71

Trails beyond the Horizon, la recensione del nuovo JRPG della serie The Legend of Heroes

Con Trails beyond the Horizon siamo finalmente in pari con le uscite nipponiche della saga The Legend of Heroes, che sembra avviarsi verso la conclusione: un capitolo da giocare?

RECENSIONE di Christian Colli   —   19/01/2026
Trails beyond the Horizon
The Legend of Heroes: Trails beyond the Horizon
The Legend of Heroes: Trails beyond the Horizon
Articoli News Video Immagini

Arrivati al tredicesimo capitolo della saga Nihon Falcom, ogni recensione potrebbe ridursi in uno di quegli schemi un po' meme che si trovano sui social. Hai giocato i precedenti capitoli della serie? Se sì, e ti sono piaciuti, continua con questo. Se li hai giocati e non ti sono piaciuti - quale che sia il motivo - lascia proprio perdere. Se non li hai giocati, pensaci bene, ma forse è meglio che cominci da capo o quantomeno da Trails through Daybreak, il primo titolo nel cosiddetto arco narrativo di Calvard. Ma ti confonderai lo stesso.

In un certo senso, Trails beyond the Horizon prosegue quella storia cominciata un paio di anni fa - e pure prima, in Giappone - e proseguita con Trails through Daybreak II, ma il nuovo capitolo di The Legend of Heroes è in realtà il momento della svolta, il punto di convergenza che comincia a riunire il cast della serie in vista di un nuovo e conclusivo arco narrativo su cui Nihon Falcom sta ancora lavorando.

A maggior ragione, Trails beyond the Horizon è un capitolo straordinario, ma forse anche il meno accessibile di tutti.

Il giro di boa: tre storie in una

Come abbiamo detto, questo è il giro di boa per la serie, e se anche il nuovo gioco può sembrare un proseguimento a tutti gli effetti dell'arco narrativo di Calvard, si tratta in realtà di un ponte che comincia a collegare tutte le storie che abbiamo giocato negli anni: l'avventura segue infatti tre gruppi di personaggi diversi, rappresentati da Van Arkride, Rean Schwarzer e Kevin Graham, tutti impegnati per motivi diversi a scoprire i segreti del programma spaziale con cui Zemuria invierà i suoi primi uomini nello spazio.

La storia di Trails beyond the Horizon gira tutta intorno al programma spaziale di Zemuria
La storia di Trails beyond the Horizon gira tutta intorno al programma spaziale di Zemuria

Trails beyond the Horizon è un gioco lunghissimo, soprattutto se ci si cimenta nella risoluzione delle numerose missioni secondarie che arricchiscono l'affresco del mondo Nihon Falcom, ma le tre sottotrame parallele sono effettivamente sbilanciate: quella incentrata sulla squadra di Calvard è sensibilmente più lunga e importante, tant'è che non sarebbe sbagliato considerare il gioco una sorta di Daybreak III da questo punto di vista. In verità, ogni sottotrama aggiunge qualcosa in più all'enormemente complesso immaginario fantapolitico di Nihon Falcom, sciorinando rivelazioni, colpi di scena e nuovi segreti con un buon ritmo, anche se il finale resta incompiuto e per la prima volta nella storia occidentale della serie non sappiamo quando uscirà il seguito.

Detto ciò, probabilmente ogni giocatore avrà una preferenza basata sui personaggi e sugli archi narrativi che rappresentano, dunque tirare le somme è tutt'altro che facile. Noi, per esempio, abbiamo apprezzato tantissimo la sottotrama di Rean e dei suoi ex compagni e studenti della Thors Academy perché ci siamo affezionati a loro nel corso di ben quattro giochi, e ritrovarli è stato un vero tuffo al cuore, ma possiamo capire chi potrebbe avere un'opinione diversa e preferire, per esempio, l'arco narrativo di Calvard per via dell'importanza che hanno alcuni personaggi nell'economia della storia, Agnes su tutti.

