Alla Gamescom 2026 i monitor hanno fatto un nuovo salto in avanti, con frequenze di aggiornamento che fino a pochi anni fa si vedevano soltanto sui prototipi. Oggi si parla di 500, 610 e perfino 1000 Hz, ma scegliere semplicemente il numero più alto sarebbe un errore. Un monitor Full HD pensato per i tornei risponde a esigenze molto diverse da quelle di un OLED 4K da 32 pollici o di un 49 pollici dedicato al sim racing
Prima di scegliere bisogna guardare i giochi usati più spesso, il framerate che il PC riesce a produrre e le altre sorgenti presenti sulla scrivania. Inoltre, anche la tecnologia del pannello cambia il risultato: TN e Fast IPS conservano alcuni vantaggi nel competitivo, gli OLED offrono tempi di risposta molto brevi, nero profondo e forte contrasto, mentre il Mini LED raggiunge una luminosità HDR superiore e non comporta il rischio di burn-in.
Abbiamo diviso le novità AOC Gaming, AGON Pro e Philips Evnia per profilo di giocatore, suggerendovi i migliori modelli per ogni categoria. Se siete interessati a esplorare tutti i modelli disponibili, potete trovarli sul sito ufficiale di AOC per quanto riguarda AOC Gaming e AGON Pro, e sul sito ufficiale di Philips per tutti i modelli EVNIA.
Per il professionista dell’eSport
Chi gioca a livello competitivo non ha bisogno di un monitor capace di fare tutto: la priorità va alla nitidezza durante i movimenti, alla latenza e alla possibilità di visualizzare ogni fotogramma prodotto dal PC. Una diagonale contenuta aiuta inoltre a tenere sotto controllo l'intera scena senza continui spostamenti dello sguardo.
AGON Pro CS24A: nato per Counter-Strike 2
Il CS24A è il monitor più specializzato di questa selezione: nasce dalla collaborazione dedicata a Counter-Strike 2 e utilizza un pannello TN eSport da 24,1 pollici, con risoluzione Full HD. La frequenza è di 600 Hz nativi e può raggiungere 610 Hz in overclock. Il tempo di risposta dichiarato è di 0,5 millisecondi GtG, con un valore MPRT di 0,3 millisecondi.
La scelta del Full HD è coerente con il suo scopo: riduce il carico sulla scheda video e permette di raggiungere framerate molto più alti rispetto al QHD o al 4K. La diagonale da 24,1 pollici mantiene radar, mirino, avversari e interfaccia all'interno di un campo visivo raccolto, mentre G-SYNC Compatible, Motion Blur Reduction, modalità a bassa latenza e profilo CS completano la dotazione.
Il CS24A ha oggettivamente un pubblico ristretto: la densità di 91 pixel per pollice è modesta nell'uso da scrivania, mentre il pannello TN non può competere con IPS e OLED per contrasto, angoli di visione e ricchezza cromatica. Anche la certificazione DisplayHDR 400 va considerata un'aggiunta secondaria: questo monitor nasce per distinguere un avversario durante un movimento rapido, non per valorizzare un tramonto in un gioco narrativo.
Per arrivare vicino ai 610 Hz serve inoltre un sistema capace di produrre centinaia di fotogrammi al secondo con grande regolarità. CPU, memoria e impostazioni di gioco contano almeno quanto la scheda video. C'è da tenere anche conto che con un framerate molto più basso, una parte consistente del vantaggio resta inutilizzata.
AGON Pro AGP277QKDC: velocità da torneo con un Tandem OLED
L'AGP277QKDC affronta l'eSport da una direzione diversa: il pannello Tandem W-OLED di quarta generazione misura 26,5 pollici e impiega una struttura OLED a quattro strati. Questa soluzione migliora l'efficienza luminosa, la precisione cromatica e la durata rispetto alle generazioni precedenti.
Alla risoluzione QHD il monitor raggiunge 540 Hz, che può salire fino a 720 Hz attivando la modalità HD. Il tempo di risposta dichiarato è di 0,03 millisecondi GtG, mentre la certificazione DisplayHDR True Black 500 sfrutta il nero dell'OLED e porta il contrasto su un piano molto diverso rispetto a quello del CS24A.
Il vantaggio più evidente sta nella capacità di combinare una frequenza da competizione con una qualità d'immagine adatta anche ad altri generi. In QHD, texture e interfacce sono più definite, e il pannello a 10 bit restituisce gradienti più puliti, mentre HDMI 2.1 e DisplayPort 2.1 UHBR20 permettono di collegare sistemi di fascia alta senza affidarsi a interfacce datate.
