Secondo Emmanuel Rosier, ex senior manager di EA, BioWare e i suoi progetti, incluso Mass Effect 5, potrebbero non sopravvivere al recente buyout di Electronic Arts.
Rosier, oggi direttore della divisione market intelligence di Newzoo, ritiene che l'acquisizione da 55 miliardi di dollari che ha portato EA a diventare una società privata (con investimenti provenienti dal Saudi Public Investment Fund, da Silver Lake e da Affinity Partners) possa avere conseguenze pesanti sui progetti meno redditizi del portfolio. I nuovi proprietari, spiega, cercheranno inevitabilmente un ritorno rapido sull'investimento, concentrandosi sui franchise più remunerativi come EA Sports FC, Madden e Battlefield.
I giochi Bioware richiedono tanti anni e costano tanto
In questo scenario, BioWare rappresenta un'incognita. "Le IP di BioWare sono nel mezzo", ha dichiarato Rosier a PC Gamer. "Lo studio ha faticato negli ultimi anni, il brand ha faticato, e non so se continueranno a finanziarli. È il più grande punto di domanda per me".
Il riferimento è ai risultati altalenanti degli ultimi progetti: dopo il successo di Dragon Age: Inquisition nel 2014, lo studio ha inseguito il modello live-service con Anthem nel 2019, rivelatosi un flop, e ha impiegato quasi un decennio per completare Dragon Age: The Veilguard, accolto in modo tiepido. Anche Mass Effect ha vissuto una fase complicata, con Andromeda (2017) considerato un passo falso e la Legendary Edition del 2021 che, pur apprezzata, non è riuscita a rilanciare pienamente il brand.
Rosier non nasconde il suo scetticismo: "Crederò all'esistenza del nuovo Mass Effect quando lo vedrò. Ho lavorato per molti anni con BioWare: a volte lo sviluppo può trascinarsi per anni prima che qualcosa prenda forma".
"In questo momento può succedere davvero qualsiasi cosa. Possono decidere di staccare la spina molto facilmente. E se i nuovi investitori non hanno un particolare attaccamento alla storia del portfolio, è probabile che scelgano semplicemente l'opzione più sensata dal punto di vista finanziario".