I mondiali 2026 di Stati Uniti, Canada e Messico sono iniziati ormai da un po', e come tutti sappiamo, noi italiani anche quest'estate dobbiamo accontentarci di sognare con il calciomercato e Temptation Island. Ogni quattro anni il pianeta si ferma, spuntano bandiere sui balconi e la nostra nazionale purtroppo è ancora una volta sul divano; ma, già che siamo sul divano, perché non rigiocarla almeno virtualmente la Coppa del Mondo?
Eccovi allora sette consigli per rivivere la magia dei mondiali con qualche titolo del passato. Non tutti saranno prodotti ufficiali della manifestazione, ma abbiamo scelto quelli che secondo noi rappresentano nella maniera migliore o più originale lo spirito della kermesse organizzata dalla FIFA.
FIFA 98: Road to World Cup
Abbiamo provato in tutti i modi a sostituire questo primo nome della lista con uno più meritevole ma non c'è stato niente da fare: FIFA 98: Road to World Cup è un'istituzione impossibile da spodestare quando si parla di Coppa del Mondo.
Uscito nella seconda metà del 1997, il titolo di EA Sports celebrava la fase finale del torneo francese, ma offriva anche l'epica possibilità di giocare l'intero percorso di qualificazione, includendo tutte le 172 nazionali registrate all'epoca dalla FIFA.
L'atmosfera che si respirava fin dall'avvio del gioco era a dir poco elettrizzante, con l'energia pura di "Song 2" dei Blur che introduceva un'interfaccia moderna, elegante e proiettata verso il futuro. La cura per i dettagli di contorno era poi maniacale, tra stadi riprodotti con grande fedeltà e un commento sonoro, curato in Italia dall'indimenticabile coppia Massimo Caputi - Giacomo Bulgarelli, che restituiva la sensazione di una vera diretta televisiva.
Dal punto di vista del gameplay, i controlli introducevano per la prima volta una gestione fluida delle finte, la modifica della tattica in tempo reale e il famigerato tasto per il fallo intenzionale, che permetteva entrate assassine sul portiere dando vita a storiche sfide all'ultimo sangue tra amici.
Giocabile su PC, PlayStation, Nintendo 64, Sega Saturn, ma anche in versioni adattate per Super Nintendo, Sega Mega Drive e Game Boy, quest'opera ha unito generazioni diverse sotto l'insegna di un modo indimenticabile di intendere il calcio videoludico. La vediamo la vostra lacrimuccia, la vediamo.
Mondiali FIFA Sudafrica 2010
Tra i titoli interamente dedicati a un singolo evento della Coppa del Mondo, Mondiali FIFA Sudafrica 2010 è senza dubbio il punto più alto mai raggiunto da EA Sports; ragion per cui merita un posto in questo elenco almeno come rappresentante del filone. Pubblicato nella primavera del 2010, il gioco si proponeva come un'opera monumentale, mirata a riflettere la vibrante, colorata e rumorosa essenza del primo storico mondiale ospitato sul suolo africano.
Il gameplay era stato affinato rispetto a FIFA 10, e introduceva una fluidità nei passaggi e una reattività nei dribbling che rendevano l'azione sul campo spettacolare e divertente. Tra le particolarità più innovative spiccava la gestione dell'altitudine: giocando negli stadi situati a molti metri sopra il livello del mare, infatti, la resistenza dei giocatori calava molto più rapidamente rispetto al normale, costringendo l'utente a una gestione strategica dei cambi.
Degna di nota era inoltre la modalità "Storia delle Qualificazioni", che permetteva di rivivere momenti reali e compiere le imprese più epiche dei gironi di sbarramento di tutto il mondo. Grazie alla sua qualità grafica di tutto rispetto, questo titolo ha saputo racchiudere la gioia calcistica e il folklore dell'atmosfera mondiale, ed è senz'altro un punto di riferimento obbligato nel suo genere.
World Cup USA 94
World Cup USA 94 catturava in modo perfetto lo spirito colorato e squisitamente pop del mondiale americano del 1994, un torneo che tentò una volta per tutte di sdoganare il "soccer" negli Stati Uniti d'America.
Pubblicato sotto l'egida di U.S. Gold in concomitanza con la manifestazione reale, il gioco si distingueva subito per una presentazione grafica audace, che faceva largo uso del logo ufficiale e della mitica mascotte Striker, il cagnolino calciatore che campeggiava in ogni menu e schermata di caricamento.
