dual SIM fisica (nano SIM + nano SIM) o eSIM (nano SIM + eSIM / eSIM + eSIM); supporto reti 5G SA e NSA (con supporto 4x4 MIMO); NFC
    • Xiaomi Offline Communication: Supporto per chiamate vocali offline dirette a corto raggio tra dispositivi compatibili
  • Audio:
    • Configurazione: Altoparlanti stereo simmetrici master-grade 1115D con subwoofer indipendente integrato ultra-grande da 1620 (sistema audio a 2.1 canali), triplo microfono in array
    • Caratteristiche acustiche: Certificazioni Hi-Res & Hi-Res Audio Wireless; supporto Dolby Atmos; Sound by Bose; ottimizzazioni Bose; modalità audio di gioco specializzata per la direzionalità dei passi
  • Sistema Operativo e Supporto:
    • Sistema Operativo: Xiaomi HyperOS 3
    • Supporto software: 4 generazioni di aggiornamenti Android OS e 6 anni di patch di sicurezza garantite
  • Resistenza e Protezione:
    • Impermeabilità: Certificazione IP68 contro l'ingresso di polvere e acqua (immersione fino a 1,5 metri in acqua dolce per massimo 30 minuti)
  • Colori e Design:
    • Materiali: Retro in fibra di vetro (fiberglass) con finitura matte opaca antimpronta
    • Deco Luminoso: Camera deco posteriore piatta con dynamic glide stripe attorno al subwoofer che si illumina per chiamate, notifiche, giochi e musica
    • Colorazioni: Dark Cherry e Black
  • Batteria e Ricarica:
    • Capacità: 8.050 mAh (tipica) in silicio-carbonio (16% di contenuto di silicio-carbonio)
    • Ricarica cablata: 100W HyperCharge
    • Ricarica wireless: 50W wireless HyperCharge
    • Ricarica inversa: Fino a 27W in modalità cablata e fino a 22,5W in modalità wireless
    • Porta USB: USB Type-C (USB 3.2 Gen 1) con supporto a QC2 / QC3 / QC3+ / PD2.0 / PD3.0 / 100W PPS e ricarica intelligente con controllo della temperatura
  • Prezzi di Listino:
    • 12GB + 256GB: 1.099,90€
    • 16GB + 512GB: 1.199,90€
    • 16GB + 1TB: 1.399,90€

Design

Se c'è un elemento che rende immediatamente evidente il salto di categoria, è la scelta dei materiali. Dopo anni in cui POCO ha spesso privilegiato la sostanza rispetto alla ricercatezza costruttiva, l'F9 Ultra cambia approccio e adotta un pannello posteriore in fibra di vetro con finitura opaca, abbinato a un frame metallico microcurvo. Non è soltanto una questione estetica: il retro ha una superficie piacevole al tatto, non trattiene particolarmente le impronte e restituisce una sensazione di solidità decisamente più vicina a quella dei flagship tradizionali.

Il retro del POCO F9 Ultra
Il retro del POCO F9 Ultra

Le dimensioni sono però quelle che ci si aspetterebbe da uno smartphone di questo tipo: lo spessore è interessante se rapportato agli 8.050 mAh della batteria, ma il peso rimane inevitabilmente percepibile durante l'utilizzo prolungato, soprattutto impugnando il telefono con una sola mano. Il frame aiuta comunque a rendere la presa più naturale rispetto a una soluzione completamente squadrata, mentre le cornici ridotte attorno al pannello permettono di sfruttare molto bene la superficie frontale. La certificazione IP68 completa un quadro costruttivo che, finalmente, non sembra più voler chiedere all'utente di accettare compromessi evidenti sul fronte della resistenza.

La disponibilità cromatica è limitata a due colori, Nero e Dark Cherry, con quest'ultima che rappresenta probabilmente la scelta più caratteristica. Il rosso scuro con leggere sfumature violacee mantiene un aspetto elegante senza ricorrere agli eccessi cromatici tipici di alcuni smartphone gaming (e di alcuni POCO del passato).

La parte più riconoscibile del retro è però il modulo fotografico in metallo piatto, che abbandona le forme più elaborate viste su alcune precedenti generazioni e contribuisce a dare al dispositivo un aspetto più ordinato. Il blocco integra le fotocamere e alcuni elementi decorativi, ma soprattutto lascia spazio a uno dei componenti più insoliti dell'intero smartphone: il subwoofer indipendente sviluppato nell'ambito della collaborazione con Bose. La griglia dell'altoparlante è infatti chiaramente visibile sul retro e non rappresenta un semplice elemento estetico.

