Durante il CES 2026, AMD ha fornito nuovi chiarimenti sul futuro del proprio stack grafico Redstone e sul possibile supporto alle GPU di precedente generazione. Il tema è tornato al centro dell'attenzione dopo un'intervista rilasciata a PC World, nella quale è stata affrontata una delle domande più ricorrenti tra gli utenti Radeon: se e come le schede RDNA 3 potranno beneficiare delle nuove tecnologie di upscaling e rendering basate su apprendimento automatico. La questione è rilevante perché Redstone rappresenta un passaggio strategico per AMD sul fronte software. Le aspettative sono elevate, ma la gestione della retrocompatibilità rischia di incidere sull'esperienza complessiva, soprattutto in un contesto in cui la concorrenza ha scelto approcci più flessibili.
Redstone rimane solo su RDNA 4
A rispondere è stato Andrej Zdravkovic, responsabile del software GPU di AMD e chief software officer dell'azienda. Il messaggio di fondo è stato chiaro: Redstone è costruito attorno a nuove funzionalità grafiche guidate dall'intelligenza artificiale e AMD vuole che l'esperienza predefinita rispetti standard precisi di qualità, latenza e reattività. Per questo motivo, il pacchetto completo è stato vincolato alle GPU RDNA 4, ritenute le uniche in grado di garantire risultati coerenti con gli obiettivi dichiarati.
Secondo Zdravkovic, abilitare ufficialmente funzioni che non raggiungono il livello atteso rischierebbe di peggiorare l'esperienza finale, generando più problemi che benefici. Questa posizione spiega perché, allo stato attuale, non sia previsto un programma beta formale di Redstone o FSR 4 per RDNA 3.
Il confronto con il giornalista Adam Patrick Murray ha però aperto uno spiraglio. Incalzato sulla possibilità di consentire almeno test volontari, Zdravkovic ha precisato che AMD non ostacola i modder che sperimentano versioni adattate di Redstone su hardware meno recente. Allo stesso tempo, ha accolto in modo positivo l'idea di un percorso sperimentale ufficiale, purché chiaramente etichettato come opzionale e accompagnato da aspettative realistiche.
È in questo spazio che prende forma l'ipotesi di un approccio "FSR 4 lite" per RDNA 3. In pratica, AMD potrebbe distribuire una versione limitata e selettiva delle nuove tecnologie, attivando solo ciò che offre risultati accettabili caso per caso e lasciando disabilitate le funzioni più pesanti. Una soluzione di questo tipo consentirebbe agli utenti di scegliere consapevolmente, evitando download non ufficiali e riducendo la frammentazione.
Il confronto più diretto è con la strategia adottata da NVIDIA. L'azienda ha esteso modelli di super resolution più recenti anche a generazioni RTX meno nuove, mantenendo però le tecniche più onerose, come alcune forme di generazione dei frame, riservate all'hardware più recente. NVIDIA stessa segnala possibili impatti sulle prestazioni e i test della community hanno confermato cali su alcune GPU RTX 20 e 30, lasciando comunque la decisione finale agli utenti.
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