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eFootball Kick-Off!, la recensione del ritorno di Konami su una console Nintendo

Dopo quattordici anni di assenza, il calcio Konami torna su una piattaforma Nintendo con un titolo a prezzo budget, tutto offline e senza microtransazioni. Un ritorno alle origini riuscito a metà.

RECENSIONE di Luca Forte   —   12/06/2026
Lamine Yamal festeggia un gol
eFootball Kick-Off!
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L'ultima volta che un gioco di calcio Konami era apparso su una console Nintendo si chiamava ancora Pro Evolution Soccer: era il 2012, l'anno di PES 2013 su Wii e 3DS. Quattordici anni dopo, la serie torna a casa (le origini, tra Konami Hyper Soccer su NES e International Superstar Soccer su Super Nintendo, sono proprio lì) con eFootball Kick-Off!, in esclusiva digitale su Nintendo Switch 2 al prezzo di 19,99 euro, per un peso complessivo di 26,1 GB.

La scelta più interessante è a monte: invece di portare sulla console ibrida di Nintendo l'eFootball free-to-play che conosciamo da cinque anni, Konami ha confezionato un prodotto a sé stante, a pagamento e privo di microtransazioni, ribaltando completamente la filosofia che ha abbracciato la serie principale e che l'ha portata ad abbandonare il marchio PES. Là dominano il servizio continuativo e le modalità in rete, qui si gioca tanto anche offline, da soli o sul divano con gli amici. Una scelta controcorrente che merita di essere analizzata con calma.

Un World Tour che profuma di Master League

Il cuore del pacchetto è World Tour, una modalità esclusiva di questo gioco che strizza l'occhio ai veterani della serie fin dalla rosa iniziale: si parte infatti con i nomi iconici della vecchia Master League, Castolo e Minanda in testa, dettaglio che da solo vale una scarica di nostalgia per chiunque abbia consumato i PES dell'epoca PlayStation 2.

Il funzionamento è semplice: la mappa del mondo è divisa in regioni, ognuna contenente un gruppo di cinque squadre di club da sfidare in un girone all'italiana. Dopo ogni vittoria si può prelevare un giocatore a scelta dalla formazione battuta, costruendo progressivamente una rosa sempre più competitiva. Le vittorie fruttano anche monete divise per ruolo (attaccanti, centrocampisti, difensori e portieri) da spendere nella Hall of Players, un negozio interno dove è possibile comprare campioni in attività coi quali rendere ancora più competitivo il proprio 11. Infine, vincendo i gironi regionali, si sbloccheranno persino leggende del calibro di Beckham, Bergkamp, Adriano e Cafu, per un'ulteriore operazione nostalgia.

La gestione della squadra è minimale, ma funziona
La gestione della squadra è minimale, ma funziona

A conti fatti non c'è la profondità gestionale della vera Master League, perché è vero che si può gestire nel dettaglio la formazione e il modulo della squadra, ma i giocatori non si allenano né crescono, si sostituiscono e basta. Il ciclo di gioco funziona e restituisce le sensazioni di una carriera per giocatore singolo che alla serie mancava da troppo tempo. Da segnalare che sia World Tour che International Cup sono affrontabili anche in cooperativa, con opzioni di assistenza regolabili per ogni singolo giocatore, oltre che questa squadra può anche essere usata per sfidare gli altri giocatori online.

International Cup, partite rapide e minigiochi

Il tempismo dell'uscita non è casuale: la seconda modalità a singolo giocatore, International Cup, permette di affrontare un torneo per nazionali i cui gironi predefiniti ricalcano esattamente quelli del Mondiale 2026, con la possibilità di rimescolarli a piacere.

I giocatori su licenza non mancheranno
I giocatori su licenza non mancheranno

Accanto al torneo trovano spazio le partite rapide, giocabili nel formato classico a undici oppure in un più immediato sei contro sei, pensato per chi cerca ritmi alti e tante reti, e due minigiochi: Wall Ball, un tre contro tre su un campo circondato da pareti dove vince chi segna cinque gol, e Obstacle Race, una gara a base di dribbling. Sono però la parte più debole del pacchetto, due passatempi esteticamente poco curati che esauriscono il loro fascino nel giro di una manciata di partite, anche perché mettono in risalto i punti deboli del gioco, tra un fisica approssimativa e movimenti pilotati.

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Il multiplayer locale è decisamente una della cose migliori di eFootball Kick-Off!, dato che supporta da uno a quattro giocatori sulla stessa console, anche tramite GameShare.

Licenze: l'Italia c'è, ma solo a metà

Sul fronte delle licenze, Kick-Off! eredita il database del fratello maggiore free-to-play, e con esso una situazione ben lontana dall'abbondanza di EA Sports FC. I campionati interamente licenziati sono pochi e mirati: Ligue 1 e Ligue 2 francesi, Liga Portugal, Süper Lig turca, Eredivisie olandese, Scottish Premiership e le due divisioni della J-League giapponese, a cui si aggiungono club partner di peso come Barcellona, Arsenal, Manchester United e Borussia Dortmund. Vasta, invece, la selezione di calciatori reali, tutti ben riprodotti e riconoscibili.