Il blocco fotocamere integra il sistema audio Bose
Il blocco fotocamere integra il sistema audio Bose

A circondare questa zona troviamo poi un elemento luminoso integrato nel design posteriore che può accompagnare notifiche, chiamate e altre attività del dispositivo. Non è un dettaglio indispensabile, ma contribuisce a differenziare un retro altrimenti piuttosto sobrio e dimostra che POCO ha cercato di dare al telefono una propria identità senza trasformarlo in un prodotto dall'aspetto eccessivamente aggressivo.

Display

Per quanto riguarda il display, il POCO F9 Ultra monta un grande pannello AMOLED da 6,9 pollici, con risoluzione di 2608 x 1200 pixel, frequenza di aggiornamento fino a 185 Hz, supporto a Dolby Vision e HDR10+ e una copertura cromatica DCI-P3. È uno schermo pensato evidentemente per il consumo di contenuti multimediali e per il gaming, ma che convince anche nelle attività più comuni grazie a una resa molto brillante, colori vivaci e un'ottima definizione.

Il display del POCO F9 Ultra ha un'ottima resa
Il display del POCO F9 Ultra ha un'ottima resa

A rendere particolarmente interessante il pannello è anche il debutto del materiale luminescente M11, sviluppato per migliorare l'efficienza della componente verde dello spettro. Secondo POCO, questa nuova soluzione aumenta del 20% l'efficienza luminosa e del 5% la durata del display rispetto alla generazione precedente. Il vantaggio non consiste quindi semplicemente nel poter raggiungere valori di luminosità più elevati, ma nella possibilità di farlo con una maggiore efficienza del pannello. Nell'uso quotidiano, il risultato è uno schermo estremamente luminoso e leggibile, senza che la ricerca del picco di luminosità sembri essere stata ottenuta sacrificando la qualità complessiva dell'immagine.

Interessante anche la scelta della risoluzione. POCO non ha optato per il classico pannello 2K: qui abbiamo "solo" 2608 x 1200 pixel, ma con tecnologia HyperRGB. La differenza rispetto a un normale AMOLED con matrice PenTile sta nella struttura full RGB dei subpixel, che permette di ottenere una densità e una nitidezza percepita superiori rispetto a quanto suggerirebbe la semplice risoluzione numerica. Nell'uso reale la scelta si rivela sensata. Testi, icone e dettagli fini risultano molto definiti e, alla normale distanza di utilizzo, è difficile trovare qualcosa da rimproverare alla nitidezza.

Una risoluzione inferiore significa anche un carico grafico più contenuto, un aspetto particolarmente interessante su uno smartphone che punta molto sul gaming e sull'autonomia. È una di quelle scelte in cui la scheda tecnica rinuncia volontariamente a un numero più alto per cercare un equilibrio migliore nell'esperienza complessiva.

Il dato che più fa discutere è naturalmente quello della luminosità. Il POCO F9 Ultra arriva a un picco dichiarato di 10.000 nit, ma il valore massimo viene raggiunto su appena l'1% dell'area dello schermo, mentre su una finestra del 25% si arriva a 4.500 nit. La luminosità HBM è invece dichiarata a 2.200 nit, ed è questo il parametro molto più significativo quando si parla di leggibilità all'aperto. E proprio qui che F9 Ultra si comporta molto bene anche nella pratica. La luminosità di picco è molto elevata, per una leggibilità eccellente sotto la luce diretta del sole.

POCO F9 Ultra sfrutta bene il display in gaming, anche se pochi giochi raggiungono i 185 FPS nativi
POCO F9 Ultra sfrutta bene il display in gaming, anche se pochi giochi raggiungono i 185 FPS nativi

I 185 Hz rappresentano invece una caratteristica destinata soprattutto al gaming. Nella normale navigazione, nei social e nell'interfaccia di sistema la differenza rispetto a 120 Hz è molto più difficile da percepire. Il vantaggio diventa concreto nei giochi compatibili: POCO dichiara un ecosistema di oltre 20 titoli capaci di sfruttare i 185 FPS nativi, mentre il VisionBoost D8 può utilizzare l'interpolazione dei fotogrammi per aumentare ulteriormente la fluidità in determinati scenari. Anche qui, quindi, i 185 Hz non sono un valore da considerare automaticamente attivo in qualsiasi situazione, ma una possibilità che trova il suo terreno ideale nei giochi compatibili.

