61

Fable è sempre stato speciale, e Molyneux è un genio!

Altro che GDR di poco conto e game designer da deridere, Fable e Molyneux sono la storia dei videogiochi.

SPECIALE di Francesco Serino   —   09/04/2026
Fable 2 e Peter Molyneux
Fable
Fable
Articoli News Video Immagini

I più giovani vedono in Peter Molyneux il fanfarone di Curiosity: ricorderete il cubo da distruggere che prometteva al vincitore un premio capace di cambiargli la vita, e che invece si rivelò essere... la depressione. Altri associano il nome del designer inglese alle tante promesse disattese dell'epoca Lionhead Studios. Ma sarebbe come dire che Santana è quello di Corazón Espinado e non degli album Lotus, Borboletta, Caravanserai, o che il genio di Tim Burton non è mai esistito perché la sua produzione più recente non è all'altezza del passato.

Andavi sul sicuro

Ogni artista attraversa fasi più o meno ispirate: c'è chi dà il meglio all'inizio e chi distribuisce la propria creatività nel tempo, alternando picchi a momenti più sperimentali o meno riusciti. Peter Molyneux è stato molto più dei suoi recenti insuccessi. E anche quando non è stato direttamente lui l'artefice del miracolo, la sua presenza ha contribuito a renderlo possibile, creando le condizioni perché accadesse.

Syndicate face esplodere la testa a tutti e, cosa rarissima ai tempi, arrivò anche su console
Syndicate face esplodere la testa a tutti e, cosa rarissima ai tempi, arrivò anche su console

Peter Molyneux e la sua Bullfrog Productions hanno rivoluzionato i videogiochi più volte. È una storia che inizia negli anni Ottanta e si concretizza immediatamente con i god game Populous e Powermonger. Chi non c'era difficilmente può capire l'emozione di vedere quei giochi in azione: la prima volta davanti a Populous si restava a bocca aperta, increduli davanti a qualcosa di così pioneristico. Powermonger era complesso ma geniale, e quella grafica tridimensionale, quel sonoro, ti trasportavano letteralmente in un altro mondo. Quando compravi Bullfrog, andavi sul sicuro; io aspettavo i loro giochi esattamente come aspettavo il nuovo disco di quell'artista che mi stava particolarmente a cuore. Era un'attesa febbrile, fatta di chiamate continue a quei negozi che sapevi essere particolarmente attenti alle nuove uscite.

Tra fantasia e realtà

Bullfrog era soprattutto sperimentazione, e anche i titoli meno riusciti offrivano idee che valevano il prezzo del biglietto. Due esempi: Hi-Octane e i due Magic Carpet, che arrivarono persino a supportare i primi, limitatissimi visori VR. E che dire di Syndicate, uno strategico come non ne sono mai più usciti? Avere il controllo di quattro cyborg personalizzabili in una città cyberpunk dettagliatissima (per l'epoca) era come vedere realizzati sette sogni insieme.

The Movies fu un gestionale unico nel suo genere che permetteva di creare e montare film pubblicabili poi sul sito ufficiale. Era il 2005, YouTube era nato solo pochi mesi prima
The Movies fu un gestionale unico nel suo genere che permetteva di creare e montare film pubblicabili poi sul sito ufficiale. Era il 2005, YouTube era nato solo pochi mesi prima

Con Dungeon Keeper le cose non andarono diversamente. Senza contare titoli targati Bullfrog ma meno legati a Molyneux, come Theme Park e Theme Hospital. Fu un colpo quando Bullfrog venne chiusa. A quel punto Molyneux fondò Lionhead Studios, la cui storia si divide nettamente in due: i primi anni, più liberi, dedicati a Black & White e The Movies; e poi l'arrivo di Microsoft, che trasformò la compagnia in una colonna dell'ecosistema Xbox. Da questa unione nacque proprio lui: Fable.

Sperimentare, vincere e inciampare

Il primo capitolo di Fable non era un capolavoro, ma nemmeno un brutto gioco: grande atmosfera, ottimo umorismo, idee interessanti e spesso uniche. Allo stesso tempo risultava un po' leggero nel gameplay e nella longevità. Aveva tutte le carte in regola per essere un grande action RPG, ma non ancora la profondità e il respiro necessari. Sembrava più un esperimento, e probabilmente lo era visto che con Fable: The Lost Chapters molti aspetti vennero migliorati in modo concreto. La svolta arrivò con Fable II, il capitolo che riuscì a fondere concretezza e sperimentazione. La storia era semplice ma efficace, così come il sistema di combattimento, ma il gioco era anche ricco di segreti e sottosistemi che lo rendevano uno straordinario sandbox.

