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Avatar Legends: The Fighting Game, la recensione di un gioco fedele alla serie ma con pochi contenuti

Il nuovo picchiaduro 2D di Gameplay Group International porta Aang, Korra e gli altri protagonisti della saga Nickelodeon in un sistema di combattimento incentrato sulla meccanica Flow: ecco come se la cava.

RECENSIONE di Silvio Mazzitelli   —   22/07/2026
Tutti i combattenti principali di Avatar Legends
Avatar Legends: The Fighting Game
Avatar Legends: The Fighting Game
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Sembra che quest'anno i picchiaduro basati su grandi licenze vadano particolarmente di moda. Qualche mese fa è infatti uscito Invincible VS, mentre tra pochi giorni arriverà anche Marvel Tokon: Fighting Souls, sviluppato da Arc System Works. Proprio in questi giorni, però, debutta un altro interessante esponente del genere: Avatar Legends: The Fighting Game. Il titolo è tratto dalla celebre serie animata di Nickelodeon, tornata recentemente sotto i riflettori grazie all'adattamento live action di Netflix, che quest'anno ha raggiunto la sua seconda stagione.

Il mondo di Avatar, con il suo mix di arti marziali e dominio degli elementi, rappresenta un materiale perfetto da trasformare in un picchiaduro. A raccogliere la sfida è stato lo studio americano Gameplay Group International, formato da veterani del settore che in passato hanno già dato vita a due fighting game indipendenti piuttosto apprezzati. Il primo è Them's Fightin' Herds, un picchiaduro dal tratto fortemente cartoonesco nato inizialmente come progetto basato su My Little Pony, prima che Hasbro ne interrompesse lo sviluppo per questioni legate ai diritti. Più recente è invece Diesel Legacy: The Brazen Age, uscito da più di un anno, un interessante esperimento basato su combattimenti 2 contro 2 che si distingueva soprattutto per la sua direzione artistica.

Ora il team, in collaborazione con i publisher PM Studios e Skydance Games, per il suo gioco di debutto ha deciso di misurarsi con una proprietà intellettuale prestigiosa come Avatar, cercando di fare le cose in grande e coinvolgendo anche alcuni degli autori originali della serie. Realizzare un nuovo picchiaduro, però, non è affatto semplice. Il genere è dominato da nomi storici e la forte concorrenza rende sempre più difficile conquistare nuovi giocatori, anche quando si può contare su una licenza così importante. Proprio per questo il nome di Avatar potrebbe non bastare a garantire il successo del progetto. C'è però una prima nota positiva da sottolineare: il prezzo contenuto, decisamente coerente con la natura e l'entità dell'esperienza proposta.

L’universo espanso di Avatar

Avatar: The Last Airbender ha debuttato ormai più di vent'anni fa, quando negli Stati Uniti andò in onda la sua prima stagione. La serie animata fu un successo clamoroso e portò prima alla realizzazione del film diretto da M. Night Shyamalan nel 2010 - rivelatosi un clamoroso flop - e poi, nel 2012, al sequel animato The Legend of Korra, con una nuova protagonista e un nuovo cast di personaggi. Da allora l'universo di Avatar ha continuato a espandersi attraverso fumetti e romanzi, raccontando anche le vicende degli Avatar del passato.

Avatar Legends: The Fighting Game non si limita quindi a riprendere i protagonisti della serie originale, ma attinge all'intero universo narrativo creato in tutti questi anni. Il roster iniziale comprende dodici combattenti provenienti da Avatar: The Last Airbender, The Legend of Korra e perfino dalle opere collaterali, tanto che tra i personaggi giocabili troviamo anche l'Avatar Kyoshi.

Dodici combattenti, però, sono oggettivamente pochi per un picchiaduro moderno, soprattutto considerando che due di essi sono varianti di Aang e Korra. È vero che presentano mosse e stili di combattimento differenti rispetto alle versioni base, ma restano comunque gli stessi personaggi. Questo perché, come ormai accade nella maggior parte dei fighting game moderni, è già previsto un Pass Anno 1 che introdurrà cinque nuovi lottatori, con l'ultimo che verrà scelto direttamente dalla community tramite votazione.