La dotazione dedicata al comfort visivo è altrettanto completa. Il pannello può scendere fino a 1 nit di luminosità minima e utilizza il DC Dimming sull'intera gamma di luminosità, una combinazione particolarmente utile quando si utilizza lo smartphone al buio. Nei nostri utilizzi questo si traduce in una gestione molto piacevole della luminosità notturna, senza quella sensazione di luce aggressiva che può risultare fastidiosa durante la lettura a letto.

POCO ha inoltre inserito il sistema Xiaomi Vision Care, che riunisce quattro certificazioni TÜV Rheinland: Low Blue Light con soluzione hardware, Flicker Free, Circadian Friendly e Intelligent Eye Care. Il telefono dispone anche di regolazione automatica della temperatura colore e di un sistema capace di adattare la resa dello schermo alle condizioni ambientali e al ritmo circadiano. Non sono funzioni che trasformano magicamente il display in uno strumento "salutare", ma rappresentano un pacchetto di accorgimenti concreto per rendere più confortevole l'utilizzo prolungato.

A completare il quadro troviamo il Wet Touch Display 2.0, che migliora il riconoscimento degli input quando sul pannello sono presenti acqua o umidità, e un sistema touch particolarmente rapido, con 480 Hz di touch sampling rate e fino a 4.800 Hz di campionamento istantaneo in modalità di gioco.

Fotocamere

Se c'è un ambito in cui gli smartphone POCO hanno storicamente dovuto accettare qualche compromesso per mantenere un rapporto qualità-prezzo aggressivo, è quello fotografico. Con POCO F9 Ultra, però, il cambio di passo è evidente. Sul retro troviamo un sistema a tre fotocamere composto da un sensore principale da 200 MP, un teleobiettivo periscopico da 50 MP con zoom ottico 5x e un ultragrandangolare da 50 MP. Per la prima volta il comparto fotografico offre una vera escursione focale, dalla prospettiva ultragrandangolare fino a un tele lungo che può essere sfruttato anche per le macro.

Il blocco fotocamere
Il blocco fotocamere

La fotocamera principale utilizza il Samsung ISOCELL HP5 da 200 MP, con apertura f/1.68 e stabilizzazione ottica OIS. Nell'utilizzo normale non vengono però sfruttati tutti i 200 milioni di pixel: il sistema utilizza un Super Pixel 16-in-1, producendo immagini da circa 12,5 MP con pixel equivalenti da 2 μm. È la modalità sulla quale ha più senso fare affidamento nella maggior parte delle situazioni, perché permette al sistema di combinare risoluzione, raccolta della luce ed elaborazione computazionale.

In condizioni di buona illuminazione i risultati sono convincenti, con un livello di dettaglio elevato, una gamma dinamica ampia e una resa generalmente vivace. La modalità dedicata 200 MP rimane comunque interessante quando la scena contiene molti dettagli fini o quando si prevede di intervenire successivamente con ritagli importanti. Il vantaggio dei 200 MP, insomma, non consiste tanto nell'avere fotografie "quattro volte migliori", quanto nel disporre di una maggiore quantità di informazioni da cui partire.

Ci sono però anche dei limiti fisiologici. A piena risoluzione aumentano dimensioni dei file e tempi di elaborazione, rendendo questa modalità meno indicata quando il soggetto si muove rapidamente o quando si devono effettuare numerosi scatti consecutivi. La modalità standard rimane quindi la scelta più equilibrata per la fotografia quotidiana, mentre i 200 MP sono uno strumento da utilizzare quando la scena permette di sfruttarne realmente il potenziale.

Se il sensore principale serve soprattutto a dimostrare quanto sia cresciuta la dotazione hardware, è il teleobiettivo a rendere davvero interessante il reparto fotografico. La lente ha apertura f/3.0, stabilizzazione ottica OIS e una focale equivalente di 120 mm, offrendo uno zoom ottico 5x che amplia notevolmente le possibilità rispetto a un classico tele 2x o 3x.

La qualità a 5x è molto buona quando la luce è sufficiente, e POCO spinge il sistema fino a un 10x definito lossless attraverso l'elaborazione computazionale. Oltre questa soglia entra invece in gioco l'AI Ultra Zoom, che arriva fino a 20x e cerca di ricostruire i dettagli mancanti. Il risultato può essere sorprendentemente leggibile per soggetti lontani, ma come sempre accade con questo tipo di algoritmi, aumentando lo zoom aumentano anche gli artefatti e la possibilità che texture e dettagli vengano ricostruiti più che realmente fotografati.

