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The 7th Guest Remake, la recensione di un classico dell'era CD-ROM con enigmi ripensati da capo

Abbiamo esplorato di nuovo la villa di Henry Stauf tra vecchi fantasmi, nuovi attori in volumetric video e un level design di enigmi finalmente comprensibile.

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   22/07/2026
La casa di The 7th Guest Remake

Parlare di The 7th Guest di Trilobyte significa inevitabilmente ritornare con la memoria all'epoca dell'arrivo del formato CD-ROM, che permise l'affermazione definitiva della multimedialità nei videogiochi. La capienza dei nuovi supporti dati era molto più ampia di quella dei precedenti (floppy, cartucce, cassette e altri) e c'era bisogno in qualche modo di riempirli per far percepire anche al pubblico il salto tecnologico appena avvenuto. Era ancora la prima metà degli anni '90 e titoli come Myst, Phantasmagoria e, appunto, il gioco horror progettato da Graeme J. Devine e Rob Landeros, la cui prima edizione risale al 1993, iniziarono a integrare in pianta stabile nel gameplay, filmati in Full Motion Video, ambientazioni e attori reali digitalizzati, per la meraviglia dei giocatori, da sempre sensibili all'evoluzione grafica del medium.

Certo, parliamo di opere che a livello di gameplay e interattività erano spesso indietro rispetto ai livelli raggiunti dalle avventure grafiche classiche più famose, come quelle di Sierra o quelle di Delphine, per via della maggiore rigidità imposta dal nuovo formato, che rendeva molto più costosi i cambi di scena e la creazione di sequenze narrative dedicate. Come la storia dei videogiochi ha insegnato più volte, però, spesso il gameplay è stato sacrificato sull'altare dell'evoluzione grafica senza che il pubblico abbia battuto ciglio, per poi recuperare terreno quando le tecnologie si sono sedimentate. Ma torniamo a noi.

Molte delle esperienze multimediali di prima generazione sono finite nel dimenticatoio, celebrate solo in ambito retrogaming, mentre altre sono tornate più volte, un po' per provare a evolverne la formula, come accaduto con Riven, un po' per entrare nel crescente mercato con la nostalgia, che si fa sempre più interessante a livello commerciale. The 7th Guest Remake si cala un po' nel mezzo, presentandosi come un modo molto intelligente di far vivere l'originale a un pubblico moderno, senza sacrificarne l'appeal storico.

Da VR a flat, il gioco è quello

Chiaramente lo stupore di allora non c'è più, ma non avrebbe nemmeno senso cercarlo, considerando tutto. Lo stesso remake è conscio dei suoi limiti, di cui non si preoccupa minimamente. Il punto non è evocare un primato tecnologico oggi impossibile, ma dare la versione migliore possibile di un gioco che, nonostante riletture e rivalutazioni, ha avuto un ruolo importante nello sviluppo del medium.

In realtà il tutto è partito dalla volontà di trasformarlo in un titolo per visori VR, operazione che ha giustificato la spesa di ammodernamento e che è culminata con il lancio avvenuto nel 2023, passato quasi del tutto inosservato per via delle ridottissime dimensioni di quel mercato. Cosa farne, a quel punto, di tutto il lavoro fatto per ricreare in 3D gli ambienti pre-renderizzati e per valorizzare il lavoro dei nuovi attori coinvolti nel progetto? Ecco quindi arrivare la versione flat per PC, Xbox Series X e S, Nintendo Switch e PlayStation 5.

The 7th Guest Remake disponibile su Steam: grafica aggiornata, nuovi enigmi e opzione cross-buy con l'edizione VR The 7th Guest Remake disponibile su Steam: grafica aggiornata, nuovi enigmi e opzione cross-buy con l'edizione VR

Ora, chiariamo: The 7th Guest non spaventava allora e non spaventa oggi con il remake. Si parlava all'epoca e si parla ancora di un'avventura dalle atmosfere horror, d'impostazione molto classica, superata in termini di costruzione della tensione, della spettacolarità e della profondità narrativa dai vari Resident Evil, Silent Hill e dalla gran parte del filone dei nuovi survival horror nato in epoca PlayStation (che comunque mantenevano dei forti elementi adventure). Quindi ci troviamo di fronte a un titolo in cui il gameplay è formato essenzialmente da enigmi e puzzle da risolvere, senza l'oppressione di creature che vagano alla ricerca del giocatore per ucciderlo.

I puzzle di The 7th Guest Remake sono sempre di tipo meccanico
I puzzle di The 7th Guest Remake sono sempre di tipo meccanico

Insomma, il ritmo è dettato dalle capacità intellettive del giocatore, che deve andare a caccia di indizi e oggetti nella tetra villa di Henry Stauf. La storia è sempre quella: anni prima dei fatti narrati, il padrone di casa aveva invitato sei ospiti a passare la notte nella casa per risolverne i misteri. Nessuno riuscì nell'impresa, e i malcapitati divennero a loro volta parte dei segreti di Villa Stauf. Ora spetta al giocatore, nei panni di un personaggio anonimo, assumere il ruolo del settimo ospite per capire cos'è successo. Chiaramente all'inizio è completamente all'oscuro di ciò che lo aspetta, anche se le cronache parlano di eventi sovrannaturali e altri orrori nascosti, che non tarderanno a manifestarsi.

