Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties è fondamentalmente un desiderio che si avvera, proprio quando pensavamo di dover rinunciare all'idea di vedere anche il terzo capitolo della saga di Kazuma Kiryu protagonista di un remake propriamente detto: un trattamento "Kiwami", appunto, come quello riservato ai primi due episodi della serie.
C'è di più, tuttavia: anziché limitarsi a ricostruire (non solo dal punto di vista tecnico) l'avventura dell'ex Drago di Dojima ambientata fra Kamurocho e Okinawa, gli sviluppatori di Ryu Ga Gotoku Studio hanno anche introdotto nel pacchetto un'espansione inedita, Dark Ties, con protagonista Yoshitaka Mine. Esatto, proprio lui: l'antagonista di Yakuza 3.
Una trama "ottimizzata"
Se è vero che trama, dialoghi e direzione rappresentano da sempre il fulcro dell'esperienza della serie SEGA, Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties apporta una serie di ottimizzazioni e modifiche che puntano a rendere il racconto decisamente più scorrevole e godibile, specie nelle fasi iniziali della campagna. Spariscono dunque alcune situazioni lente e tediose che erano presenti nella versione originale per lasciare posto ad attività differenti, che svolgono in maniera più efficace il medesimo lavoro di caratterizzazione e approfondimento.
La storia parte esattamente dalla fine del precedente capitolo, con Kazuma e Haruka che salutano Kamurocho e partono per Okinawa, dove l'ex Quarto Presidente del Clan Tojo si occuperà di gestire l'orfanotrofio Morning Glory e si prenderà cura dei ragazzini che vi abitano, ripercorrendo così le orme del suo mentore, Shintaro Kazama. Dopo alcuni mesi, tuttavia, la struttura finisce al centro di una disputa territoriale: qualcuno vuole che l'edificio venga demolito perché al suo posto si possa costruire un lussuoso resort.
Nel tentativo di difendere la sua nuova famiglia, Kazuma si reca nel quartiere turistico di Ryukyu con l'obiettivo di discutere con il patriarca del clan Ryudo, che sembra essere il mandante dei continui avvisi di sfratto inviati all'orfanotrofio, e qui arriva la seconda novità del remake con l'introduzione di Yasunaga Miyazato, proprietario di un ristorante e al contempo maestro di arti marziali, che sta insegnando a Kiryu il nuovo stile di combattimento Ryukyu.
I rapporti con la famiglia Ryudo e il suo più scaltro componente, il giovane e appassionato Rikiya, cambiano completamente quando l'ex Yakuza decide di aiutare il clan in una situazione di grave difficoltà, guadagnandosi la stima dei suoi pochi membri e scoprendo che dietro i tentativi di esproprio dell'orfanotrofio c'è qualcosa di decisamente più grosso di un semplice progetto turistico. E così Kazuma è costretto a tornare ancora una volta a Kamurocho per arrivare in fondo alla questione.
Sebbene le fasi iniziali della campagna del remake mantengano l'intricato intreccio cronologico presente anche nell'originale Yakuza 3, come già detto gli sviluppatori hanno eliminato diverse lungaggini, sequenze noiose e poco significative, snellendo la sceneggiatura e ottimizzando tempi e modi al fine di ottenere un'esperienza più divertente e variegata, senza peraltro perdere nulla in termini di valore narrativo. Da questo punto di vista anche i recasting e il nuovo finale sembrano avere perfettamente senso.
Rispetto a ciò che vi abbiamo raccontato nella nostra recensione della remaster di Yakuza 3, la versione Kiwami include il doppiaggio in inglese (e in cinese) oltre a quello in giapponese, che tuttavia rimane irrinunciabile per i fan della serie e mette anche stavolta sul tavolo interpretazioni molto intense e coinvolgenti. Per la prima volta sono inoltre presenti i sottotitoli in italiano. E la durata? Noi siamo arrivati ai titoli di coda in diciassette ore, ma lasciandoci alle spalle diverse cose.
Gameplay e attività extra
Abbiamo scritto in apertura che Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties non si limita a ricostruire il terzo capitolo della saga dal punto di vista tecnico, ma introduce cambiamenti molto più significativi: sia per quanto concerne la narrazione e la struttura, sia per quanto concerne il gameplay. Quest'ultimo abbandona la legnosità delle origini in favore di un impianto moderno, che vede anche la già citata aggiunta di un secondo stile di combattimento.