Anche le modalità non sono particolarmente numerose. La più interessante è senza dubbio lo Story Mode, realizzato con la collaborazione di Michael Dante DiMartino, co-creatore della serie originale, e di Tim Hedrick, storico sceneggiatore del franchise.

Lo stile grafico del picchiaduro ricalca perfettamente quello della serie animata
Lo stile grafico del picchiaduro ricalca perfettamente quello della serie animata

La storia viene raccontata utilizzando gli stessi modelli in due dimensioni dei personaggi giocabili, alternando dialoghi e combattimenti nei quali si avrà modo di utilizzare praticamente tutto il roster. Non bisogna aspettarsi una narrazione particolarmente profonda: si tratta principalmente di un pretesto per mettere uno contro l'altro i vari protagonisti dell'universo di Avatar. Nonostante questo, gli autori hanno inserito un paio di trovate davvero brillanti che faranno sorridere i fan storici, soprattutto quelli che ricordano l'eterna sfortuna del venditore di cavoli. La modalità, inoltre, si conclude in circa tre ore.

Meno convincente è invece il sistema di progressione inserito nello Story Mode. Al termine di ogni combattimento i personaggi guadagnano esperienza, ma salire di livello serve unicamente ad aumentare la capacità della barra dedicata alle mosse speciali, una funzione che nelle altre modalità è già disponibile fin dall'inizio. Anche la valuta ottenuta per sbloccare i personaggi di supporto (di cui parleremo più avanti) aggiunge ben poco all'esperienza. In sostanza, l'intero sistema di progressione sembra superfluo e la sua assenza non avrebbe cambiato praticamente nulla.

Lo Story Mode racconta una storia inedita creata con la collaborazione degli autori originali
Lo Story Mode racconta una storia inedita creata con la collaborazione degli autori originali

Le modalità rimanenti sono decisamente più classiche. L'Arcade propone la tradizionale sequenza di incontri culminante con un finale dedicato al personaggio scelto. Sono presenti poi il Versus, per affrontare la CPU o un amico in locale, e l'Online, che permette di disputare incontri classificati o casuali. La beta chiusa di qualche settimana ha mostrato un rollback netcode piuttosto solido, per cui sarà interessante verificare se le buone impressioni verranno confermate anche quando i server saranno popolati da giocatori provenienti da tutto il mondo. Per il resto ci troviamo davanti a un comparto online piuttosto tradizionale, con lobby private, matchmaking e la possibilità di allenarsi mentre si attende un avversario.

Molto convincente, invece, la modalità Allenamento. Oltre alle classiche opzioni avanzate, tra cui l'analisi dei frame di ogni mossa, troviamo le immancabili Combo Trials e una modalità dedicata all'apprendimento delle caratteristiche di ciascun combattente attraverso esempi pratici. La vera sorpresa è però rappresentata dalla funzione Breakdown, una soluzione che raramente si è vista in altri picchiaduro. Attivandola, infatti, il gioco mette in pausa automaticamente la combo dopo ogni singolo input, permettendo di proseguire solo quando viene premuto il tasto corretto. Al termine si riceve anche una valutazione sulla precisione del proprio tempismo.

Oltre ai personaggi della prima serie animata sono stati inseriti anche quelli appartenenti a The Legend of Korra e persino di libri e fumetti
Oltre ai personaggi della prima serie animata sono stati inseriti anche quelli appartenenti a The Legend of Korra e persino di libri e fumetti

Si tratta di un'idea estremamente intelligente, perché consente di assimilare molto meglio il ritmo di ogni combinazione rispetto al semplice osservare la CPU mentre la esegue. Sarebbe davvero interessante vedere una funzione simile adottata anche da altri esponenti del genere.