La stessa fotocamera può inoltre essere utilizzata per il telemacro, con una distanza minima dichiarata di circa 30 cm. È una soluzione particolarmente utile per fotografare piccoli soggetti senza dover avvicinare fisicamente il telefono, sfruttando contemporaneamente la compressione prospettica e lo sfocato naturale tipici di una focale lunga. È una delle funzioni che rendono il periscopio molto più versatile di quanto potrebbe suggerire il semplice dato dello zoom 5x.

Completa il comparto un ultragrandangolare con focale equivalente di 17 mm. Il salto rispetto ai moduli grandangolari da 8 MP tipici di molti smartphone orientati al rapporto qualità-prezzo è evidente soprattutto quando si devono mantenere dettagli e informazioni nelle zone periferiche dell'immagine.

È proprio qui, però, che emerge uno dei pochi compromessi del reparto fotografico. La qualità assoluta è buona, ma la resa non è perfettamente sovrapponibile a quella della fotocamera principale e del periscopio. In particolare, continuano a emergere differenze nella temperatura colore passando da un sensore all'altro, con l'ultragrandangolare che tende a produrre immagini più calde rispetto alle altre due fotocamere. Non è un problema che compromette le fotografie, ma è una piccola incoerenza che si nota quando si confrontano scatti della stessa scena realizzati con focali differenti.

Anche nei video il sistema offre una dotazione completa: la fotocamera posteriore può registrare fino a 8K a 30 FPS e in 4K fino a 60 FPS, con supporto anche al formato Log 4K a 30 e 60 FPS. La stabilizzazione è disponibile anche durante la registrazione e contribuisce a mantenere le riprese più gestibili quando si utilizza il teleobiettivo a mano libera.

POCO ha inserito anche Live Cinematography, una modalità pensata per semplificare la realizzazione di brevi sequenze dall'aspetto più cinematografico. Con un singolo tocco è possibile sfruttare transizioni automatiche dello zoom, compresi movimenti di avvicinamento e allontanamento del soggetto, senza dover gestire manualmente ogni parametro durante la registrazione. Il sistema può inoltre utilizzare lo zoom automatico per creare transizioni più fluide durante le riprese.

La selfie camera rappresenta un bel passo in avanti rispetto alle generazioni precedenti
La selfie camera rappresenta un bel passo in avanti rispetto alle generazioni precedenti

La fotocamera anteriore è invece da 32 MP e rappresenta un altro passo avanti rispetto alle precedenti generazioni. Non si limita alle fotografie, che sono accettabili anche in condizioni di luce difficile: può registrare video in 4K a 30 FPS, oltre a 1080p a 30 e 60 FPS, offrendo una qualità sufficiente anche per videochiamate e contenuti social più curati.

Batteria

L'autonomia è uno dei settori in cui il POCO F9 Ultra riesce a distinguersi. Mentre la maggior parte dei flagship tradizionali continua infatti a muoversi attorno ai 5.000 mAh, POCO (e gli altri produttori cinesi) ha scelto di puntare con decisione sulla capacità: troviamo quindi una batteria al silicio-carbonio da 8.050 mAh all'interno di uno smartphone spesso appena 8,74 mm.

La batteria, che nei test dedicati scende con costanza millimetrica, è praticamente infinita con un uso moderato
La batteria, che nei test dedicati scende con costanza millimetrica, è praticamente infinita con un uso moderato

La tecnologia al silicio-carbonio permette di aumentare la densità energetica rispetto alle batterie agli ioni di litio con anodi basati prevalentemente sulla grafite. Con un utilizzo medio o intenso, l'F9 Ultra permette di guardare con una certa tranquillità alla possibilità di arrivare al secondo giorno senza ricaricare. Anche alternando navigazione, social, streaming, fotografia e gaming, la capacità residua alla fine della prima giornata rimane generalmente molto elevata. Con un utilizzo più leggero, completare due o tre giornate è un obiettivo assolutamente realistico.

Sotto stress il comportamento rimane convincente e nemmeno il gaming mette particolarmente in difficoltà l'autonomia. Il consumo medio si attesta tra il 10% e il 15% per ogni ora di gioco, a seconda del titolo e delle impostazioni utilizzate. Si tratta di un risultato tutt'altro che modesto per uno smartphone capace di spingere titoli impegnativi a frame rate molto elevati, anche se naturalmente la temperatura del dispositivo e le impostazioni grafiche incidono in modo significativo sul consumo.