Puzzle logici, finalmente

In termini di struttura di gioco il remake non si discosta quasi in nulla dall'originale, nonostante il passaggio al 3D pieno. Quindi parliamo di un'avventura lineare, in cui le stanze della villa si sbloccano risolvendo i vari puzzle, la maggior parte dei quali non sono collegati tra loro, a parte per alcune eccezioni che, comunque, non superano la soglia della stanza in cui si trovano. In questo modo ci si può concentrare sulla loro soluzione, senza l'ansia di essersi persi qualcosa in giro per la villa. Siamo noi giocatori contro il puzzle, con gli indizi rinvenibili qua e là che riguardano soprattutto il lato narrativo.

I filmati in FMV sono stati rifatti
I filmati in FMV sono stati rifatti

I puzzle di loro sono di tipo meccanico/logico. Si possono usare degli oggetti, ma di solito fanno parte dei puzzle stessi. L'unico strumento su cui dovremo fare affidamento con una certa regolarità è una lanterna che consente di vedere nel passato, sempre a disposizione del giocatore (gli altri oggetti si impugnano con la mano libera). Per il resto, preparatevi a decodificare schemi più o meno complessi, a far di conto per ottenere delle combinazioni o a muovere tessere per ricostruire certi elementi, a raccogliere chiavi nascoste e così via.

In linea generale, sono proprio i puzzle la parte più curata del remake. Certo, ci sono i filmati in Full Motion Video in alta risoluzione con i nuovi attori che sono di ottima qualità e riprendono lo stile dell'originale in maniera intelligente, senza sconvolgerlo. Inoltre, l'architettura di gioco è stata ritoccata con una certa perizia, per non tradire il suo modello, risultando comunque più fresca e digeribile da un pubblico non avvezzo al genere. Ma è nella revisione dei puzzle che spicca il lavoro fatto dagli sviluppatori. Come? Semplicemente sono stati rielaborati per diventare finalmente logici e comprensibili.

L'uso della lanterna è essenziale per risolvere alcuni puzzle
L'uso della lanterna è essenziale per risolvere alcuni puzzle

Va detto che alcuni sembrano rendere meglio nella versione VR, visto che richiedono di spostare oggetti fisicamente, pratica che in alcuni casi viene risolta con delle scorciatoie che elidono i movimenti. Comunque sia, rimane la soddisfazione di riuscire ad andare avanti senza dover ricorrere a soluzioni o walkthrough esterni perché bloccati da un puzzle impossibile, o quasi, da decifrare con gli strumenti messi a disposizione dal gioco, se non procedendo per tentativi, come accadeva nel 1993.

The 7th Guest VR

Chi fosse interessato alla versione VR del remake di The 7th Guest sarà felice di sapere che su PC è compresa nell'acquisto della versione base. Sì: acquistando una per 19,99 euro, si ha libero accesso anche all'altra. Inoltre, se già possedevate la versione VR, dovreste ritrovarvi anche l'altra versione nella libreria a costo 0.

Un'esperienza coinvolgente

Se dovessimo paragonare la qualità di questo remake a un altro progetto simile, sceglieremmo sicuramente il già citato remake 3D di Riven. Non siamo allo stesso livello, perché il materiale di partenza era un gradino sotto, ma parliamo comunque di un progetto realizzato con grande attenzione su tutti i fronti, amichevole verso gli utenti e capace di dare grandi soddisfazioni sia ai giocatori navigati, sia a quelli che desiderano varcare per la prima volta l'uscio di Villa Stauf.

I puzzle sono stati revisionati in modo perfetto
I puzzle sono stati revisionati in modo perfetto

Qualche mancanza c'è, soprattutto dal punto di vista grafico, dove gli ambienti 3D e alcune azioni, come l'abbassarsi o le già citate scorciatoie che compensano l'impossibilità di compiere movimenti fisici per risolvere alcuni puzzle, tradiscono la provenienza VR. Si tratta di problemi secondari, comunque, per un'esperienza complessivamente molto coinvolgente. L'importante è capire ciò a cui si va incontro, quindi non a un gioco horror pensato per terrorizzarvi, ma a un'avventura da affrontare con la giusta calma, senza pregiudizi e con abbastanza materia grigia funzionante. Con lo spirito giusto, The 7th Guest Remake potrebbe rivelarsi a suo modo sorprendente.

Conclusioni

Versione testata PC Windows
Digital Delivery Steam, PlayStation Store, Microsoft Store, Nintendo eShop
Prezzo 19,99 €
Multiplayer.it
8.0
Lettori
ND
Il tuo voto

The 7th Guest Remake è un'ottima avventura classica, che può piacere sia a chi conosce l'originale e gradirebbe tornare a visitare Villa Stauf, sia a chi è alla ricerca di una sfida intelligente dalle tinte horror, pur non avendo particolari aspettative in merito. Ha alcuni problemi veniali che nascono dalla versione VR e, va detto, non è lunghissimo (lo abbiamo finito in poco più di 6 ore), ma in generale non rimpiangiamo un singolo momento dell'avventura, che ci ha stupito soprattutto per i nuovi puzzle, decisamente migliori di quelli dell'originale.

PRO

  • I nuovi puzzle sono ottimi
  • Una rilettura intelligente dell'originale
  • I nuovi filmati sono ben fatti

CONTRO

  • Qualche spigolatura dovuta alla versione VR
  • Non aspettatevi di essere spaventati in alcun modo
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