In una recente intervista concessa al quotidiano giapponese Asahi Shimbun, il presidente e produttore dello Studio Ghibli, Toshio Suzuki, ha affrontato il tema dell'intelligenza artificiale generativa e delle illustrazioni in "stile Ghibli" che ricorderete essere spuntate in ogni dove in rete per un certo periodo.
Suzuki ha spiegato che, pur avendo ricevuto numerose richieste di interviste durante il picco di visibilità di queste immagini, ha scelto deliberatamente di declinarle. La sua decisione si basava sulla convinzione che si trattasse di una tendenza passeggera della quale il pubblico si sarebbe stancato in fretta. La flessione dell'interesse verso questo tipo di contenuti ha successivamente confermato la sua previsione, senza che lo studio dovesse intervenire con dichiarazioni ufficiali in merito.
Moda passeggera
Valutando la qualità di questi lavori, il produttore ha ridimensionato la portata del fenomeno. "Sebbene l'IA possa facilmente produrre un certo tipo di animazione, chiunque abbia anche solo un minimo di competenza può smascherarne la falsità", ha dichiarato Suzuki. "Non ha un vero e proprio significato, e non è nemmeno interessante".
Il funzionamento dell'intelligenza artificiale generativa, che aggrega le informazioni disponibili online per restituire quella che definisce una "soluzione ottimale", è stato inoltre contrapposto al metodo di lavoro del co-fondatore dello studio. Suzuki ha sottolineato come Hayao Miyazaki abbia adottato un approccio diametralmente opposto: a partire dalla lavorazione del film Il ragazzo e l'airone (2023), il regista si è isolato dalle influenze del mondo esterno per concentrarsi esclusivamente sulla creazione pura. Secondo il produttore, Miyazaki non è nemmeno a conoscenza di cosa sia l'intelligenza artificiale generativa.
Rispondendo a una domanda su quale sarà il ruolo dello Studio Ghibli nell'era dominata dalle nuove tecnologie, Suzuki ha risposto con ironia, citando la definizione fornita dalla stessa intelligenza artificiale quando interrogata sull'argomento: "Lo Studio Ghibli si evolverà in un'entità culturale che dimostrerà cosa significa per gli esseri umani creare arte". A margine dell'intervista, il produttore ha ribadito la propria posizione, affermando con fermezza che l'espressione artistica di Hayao Miyazaki rimane una componente umana non replicabile dall'IA o dalla computer grafica.