La Commissione europea ha presentato il 17 settembre l'EU KIDS Act, una proposta legislativa destinata a uniformare in tutta l'Unione europea le regole sulla protezione dei minori online. Il provvedimento riguarda principalmente i social network, ma comprende anche servizi di condivisione video, giochi online e sistemi di intelligenza artificiale.
Uno degli elementi centrali della proposta è l'introduzione di 15 anni come età minima per la creazione autonoma di un account sui social e sui servizi interessati. Per i minori di 13 anni sarebbe previsto il divieto di accesso ai social, mentre nella fascia tra i 13 e i 15 anni l'utilizzo potrebbe avvenire attraverso account gestiti dai genitori e con funzionalità limitate. Per questi ultimi, la Commissione indica anche un limite di utilizzo di un'ora al giorno per i social.
Per quanto riguarda il settore videoludico, il quadro è più articolato rispetto a quanto suggerivano le prime indiscrezioni. La proposta comprende infatti i giochi online, mentre per i videogiochi che non rientrano nella categoria delle piattaforme online la supervisione sarebbe affidata alle autorità nazionali. Il KIDS Act prevede inoltre sistemi di verifica dell'età e misure di sicurezza progettate specificamente per i minori.
Le paure di Tim Sweeney
L'obiettivo dichiarato dalla Commissione è spostare parte della responsabilità sui fornitori dei servizi. Le piattaforme dovranno infatti dimostrare che i propri servizi sono appropriati per l'età degli utenti e "sicuri fin dalla progettazione", anziché limitarsi a intervenire dopo che si sono verificati problemi. La Commissione propone inoltre restrizioni su alcune pratiche considerate particolarmente problematiche per i minori e prevede sanzioni che possono arrivare fino al 6% del fatturato annuo mondiale per le violazioni.
La proposta ha già provocato reazioni da parte dell'industria videoludica. Tim Sweeney, CEO di Epic Games, ha criticato pubblicamente l'iniziativa sostenendo che una regolamentazione troppo severa potrebbe limitare non soltanto l'accesso all'intrattenimento, ma anche le possibilità creative offerte dai videogiochi con strumenti di creazione dei contenuti.
Parlando di Fortnite Creative e Roblox Studio, Sweeney ha scritto: "Le app e i giochi di oggi sono i pennelli e le case sugli alberi di ieri. Fortnite ha la Modalità Creativa, Roblox ha Roblox Studio e diventare un creatore digitale è alla portata di tutti, finché i politici non lo portano via". Va anche detto che le compagnie che forniscono questi strumenti guadagnano dalle opere dei più giovani che pubblicano le loro esperienze online, tanto che nel corso degli anni non sono mancate accuse di sfruttamento del lavoro minorile.
Il dirigente di Epic ha inoltre definito quello che considera il possibile impatto della normativa "terribile per la prossima generazione dell'umanità", collegando la questione non soltanto alla fruizione dei videogiochi, ma anche alla possibilità per i giovani di utilizzarli come strumenti creativi. Si tratta, naturalmente, della posizione di Sweeney sul provvedimento e non di una valutazione della Commissione europea.
Il KIDS Act è al momento una proposta, non una normativa già in vigore. Dovrà infatti passare attraverso il successivo iter legislativo europeo e potrebbe essere modificato durante il processo di approvazione. La Commissione sostiene che l'obiettivo sia creare un quadro comune per la tutela dei minori, evitando che regole differenti nei singoli Stati membri producano livelli di protezione non uniformi.