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Poco tempo per giocare? Dieci titoli da finire in una sera

Walking simulator, puzzle game, beat 'em up e avventure poetiche: i videogiochi brevi che vale la pena giocare almeno una volta.

SPECIALE di Diego Trovarelli   —   22/06/2026
Neva

Avventure da cento e passa ore, centinaia di chilometri quadrati di mondi da esplorare, missioni infinite che assomigliano a un secondo lavoro. Dura la vita per chi ha poco tempo per giocare, vero? Viviamo in un periodo in cui l'intrattenimento videoludico sembra per forza dover passare tramite la grandezza, la quantità, ma a quelli che hanno solo pochi minuti a disposizione per divertirsi chi ci pensa?

Il tempo è denaro, ragazzi. Siccome ne abbiamo sempre meno sia dell'uno che dell'altro, dopo il nostro primo articolo di una decina d'anni fa, eccovi altre dieci giochi brevi completabili in poche ore, da giocare magari in una serata, così da non sentirvi troppo in ritardo sul vostro backlog.

What Remains of Edith Finch

Uscito ad aprile del 2017, What Remains of Edith Finch rappresenta uno dei vertici della narrativa interattiva moderna e richiede appena un paio d'ore per essere portato a termine. La storia segue le vicende di Edith, l'ultima esponente rimasta in vita della sfortunata famiglia Finch, che decide di fare ritorno nella monumentale dimora di famiglia costruita dal bisnonno.

What Remains of Edith Finch saprà sorprendervi
What Remains of Edith Finch saprà sorprendervi

Dal punto di vista del gameplay ci troviamo di fronte a un'evoluzione straordinaria del genere dei walking simulator, in cui l'esplorazione della casa si trasforma in una vera e propria antologia delle interazioni. Ogni volta che Edith riesce infatti a penetrare in una delle stanze dei suoi parenti defunti, il giocatore rivive i momenti finali di quel personaggio attraverso meccaniche di gioco completamente uniche, cucite su misura per l'occasione e che vi lasciamo il piacere di scoprire da soli. Vi basti sapere che le sue scelte di design sono a dir poco sorprendenti, impreziosite da una colonna sonora ispiratissima e inserite all'interno di una narrativa toccante e coinvolgente. Il modo in cui il gioco affronta il tema della memoria è di una delicatezza che poche altre volte abbiamo incontrato in un videogioco; il tutto supportato da una direzione artistica di grande impatto emotivo.

To the Moon

Realizzata da Freebird Games utilizzando il motore grafico RPG Maker, To the Moon è un'avventura vecchio stile che si inserisce perfettamente in una sessione di gioco di circa quattro ore.

To the Moon è un'esperienza davvero emozionante
To the Moon è un'esperienza davvero emozionante

Il titolo mette in scena la commovente avventura dei dottori Rosalene e Watts, due specialisti che lavorano per un'azienda il cui scopo è alterare i ricordi delle persone in punto di morte per permettere loro di esaudire - nella loro mente - ciò che hanno sempre sognato ma mai ottenuto. Il loro nuovo cliente si chiama Johnny, un anziano signore il cui sogno è incredibilmente specifico ma di cui lui stesso non ricorda la motivazione profonda: andare sulla Luna. Il gameplay si focalizza sull'esplorazione bidimensionale di scenari in pixel art, sulla risoluzione di enigmi semplicissimi legati alla ricerca di oggetti chiave e sulla progressione dialogica, permettendo al giocatore di compiere un viaggio a ritroso nel tempo attraverso la mente di Johnny, partendo dalla sua vecchiaia fino a giungere alla sua infanzia.

To the Moon è capace di scalfire anche i cuori più insensibili
To the Moon è capace di scalfire anche i cuori più insensibili

A mano a mano che si svelano i tasselli del passato dell'uomo, emerge una storia drammatica e struggente, accompagnata da una colonna sonora leggendaria per la sua capacità di far commuovere anche i giocatori più insensibili. To the Moon è dunque pura poesia interattiva e, anche se oltre la storia c'è ben poco, dobbiamo ammetterlo, la narrazione vale da sola il prezzo del biglietto.

