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Tetris si dissocia dal videogioco razzista promosso dalla Casa Bianca

La recente selezione di videogiochi retro da parte della Casa Bianca ha spinto The Tetris Company a prendere pubblicamente le distanze da Build the Wall, un titolo che riprende chiaramente l'impostazione del celebre puzzle game.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   05/09/2026
La copertina del primo Tetris

The Tetris Company ha preso pubblicamente le distanze dalla recente selezione di videogiochi di ispirazione retro presentata dalla Casa Bianca, dopo che tra i titoli è comparso Build the Wall, un gioco che richiama direttamente le meccaniche e l'estetica di Tetris per proporre un obiettivo ben diverso: costruire una barriera destinata a impedire l'attraversamento illegale del confine tra Stati Uniti e Messico. Uno dei cavalli di battaglia del trumpismo.

In un messaggio rivolto alla propria comunità, l'azienda ha sottolineato di non essere stata coinvolta nella creazione del gioco e ha scelto di ribadire anche la propria posizione sul significato del marchio. "In Tetris crediamo nel potere della connessione e nel mettere insieme le persone, non nel dividerle", ha dichiarato The Tetris Company.

"Ai nostri fan, ovunque si trovino: vi amiamo, vi vediamo e siamo grati di avervi nella nostra comunità".

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La società ha poi aggiunto, con una formulazione più esplicita sul piano legale: "P.S. The Tetris Company non è stata coinvolta nella creazione di "Build the Wall". P.P.S. Prendiamo molto sul serio la violazione del copyright".

Il creatore di Tetris e quello del Cubo di Rubik si incontrano in un video tra autori di puzzle Il creatore di Tetris e quello del Cubo di Rubik si incontrano in un video tra autori di puzzle

La presa di posizione non lascia quindi intendere alcun coinvolgimento ufficiale di Tetris nel progetto e richiama, oltre alla distanza rispetto al messaggio veicolato dal gioco, anche la questione dell'utilizzo della proprietà intellettuale. Non crediamo che la destra MAGA smetterà di usare materiale protetto da copyright per la sua propaganda, ma almeno è un segnale che contrasta il senso di impunità che emerge da queste azioni.

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