Return to Castle Wolfenstein è finalmente disponibile in Germania nella sua versione originale e senza censure, circa 24 anni dopo il debutto del gioco nel 2001. L'annuncio è arrivato quasi in sordina attraverso i canali di Bethesda Deutschland, nel contesto delle comunicazioni legate alla recente QuakeCon, chiudendo una delle più longeve vicende di censura nella storia del gioco su PC.
Un gioco diverso
Il problema nasceva dalle rigide norme tedesche che per lungo tempo hanno regolamentato la rappresentazione di simboli e riferimenti nazisti nei videogiochi. A differenza di quanto accadeva in altri media, i videogiochi erano sottoposti a restrizioni particolarmente severe e Return to Castle Wolfenstein venne quindi profondamente modificato per il mercato tedesco.
Nella versione distribuita originariamente in Germania furono rimossi i simboli nazisti, mentre diverse organizzazioni e personaggi vennero rinominati. Heinrich Himmler diventò il personaggio fittizio Heinrich Höller, i riferimenti al Terzo Reich vennero sostituiti da quelli a una realtà immaginaria chiamata Wolf Clan e numerosi testi e briefing delle missioni furono riscritti.
Il risultato fu una versione che, pur mantenendo la struttura generale del gioco, presentava una storia sensibilmente diversa. Return to Castle Wolfenstein iniziava infatti come uno sparatutto ambientato durante la Seconda guerra mondiale, con il protagonista impegnato a infiltrarsi nelle installazioni naziste. La trama prendeva però rapidamente una direzione soprannaturale, introducendo esperimenti occulti, non morti, cripte e rituali esoterici.
La censura finì così per alterare anche il modo in cui questi elementi venivano inseriti nella narrazione. La trasformazione dei riferimenti nazisti in quelli di un'organizzazione immaginaria faceva sembrare il gioco maggiormente incentrato su una società segreta antica, impegnata a riportare in vita il proprio fondatore. Anche il boss finale, Heinrich I, è infatti basato su Enrico l'Uccellatore, sovrano tedesco del X secolo che nel gioco viene resuscitato attraverso un rituale oscuro.
L'articolo sottolinea come questa particolare situazione abbia prodotto, quasi accidentalmente, una versione narrativa diversa dall'originale. La sostituzione degli elementi nazisti con una società occulta poteva rendere alcuni aspetti della componente horror più coerenti, anche se al prezzo di indebolire uno degli elementi fondamentali dell'identità di Wolfenstein: la lotta contro i nazisti durante la Seconda guerra mondiale.
La situazione legislativa tedesca è cambiata nel frattempo. Nel 2018 le autorità hanno modificato l'approccio alla rappresentazione dei simboli nei videogiochi, permettendo in determinate circostanze il loro utilizzo quando inserito in un contesto artistico o culturale. Questo ha consentito, tra gli altri casi, la pubblicazione senza modifiche di Wolfenstein: The New Order nel 2019.
Return to Castle Wolfenstein, tuttavia, era rimasto escluso, ma ora è arrivata una nuova versione a sanare la situazione.