I 720 Hz sono disponibili soltanto riducendo la risoluzione: anche i 540 Hz in QHD richiedono un PC fuori dal comune e un gioco abbastanza leggero da mantenere quel framerate. Per un giocatore amatoriale il margine rispetto a un buon 360 Hz può essere difficile da percepire, soprattutto quando la fluidità non è accompagnata da tempi di elaborazione altrettanto bassi lungo tutta la catena.
Resta poi la gestione dell'OLED: AOC include una garanzia di tre anni compresa la copertura del burn-in, a condizione che vengano rispettate le procedure di manutenzione indicate. È una tutela importante, ma non elimina la necessità di usare con attenzione schermate statiche e interfacce lasciate visibili per molte ore.
Per chi vuole velocità e qualità d’immagine
Molti giocatori alternano FPS, action e titoli single player sulla stessa postazione, ed è lì che il Full HD inizia a mostrare i suoi limiti, mentre un pannello da torneo troppo specializzato rischia di penalizzare tutto ciò che non riguarda la competizione. Il QHD OLED da circa 27 pollici è uno dei formati più adatti a questo uso.
AGON Pro AG276QKD2: QHD e 500 Hz nello stesso pannello
L'AG276QKD2 monta un QD-OLED da 26,5 pollici con risoluzione 2560 × 1440 e frequenza di 500 Hz. A differenza dell'AGP277QKDC, non richiede il passaggio a una modalità con risoluzione inferiore per raggiungere il valore dichiarato, e come se non bastasse il QHD resta attivo anche alla frequenza massima.
I 500 Hz lo collocano nel territorio dell'eSport, ma il pannello QD-OLED amplia parecchio il suo campo d'impiego. Il tempo di risposta dichiarato è di 0,03 millisecondi GtG, e la certificazione DisplayHDR True Black 500, inoltre, rende più credibili le scene scure rispetto a quanto avviene sui monitor IPS con certificazioni HDR di base.
La connettività comprende due HDMI 2.1 e una DisplayPort 2.1, ed è presente anche la compatibilità G-SYNC. Il supporto regolabile e gli altoparlanti integrati evitano alcune delle rinunce che spesso accompagnano i modelli competitivi.
Il limite rimane il framerate: se il PC produce 180 o 220 fotogrammi al secondo, i 500 Hz incidono molto meno di quanto suggeriscono le specifiche. Questo monitor trova la sua collocazione naturale accanto a una CPU veloce e a una GPU di fascia alta, con giochi capaci di superare stabilmente i 300 fps.
La garanzia triennale comprende il burn-in alle condizioni fissate dal produttore. Anche in questo caso conviene attivare le funzioni di manutenzione del pannello e non lasciare per intere giornate la stessa interfaccia sullo schermo.
Philips Evnia 27M2N8500: 360 Hz sono già molti
Il Philips Evnia 27M2N8500 si ferma, si fa per dire, a 360 Hz. Utilizza un QD-OLED da 26,5 pollici con risoluzione QHD e risposta dichiarata di 0,03 millisecondi. Supporta AMD FreeSync Premium Pro e G-SYNC Compatible, mentre la certificazione DisplayHDR True Black 400 conferma la sua attenzione per le scene più scure.
La frequenza inferiore rispetto ai 500 Hz dell'AGON può essere un vantaggio pratico: un buon PC da gioco ha maggiori possibilità di avvicinarsi a 300 o 360 fps, almeno negli shooter ben ottimizzati. Non occorre quindi costruire tutta la configurazione attorno a un traguardo raggiungibile soltanto in pochi titoli.
Quando si passa a un gioco horror, a un action o a una produzione narrativa, il QD-OLED mostra il resto del suo carattere. Il contrasto dà profondità alle ambientazioni scure, i pixel rapidi mantengono puliti i movimenti e il colore a 10 bit evita gradazioni troppo brusche. Ambiglow proietta sulla parete i colori presenti ai bordi dell'immagine, mentre gli altoparlanti da 5 watt possono bastare per l'uso occasionale senza cuffie.
Non c'è una porta USB-C per collegare un portatile con un solo cavo, e la luminosità a pieno schermo rimane inferiore ai valori raggiunti nelle piccole zone luminose. È un comportamento comune tra gli OLED e va considerato quando il monitor viene collocato in una stanza molto illuminata.
Per chi alterna PC, console e generi diversi
Per chi alterna, la soluzione è senza dubbio un monitor con la Dual Mode, che permette di scegliere tra due comportamenti. Il 4K privilegia dettaglio e qualità, mentre il Full HD riduce il carico sulla GPU e consente di aumentare la frequenza. Non occorre più decidere in partenza quale delle due strade seguire, di fatto diventando una soluzione molto versatile.
