Monti nella tua macchina preferita, alzi il volume della radio e vai, dove? Ma che te ne importa...
La città diventa periferia, arriva la campagna cavalcata da autostrade sopraelevate e binari per treni iperveloci, campi di girasoli e poi più nulla, soltanto strade da affrontare possibilmente con quattro gomme a terra, due mani sul volante e lo sguardo di chi se la sta godendo. Tutto questo in un mondo senza multe né pericoli, dove le gare sono al limite del possibile ma l'impossibile è un'evenienza da mettere in conto. Forza Horizon 6 è così: praticamente il paradiso dell'automotive.
Forza Horizon 6 è forse il capitolo migliore della serie. All'apparenza sembra identico a tutti gli altri, soprattutto al precedente, ma in realtà questo sesto gioco nasconde diversi assi nella manica che ne fanno potenzialmente l'Horizon più completo, eccitante e catartico.
Pur riconoscendone l'altissima qualità degli ultimi giochi Playground Games, la serie ha progressivamente perso struttura e, di conseguenza, mordente, rivolgendosi a un pubblico sempre più generalista. L'ultimo capitolo ambientato in Messico ti sommerge di attività senza nessun tipo di logica; ti ritrovi proprietario di centinaia di macchine senza nemmeno aver capito il perché; la difficoltà è totalmente in mano all'utente che, potendo trasformare ogni gara, arriva a stravolgere completamente la progressione del gioco.
Fantastico per chi cerca il graficone e cose da fare a caso, senza nessun tipo di interruzione; un po' meno per chi si innamorò di Forza Horizon per la sua originaria indole da arcade con i piedi ben piantati a terra. I primi giochi funzionavano attorno a festival credibili e si dipanavano attraverso gare senza troppi fronzoli né elementi fantastici, mentre gli ultimi hanno più i contorni del sogno acido per piloti iperattivi, con strade che si trasformano, salti sempre più impossibili, missioni alla James Bond e altre amenità varie.
Un po' ci è dispiaciuto scoprire di non essere più il target di una serie sulla quale ho passato tanto tempo; d'altra parte, vederla esplodere nelle vendite, con cinque milioni di copie vendute solo su PlayStation 5, è stato motivo di felicità. Playground Games se lo meritava. Ma quanto la vuoi far correre e saltare una macchina prima che questa inizi a comportarsi come un aeroplano? Se ne sono accorti anche loro che la formula, così com'era diventata, non poteva essere spinta oltre, ed è forse per questo che la più grande novità di Forza Horizon 6 è la volontà di tornare in larga parte alle origini.
Ritorno alle origini
Come in tutti gli immaginari Festival Horizon, anche in questa sesta edizione i partecipanti guadagneranno braccialetti di colore diverso in base al livello raggiunto. A differenza degli ultimi giochi della serie, ma esattamente come accadeva nei primi, in Forza Horizon 6 i braccialetti servono soprattutto per sbloccare nuove attività che ai livelli precedenti ci erano precluse. Questo significa che per ottenere ogni braccialetto avremo un numero limitato di gare e sfide da vincere, a volte semplicemente facendo tempi migliori, altre investendo sulla vettura compatibile e modificandola fino a renderla all'altezza della sfida. Questo si è rivelato spesso necessario nelle gare illegali, dove gli avversari sono sensibilmente più forti rispetto a quelli che si incontrano nelle gare ufficiali del festival.
L'introduzione è meno spettacolare di quella del capitolo precedente, ma le gare successive sanno catturare l'attenzione in modo molto più efficace della sconclusionata valanga di attività che apriva il quinto Forza Horizon. Forza Horizon 6 è decisamente più strutturato del quarto e del quinto capitolo, pensati soprattutto per riversare sui giocatori una valanga di eventi, gare e un numero vertiginoso di autovetture: le slot machine che regalano crediti e bolidi sono molto meno frequenti, offrendo però in media regali migliori. Come tanti altri anche io preferirei un gioco dalla progressione molto più lenta, in grado di farci innamorare di una vettura fino a trattarla come fosse l'unica a disposizione, ma il lato più leggero è oramai parte integrante del carattere della serie, elemento centrale dell'enorme successo esploso proprio con il quinto e più caciarone capitolo.