Per il pubblico italiano la notizia buona è che Milan e Inter sono presenti con nomi, maglie e stemmi ufficiali in virtù delle partnership esclusive con Konami, che le rendono anzi un'argomentazione di vendita: nel gioco di EA le due milanesi compaiono solo con nomi di fantasia. Complete di licenza anche Atalanta e Lazio. Il resto della Serie A, però, è il solito teatrino di nomi storpiati e divise inventate: il campionato compare come generico "Italian League" e mancano all'appello Juventus, Roma e Napoli, le cui licenze sono passate negli anni alla concorrenza.

Capitolo nazionali: come da tradizione eFootball, le selezioni internazionali schierano giocatori con nomi e volti reali, Italia compresa, il che rende International Cup l'unica modalità dove l'esperienza azzurra è davvero completa.

Sul campo: solido ma conservativo

Una volta in partita, eFootball Kick-Off! se la cava discretamente, ricalcando l'impostazione dell'eFootball attuale: ritmi ragionati, costruzione paziente, soddisfazione nel trovare il varco giusto con un passaggio filtrante. È però un gameplay molto conservativo, che non prova a evolvere in nessuna direzione la formula vista altrove. Nel bene o nel male, talvolta sembra di giocare il vecchio PES. Anche tecnicamente il lavoro non è avanzatissimo: le animazioni sono in larga parte precalcolate e gli impatti tra giocatori non risultano sempre convincenti, con contrasti che a volte sembrano risolversi per conto loro. In compenso la fluidità è il vero punto di forza: si viaggia a 60 fotogrammi al secondo con sporadiche incertezze, un vantaggio non da poco considerando che EA Sports FC su Switch 2 si ferma a 30.

L'interfaccia prova a proporre qualcosa di nuovo, ma stanca presto
L'interfaccia prova a proporre qualcosa di nuovo, ma stanca presto

Tra le novità specifiche di questa versione ci sono i fumetti di dialogo in campo, con i compagni che chiamano il passaggio o danno indicazioni: inizialmente stranianti, si rivelano persino utili alle difficoltà più alte, ma dopo un po' potrebbero anche stancare: per fortuna sono disattivabili. Pesa invece l'assenza totale di un tutorial, mancanza grave per un titolo che dichiara di voler accogliere i neofiti e che affida l'apprendimento ai soli aiuti automatici, dai controlli facilitati al rallentamento al momento del tiro. Capitolo telecronaca: niente commento in italiano, e quello inglese di Peter Drury e Jim Beglin è tra i meno riusciti degli ultimi anni, con il secondo che legge visibilmente un copione lasciando pause innaturali a metà frase. Meglio silenziarlo.

Online ridotto e le solite arretratezze

La componente in rete è dichiaratamente accessoria: ci sono solo partita rapida, classificata e amichevole tra amici, senza alcun crossplay con le altre piattaforme, il che restringe parecchio il bacino di potenziali avversari. A peggiorare la situazione ci pensano le solite arretratezze dell'infrastruttura Konami, tra menù macchinosi e un'organizzazione del matchmaking discutibile: i tempi di attesa sono lunghissimi e alcune scelte vanno effettuate dopo l'accoppiamento con l'avversario anziché prima, allungando ulteriormente le pause tra una partita e l'altra. Chi compra eFootball Kick-Off! deve farlo sapendo che il piatto forte è e resta l'offline.

Conclusioni

Digital Delivery Nintendo eShop
Multiplayer.it
7.0
Lettori (3)
8.5
Il tuo voto

eFootball Kick-Off! è un esperimento curioso e, nel complesso, riuscito più di quanto il suo prezzo budget lascerebbe immaginare. Konami ha capito che su Switch 2 serviva un gioco di calcio diverso: niente servizio continuativo, niente acquisti interni, tanta sostanza offline e una modalità World Tour che, pur senza la profondità della vecchia Master League, ne recupera lo spirito e i nomi storici. Il rovescio della medaglia è un pacchetto che mostra il fianco in più punti: gameplay che non rischia nulla, realizzazione tecnica con qualche ruvidità, tutorial inesistente, minigiochi dimenticabili, telecronaca senza italiano e un online penalizzato da attese esasperanti. Resta un titolo divertente, fluido e onesto, che a 19,99 euro rappresenta l'alternativa più sensata per chi cerca calcio portatile a 60 fotogrammi o partite in compagnia sulla stessa console.

PRO

  • Fluido e reattivo, 60 fotogrammi al secondo stabili
  • World Tour evoca la Master League, tra Castolo e leggende da sbloccare
  • Niente microtransazioni, prezzo onesto
  • Co-op nelle modalità principali e buone opzioni di assistenza

CONTRO

  • Gameplay conservativo e tecnicamente non al passo
  • Tutorial assente, telecronaca senza italiano
  • Online ridotto, senza crossplay e con attese lunghissime
  • Minigiochi poco curati
Abbiamo recensito il gioco grazie ad un codice download fornito da Konami.
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