Firewatch

Nato dal talento del team Campo Santo nel 2016, Firewatch è un thriller "atmosferico" in prima persona che vi trasporterà nelle terre selvagge del Wyoming per una scampagnata di circa quattro ore fatta di pura immersione naturalistica. Siamo nel 1989 e il giocatore veste i logori panni di Henry, un uomo di mezza età che decide di sfuggire a un dramma familiare accettando un lavoro solitario come guardiano d'incendi boschivi all'interno del parco nazionale Shoshone National Forest, isolato dal resto del mondo.

In Firewatch impersoniamo un guardiano d'incendi
In Firewatch impersoniamo un guardiano d'incendi

L'intera impalcatura del gameplay ruota attorno alla navigazione del territorio tramite l'utilizzo di una mappa cartacea e di una bussola, ma il fulcro dell'esperienza risiede nel sistema di dialoghi via ricetrasmittente con la nostra supervisore, l'unico contatto umano disponibile per Henry.

Attraverso una scrittura semplicemente magistrale e una recitazione che rasenta la perfezione, la relazione tra i due si evolve da un iniziale scambio di battute sarcastiche a una complicità profonda e, quando una serie di eventi misteriosi comincia a minare la tranquillità del bosco, l'isolamento si trasforma ben presto in una spirale di paranoia e tensione psicologica.

Certo, la rigiocabilità è ai minimi termini, ma la direzione artistica di Firewatch è strabiliante e offre uno sfondo magnifico a una storia che parla di fuga dalle responsabilità e di solitudine. Se amate questi temi, dunque, diciamo che andate sul sicuro.

Inside

Partorito dalle geniali menti dello studio danese Playdead, Inside è un algido e spietato puzzle-platformer in 2.5D che vi terrà incollati alla sedia per le quattro-cinque ore necessarie a raggiungere il suo epilogo.

In Inside lo scenario è decadente e lugubre
In Inside lo scenario è decadente e lugubre

Senza alcuna introduzione testuale o spiegazione narrativa, il giocatore si ritrova a controllare un ragazzino senza nome che corre disperatamente attraverso una foresta cupa, braccato da guardie armate e feroci cani da caccia. Il gameplay si distingue per un minimalismo impeccabile, in cui i comandi si riducono al movimento, al salto e alla manipolazione degli oggetti ambientali, costringendo il giocatore a risolvere enigmi fisici legati al tempismo, all'uso di macchinari industriali e al controllo a distanza di corpi umani privati della propria volontà.

L'atmosfera è opprimente, claustrofobica e dominata da una palette cromatica tetra, che si sposa alla perfezione con il grigiore industriale delle strutture in cui siamo chiamati a introdurci ed esplorare. Ogni enigma superato svela dettagli inquietanti su una società distopica in cui si compiono aberranti esperimenti.

C'è da sfuggire a ogni tipo di minaccia in Inside
C'è da sfuggire a ogni tipo di minaccia in Inside

Stiamo parlando di un autentico gioiellino che ha dalla sua un comparto artistico affascinante e che, come un incantesimo, trascina l'utente fino ai titoli di coda impedendogli di staccarsi dal controller.

Cocoon

Da Inside a Cocoon il passo è brevissimo e anche obbligato, se non altro perché i due titoli condividono la stessa figura chiave, quel Jeppe Carlsen già responsabile, oltre a questi, anche di Limbo.

Cocoon richiede di ragionare in maniera multistrato
Cocoon richiede di ragionare in maniera multistrato

Questo titolo del 2023 si configura come una sorta di bizzarra matrioska geometrica, e nelle 5-6 ore necessarie a sviscerarlo il giocatore assume le sembianze di un insettoide antropomorfo che si risveglia in un mondo desertico e futuristico, caratterizzato da strane strutture bio-meccaniche e silenziose tecnologie aliene. Abbiamo parlato di matrioska perché il gameplay introduce una meccanica davvero originale, che ridefinisce il concetto di esplorazione spaziale: il salto tra mondi racchiusi all'interno di sfere lucenti. Per essere più chiari, nel corso dell'avventura capita che ci si ritrovi a trasportare alcune sfere sulla schiena, utilizzandole sia come fonti di energia per attivare interruttori, sia come veri e propri portali nei quali tuffarsi per esplorare un intero livello autonomo celato al loro interno.