Kevin Graham è uno dei tre 'protagonisti' di Trails beyond the Horizon
Kevin Graham è uno dei tre "protagonisti" di Trails beyond the Horizon

La sottotrama incentrata sul personaggio di Kevin è un po' più complicata da seguire perché rappresenta l'arco narrativo di Crossbell, che ormai ha una certa età: la prima apparizione del sacerdote della Septian Church risale addirittura a Trails in the Sky SC, perciò molti giocatori lo impareranno a conoscere solo nel remake in uscita a fine anno. In un certo senso, questo è un po' il problema - ma anche l'inequivocabile punto di forza - di Trails beyond the Horizon: per comprendere bene la trama, con tutte le sue sfumature, e la maggior parte delle sottotrame e dei colpi di scena bisogna avere una conoscenza quasi enciclopedica della serie Nihon Falcom, specialmente perché riesuma personaggi e circostanze risalenti a titoli come Trails to Azure o Trails into Reverie.

Per farla breve, un neofita non solo ci capirà pochissimo, ma non coglierà neppure la parte migliore di questo vero e proprio crossover che catapulta la serie in una nuova dimensione, facendo convergere tutti gli archi narrativi raccontati finora in un'unica direzione, dove presumibilmente si incontreranno e faranno finalmente squadra tanti personaggi che abbiamo amato in quelle che negli anni sono diventate centinaia di ore di gioco. Per questo motivo, tornando al discorso fatto in partenza, è diventato quasi ridicolo esprimere un giudizio sulla narrativa di qualunque nuovo Trails perché, molto semplicemente, è ormai fisiologico giocarli se e solo se si sono apprezzati i precedenti. L'amore per il genere JRPG ormai c'entra solo relativamente in questa equazione.

Il Trails migliore finora?

Sta di fatto che Trails beyond the Horizon è un signor JRPG, anche se Nihon Falcom, pur imparando dai suoi sbagli, non ha ancora raggiunto la perfezione. Prima di tutto, bisogna tenere presente che il nuovo titolo della serie non ha fatto esattamente dei passi avanti in campo tecnologico: resta un gioco di vecchia generazione, in più sembra essere stato sviluppato anche prima di Trails in the Sky 1st Chapter, ragion per cui gli mancano le raffinatezze artistiche del recente remake. Ha comunque senso, perché adottare uno stile in cel shading dopo i due Daybreak sarebbe stato straniante, e possiamo capire la decisione di aver mantenuto la stessa impronta, seppur antiquata.

Trails beyond the Horizon è un titolo anacronistico tecnicamente ma anche un grande JRPG
Trails beyond the Horizon è un titolo anacronistico tecnicamente ma anche un grande JRPG

Qualche miglioramento si nota comunque anche rispetto al più recente Trails through Daybreak II, specialmente nella regia delle cinematiche che si fanno sempre più spettacolari e avvincenti via via che ci si avvicina alla fine. Come al solito il cast giapponese e quello occidentale fanno un ottimo lavoro con il doppiaggio, e Nihon Falcom ha aggiunto la solita serie di miglioramenti alla qualità della vita che aiutano a controbilanciare certi aspetti più controversi del gameplay, che resta un mix di esplorazione, combattimenti e minigiochi, non tutti sempre allo stesso livello ma comunque utili a spezzare un po' il susseguirsi di filmati, conversazioni e dungeon.

In termini di gameplay, Trails beyond the Horizon è proprio un "Daybreak III" fatto e finito, con le stesse meccaniche dei due capitoli precedenti riequilibrate per l'occasione, nonché arricchite dall'aggiunta di alcune funzionalità che, per certi versi, finiscono per sbilanciare gli scontri a favore del giocatore. Per un giocatore che non conosce la serie, l'interfaccia effettivamente affollata può sembrare disorientante, ma chi ha consumato i due Daybreak si sentirà subito a casa e ricomincerà subito a barcamenarsi tra Quartz, Art e Craft: tutti nomi con cui The Legend of Heroes fa riferimento a magie, tecniche di combattimento e abilità varie. Beyond the Horizon mantiene un'impostazione ibrida che permette di ingaggiare i nemici in tempo reale ed eventualmente passare ai combattimenti a turni dopo aver stabilito una posizione di vantaggio.

