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Hoa 2, alla Gamescom abbiamo provato il puzzle adventure ispirato allo Studio Ghibli

A Gamescom abbiamo provato Hoa 2, il puzzle adventure dipinto a mano che strizza l'occhio allo Studio Ghibli.

PROVATO di Fabio Di Felice   —   30/08/2026
La fatina Hoa è la protagonista di Hoa 2

Hoa viene dal vietnamita, significa fiore, ma è anche il nome della fatina protagonista. Si legge "uà", ci dicono gli sviluppatori di Skrollcat Studio, ammettendo che spesso - specialmente in inglese - si sbaglia l'accento. Invece è bene pronunciarlo in modo corretto, perché in quelle poche lettere è nascosto un po' tutto il senso di quest'opera colorata, ispirata dichiaratamente ai lavori dello Studio Ghibli. Difatti, ci anticipano, confermando l'ispirazione a Laputa - Il castello nel cielo. Se non ce l'avessero detto, l'avremmo comunque immaginato dall'enorme robot di metallo che giace accanto alla fatina. È lui il motore narrativo della storia: è rimasto senza carburante e ha smesso di muoversi da tempo, ma la fata vuole rimetterlo in piedi e si avventura in questo mondo pastello per cercare una soluzione.

Hoa 2 è il seguito dell'omonimo videogioco del 2021 e compie una scelta molto coraggiosa: il passaggio alle tre dimensioni. Coraggiosa, dicevamo, sia perché ha portato Skrollcat Studio a ripensare alle meccaniche centrali del progetto, sia perché in qualche modo l'allontana un po' dall'estetica da cartone animato che lo caratterizzava prima. Gli sfondi, anche in questo caso, sono dipinti a mano, le musiche sono dolci e rilassanti, ma inevitabilmente l'effetto finale è un po' più lontano da un anime Ghibli e più vicino a quello di un videogioco. Forse non è proprio un male: è chiaro che questo progetto è alla ricerca di una sua identità visiva e le tre dimensioni gli danno modo anche di allargare le possibilità di gioco pad alla mano.

Il nostro amico gigante di ferro deve essere salvato!
Il nostro amico gigante di ferro deve essere salvato!

Abbiamo provato Hoa 2 alla Gamescom, avendo anche l'occasione di giocare a fianco degli sviluppatori. La demo che abbiamo affrontato ci ha accompagnati per circa mezz'ora, alla ricerca di una soluzione per svegliare il nostro amico gigante. La prova è stata un vero e proprio toccasana rilassante dopo un'infernale giornata di appuntamenti su e giù per la fiera tedesca.

Ci serve un fiore

Nonostante il grande cambiamento che ha interessato lo stile grafico di Hoa 2, il gioco rimane comunque semplice e molto chiaro. La nostra fatina se ne sta inizialmente mogia mogia sulle vestigia di questo enorme robot ormai spento e arrugginito, finché un suo amico scienziato non le dà la giusta diagnosi: quel grosso pezzo di ferro è solo a corto di carburante. Così parte il viaggio della fata alla ricerca di gocce d'olio per alimentarlo, ne serviranno trenta per rimetterlo in piedi. La fata ha uno schema di controlli molto semplice: può correre, saltare e planare dolcemente grazie alle sue grandi orecchie. Ha inoltre con sé una bussola che le indica in che direzione proseguire per trovare il successivo rifornimento di carburante. Niente di più semplice.

"Anche dopo il passaggio al 3D, volevamo che il gioco restasse un'avventura lineare", ci dicono gli sviluppatori. Seguiamo lo scienziato che ci mostra il primo puzzle attraverso cui raccogliere carburante: un sistema di tubi con un punto di partenza e un rubinetto all'arrivo. A noi tocca saltare su un tasto che fa ruotare la giunzione tra i due punti del percorso e permette alla goccia di olio di arrivare intatta fino all'uscita. Anche gli altri puzzle che affrontiamo hanno lo stesso meccanismo di base, ma diventano più complessi nell'esecuzione man mano che avanziamo. Per esempio le giunture aumentano di numero, alcune vanno premute in un certo ordine per assecondare il percorso della goccia. Per altre bisogna capire quante volte saltare sul tasto per girarle nel senso giusto. Niente di particolarmente difficile; abbiamo raccolto cinque gocce durante la nostra prova e il gioco ha sempre mantenuto il suo approccio da titolo cozy puntando, prima di tutto, su una soddisfazione semplice e genuina per il giocatore.

Un mondo colorato

Anche fuori da questi enigmi, il mondo di Hoa 2 è tutto studiato attorno a meccaniche che consentono alla fatina di proseguire nella sua esplorazione del mondo. Per esempio, poco dopo l'inizio, abbiamo incontrato una serie di granchi disposti ad aiutarci a raggiungere le sporgenze più alte. Per farlo dovevamo saltare sulla loro testa e poi spostarli per renderli una piattaforma su cui saltare e da cui planare fino alle zone più alte della mappa. Anche questa trovata si è leggermente complicata nel tempo: abbiamo incontrato granchi più alti che potevamo muovere a nostro piacimento e altri esemplari più bassi, perfetti da usare come trampolino, ma che si spostavano soltanto in una direzione. In questo caso diventava quindi fondamentale capire l'ordine con cui muovere i crostacei per avanzare.

I granchi ci aiutano a raggiungere le piattaforme più alte
I granchi ci aiutano a raggiungere le piattaforme più alte

In chiusura della demo abbiamo affrontato un ultimo puzzle tutto basato su questa particolare caratteristica dei granchi bassi. I crostacei volevano schiacciare un pisolino ma non riuscivano a disporsi secondo il loro consueto ordine. In una griglia di otto spazi divisi in due colonne e quattro righe, ognuno di loro voleva occupare una posizione ben precisa. Saltando da una testa all'altra, quindi, bisognava stabilire con attenzione l'ordine in cui muovere i granchi per impedire che bloccassero il passaggio dei loro simili. Ci teniamo a ribadirlo: il tutto è sempre gestito in maniera morbida, con una difficoltà adeguata a quello che resta l'obiettivo primario di Hoa 2, ovvero rappresentare una favola dolce e rilassante sull'amicizia e sul senso di meraviglia legato a questo mondo verde e pieno di vita.

Hoa 2 ci è sembrato il videogioco perfetto a cui concedersi dopo una giornata particolarmente stressante come quelle di fuoco e piene di appuntamenti della Gamescom. La mezz'ora che abbiamo trascorso in sua compagnia è stata piacevole, mai frustrante, anche se il videogioco è un puzzle adventure nel quale bisogna capire costantemente come avanzare e come risolvere certe sfide per accaparrarsi il carburante e rimettere in piedi il nostro amico robot. Lo stile grafico colorato e adorabile e il passaggio alle tre dimensioni non lo hanno allontanato poi molto dal prequel: è un'avventura lineare, in cui si prosegue sempre guidati in maniera piacevole verso il successivo obiettivo. Un piccolo assaggio di un videogioco rinfrescante, dolcissimo e prezioso, che ancora non ha una data d'uscita ma è atteso nel corso del 2026.

CERTEZZE

  • Stile grafico colorato che ricorda i film Ghibli
  • Ideale dopo una giornata faticosa
  • Perfino i puzzle sono cozy

DUBBI

  • La speranza è che, andando avanti, non si complichi eccessivamente
  • Tutti i puzzle per il carburante avevano la stessa idea. Ce ne saranno altri?
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