Ottimo anche il comparto artistico. I personaggi in 2D sono stati animati interamente a mano e riproducono con grande fedeltà lo stile della serie animata, mentre gli effetti legati ai vari elementi risultano spettacolari e valorizzano ogni tecnica speciale. Buono anche il lavoro svolto sugli stage, otto in totale, che ricreano alcune delle ambientazioni più iconiche dell'universo di Avatar e contribuiscono a trasmettere la sensazione di trovarsi davvero all'interno di un episodio della serie.

Nella modalità Storia potremo usare tutti i personaggi in base a come si evolveranno le vicende
Nella modalità Storia potremo usare tutti i personaggi in base a come si evolveranno le vicende

Restano ancora alcune piccole sbavature, come problemi alle animazioni durante alcune sequenze d'intermezzo dello Story Mode o menu non troppo funzionali e con testi problematici da leggere, ma nulla che non possa essere corretto facilmente da una patch futura.

Seguire il flusso

Finora abbiamo parlato soprattutto del contorno di Avatar Legends: The Fighting Game, ma il cuore dell'esperienza è naturalmente il sistema di combattimento. Il titolo si inserisce nel filone degli anime fighter, richiamando da vicino produzioni come Guilty Gear o Under Night In-Birth. L'influenza di Arc System Works è evidente anche nello schema dei comandi, basato su tre attacchi - leggero, medio e pesante - concatenabili tra loro in ordine crescente per dare vita alle combo principali. È presente anche un'autocombo eseguibile premendo ripetutamente l'attacco leggero, un po' troppo semplicistica, che però permette di modificare il colpo finale variando la direzione o inserendo una mossa speciale.

Il comando multifunzione Flow è il fulcro del combat system del gioco
Il comando multifunzione Flow è il fulcro del combat system del gioco

Il vero elemento distintivo del sistema di combattimento è però il quarto pulsante, chiamato Flow. Si tratta di un comando multifunzione che rappresenta il fulcro di tutto il gioco. Tenendolo premuto, il personaggio entra in una posizione difensiva molto simile al Drive Parry di Street Fighter 6, riuscendo a schivare automaticamente qualsiasi attacco, eccezion fatta per le prese, che infliggono persino danni maggiorati se subite in questo stato. Da questo punto di vista, l''ispirazione al titolo Capcom è piuttosto evidente.

Il Flow, però, offre molto di più di una semplice parata. Combinandolo con direzioni o altri tasti permette di eseguire spostamenti unici e tecniche caratteristiche per ogni combattente. Aang può sfruttare il suo aliante per prendere rapidamente quota, Katara cavalca un'onda d'acqua per riposizionarsi, Zuko utilizza il fuoco come propulsore per muoversi nell'aria e così via. Molti di questi movimenti possono inoltre essere concatenati direttamente con attacchi offensivi unici, rendendo gli scontri estremamente dinamici.

Gli scontri sono frenetici e molto spettacolari da vedere
Gli scontri sono frenetici e molto spettacolari da vedere

La stessa risorsa viene utilizzata anche per rompere la guardia avversaria, allontanarsi durante la difesa o addirittura interrompere una combo, consumando però gran parte della barra dedicata al Flow, composta normalmente da quattro segmenti. Esaurirla completamente significa entrare nello stato Unbalanced, durante il quale non è più possibile utilizzare nessuna delle tecniche Flow e si subiscono danni aumentati. Una meccanica semplice da comprendere, ma ricca di implicazioni strategiche.

Naturalmente non mancano le mosse speciali tradizionali. Quasi tutte vengono eseguite tramite quarti di giro avanti o indietro più uno dei pulsanti d'attacco e dispongono di una variante EX che consuma un segmento della barra Energia. Quest'ultima si ricarica attraverso specifiche azioni, alcune comuni a tutti i personaggi - come prese o difese Flow riuscite - altre esclusive del singolo combattente. La barra ha cinque punti in totale, che potranno diventare sette se si perde un round. Ogni lottatore dispone inoltre di due Super Mosse: una utilizzabile spendendo quattro punti Energia e una, molto più devastante, disponibile soltanto con sette punti. Quest'ultima, se colpisce un avversario nello stato Unbalanced, conclude immediatamente il round.

