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L'autore di Chainsaw Man dice la sua sul controverso finale del manga

Dopo le polemiche sul finale "affrettato" del manga di Chainsaw Man, l'autore Tatsuki Fujimoto ha voluto dire la sua sulla conclusione della storia, difendendo e spiegando quanto fatto.

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   03/10/2026
Un'immagine di Chainsaw Man

Uno degli eventi più sconvolgenti nel mondo dei manga è stato probabilmente il finale di Chainsaw Man, arrivato praticamente all'improvviso con il Capitolo 232 lo scorso marzo e chiudendo in maniera repentina uno dei fumetti di maggior successo e influenza di questo periodo.

Come spesso succede in questi casi, il finale ha fatto molto discutere e il suo sopraggiungere così improvviso ha scatenato le teorie sulla possibile apertura nascosta verso una Parte 3, spingendo infine l'autore Tatsuki Fujimoto a rispondere in maniera ufficiale attraverso un'intervista pubblicata sul canale YouTube "Nothing New".

Nell'intervista, Tatsuki Fujimoto compare insieme Kōhei Kadowaki, regista del film We Are Aliens, e per l'occasione si lascia andare a qualche considerazione, di fatto discutendo anche della situazione che deriva dalla lavorazione dei manga serializzati attraverso riviste importanti come Jump.

Il caos che deriva dalla serializzazione

Quello che emerge dall'intervista sembra proprio indicare i problemi relativi alla serializzazione e la necessità di seguire un ritmo serrato per rientrare nelle scadenze come motivazioni che hanno spinto Fujimoto ha chiudere la serie in maniera così improvvisa, sebbene l'autore non lo riferisca direttamente, sostenendo curiosamente di "credere nei personaggi" e nelle loro reazioni.

Denji e Asa/Yoru
Denji e Asa/Yoru

A dire il vero, Fujimoto sembra avere un atteggiamento ambiguo sulla questione, sostenendo di "godersi il fatto di perdere il controllo", in maniera piuttosto affine alle caratteristiche caotiche di Chainsaw Man, ma una valutazione più razionale sulla questione trapela quando sostiene di preferire le opere autoconclusive, riferendo che "con i one-shot c'è spazio per riflettere in maniera profonda e conversare meglio con la storia".

Questo evidentemente non è successo con Chainsaw Man: "A volte le cose sfuggono al tuo controllo, giusto? A me piace quando le cose sfuggono al controllo, quindi mi lascio semplicemente trasportare, ma se non ti piace, non si può sopravvivere alla serializzazione. Quindi, devi semplicemente fidarti dei personaggi", ha spiegato, in maniera un po' criptica.

"Durante la realizzazione di un fumetto a puntate non c'è tempo per scrivere la trama, quindi passo direttamente allo storyboard", ha spiegato Fujimoto. "Dato che sono alle prese con le scadenze, non ho altra scelta che fidarmi dei personaggi".

Si tratta di fidarsi dei personaggi e delle loro azioni

Questa fiducia nei personaggi e nel flusso della storia ha portato a un finale che effettivamente può risultare coerente con lo sviluppo di Denji e Asa e del loro particolare rapporto, ma viene accusato da molti di non chiudere molti interrogativi e linee narrative rimaste aperte.

Chainsaw Man - Il film: La storia di Reze ha una data di uscita in streaming Chainsaw Man - Il film: La storia di Reze ha una data di uscita in streaming

Nonostante questo, Fujimoto sembra non avere rimpianti e appare alquanto sicuro della scelta effettuata, rendendo peraltro quasi impossibile l'idea di una eventuale Parte 3 del manga: "Non si è risolto nulla, non era tutto piuttosto insignificante?" Aveva riferito il magaka, con un parallelo tra Chainsaw Man e Il Grande Lebowski che in effetti ha riflessi nell'intera storia. "Eppure, il protagonista ha vissuto un'evoluzione e la storia è andata avanti; c'era quell'assurdità sublime che mi è piaciuta tantissimo".

Sul finale di Chainsaw Man c'è semplicemente da "fidarsi dei personaggi", insomma, accettando una conclusione che può apparire poco sensata ma deriva da un modo di agire dei suoi protagonisti coerente con le loro personalità.

Su questo Fujimoto sembra non voler scendere a compromessi, anche sfidando la community e il generale sconcerto per la conclusione di uno dei manga più influenti di questi anni: "Probabilmente mi preoccupo poco di ciò che pensano gli altri", ha ammesso, "O forse sono semplicemente insensibile. Ho una forte tendenza a pensare Basta che lo trovi interessante, questo mi è sufficiente".

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