Kazuma può dunque utilizzare una versione rivisitata della posizione del Drago di Dojima, che non si focalizza più su poche manovre, ma mette insieme un repertorio di mosse davvero variegato e convincente, condito da Heat Action e Dragon Boost (la modalità furia, in pratica, a cui si aggiunge la devastante Dragon Finisher) che aggiungono ulteriore spessore strategico alle sue spettacolari battaglie; oppure il nuovo stile Ryukyu, a cui abbiamo già accennato e che si basa sull'uso delle armi.
Non si tratta tuttavia di una variante della posizione Beast, quella in cui Kiryu afferrava qualunque oggetto per usarlo come strumento di offesa: no, in questo caso il personaggio dispone effettivamente di un set di oggetti che includono nunchaku, bastone, falci, mazza, catena e un piccolo scudo, che consentono di infliggere danni consistenti e aprire la guardia dei nemici, rivelandosi l'approccio ideale durante le risse particolarmente affollate.
È possibile mettere alla prova i due stili in molteplici occasioni, naturalmente: dai combattimenti casuali per le strade di Kamurocho e Ryukyu allo scontro con i tanti boss presenti all'interno della campagna. La sensazione è che la resa degli impatti sia migliore con lo stile classico, e che al contrario il Ryukyu risulti talvolta scivoloso, con sistemi un po' meno immediati e incisivi quando si esce dalle combinazioni di base. Lo scudo, tuttavia, torna parecchio comodo contro gli avversari muniti di armi da fuoco.
Tutto ciò che sta attorno al combattimento e che caratterizza la formula tradizionale di Yakuza risulta molto ben integrato in questo remake: dai minigiochi più tradizionali ai classici arcade dei SEGA Club, dalla novità dei giochi per Game Gear alle numerose e folli missioni secondarie, che mettono Kazuma in situazioni sempre più assurde per poi risolversi con l'immancabile regolamento di conti, l'impianto ci è sembrato più coeso e godibile del solito.
Dopodiché ci sono i contenuti relativi alle attività inedite: da una parte le divertenti sfide di Life at Morning Glory, in cui il protagonista aiuta gli orfani della struttura in vari modi, dai compiti a casa al taglio e cucito, dalla cucina alla gestione dell'orto, dalla raccolta di insetti alla vendita dei prodotti al mercato del paese; dall'altra le clamorose risse di Ragazzaccio Drago.
Quest'ultima è una sorta di mini campagna che vede Kiryu entrare a far parte della gang di motocicliste Haisai Girls per difendere il territorio di Okinawa dalle incursioni degli Incubi di Tokyo, un gruppo particolarmente numeroso e agguerrito che vuole espandere la propria influenza e conquistare l'intero Giappone con la violenza.
Per vincere questa guerra, la banda guidata da Kazuma dovrà reclutare nuovi membri, conquistando la loro fiducia dopo averli difesi, e cimentarsi con sfide man mano più complesse per potenziare le abilità del gruppo, affrontando infine vere e proprie guerre che includono sezioni in moto e il controllo di zone presidiate da gruppi di avversari sempre più pericolosi, quasi in stile Dynasty Warriors.
Dark Ties
Accessibile fin dall'inizio dalla schermata di avvio, l'espansione Dark Ties non andrebbe in realtà giocata se non dopo aver completato la campagna di base, visto che include numerose anticipazioni e va a illustrare nel dettaglio periodi e situazioni a cui si fa cenno durante gli eventi di Yakuza Kiwami 3; a cominciare naturalmente dal passato e dalle motivazioni del suo protagonista, Yoshitaka Mine.
Giovane e brillante imprenditore con la passione per le arti marziali, Mine decide di entrare nella Yakuza in cerca di nuove motivazioni e sfrutta le conoscenze del brutale Tsuyoshi Kanda, appena uscito di prigione dopo una condanna per molestie, per raggiungere i propri obiettivi, prestandosi a diventare il suo braccio destro e a lavorare perché possa scalare i ranghi all'interno del Clan Tojo.
Fondamentalmente è attorno a queste dinamiche che si muove l'intera campagna di Dark Ties, che non a caso nasce da una semplice sequenza di intermezzo che gli sviluppatori hanno voluto trasformare in un'esperienza giocabile per arricchire il pacchetto del remake e metterci al comando di un personaggio che in futuro potremmo anche rivedere, chissà.