Ecco allora che questa struttura di realtà nidificate richiede all'utente di ragionare su più livelli contemporaneamente, risolvendo enigmi brillanti in cui un'azione compiuta all'esterno influenza l'ambiente interno della sfera e viceversa.

Zero righe di testo, zero parole parlate o tutorial espliciti: Cocoon preferisce educare la mente di chi gioca unicamente attraverso l'architettura dei suoi livelli e la fluidità delle sue meccaniche. Qui c'è da togliersi il cappello.

A Short Hike

A Short Hike è una rilassante avventura esplorativa datata 2019 che vi ruberà appena un'ora e mezza o due del vostro tempo, ma vi assicuriamo che ne vale la pena. La protagonista della vicenda è Claire, una giovane e simpatica uccellina antropomorfa che si trova in vacanza da sua zia presso il suggestivo Hawk Peak Provincial Park, che si trova in un'isola montana protetta e immersa nella natura.

Il problema iniziale è semplicissimo: Claire aspetta una telefonata della massima importanza sul suo cellulare, ma l'unico modo per ottenere un briciolo di campo è compiere un'escursione fino alla cima più alta della montagna dell'isola.

Sotto la superficie, A Short Hike è una storia di formazione
Sotto la superficie, A Short Hike è una storia di formazione

Inutile dire che la scalata si trasformerà in un singolare viaggio di formazione, nell'ambito di un gameplay che adotta una visuale isometrica e che propone una libertà di movimento molto appagante, in cui l'obiettivo primario non è correre verso la meta, bensì perdersi piacevolmente nella perlustrazione dei sentieri e parlare con gli animali che popolano il parco.

Con la sua splendida estetica pixelata e un comparto sonoro curato nei minimi dettagli, A Short Hike si dimostra un'avventura deliziosa, di quelle che celebrano la bellezza del viaggio rispetto alla destinazione finale.

Neva

Nel 2024 il team catalano Nomada Studio ci ha regalato Neva, un'avventura d'azione e piattaforme che si consuma in circa 4-5 ore di pura estasi estetica.

Il rapporto tra Alba e Neva è al centro della narrazione
Il rapporto tra Alba e Neva è al centro della narrazione

La narrazione, poetica e priva di dialoghi parlati, mette in scena il legame profondo tra Alba, una fiera guerriera armata di spada, e Neva, appunto, uno splendido cucciolo di lupo dotato di corna; due figure unite nel tentativo di attraversare un regno fantastico che però sta morendo a causa dell'invasione di certe entità d'ombra. L'esperienza si articola in modo armonioso tra sezioni di platforming bidimensionale e un sistema di combattimento all'arma bianca dinamico, che richiede l'uso di scatti e colpi coordinati per abbattere le creature oscure.

Il comparto visivo di Neva è straordinario
Il comparto visivo di Neva è straordinario

La caratteristica più affascinante dell'opera risiede però nell'evoluzione del rapporto tra i due protagonisti, scandita dal passaggio delle quattro stagioni dell'anno, durante le quali seguiamo tanto la crescita di Neva quanto la ricerca di un posto in cui vivere da parte di Alba.

Il mondo dai toni pastello, decadente e malinconico, di Neva mette dunque sul piatto un'esperienza visiva che conosce pochi concorrenti, arricchita inoltre da una colonna sonora da capogiro.

Streets of Rage 4

Ora, se per la vostra serata cercate invece qualcosa di decisamente più movimentato e muscolare, Streets of Rage 4 vi farà vivere una manciata di ore di spensieratezza a suon di cazzotti e calci in faccia. L'opera nata dalla collaborazione tra Lizardcube, Guard Crush Games e DotEmu riporta i giocatori nelle strade malfamate di Wood Oak City dieci anni dopo gli eventi del terzo capitolo, dove gli eroi Axel Stone e Blaze Fielding, affiancati da nuovi alleati, devono sventare i piani criminali dei figli di Mr. X, che hanno preso il controllo della città.