AOC Gaming U27G4XM: Mini LED per giocare anche in HDR
L'U27G4XM utilizza un Fast IPS Mini LED da 27 pollici con 1.152 zone di local dimming. Può lavorare in 4K a 160 Hz oppure in Full HD a 320 Hz. Il cambio di modalità modifica parecchio il suo comportamento: in 4K mette in evidenza scenari e texture, mentre in Full HD lascia più respiro alla GPU e diventa più adatto agli FPS.
La retroilluminazione Mini LED è il suo elemento distintivo: la certificazione DisplayHDR 1000 e la luminosità dichiarata fino a 1.200 nit permettono di ottenere alte luci molto più incisive rispetto a quelle di un normale IPS. Le 1.152 zone mantengono il nero sotto controllo, senza introdurre i rischi di ritenzione permanente associati agli OLED.
L'ingresso HDMI 2.1 gestisce PlayStation 5 e Xbox Series X in 4K a 120 Hz senza problemi: il monitor può quindi diventare il centro di una postazione condivisa tra PC e console, senza costringere a rinunciare all'alta frequenza sul computer.
Il local dimming non lavora con la precisione di un OLED, ovviamente, lasciando nelle scene con piccoli oggetti luminosi su fondo nero degli aloni visibili. Anche la modalità Full HD impone un compromesso: su 27 pollici l'immagine appare meno definita, soprattutto nei testi e nell'uso da scrivania. Ha senso attivarla per le partite competitive e tornare al 4K appena conclusa la sessione.
Philips Evnia 27M2N5901A: Dual Mode e USB-C sulla stessa scrivania
Anche l'Evnia 27M2N5901A passa dal 4K a 160 Hz al Full HD a 320 Hz. Il pannello è un Fast IPS con DisplayHDR 400: non può quindi competere con il Mini LED AOC per luminosità e controllo della retroilluminazione, ma recupera terreno quando si guarda alla gestione delle sorgenti.
La porta USB-C trasporta immagine e dati e fornisce fino a 65 watt: un portatile compatibile può essere collegato con un solo cavo, evitando alimentatore e adattatori sulla scrivania. MultiView permette inoltre di visualizzare due sorgenti contemporaneamente. Completano la dotazione due HDMI 2.1, altoparlanti da 5 watt e Ambiglow.
È un monitor adatto a chi lavora sulla stessa postazione usata per giocare: durante il giorno può accogliere il notebook, mentre la sera si passa al desktop o alla console. La modalità 4K mantiene testi e applicazioni nitidi, mentre il Full HD a 320 Hz resta disponibile quando la priorità diventa la velocità.
Il DisplayHDR 400 ha un peso limitato: il contrasto rimane quello di un IPS e le scene scure non raggiungono la profondità di OLED e Mini LED. C'è da considerare che anche i 65 watt della porta USB-C potrebbero non bastare per alimentare sotto carico i portatili più potenti.
Per chi vuole giocare in 4K su un grande schermo
Il 4K trova nei 32 pollici una misura particolarmente riuscita: la densità resta elevata, ma testi e interfacce sono più leggibili rispetto a un 27 pollici usato senza ridimensionamento. La superficie più ampia aiuta anche con giochi di ruolo, strategici, action e simulatori.
Philips Evnia 32M2N6901A: 165 Hz bastano nella maggior parte dei giochi 4K
Il 32M2N6901A monta un QD-OLED da 31,5 pollici, con risoluzione 3840 × 2160 e frequenza di 165 Hz. È certificato DisplayHDR True Black 400 e dichiara una copertura DCI-P3 del 99%. Il tempo di risposta indicato è di 0,03 millisecondi.
I 165 Hz possono sembrare pochi accanto ai numeri dei monitor da eSport, ma il 4K cambia i termini del confronto: nei giochi più pesanti anche una scheda video di fascia alta fatica a superare stabilmente 120 o 144 fps. I 165 Hz lasciano quindi un margine adeguato senza puntare a una frequenza utilizzabile soltanto in poche occasioni.
KVM e MultiView permettono di collegare due computer e di gestirli con la stessa coppia di periferiche, mentre Ambiglow e audio DTS rendono il monitor utilizzabile anche senza un impianto aggiuntivo per le sessioni meno impegnative. La superficie da 31,5 pollici offre inoltre spazio sufficiente per affiancare applicazioni e finestre.