L'atmosfera riproduceva quella tipica dell'estate americana, calda e festosa, mentre il gameplay proponeva una visuale a volo d'uccello, leggermente inclinata, che offriva una prospettiva ampia e dinamica sul campo di gioco, ideale per imbastire azioni rapide. Il ritmo delle partite era forsennato, caratterizzato da una fisica del pallone che premiava le conclusioni potenti dalla lunga distanza, con repentini ribaltamenti di fronte che non lasciavano un attimo di respiro.
La gestione dei tornei era poi altamente personalizzabile, e permetteva di modificare i raggruppamenti e di scegliere le strategie di squadra tra moduli spiccatamente offensivi o catenacci d'altri tempi. Sviluppato per una quantità impressionante di piattaforme dell'epoca World Cup USA 94 ha avuto se non altro il merito di rappresentare l'ultimo franchise ufficiale della Coppa del Mondo FIFA prima che Electronic Arts si accaparrasse i diritti della manifestazione lasciando le briciole alla concorrenza. Lo sapevate?
Nintendo World Cup
Se finora siamo stati seri, è giunto il momento di buttare la palla in tribuna con Nintendo World Cup, pietra miliare arrivata in Europa nel 1991 che rappresenta l'approccio più scanzonato alla Coppa del Mondo. Sviluppato da Technōs Japan, questo titolo abbandonava qualsiasi velleità simulativa in favore di un arcade puro e anarchico, nell'ambito di una bizzarra reinterpretazione del Mondiale di Italia '90.
Il comparto visivo era un concentrato di estetica 8-bit irresistibile, con calciatori caratterizzati da corporature tarchiate, buffe espressioni facciali e occhi fuori dalle orbite quando venivano colpiti, ma la vera particolarità del gioco risiedeva nella totale assenza di regole e arbitri. I falli, infatti, non esistevano, e la via più veloce per conquistare il possesso della sfera era stendere l'avversario con spallate criminali e scivolate killer ben oltre i limiti del ragionevole.
Il fulcro del gameplay ruotava però attorno ai leggendari "Tiri Speciali": ogni squadra poteva infatti contare su una conclusione pressoché imparabile ma utilizzabile un numero limitato di volte ogni match. Il pallone si trasformava così in un bolide inarrestabile, cominciava a zigzagare o si esibiva in altre diavolerie simili in grado di travolgere i difensori e scaraventare in rete il portiere stesso.
Un'altra particolarità era rappresentata però dalla varietà dei terreni di gioco disponibili: oltre alla classica erba, era infatti possibile sfidarsi su campi di sabbia che rallentavano la sfera, di cemento che accelerava i rimbalzi o di ghiaccio su cui i calciatori scivolavano fuori dal campo se contrastati.
Su NES e Game Boy, Nintendo World Cup ha dunque ridefinito il concetto di multiplayer nei salotti dell'epoca, dimostrando che la passione mondiale poteva accendersi anche a colpi di super tiri e spassose risse pixelate.
International Superstar Soccer Pro 98
ISS Pro 98 rappresenta l'alba della leggenda, il momento esatto in cui Konami, sotto la guida visionaria di Shingo Takatsuka, è salita in cattedra per mostrare al mondo cosa significasse simulare il calcio.
Uscito in Europa subito dopo i Mondiali di Francia, il gioco non disponeva delle licenze ufficiali FIFA per i nomi dei calciatori, ma aggirava l'ostacolo in una maniera che sarebbe passata alla storia: le sue storpiature divennero infatti un cult tra gli appassionati, che riconoscevano le stelle reali dietro pseudonimi leggendari come Ronarid per Ronaldo, Ziderm che prendeva il posto di Zidane.
L'atmosfera della Coppa Internazionale, ossia la modalità che replicava il Mondiale, era densa di una tensione agonistica palpabile: l'ingresso in campo delle squadre era infatti accompagnato da una parata cerimoniale solenne, dal boato del pubblico e da un commento tecnico che faceva sentire l'utente al centro di un evento planetario.
Il vero miracolo di ISS Pro 98 risiedeva però nel gameplay, poiché si distaccava nettamente dall'approccio arcade della concorrenza. La fisica del pallone era rivoluzionaria: la sfera non era più calamitata ai piedi del calciatore, ma si comportava come un corpo indipendente, soggetto a rimpalli casuali e traiettorie realistiche.