Il potere degli elementi

Uno degli aspetti meglio riusciti di Avatar Legends è senza dubbio la caratterizzazione del roster. Ogni combattente riproduce fedelmente lo stile visto nella serie animata, ma allo stesso tempo propone un'identità ludica ben distinta. Aang fa affidamento sulla velocità e sulla mobilità aerea, Korra punta tutto sulla pressione offensiva alternando i vari elementi, Zuko eccelle nel controllo dello spazio grazie ai suoi proiettili infuocati, mentre Kyoshi sacrifica rapidità per colpi devastanti che consumano anche parte della barra Flow. Nessuno dà la sensazione di essere una semplice variante di un altro.

Le mosse speciali di ciascun personaggio sono riprodotte in maniera fedele alla serie animata
Le mosse speciali di ciascun personaggio sono riprodotte in maniera fedele alla serie animata

A rendere ancora più interessante il sistema contribuiscono i tre personaggi di supporto selezionabili per ogni lottatore. Alcuni modificano soltanto piccoli aspetti del gameplay, come il consumo delle risorse o la potenza di determinate tecniche; altri, invece, cambiano radicalmente il modo di giocare con un personaggio. Azula, ad esempio, può assumere uno stile più controllato e tecnico oppure trasformarsi in una combattente estremamente aggressiva. È una soluzione intelligente che aumenta notevolmente la varietà senza gonfiare artificialmente il roster.

Al momento è presto per parlare di bilanciamento dei combattenti. Dalla nostra prova è chiaro che alcuni sono più efficaci di altri, Korra e Azula ad esempio sono delle macchine da guerra, ma come capita sempre in questi casi, bisognerà attendere che il gioco venga sviscerato dagli esperti del genere nelle prossime settimane. Per il momento ogni lottatore sembra avere chiari punti di forza e di debolezza, ma solo il temo saprà dire se ci troviamo di fronte a materiale per i circuiti competitivi o meno.

Ogni combattente avrà a sua disposizione tre personaggi di supporto tra cui scegliere, che potrebbero cambiare completamente il modo di utilizzarlo
Ogni combattente avrà a sua disposizione tre personaggi di supporto tra cui scegliere, che potrebbero cambiare completamente il modo di utilizzarlo

Tutte queste opzioni rendono il combat system di Avatar Legends: The Fighting Game una vera gioia sia da vedere che da giocare. L'alternarsi di schivate eseguite con il Flow, combo spettacolari e mosse speciali che valorizzano le splendide animazioni rende ogni scontro estremamente dinamico. I round scorrono a un ritmo molto elevato e, una volta compresi i vari sistemi e presa confidenza con il proprio personaggio preferito, si riescono a concatenare combinazioni di attacchi davvero appaganti, capaci di regalare una notevole soddisfazione ogni volta che vengono eseguite correttamente.

Nonostante questa spettacolarità, il titolo resta fortemente basato sul neutral game. Le tante opzioni di movimento permettono infatti di modificare continuamente il posizionamento nell'arena, cercando di indurre l'avversario all'errore per poi punirlo con una combo ben assestata. Per avere la meglio non basta quindi imparare le proprie mosse, ma è necessario padroneggiare tutti i sistemi di gioco, gestire correttamente le distanze e comprendere il modo in cui si muovono e combattono gli altri personaggi. È una filosofia tipica dei picchiaduro moderni e Avatar Legends la interpreta in maniera convincente.

