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Donald Trump usa Sonic e altre serie per dei videogiochi antiimmigrazione, scoppiano le polemiche

La Casa Bianca ha lanciato una serie di minigiochi a tema retrò attraverso il sito Arcade.gov, utilizzando anche riferimenti visivi e musicali legati a celebri marchi videoludici.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   04/09/2026
Una foto di Donald Trump

Quando decidi di toccare un tema delicato, che riguarda la vita di persone in carne e ossa, normalmente ti poni qualche scrupolo sul come farlo. La Casa Bianca di Donald Trump, invece, ha scelto ancora una volta i videogiochi come strumento di propaganda politica, mentre ancora è impegnata a gestire il disastro Iran. Nel caso, l'iniziativa ha suscitato reazioni davvero negative. Attraverso il dominio Arcade.gov sono stati pubblicati diversi minigiochi copiati da titoli classici (Tetris, Snake, Flappy Bird e così via), alcuni dei quali affrontano i temi dell'immigrazione e delle politiche messe in campo dall'amministrazione Trump.

Non il primo caso di uso dei videogiochi per ragioni politiche da parte dei canali ufficiali del governo statunitense. In passato sono stati usati, ad esempio, Halo, Wii Sports e Animal Crossing per realizzare immagini propagandistiche. In questo caso, però, si è andati oltre arrivando a richiamare elementi associati a marchi come Xbox, Pac-Man, PlayStation, GameCube e Sonic, in videogiochi che mettono alla berlina situazioni drammatiche.

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Inoltre, è chiaro come la comunicazione voglia incentrare il tutto sulla figura di Donald Trump, tanto da inserirlo nei loghi.

I giochi presenti sul sito hanno diversi temi: "Rio Run" è incentrato sul "controllo del confine sul Rio Grande", mentre "Build the Wall" riprende le meccaniche di un gioco in stile Tetris e invita a costruire un muro lungo il confine con il Messico per impedire l'ingresso nel Paese. Un altro titolo riprende invece la struttura di Flappy Bird, sostituendo il protagonista con un'aquila calva, simbolo degli Stati Uniti.

Donald Trump valuta nuovi dazi sulla tecnologia, con possibili rincari anche per le console Donald Trump valuta nuovi dazi sulla tecnologia, con possibili rincari anche per le console

La parte più controversa dell'operazione riguarda però il collegamento tra questi giochi e le attività dell'ICE, l'agenzia statunitense incaricata dell'immigrazione e delle operazioni doganali. L'agenzia è da tempo al centro di critiche per le modalità con cui vengono condotte alcune operazioni di arresto e detenzione dei migranti, che hanno portato anche all'omicidio a sangue freddo di alcuni cittadini statunitensi da parte delle forze dell'ordine, in particolare Renée Good e Alex Pretti.

L'iniziativa della Casa Bianca ha provocato delle reazioni molto negative sui social. Il professore e giornalista indipendente Adam Cochran ha definito l'iniziativa "un momento patetico e vergognoso della storia americana", mentre un altro utente ha contestato l'uso di proprietà intellettuali appartenenti a società private all'interno della campagna.

Particolarmente dura è stata anche la reazione di chi ha chiamato direttamente in causa Sega: "È inquietante vedere il vostro marchio e la vostra musica utilizzati per propaganda fascista e vedere la tortura e il trattamento disumano delle persone trasformati in 'nuovi videogiochi'", ha scritto un utente rivolgendosi alla società.

Non è inoltre chiaro se Sega, Microsoft e gli altri proprietari dei marchi utilizzati abbiano autorizzato preventivamente l'impiego delle loro proprietà intellettuali. Al momento non risultano informazioni che permettano di stabilire quali aziende siano state effettivamente consultate o abbiano concesso un'autorizzazione.

La vicenda ha portato alcuni utenti a rivolgere critiche direttamente ai produttori dei videogiochi, anche se attribuire alle aziende una responsabilità diretta nell'iniziativa sarebbe, allo stato attuale, una conclusione affrettata, considerando che già in passato la Casa Bianca ha usato dei marchi registrati senza alcuna autorizzazione.

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