Trails beyond the Horizon implementa ancora un sistema di combattimento ibrido
Trails beyond the Horizon implementa ancora un sistema di combattimento ibrido

In realtà, le meccaniche sono molto più complesse di come appaiono - rispetto all'approccio in tempo reale di un JRPG più popolare come Metaphor: ReFantazio, per esempio, non c'è neanche paragone - e Trails beyond the Horizon potenzia il giocatore con una nuova abilità chiamata Z.O.C. che permette di rallentare letteralmente il tempo, garantendo un maggior controllo dello scontro sia in apertura che nell'eventuale passaggio al combattimento a turni. Grazie ad altre funzionalità, come i nuovi Shard Command, il sistema di combattimento di Trails beyond the Horizon rappresenta la massima espressione del gameplay della serie nel corso degli ultimi anni, nonché una solida base su cui costruire.

Resta tuttavia estremamente complesso da padroneggiare, specialmente se non si conosce bene la lingua inglese dato che anche questo Trails non è stato localizzato in italiano e c'è davvero tantissimo da leggere: descrizioni di abilità e meccaniche di gioco, tutorial, dialoghi e via dicendo. Anche il Grim Garten ci si mette di mezzo: è uno spazio virtuale, per così dire, simile al Marchen Garten di Daybreak II o al Reverie Corridor di Trails into Reverie, dov'è possibile "grindare", provare combinazioni di personaggi altrimenti impossibili nella storia vera e propria e sbloccare vari contenuti. Non lo definiremmo opzionale, però, dato che nasconde molti elementi narrativi che aiutano a capire meglio la storia complessiva e i retroscena di alcuni personaggi secondari.

Il Grim Garten è un dungeon 'opzionale' che in realtà nasconde molte informazioni interessanti
Il Grim Garten è un dungeon "opzionale" che in realtà nasconde molte informazioni interessanti

In definitiva, Trails beyond the Horizon è sicuramente il miglior Trails della serie classica uscito negli ultimi anni, grazie a una felice combinazione di gameplay, piccoli ma significativi miglioramenti tecnici e narrativa: rispetto al precedente Daybreak II, la sceneggiatura - pur essendo divisa in tre sottotrame parallele - ha un ritmo molto più sostenuto e incalzante, mentre il sistema di combattimento, pur essendo rimasto fondamentalmente fedele a se stesso, ha goduto di una mano di bilanciamento e di alcune aggiunte che garantiscono una profondità strategica senza precedenti.

Il comparto tecnico rimane anacronistico - specialmente se raffrontato al remake di Trails in the Sky - ma la pulizia e la fluidità delle immagini su PlayStation 5, insieme all'eccellente colonna sonora, aiutano a compensare. E comunque non è nulla che un fan della serie non abbia previsto, ed è principalmente a loro che Nihon Falcom ormai si rivolge.

Conclusioni

Versione testata PlayStation 5
Digital Delivery PlayStation Store
Prezzo 59,99 €
Multiplayer.it
8.5
Lettori (4)
7.1
Il tuo voto

Trails beyond the Horizon rappresenta un vero e proprio spartiacque, il momento in cui la serie The Legend of Heroes spezza col passato e si proietta nel futuro: non sappiamo niente del prossimo gioco in ordine cronologico, ma ora Nihon Falcom non può tornare indietro, ma solo andare avanti. Ha perfezionato il sistema di combattimento, avviato la narrativa alla conclusione, messo insieme un cast impressionante: resta da modernizzare il comparto tecnico, poi anche aprirsi ai nuovi giocatori diventa secondario. Per come la vediamo noi, ormai il fascino di The Legend of Heroes sta proprio nell'immaginario che ha coltivato in anni e anni di JRPG e che rende la saga un'esperienza davvero unica per gli amanti del genere che hanno il tempo e la voglia di recuperare i titoli precedenti: Trails beyond the Horizon ha dimostrato che ne vale la pena.

PRO

  • Abbiamo raggiunto le uscite giapponesi!
  • Sistema di combattimento ulteriormente rifinito

CONTRO

  • Praticamente incomprensibile per chi non ha giocato i precedenti
  • Graficamente obsoleto per gli standard odierni