L'esperienza cambia comunque radicalmente in base a come imposterete la difficoltà. Personalmente ho azzerato gli aiuti alla guida, mantenendo però il controllo della trazione e le traiettorie nelle sole curve: questo non è un gioco dove fai e rifai gli stessi tracciati fino a impararli a memoria, e avere un indizio in più sulla curva che ti aspetta davanti è essenziale. I Drivatar, le IA che imitano il comportamento degli utenti da cui riprendono il nome, li ho invece settati sul livello di difficoltà Molto Abile: un set-up che dà maggior brio alle gare e obbliga spesso a mettere le mani alle vetture più utilizzate per migliorarne le prestazioni, o specializzarne la meccanica. Ho anche provato difficoltà ancora più alte, ma a quel punto i Drivatar hanno iniziato ad avere dei vantaggi decisamente poco divertenti; in generale l'IA di Forza Horizon 6 sembra meno granulare dei giochi precedenti, come se avesse compiuto un passo in avanti ma due indietro. Se la cava comunque generalmente bene, non rimane incastrata in desolanti file indiane, combatte fino all'ultimo, ma chiaramente è una IA che si muove per tenere alta l'adrenalina, non per rispettare ogni legge fisica esistente. Come in tutti i Forza, aumentare il coefficiente di difficoltà influisce anche sulla quantità di crediti che ci porteremo a casa vincendo.
Con questo cambio di direzione, Forza Horizon 6 è tornato a parlare anche a quelli come me, senza però dimenticare il pubblico in cerca di contenuti più spensierati. Questo sesto capitolo non si è trasformato di colpo in qualcos'altro e l'aspetto più gioioso e leggero resta una parte importantissima dell'esperienza. In una delle gare più folli dovremo correre contro lo stesso robot gigante che troneggia al centro dell'Horizon Festival, epicentro pieno di musica e luci posizionato poco più a ovest della splendida riproduzione in scala di Tokyo creata da Playground Games.
Tutto il gioco è costruito per offrire la versione più spettacolare e cinematografica possibile di una gara, certo non quella più realistica. La buona notizia è che la parte più seria e quella più leggera convivono piuttosto bene insieme, molto meglio che in passato.
Touge per due
Il collante di tutto è la mappa, per me la migliore di sempre tra quelle offerte da Forza Horizon. È estremamente varia, offre al suo interno diversi circuiti e la città è abbastanza grande e densa da non sembrare un set, bensì un luogo credibile. Continuano a essere pochi gli abitanti, posizionati solo in luoghi irraggiungibili dalle vetture, ma del resto Forza Horizon è un racing game e sarebbe uno spreco inutile di risorse, persino una distrazione per il giocatore, includere pedoni che attraversano la strada o si gettano lontani dal pericolo. Però magari più gente affacciata alle finestre, o che fa il tifo dai balconi, aiuterebbe a rendere più credibile la messinscena.
Al di là di queste quisquilie, il Giappone di Forza Horizon 6 mozza continuamente il fiato. Le strade di montagna sulle quali replicare una puntata di Initial D, il lungomare cittadino e quello più tropicaleggiante che si lascia alle spalle la campagna, le autostrade futuristiche che tagliano colline e valli incrociando scintillanti treni Shinkansen con i quali ti metteresti volentieri a duellare. È anche la prima credibile rete autostradale mai vista in un Horizon, affiancata da aree montane dove si corre su quelle che originariamente erano piste da sci: c'è insomma un bel po' di Shutoku Battle, oltre che di Initial D, in questo Forza.
È una mappa che riesce a contenere tantissimi stili diversi di guida, estremamente coesa nonostante il processo di miniaturizzazione che in questo sesto gioco è comunque meno aggressivo rispetto al passato. Rally, dirt, gare drag, competizioni da gran turismo, eventi aperti solo ad auto elettriche tiratissime e ora anche gare Touge, tipiche del Giappone, dove due avversari si affrontano in costante derapata attraverso caratteristici valichi di montagna.
Quel che manca può essere messo in piedi dai giocatori stessi grazie alla modalità Event Lab, che permette di allestire gare in piena libertà, decidendone tragitti e regole. Ed è una gran fortuna perché, sebbene le gare offerte dal gioco siano molto divertenti, Forza Horizon 6 sembra avere una strana propensione all'off-road: la guida sullo sterrato è migliorata sensibilmente rispetto al passato, ma quando hai a disposizione strade asfaltate così eccitanti è davvero un peccato non valorizzarle a dovere con un gran numero di eventi dedicati. E nel gioco questo non avviene.
Il Giappone migliore
Presenti anche diverse attività secondarie nelle quali dovremo aiutare il cast del gioco in varie mansioni. Il fotografo ci chiederà, per esempio, di guidare una vettura e scattare foto; un altro personaggio ci porterà in giro a testare automobili per migliorarne l'efficienza e non mancano le gare turistiche sparse per la mappa.
Tra queste attività c'è anche la possibilità di guidare un camioncino giapponese per consegnare cibo, guadagnando qualche prezioso credito. Non importa cosa decidiate di fare: Forza Horizon 6 saprà sempre gratificarvi con una gara al cardiopalma. Sulle strade del gioco troverete anche mini sfide come speed trap, drifting, salto in lungo e diversi collezionabili, oltre a due differenti tipologie di auto segrete: quelle nascoste nei fienili e quelle da trovare risalendo alla loro posizione attraverso una singola fotografia.