Il sistema di dialoghi, una sorta di simlish guidato da emoticon, era divertente e sorprendentemente interattivo. L'economia dinamica permetteva di accumulare ricchezze reali, e poi c'erano situazioni surreali: potevi ubriacarti e finire a letto con il nerboruto boscaiolo anche se la sera prima eri convinto fosse la locandiera dai capelli rossi. Meglio così, considerando che il gioco poteva anche metterti davanti a conseguenze ben più concrete, come una gravidanza indesiderata. Cosa rende un gioco un gioco eccezionale? Quando ti permette di fare cose mai fatte prima, o in un modo diverso dal solito. E pensare che i Fable non sono nemmeno degli open world...

Fammi vedere chi sei

Un'altra trovata memorabile di Fable era la trasformazione del personaggio, che mutava in base alle scelte morali e ai comportamenti. Ciliegina sulla torta, un multiplayer particolare che permetteva di incontrare gli amici come sfere di luce nella stessa area di gioco: un'idea geniale, capace di far "giocare insieme" senza davvero farlo, un piccolo trucco tecnico trasformato in magia. Fable II era anche scritto benissimo: faceva ridere a crepapelle senza rinunciare a toni più oscuri, con atmosfere e parabole che richiamavano Charles Dickens.

Fable 2 è fino ad ora il miglior Fable di sempre
Fable 2 è fino ad ora il miglior Fable di sempre

Dopo un seguito del genere, le aspettative erano altissime. Fable III, però, deluse: aveva i suoi momenti (la parte finale sul trono è potentissima) ma soffriva di scelte discutibili e di una certa mancanza di fuoco. Non riuscì a lasciare il segno, contribuì a destabilizzare Lionhead e finì per relegare la serie nel cassetto dei ricordi per oltre un decennio. Da Fable III sono passati ormai sedici anni. Sembra incredibile che in tutto questo tempo nessuno abbia davvero provato a replicare quella formula. Fable è rimasto un unicum: non è un po' triste?

Fable: la rinascita

Fable almeno oggi è vivo, e potenzialmente in buone mani. Playground Games è inglese, come Lionhead, e questo conta: un certo tipo di ironia e cinismo anglosassone non è facile da replicare altrove. La vera domanda è se avranno il coraggio di spingersi oltre: pungolare, esagerare, magari anche rischiare di scioccare, se serve a strappare una risata. Quello che abbiamo visto finora è interessante, ma basta poco per trasformare Fable in qualcosa di diverso, quasi un InZOI in salsa fantasy. Anche i personaggi del nuovo Fable sembrano andare in quella direzione, per proporzioni e realismo. Speriamo non basti davvero calciare un pollo per farci sentire "cattivi".

Nel nuovo Fable mancherà la trasformazione fisica del personaggio in base alle scelte morali: è una perdita, perché era un elemento distintivo. Forse non fondamentale quanto il sistema di interazione tramite emoticon, che contribuiva a definire l'identità della serie. Sul sistema di dialoghi, però, sappiamo ancora poco: quello che si è visto è solo un accenno, quindi è lecito aspettarsi sorprese. A cambiare sarà invece il mondo di gioco, ma resta da capire quanto e come. A parte l'esempio del gigante mostrato in presentazione, i dettagli sono ancora vaghi.

Sopra o sotto Albion

Nel frattempo arrivano notizie anche da Molyneux, che dopo anni di silenzio è tornato a mostrarsi con quello che potrebbe essere il suo ultimo progetto: Masters of Albion. Già dal titolo si intuisce quanto certe atmosfere gli siano ancora care. Sul fronte gameplay, sembra una sintesi della sua carriera: da Populous a Dungeon Keeper, fino ad arrivare proprio dalle parti di Fable.

Masters of Albion è il nuovo (e ultimo?) gioco di Peter Molyneux
Masters of Albion è il nuovo (e ultimo?) gioco di Peter Molyneux

Se non sarà Masters of Albion a stupire, speriamo che ci riesca Fable; e se non sarà il suo ultimo gioco a chiudere in bellezza questa carriera straordinaria, allora sarà Albion a farlo per lui, una volta per tutte.