Il sistema di controllo offriva una profondità tattica mai vista prima di allora, con ciascuna delle 40 nazionali disponibili che rifletteva sul campo le proprie peculiarità reali grazie a valori statistici accuratissimi, che rendevano, ad esempio, il Brasile fulmineo nelle ripartenze e la Germania un muro difensivo invalicabile.
Questa esclusiva assoluta per la prima, leggendaria, PlayStation, ha stabilito un nuovo paradigma per il calcio su console, che da quel momento avrebbe richiesto studio e applicazione da parte dell'utente per portare a casa il risultato.
International Superstar Soccer Deluxe
Ancora calcio e ancora Konami - che sembrava abbonata ai capolavori - con International Superstar Soccer Deluxe, quello che è unanimemente considerato lo zenit assoluto del calcio bidimensionale a 16-bit. Il titolo proponeva una finta Coppa del Mondo denominata anche in questo caso "International Cup", ma l'epica che questa modalità sprigionava non aveva nulla da invidiare a un torneo con tanto di licenza ufficiale.
L'esperienza di gioco era un trionfo di dettagli visivi strabilianti: i campi da gioco erano immensi e presentavano ombreggiature realistiche; gli sprite dei calciatori erano dotati di animazioni fluide e credibili; mentre a bordo campo i fotografi immortalavano le azioni e i tifosi esponevano striscioni colorati.
Il gameplay era una sinfonia perfetta di immediatezza arcade e finezza strategica, con i controlli che permettevano esecuzioni tecniche stupefacenti per l'era dei 16-bit, come i palleggi, il doppio passo e i colpi di testa in tuffo.
Impossibile però trascurare un altro di quei motivi per cui tutti ricordiamo con affetto questo gioiello di Konami: lo stupore indescrivibile nel constatare, nel 1995, che Galfano, sì, quel tizio lì con il codino, era la controparte virtuale di Roberto Baggio; a cui rispondevano i vari Capitale nelle vesti di Batistuta, Murillo in quelle di Carlos Valderrama, Carboni che era Fabrizio Ravanelli e così via.
Ad ogni modo, quello messo a punto da Konami era un sistema di gioco così profondo che ancora oggi, contro ogni pronostico, risulta appagante, ma soprattutto capace di reggere l'usura del tempo come pochi altri titoli sportivi.
Virtua Striker 3 ver. 2002
In termini di qualità visiva, ogni iterazione della serie Virtua Striker è stata una gioia per gli occhi, ma Virtua Striker 3 ver. 2002 lo è stato un po' di più, poiché celebrava i primi mondiali asiatici: quelli organizzati in Giappone e Corea del Sud.
Pubblicato originariamente nelle sale giochi nel 2001 e approdato su GameCube un anno dopo con l'edizione ver. 2002, appunto, l'opera di SEGA portava nelle case l'esperienza intensa dei cabinati, impreziosita da una grafica tridimensionale spaventosamente pulita e dettagliata per l'epoca, e da un comparto sonoro da paura per quanto riguardava l'atmosfera all'interno degli stadi.
Il gameplay era progettato per condensare tutta la tensione di una fase a eliminazione diretta di un mondiale in partite fulminee della durata di un paio di minuti, mentre il sistema di controllo, fedele alla natura arcade del prodotto, utilizzava una configurazione minimalista a tre soli tasti.
Era quindi lo spettacolo a farla da padrone: l'azione andava infatti orchestrata anticipando le mosse della difesa ed esibendosi in conclusioni al volo, rovesciate plastiche o colpi di testa d'inaudita potenza che gonfiavano la rete con un effetto sonoro a dir poco esaltante.
La telecamera, dinamica e cinematografica, stringeva poi inquadrature ravvicinate sulle esultanze sfrenate dei calciatori o sui replay dei gol, sottolineando così la natura show-oriented di una produzione che spingeva forte sull'adrenalina più che sulla simulazione.
In Virtua Striker 3 ver. 2002 c'era infatti poco su cui ragionare, niente tattiche da lavagna da studiare né strategie astute da adottare; quello che contava era l'immediatezza e l'azione tambureggiante per arrivare a scagliare il Fevernova in fondo al sacco.
Bene, queste erano le nostre proposte per rivivere l'atmosfera dei mondiali di calcio; ora fateci le vostre. Ma, tranquilli, avete tempo: almeno 4 anni. Sempre che l'Italia si qualifichi alla prossima Coppa del Mondo, chiaro.
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