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Comprare uno smartphone costerà sempre di più: la RAM vale più del processore

Secondo Counterpoint, nel secondo trimestre 2026 i prezzi delle memorie per smartphone sono saliti di oltre l'80%, spingendo verso l'alto i costi di produzione degli smartphone di ogni fascia.

NOTIZIA di Raffaele Staccini   —   29/07/2026
Samsung Galaxy Z Fold8

La crisi delle memorie sta mettendo a ferro e fuoco i bilanci dei produttori di smartphone, e di conseguenza anche quelli dei consumatori. Secondo il nuovo rapporto BoM & Teardown di Counterpoint Research, nel secondo trimestre del 2026 i prezzi di DRAM e NAND sono schizzati verso l'alto di oltre l'80% rispetto ai primi tre mesi dell'anno.

Un'impennata che si sta scaricando in modo diretto sulla distinta base dei dispositivi (ovvero il costo puro delle singole componenti), costringendo le aziende a rivedere sia le schede tecniche sia i listini finali.

DRAM e NAND pesano sempre di più sul costo degli smartphone

La fascia bassa è quella maggiormente colpita in termini percentuali. Nel secondo trimestre del 2026, il costo dei componenti per configurazioni simili è cresciuto del 70% su base annua, quasi interamente a causa delle memorie. Per ridurre il rischio di vendere alcuni modelli in perdita, diversi produttori hanno tagliato gli ordini e ristretto l'offerta di dispositivi economici.

La quota di DRAM e NAND nel Bill of Materials (BoM) dei dispositivi è destinata a salire ancora: dal 13% del Q1 2025 al 43% entro il Q3 2026.
La quota di DRAM e NAND nel Bill of Materials (BoM) dei dispositivi è destinata a salire ancora: dal 13% del Q1 2025 al 43% entro il Q3 2026.

Nel segmento medio, l'aumento della distinta base ha raggiunto il 52%. La memoria rappresenta ormai circa il 40% del costo complessivo, obbligando i marchi a ridimensionare altri elementi. Counterpoint segnala infatti configurazioni meno ambiziose sul fronte dei processori e delle fotocamere.

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Anche la fascia premium non è rimasta immune. I costi sono saliti di quasi il 50% e la DRAM ha superato il SoC, diventando il singolo componente più costoso di uno smartphone di punta. Gli aumenti dei prezzi di partenza, già evidenti sui prodotti economici e di fascia media, stanno quindi raggiungendo anche i modelli più costosi.

L'impatto cresce ulteriormente sulle varianti con molto spazio di archiviazione. Counterpoint stima che iPhone 18 Pro Max da 1 TB possa costare quasi 300 dollari (circa 255 euro) in più da produrre rispetto all'equivalente iPhone 17 Pro Max. Per contenere i rincari, i produttori potrebbero differenziare maggiormente i prezzi tra i vari tagli di memoria oppure adottare NAND meno costose sulle versioni ad alta capacità.

Il passaggio ai SoC a 2 nm aggiungerà un'altra voce di spesa ai flagship di prossima generazione. Anche con listini più alti, Counterpoint prevede comunque margini lordi leggermente inferiori rispetto ai modelli equivalenti del 2025. Il rischio concreto è che la crisi delle memorie rallenti l'adozione di display e sistemi fotografici più avanzati, spostando una parte crescente del budget verso componenti meno visibili ma ormai indispensabili.

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