Il test della batteria con PCMark
Il test della batteria con PCMark

Il nostro test con PCMark Work 3.1 conferma questa vocazione. Il POCO F9 Ultra ha raggiunto 21 ore e 29 minuti nel test Battery Life, un risultato particolarmente elevato considerando che il benchmark simula attività miste come navigazione web, scrittura, gestione dei dati, editing fotografico e video. Una prima esecuzione con batteria di partenza all'80% si era fermata a 20 ore e 39 minuti, mentre la seconda (con carica completa) ha portato il risultato a 21 ore e 29 minuti, confermando comunque un'eccellente resistenza anche in condizioni di carico continuativo: il test è durato infatti ben 18 ore.

A supportare una batteria così grande troviamo un comparto di ricarica completo. Il POCO F9 Ultra supporta la HyperCharge cablata fino a 100 W, la ricarica wireless fino a 50 W, oltre alla ricarica inversa sia via cavo sia senza fili. Si ottiene una ricarica completa in circa 50 minuti, partendo dall'1%, utilizzando il caricatore compatibile, la modalità Top Speed e con il display spento. Con un caricatore compatibile da 65 W è possibile passare dal 25 al 75% in poco meno di due ore. La ricarica inversa, infine, arriva fino a 27 W via cavo e 22,5 W in wireless.

La ricarica a 100W di POCO F9 Ultra
La ricarica a 100W di POCO F9 Ultra

Come accade con tutti gli smartphone dotati di sistemi di ricarica ad alta potenza, il dispositivo non assorbe 100 W in modo costante per l'intero ciclo. La velocità viene modulata in base alla temperatura della batteria, allo stato di carica e alle condizioni di utilizzo. POCO ha inoltre introdotto una funzione di Smart Charging per la ricarica cablata. Il sistema monitora e regola la potenza per limitare l'accumulo di calore, soprattutto quando lo smartphone viene utilizzato durante la ricarica. Non si tratta di una funzione che elimina magicamente il surriscaldamento ma, privilegiando la gestione termica rispetto al mantenimento costante della massima potenza, rende lo smartphone meno caldo sotto stress.

Videogiochi e prestazioni

Il POCO F9 Ultra è costruito per sostenere carichi elevati, soprattutto durante sessioni prolungate di gioco, e i nostri test confermano prestazioni di buon livello, non solo nei benchmark che andiamo comunque a riportare qui di seguito. In Geekbench 7 il processore ha ottenuto 2.075 punti in single-core e 8.860 in multi-core, mentre il test GPU ha restituito 16.671 punti, il tutto con modalità energetica bilanciata. I valori ottenuti con Geekbench AI sono un'ulteriore conferma delle capacità della piattaforma, anche nella gestione dei workload di intelligenza artificiale. Non potendo contare sulla suite 3DMark e sui punteggi di Antutu (dove dobbiamo fidarci dei 4.165.108 punti dichiarati da POCO), ci siamo affidati a PCMark per ulteriori test, visto che Xiaomi non ha ancora sbloccato lato firmware buona parte dei benchmark. Oltre al test di autonomia già trattato, abbiamo quindi avviato PCMark Work 3.1, che restituisce un'indicazione interessante sulle prestazioni nell'uso quotidiano. Qui il nostro F9 Ultra ha ottenuto 21.033 punti, con 22.657 punti nella navigazione web, 8.193 nell'editing video, 27.252 nella scrittura, 39.300 nell'editing fotografico e 20.702 nella gestione dei dati. Il test per l'archiviazione, invece, ha ottenuto 71.245 punti.

Il dettaglio del punteggio di PCMark Work 3.1
Il dettaglio del punteggio di PCMark Work 3.1

Nei videogiochi il comportamento è quello che ci si aspetta da uno smartphone equipaggiato con Snapdragon 8 Elite Gen 5. I titoli più pesanti possono essere eseguiti con impostazioni grafiche elevate mantenendo una ottima fluidità. Nei test Genshin Impact raggiunge i 60 FPS con impostazioni al massimo, mentre PUBG Mobile, Call of Duty Mobile e altri titoli competitivi sfruttano frequenze di aggiornamento superiori, arrivando in alcuni casi a 120 o 144 Hz.