Nel titolo è presente anche l'Avatar Kyoshi, giunto direttamente dai romanzi dedicati agli Avatar del passato
Nel titolo è presente anche l'Avatar Kyoshi, giunto direttamente dai romanzi dedicati agli Avatar del passato

Tutto questo, naturalmente, potrebbe rappresentare un ostacolo per chi si avvicina al genere per la prima volta. Pur proponendo un discreto tutorial e comandi tutto sommato accessibili - che non vanno oltre i classici quarti di giro, come il celebre Hadoken di Street Fighter - il gioco richiede comunque un certo investimento di tempo per essere padroneggiato. Le combo più avanzate prevedono tempismi piuttosto rigidi e, oltre a memorizzarle, bisogna imparare a sfruttare correttamente il sistema Flow, a leggere i movimenti dell'avversario e a capire quando entrare nella sua guardia senza esporsi inutilmente ai contrattacchi.

Avatar Legends è quindi uno di quei titoli che ripagano chi è disposto a dedicargli tempo, proprio come un vero maestro di arti marziali che affina la propria tecnica con l'allenamento. Chi invece cerca un'esperienza più immediata potrebbe trovare frustrante l'apprendimento, soprattutto nelle partite online contro giocatori esperti, che sicuramente impareranno a padroneggiare combo impensabili in breve tempo rendendo la vita molto difficile ai meno esperti. È il classico equilibrio che ogni sviluppatore di picchiaduro deve affrontare: Avatar Legends: The Fighting Game offre un sistema di combattimento solido e divertente, capace di soddisfare gli appassionati del genere e i fan della serie, ma non è detto che riesca a trattenere a lungo i giocatori più occasionali. Una volta completati lo Story Mode e l'Arcade, infatti, gran parte della longevità dipenderà dalla voglia di migliorarsi online.

Le battaglie sono molto divertenti, ma il sistema richiede una certa pratica prima di essere padroneggiato
Le battaglie sono molto divertenti, ma il sistema richiede una certa pratica prima di essere padroneggiato

A rendere il tutto ancora più appetibile contribuisce comunque il prezzo budget di lancio, decisamente competitivo per un picchiaduro di questa qualità e sufficiente a renderlo una proposta interessante anche per chi vuole semplicemente divertirsi con gli amici impersonando i protagonisti dell'universo di Avatar.

Conclusioni

Versione testata PlayStation 5
Digital Delivery Steam, PlayStation Store, Microsoft Store, Nintendo eShop
Multiplayer.it
7.5
Lettori
ND
Il tuo voto

Avatar Legends: The Fighting Game è un picchiaduro su licenza che si dimostra davvero solido e spettacolare nel suo ottimo combat system, che riesce a riprodurre ottimamente i personaggi e le ambientazioni della serie grazie anche a un comparto artistico davvero buono. La pecca più grossa è dovuta alla scarsità di contenuti: in questa versione base del titolo ci sono soltanto 12 combattenti, inoltre le modalità sono davvero poche, con uno Story Mode valido, ma piuttosto corto e dedicato soprattutto ai fan della serie animata, e un online piuttosto basilare che deve ancora dimostrare tutto, specialmente il riuscire a mantenere una community attiva. Anche il sistema di combattimento, pur essendo uno dei principali punti di forza, richiede un certo impegno per essere padroneggiato e potrebbe risultare poco immediato per chi cerca un'esperienza più accessibile. Come esordio per un picchiaduro dedicato ad Avatar ci troviamo comunque di fronte a un gioco valido e che potrebbe migliorare, tra patch e l'aggiunta di nuovi personaggi. Soprattutto, il prezzo a cui è venduto è senza dubbio competitivo all'interno del genere.

PRO

  • Sistema di combattimento frenetico e divertente
  • Artisticamente molto fedele alla serie animata originale
  • L'opzione Breakdown nel tutorial delle combo è un'idea brillante

CONTRO

  • Le modalità sono troppo poche e non molto originali
  • 12 combattenti al lancio sono pochi
  • Le complessità del sistema di combattimento potrebbero spaventare i neofiti
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