Graficamente Streets of Rage 4 è una delizia
Graficamente Streets of Rage 4 è una delizia

Siamo al cospetto di vera e propria lettera d'amore alle dinamiche arcade degli anni novanta, modernizzate però attraverso un sistema di combo profondo e appagante. Sul fronte grafico, i livelli urbani sono dettagliatissimi, e come da tradizione per il genere, permettono di raccogliere da terra armi improvvisate per ripulire lo schermo da orde di teppisti prima di affrontare boss pittoreschi.

Come anticipato, la durata dell'avventura è limitata, ma la rigiocabilità è sicuramente un punto a favore della produzione, che dà il meglio di sé in multiplayer pur essendo godibilissima anche in solitaria.

Abzû

Se nel 2012 avete amato Journey, allora amerete anche Abzû, titolo d'esordio di Giant Squid che si configura come un'esperienza subacquea puramente contemplativa e sensoriale, completabile nel giro di un paio d'ore. Il giocatore controlla una misteriosa e leggiadra subacquea che inizia una discesa verso i fondali all'inseguimento di reliquie e segni di un'antica civiltà strettamente legata al mare, per provare inoltre a scoprire quale sia il suo stesso ruolo all'interno della vicenda.

Abzû è pura contemplazione degli abissi
Abzû è pura contemplazione degli abissi

Dal punto di vista delle meccaniche, Abzû elimina qualsiasi elemento di attrito tradizionale: non ci sono infatti barre dell'ossigeno da monitorare, non esistono contatori del tempo o pericoli di annegamento, e il sistema di controllo è mappato in modo da rendere il nuoto un atto di pura grazia.

È possibile interagire dolcemente con migliaia di creature marine, farsi trasportare dalle correnti oceaniche e intervenire sull'ambiente tramite la pressione di un tasto che attiva oggetti o interruttori. L'avrete capito: quello di Abzû è un sapore particolare e senza dubbio non adatto a tutti i palati, ma se cercate relax e un viaggio terapeutico marino, non dovete far altro che immergervi qui.

Planet of Lana

Approdato sul mercato grazie alla sensibilità artistica dello studio svedese Wishfully, Planet of Lana è una delle avventure a scorrimento orizzontale più affascinanti degli ultimi anni.

Il pianeta Novo di Planet of Lana è zeppo di biomi suggestivi
Il pianeta Novo di Planet of Lana è zeppo di biomi suggestivi

La trama segue le vicende di Lana, appunto, e del suo fedele compagno Mui, una strana creatura simile a un gattino dai poteri unici, impegnati in una disperata missione di salvataggio attraverso il pianeta Novo, un tempo pacifico e lussureggiante ma improvvisamente invaso da un misterioso esercito di robot alieni giunti dal cielo. Le circa cinque ore che il gioco richiede per essere portato a termine si basano sulla cooperazione costante tra i due protagonisti: il giocatore deve infatti impartire ordini precisi a Mui per fargli tagliare liane, distrarre creature autoctone o attivare antichi meccanismi, mentre Lana si occupa di spostare oggetti pesanti e superare ostacoli verticali.

Con uno stile visivo mozzafiato che strizza l'occhio alla poesia dei lungometraggi dello Studio Ghibli, l'avventura scorre con tra brillanti enigmi ambientali e fughe al cardiopalma dai nemici, attraverso i vari biomi di un pianeta realizzato con estrema cura sul fronte artistico.

Per chi ha amato il primo, Planet of Lana II: Children of the Leaf si propone come un ottimo seguito
Per chi ha amato il primo, Planet of Lana II: Children of the Leaf si propone come un ottimo seguito

Per la gioia di chi lo ha amato, il 5 marzo 2026 è uscito il suo atteso sequel, Planet of Lana II: Children of the Leaf, che ripropone la stessa, riuscitissima formula del primo capitolo, introducendo però qualche nuova, interessante meccanica.

Questi erano i nostri consigli per chi ha poco tempo da dedicare ai videogiochi, per chi la sera arriva esausto e per chi vuole portare a termine un'avventura continuando a conservare una vita sociale; ma siamo certi che qui sotto nei commenti saprete arricchire questo elenco con altri esempi di esperienze brevi ma intense.

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