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L'autore de L'Attacco dei Giganti continua ad avere rimpianti per il finale

La serie de L'Attacco dei Giganti è finita da tempo, ma l'autore continua a manifestare rimpianti per il finale, che oggi avrebbe scritto in modo diverso.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   30/04/2026
Eren Gigante Fondatore

Nato come one-shot nel 2006 e serializzato con enorme successo a partire dal 2009, L'Attacco dei Giganti è diventato nel tempo un autentico fenomeno culturale, tanto da vantare oltre 140 milioni di copie vendute in tutto il mondo e un museo dedicato a Hita, la città natale del suo creatore. Proprio all'interno di questo spazio espositivo, attraverso alcuni pannelli posti a corredo dell'esposizione di alcuni bozzetti originali, Hajime Isayama ha riflettuto criticamente e con grande severità sul suo lavoro, concentrandosi in particolar modo sul finale del manga e sull'arco narrativo del protagonista, Eren Yeager.

Ora fate attenzione, perché discuteremo apertamente del finale de L'Attacco dei Giganti. Se non volete avere anticipazioni, non leggete oltre.

Troppa simpatia per Eren

Isayama ha confermato che la trasformazione di Eren da difensore della sua gente ad antagonista era stata pianificata sin dal principio. "Raramente in altre opere di finzione si è visto un protagonista che ha commesso omicidi di massa su una scala ampia come quella di Eren," si legge in una delle targhe del museo. "Per quanto riguarda il motivo per cui ho concepito una storia del genere fin dall'inizio, in parte è stato il mio desiderio di creare una narrazione con un forte colpo di scena, in cui la vittima diventa il carnefice".

Il Boato della terra distrugge il mondo
Il Boato della terra distrugge il mondo

Tuttavia, l'autore riconosce che la natura del personaggio è stata profondamente influenzata anche dalla sua giovane età al momento della prima stesura: "Ma un fattore importante è stata anche la mia stessa immaturità e stupidità dell'epoca, quando avevo poco più di vent'anni. Quell'aspetto è diventato il nucleo del personaggio di Eren, portandolo al punto in cui si confessa non come qualcuno costretto a compiere cattive azioni dalle circostanze, ma come qualcuno che covava il desiderio di fare del male".

Naoe diventa Mikasa nella collaborazione tra Assassin's Creed Shadows e L'Attacco dei giganti Naoe diventa Mikasa nella collaborazione tra Assassin's Creed Shadows e L'Attacco dei giganti

Il rammarico principale del mangaka riguarda proprio il modo in cui questa deriva morale è stata presentata ai lettori nelle fasi conclusive dell'opera. Consapevole del grande affetto del pubblico per il suo protagonista, Isayama ammette di non essere riuscito a mantenere il giusto distacco narrativo.

"Tuttavia, L'Attacco dei Giganti aveva smesso da tempo di essere solo mio, ed Eren era diventato un personaggio amato da molti lettori," prosegue l'autore. "Alla fine, senza impegnarmi fino in fondo nel ritrarlo come una figura detestabile, mi sono ritrovato a descriverlo con una certa vicinanza ed empatia. Di conseguenza, sento che rimane un senso di insincerità nella conclusione della storia, almeno secondo la mia personale valutazione".