C'è da considerare però che serve una scrivania abbastanza profonda: a distanza ravvicinata, un 32 pollici può costringere a muovere spesso lo sguardo. Come tutti gli OLED usati anche per lavoro, richiede attenzione alle barre degli strumenti, ai menu e agli altri elementi statici.
Philips Evnia 32M2N8900P: il 4K OLED arriva a 240 Hz
Il 32M2N8900P mantiene il QD-OLED da 31,5 pollici e porta la frequenza a 240 Hz. La certificazione sale a DisplayHDR True Black 500, e per gli input sono presenti DisplayPort 2.1, G-SYNC Compatible e una porta USB-C capace di fornire fino a 65 watt.
È un monitor costruito per un PC di fascia alta: nei giochi competitivi e nei titoli meno pesanti, i 240 Hz permettono di ottenere una risposta più pronta rispetto a un tradizionale 4K da 120 o 144 Hz. Nelle produzioni graficamente più complesse, la frequenza aggiuntiva lascia margine alle future generazioni di GPU e alle tecniche di generazione dei fotogrammi.
La dotazione comprende KVM, MultiView, Ambiglow e audio DTS: può quindi ospitare desktop, notebook e periferiche senza ricorrere a uno switch esterno. La porta USB-C rende più ordinato il collegamento di un computer portatile, anche se pure qui i 65 watt non coprono le necessità di ogni modello.
Chi usa una GPU incapace di superare i 120 fps in 4K sfrutterà solo in parte i 240 Hz, e va tenuto conto anche il consumo dichiarato, superiore a quello del 32M2N6901A.
Per chi preferisce il formato ultrawide
Arriviamo ai monitor più grandi: il formato 21:9 allarga il campo visivo senza occupare l'intera scrivania., funziona bene con giochi di guida, action, strategici e produzioni cinematografiche. La soluzione è migliore rispetto a un 32:9 perché crea meno problemi di compatibilità e richiede uno spazio più ragionevole.
AGON Pro AGP346UCSD: ultrawide da 360 Hz
L'AGP346UCSD utilizza un QD-OLED curvo da 34 pollici, con risoluzione 3440 × 1440, curvatura 1800R e frequenza di 360 Hz. È un valore insolito per un ultrawide, categoria nella quale molti modelli si fermano tra 144 e 240 Hz.
La combinazione si presta ad action, giochi di guida e FPS compatibili con il 21:9. Il campo visivo più ampio aiuta a vedere bene la scena, mentre i 360 Hz mantengono rapidi movimenti e rotazioni. Il tempo di risposta dichiarato è di 0,03 millisecondi e la certificazione DisplayHDR True Black 500 sfrutta il contrasto del QD-OLED.
L'input DisplayPort 2.1 UHBR20 consente di gestire l'elevata quantità di dati richiesta da risoluzione e frequenza, e al suo fianco sono presenti anche due HDMI 2.1 e altoparlanti da 8 watt. La compatibilità G-SYNC si occupa di allineare il refresh del monitor al framerate prodotto dalla scheda video.
Per avvicinarsi ai 360 fps a 3440 × 1440 serve una GPU molto potente: alcuni giochi competitivi limitano inoltre il campo visivo ultrawide per evitare vantaggi tra i giocatori, altri mostrano bande nere durante filmati e menu. Conviene controllare i titoli usati più spesso prima dell'acquisto.
Philips Evnia 34M2C8600P: più comodo quando sulla scrivania ci sono due computer
L'Evnia 34M2C8600P condivide con l'AGON la diagonale da 34 pollici, la risoluzione 3440 × 1440, la curvatura 1800R e il pannello QD-OLED. La frequenza massima invece è di 280 Hz, comunque molto alta per un ultrawide.
La differenza emerge soprattutto dalla connettività: la porta USB-C può alimentare un notebook fino a 90 watt, mentre KVM e MultiView permettono di usare due computer dalla stessa postazione. Ambiglow su quattro lati accompagna l'immagine proiettando luce sulla parete, e gli altoparlanti evitano di dover usare sempre cuffie o casse esterne.
I 280 Hz sono disponibili tramite DisplayPort e USB-C. Gli ingressi HDMI, alla risoluzione nativa, si fermano invece a 100 Hz, un limite importante per chi intende usare soprattutto l'HDMI, mentre incide poco su una postazione PC collegata tramite DisplayPort o USB-C.
L'Evnia sacrifica 80 Hz rispetto all'AGP346UCSD, ma offre una gestione più completa di notebook, desktop e periferiche. La scelta dipende quindi dall'uso della scrivania: l'AGON privilegia la frequenza, il Philips evita adattatori e cambi continui di cavi.