L'effetto domino generato dalla crisi delle memorie non risparmia chi i telefoni li muove da dentro. E così, nel primo semestre del 2026, le spedizioni di processori per smartphone hanno registrato una contrazione del 15% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Stando alle stime preliminari diffuse da Counterpoint Research, l'impennata stellare dei costi di DRAM e NAND, schizzati di oltre il 300% su base annua nel secondo trimestre, ha spinto le aziende di telefonia a gestire le scorte con estrema prudenza e a rallentare i ritmi di produzione, complici cicli di sostituzione dei dispositivi mai così lunghi.
La crisi delle memorie cambia gli equilibri tra i produttori di SoC
Il calo non ha colpito tutti allo stesso modo. Qualcomm e MediaTek hanno perso oltre il 25% dei volumi, mentre Apple, Samsung, Google e UNISOC sono riuscite a crescere grazie a dinamiche differenti e a una maggiore esposizione verso specifiche fasce di mercato. Apple, in particolare, ha guadagnato quattro punti percentuali di quota grazie alle vendite della famiglia iPhone 17.
Qualcomm ha invece risentito della crescita limitata nel segmento premium: Galaxy S26 utilizza sia Snapdragon 8 Elite Gen 5 sia Exynos 2600, a differenza della generazione precedente interamente basata su chip Qualcomm. Anche la domanda più debole per Xiaomi 17 ha inciso sui risultati.
MediaTek ha subito soprattutto la flessione dei modelli economici e dei chipset 5G entry-level, particolarmente sensibili all'aumento dei costi di produzione. La serie Dimensity 9500 continua però a ottenere buoni risultati grazie all'adozione da parte di vivo, OPPO, Pocophone e Redmi. La necessità di ridurre la distinta base ha favorito UNISOC. Numerosi smartphone di fascia bassa stanno tornando a piattaforme 4G meno costose, mentre gli accordi con Pocophone e Redmi stanno sostenendo anche la crescita delle soluzioni 5G del produttore cinese.
Nel secondo trimestre del 2026, i prezzi delle memorie per smartphone sono aumentati di oltre il 300% su base annua. In ogni fascia di prezzo, il costo di DRAM e NAND ha ormai superato quello del SoC, spingendo i marchi a stipulare contratti di fornitura a lungo termine e a concentrare gli aumenti di listino sulle capacità di memoria anziché su reali miglioramenti hardware.
La pressione sui costi non ha però fermato i chip destinati agli smartphone con funzioni di IA generativa, le cui spedizioni sono cresciute del 24% nella prima metà dell'anno. La domanda resta sostenuta soprattutto nei segmenti medio-alto, premium e flagship. Counterpoint prevede quindi, per l'intero 2026, un calo del 14% nelle spedizioni di SoC, con la fascia entry-level in diminuzione di oltre il 30%. Poiché la disponibilità di memoria non dovrebbe normalizzarsi prima della seconda metà del 2027, anche il prossimo anno potrebbe rimanere complicato per produttori e consumatori.