Nell'uso reale, lo sfruttamento dei 185 Hz è altalenante. Non tutti i giochi raggiungono questa frequenza e molti dei titoli più diffusi si fermano a 120 Hz o utilizzano tecniche di interpolazione. Il risultato resta molto fluido, ma il vero vantaggio del pannello a 185 Hz emerge soprattutto nei giochi competitivi compatibili, dove la maggiore frequenza di aggiornamento si accompagna al touch sampling elevato.

L'aspetto meno convincente emerge invece quando si porta il dispositivo al limite per periodi prolungati. Il telefono diventa sensibilmente caldo durante i carichi grafici più pesanti, anche se le prove non hanno evidenziato problemi tali da compromettere l'esperienza di gioco o provocare un throttling particolarmente aggressivo. Il sistema 3D IceLoop fa quindi il suo lavoro soprattutto spostando il calore verso l'esterno: il telaio caldo è in parte la conseguenza della capacità del sistema di raffreddamento di allontanarlo dai componenti interni.

Esperienza d'uso

Nell'utilizzo quotidiano, il POCO F9 Ultra restituisce fin dalle prime ore una sensazione di grande immediatezza. Apertura e passaggio tra le applicazioni, gestione del multitasking, navigazione web e riproduzione dei contenuti avvengono senza rallentamenti percepibili, mentre anche nei carichi più impegnativi il sistema si mantiene reattivo.

HyperOS è reattivo ma continua ad avere applicazioni bloatware
HyperOS è reattivo ma continua ad avere applicazioni bloatware

Come di consueto, il problema è il software e HyperOS 3 rimane l'aspetto meno convincente dell'esperienza complessiva. L'interfaccia è ricca di funzioni, impostazioni e possibilità di personalizzazione, ma non ha la pulizia e l'immediatezza di Android stock. Anche la quantità di applicazioni e servizi preinstallati è superiore a quella che ci aspetteremmo da uno smartphone di questa fascia, anche se buona parte del software superfluo può essere rimossa.

Al di là delle scelte grafiche, però, nell'uso concreto HyperOS 3 non compromette l'uso dello smartphone. Le animazioni sono rapide, il multitasking sfrutta bene l'abbondante dotazione di memoria e le numerose funzioni aggiuntive, comprese quelle basate sull'intelligenza artificiale, possono risultare utili. Anche la gestione della connettività, delle notifiche e delle applicazioni quotidiane si è dimostrata affidabile durante la nostra prova.

A rendere l'esperienza particolarmente piacevole contribuiscono poi alcuni elementi che difficilmente emergono dalle sole specifiche. Il grande pannello da 6,9 pollici è ottimo per navigazione, video e gaming, mentre il sistema audio 2.1 sviluppato con Bose offre una resa più ricca rispetto alla maggior parte degli smartphone, soprattutto quando si utilizzano gli altoparlanti integrati. C'è poi anche il supporto all'eSIM, la cui assenza ci aveva stupito nella recensione del POCO F7 Ultra poco più di un anno fa.

Conclusioni

Prezzo 1099 € / 1399 €

Multiplayer.it

8.5

Il POCO F9 Ultra è uno smartphone difficile da mettere in crisi. La dotazione hardware è da vero top di gamma, con l'aggiunta di un sistema audio di ottimo livello e una costruzione solida e curata. Il compromesso principale è rappresentato da HyperOS 3, che offre molte possibilità di personalizzazione, ma rimane meno pulito rispetto alle interfacce dei principali concorrenti. Anche il comparto fotografico, pur valido, non raggiunge sempre il livello dei migliori cameraphone nella stessa fascia di prezzo. Nel complesso, però, il POCO F9 Ultra riesce a offrire un'esperienza da smartphone di fascia altissima puntando su ciò che conta maggiormente nell'uso quotidiano: velocità, autonomia, qualità dello schermo e prestazioni. Al prezzo proposto con le promozioni di queste prime settimane è senza dubbio uno dei nuovi smartphone Android più interessanti dell'anno.

PRO

  • Prestazioni ai vertici della categoria
  • Display AMOLED a 185 Hz eccellente
  • Autonomia eccezionale
  • Sistema audio 2.1 di ottimo livello
  • Esperienza gaming particolarmente convincente

CONTRO

  • HyperOS 3 è ricco ma non sempre pulito e immediato
  • Bloatware ancora presente
  • Comparto fotografico imperfetto
  • Dimensioni e peso importanti
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