La mappa di Forza Horizon 6 include anche cinque veri e propri circuiti automobilistici dove portare la competizione a un livello superiore: tra questi spiccano il divertentissimo Shimanoyama Drift Circuit, dove ho passato ore a consumare pneumatici puntando al punteggio migliore, e il piccolo e caratteristico Hokubo Circuit. Qui è possibile registrare il proprio miglior giro, che chiunque potrà poi sfidare in piena continuità con l'esplorazione: al contrario di altre attività non ci sono caricamenti, basta concludere un giro di pista e questo verrà subito messo a confronto con il migliore delle ultime ventiquattro ore attraverso il tabellone dell'impianto. Questa novità è molto più importante di quel che sembra: poter entrare nei circuiti senza caricamenti e trovare così tanti giocatori intenti a far segnare il loro tempo migliore, o a testare le proprie vetture, è una delle cose migliori di Forza Horizon 6. Naturalmente, grazie agli strumenti offerti dal gioco, sarà possibile organizzare vere e proprie gare qui, come ovunque sulla mappa. Dal livello di difficoltà al tuning delle vetture, fino ad arrivare alla creazione di livree e vinili personalizzati, la personalizzazione è sempre stata centrale in Forza Horizon e questo sesto capitolo non fa eccezione.
Stagioni e vita online
Ora che ho potuto provare anche le stagioni mancanti e testare a fondo il gioco online, posso completare il quadro. Il giorno diventa notte e la primavera diventa estate, poi l'autunno e l'inverno: le stagioni si susseguono nel tempo, una dopo l'altra, ma questa volta sembrano avere un ruolo minore. Cambiano i colori della mappa, la guida si fa meno permissiva, ma il grosso resterà al suo posto né verrete sorpresi da eventi particolarmente drammatici, come lo era la tempesta di polvere del gioco precedente. I muri di neve fresca ai bordi della strada mostrati nel trailer sono presenti in tutte le stagioni, e servono soprattutto a caratterizzare la regione, invece del passaggio del tempo. Una piccola delusione questa, che viene fortunatamente dimenticata presto. Con il susseguirsi delle stagioni cambiano però anche la playlist delle sfide e delle gare online, o come ruoteranno le vetture usate in vendita.
Online il tutto funziona generalmente molto bene. Girare in una carovana di dodici giocatori, il massimo possibile su una mappa che può contenerne al massimo 74 utenti, è davvero spassoso oltre che molto remunerativo, tra eventi ufficiali e le sfide che è possibile incontrare lungo la strada. Inoltre in Forza Horizon 6 le modalità multiplayer hanno una loro classifica a parte, rappresentano quindi un potenzialmente perfetto "end game". Le gare online sono di varia natura, ma la novità di questo gioco sono le touge: un 1vs1 tra i passi di montagna dove chi è in fuga guadagna punti con una guida pulita e allungando la distanza, mentre l'inseguitore deve rimanere attaccato cercando anche lui di non commettere errori. Tecnica e sportività all'ennesima potenza che spiegano in parte perché il Giappone è stata una scelta migliore di tante altre: qui c'è una cultura automobilistica in grado di imprimere le sue caratteristiche uniche all'intero prodotto, sia esteticamente che attraverso il gameplay.
Le playlist stagionali stanno dimostrando inventiva e originalità: proprio ora sono state inserite anche delle gare dove sono vietate modifiche di ogni tipo e per vincere è necessario solo guidare meglio e più veloce degli altri. C'è anche un sistema molto intelligente in cui le macchine dall'atteggiamento più pericoloso vengono spesso rese incorporee e incapaci, per questo, di ostacolare gli altri piloti volontariamente. Già presente nei capitoli precedenti, questa soluzione non sembra però in grado di punire gli sportellatori della domenica, che al momento hanno decisamente vita troppo facile sulle strade di Forza Horizon 6, vanificando l'andamento di alcune gare. Meno successo stanno avendo i parcheggi dove sfoggiare le proprie auto: non offrono chissà quale tipo di interazione né gratificazioni particolari e di conseguenza sono spesso vuoti, ma è un'idea interessante che meriterebbe un potenziamento per renderla più appetibile agli utenti.
Case, garage e tenute
Acquistando le case sparse per il Giappone si guadagna l'accesso ai rispettivi garage, che poi sono le uniche stanze esplorabili degli edifici. La cosa interessante è che potremo riordinarli e personalizzarne l'interno con oggetti, luci, pannelli colorati, bombole, casse, divani e riviste.