Le missioni relative all'attività principale dell'espansione, Kanda Damage Control, vedono infatti Mine impegnato a difendere i cittadini di Kamurocho in difficoltà e a svolgere incarichi anche bizzarri nel tentativo di riabilitare il nome del suo capo e fargli guadagnare popolarità e influenza in vista dei suoi piani per conquistare il titolo di patriarca della famiglia Nishikiyama.
Dunque sì, la sensazione che si fa ben presto strada è quella di una campagna riempita un po' a casaccio, con un'apertura e una chiusura notevoli sul piano narrativo, ma anche tanti espedienti nel mezzo che sembrano essere stati messi lì unicamente per raggiungere un determinato minutaggio (fra le sette e le otto ore laddove si faccia un po' tutto), con la Hell's Arena e i dungeon che in tal senso non si fanno problemi a riciclare asset già visti in passato.
Lo stesso stile di combattimento del protagonista e alcune limitazioni per quanto concerne le interazioni ambientali concorrono a creare un impianto senza dubbio piacevole e inedito, ma decisamente meno divertente rispetto al rinnovato gameplay della campagna con Kazuma Kiryu, che può anche contare su tante attività collaterali.
Realizzazione tecnica
Sul piano tecnico, Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties prende la grafica del terzo capitolo e la porta nel Dragon Engine, ridisegnando ogni asset per donare al comparto visivo una resa moderna, paragonabile a quella degli episodi più recenti di Like a Dragon, che gira a 60 fps su PS5 standard. Le sequenze di intermezzo in computer grafica sono ora renderizzate in tempo reale e utilizzano i nuovi modelli per i vari personaggi, ma alcune di esse risultano comunque datate per via di qualche geometria meno curata o di animazioni che ricalcano quelle originali.
Per quanto riguarda invece la grafica di gioco, le differenze sono nettissime: il Kazuma squadrato e legnoso di Yakuza 3 viene sostituito dalla sua versione più recente e lo stesso accade con Yoshitaka Mine e tutti i vari personaggi di contorno, mentre gli scenari includono un gran numero di elementi rielaborati e un'effettistica sostanzialmente più sofisticata, sia per quanto concerne l'illuminazione che le ombre e i riflessi, a tutto vantaggio delle atmosfere. Peccato solo per il fastidioso filtro bluastro che permea le scene, già ridotto con un aggiornamento, ma ancora ben visibile.
Continuando un trend partito ai tempi di Judgment, durante i combattimenti Kazuma viene spesso e volentieri avvolto da un'aura particellare che ha lo scopo di enfatizzare la spettacolarità delle sequenze di lotta, ma che in alcuni casi finisce per rendere l'azione meno leggibile. A tal proposito, le dolorosissime finisher sono presenti in quantità discretamente abbondante, pur con qualche elemento riciclato, insieme alla possibilità di fracassare le vetrine dei negozi e alla quasi assoluta mancanza di caricamenti durante le fasi esplorative.
Passando al comparto sonoro, gli sviluppatori hanno aggiunto le musiche lì dove mancavano, rendendo l'audio più coerente con gli ultimi capitoli della serie e valorizzando gli eccellenti brani che accompagnano le sequenze più frenetiche e drammatiche della campagna. Il punto di forza dell'esperienza rimane tuttavia il doppiaggio giapponese: per quanto le voci in inglese consentano di spegnere i sottotitoli, hanno il solito difetto di essere ben poco a fuoco rispetto al contesto, ponendosi alla stregua di "enunciazioni" spesso prive di convinzione.
Conclusioni
Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties esaudisce un desiderio che i fan della serie SEGA esprimevano da tempo, consegnandoci finalmente un remake propriamente detto anche del terzo capitolo della saga di Kazuma Kiryu, adeguato alle ultime uscite tanto sul piano tecnico quanto su quello del gameplay e dei contenuti. La campagna principale risulta migliorata sotto molti aspetti, le attività extra sono molto divertenti e l'espansione Dark Ties, pur con i suoi limiti, rappresenta un'ulteriore aggiunta a un pacchetto già di per sé particolarmente solido e convincente.
PRO
- Trama appassionante e tanti contenuti
- Gameplay nettamente migliorato
- Grafica completamente ridisegnata
CONTRO
- Alcuni asset appaiono ancora datati
- Le missioni di Dark Ties tendono a ripetersi
- Certe modifiche alla trama potrebbero indispettirvi