Potremo anche decidere dove collocare il nostro personaggio, quale animazione fargli compiere e naturalmente come posizionare le vetture che il garage sarà in grado di contenere e che decideremo di mostrare. L'editor è piuttosto semplice da utilizzare, anche se non ha tutte le funzioni che servirebbero per massimizzare i tempi, ed è studiato soprattutto per essere usato con il pad.
A parte le abitazioni, potremo acquistare anche delle tenute che, oltre al garage, offrono un ampio appezzamento di terreno trasformabile nel nostro personale parco giochi: piste da Hot Wheels o qualunque cosa vi venga in mente. Gare e tenute personali possono essere aperte alle visite e anche scambiate, esattamente come avviene con gli altri elementi creati dagli utenti presenti nel gioco. Funzioni totalmente accessorie, ma se siete tra quelli che pensano di passare con questo gioco centinaia di ore sicuramente interessanti.
C'è talmente tanto da dire di Forza Horizon 6 che quasi ci stavamo per dimenticare di grafica e sonoro. Della prima, le immagini parlano da sole: il miglioramento rispetto al precedente gioco è subito tangibile nei riflessi sulla vetture e nella densità a bordo strada, ma ha subito un miglioramento anche la vegetazione. Su console qualche effetto grafico, come il fumo delle ruote, è stato rivisto al ribasso, ma in generale il dettaglio a bordo pista è aumentato sensibilmente. Il vero salto di qualità però è visibile su PC dove il gioco fa largo uso del raytracing e del DLSS per offrire un'illuminazione globale che ne cambia concretamente il volto, aumentando a dismisura i momenti in cui Forza Horizon 6 si farà indistinguibile dalla realtà, senza grossi impatti sulle performance a patto di avere a disposizione abbastanza memoria sulla scheda video. Il gioco sembra anche essere ottimizzato benissimo, tanto su console, quanto su piattaforme Windows.
La selezione musicale, suddivisa tra le solite e ben note stazioni radio del gioco, è di primo livello con brani già molto popolari come la Dracula dei Tame Impala, e tanti altri brani tutti da scoprire. Un po' troppo bidimensionale la scelta dei brani giapponesi, troppo focalizzati sul J-Pop più isterico con qualche piccola grande sorpresa come la splendida Rydeen della Yellow Magic Orchestra, gruppo in cui militava anche quel genio di Ryuichi Sakamoto.
Anche se altri giochi aspirano a uno stile grafico diverso da quello ricercato da Playground Games, estremamente sovraccarico di emozioni e colori, Forza Horizon 6 è chiaramente uno dei racing game graficamente più avanzati in circolazione. L'interfaccia di gioco è invece rimasta indietro e vorresti costantemente avere più informazioni: quali vetture affronterò in quella gara? Quanti chilometri orari mi mancano per guadagnare tre stelle? E perché a questo punto non permettere di comprare e migliorare una vettura prima e dopo ogni gara, senza passare al garage? Il gioco scorre talmente bene che ogni volta che devi interrompere l'azione per cercare un'informazione che non trovi, o sottostare improvvisamente a un realismo che ha già abdicato da tempo, provi fastidio.
Dove c'è ancora ampio margine di miglioramento è nei modelli poligonali dei personaggi, nelle loro basilari animazioni e soprattutto tra le voci e i dialoghi delle sequenze d'intermezzo. Sarebbe fantastico se nel prossimo Forza Horizon, Playground Games utilizzasse quanto appreso nello sviluppo del nuovo Fable per sopperire a questi difetti, magari cogliendo anche l'occasione per rinnovare in modo più concreto l'idea, a mio parere ancora vincente, del festival automobilistico come volano del progetto. Il festival del resto spiega tutto: perché c'è poca gente e nessuno attraversa la strada, perché è pieno di matti che ti sgommano attorno, perché sei finito in tutto questo e in così breve tempo. E a chi si lamenta della troppa somiglianza con i giochi precedenti, facciamo presente che solo un pazzo cambierebbe una formula che nessun altro team di sviluppo è ancora riuscito a copiare e che vede il suo pubblico aumentare ad ogni nuova uscita.
Conclusioni
Forza Horizon 6 è il più ricco e scintillante gioco di corse arcade in circolazione. Lo stile di guida che propone, basato su regole realistiche, pende chiaramente verso la spensieratezza come del resto tutto l'impianto di gioco. Se sai a cosa andrai incontro, difficilmente Forza Horizon 6 ti deluderà anche perché è proprio questo il capitolo con la mappa e la grafica migliore, il più ricco di contenuti, quello con la community potenzialmente più grande. Peccato che a fronte di tutta questa qualità, è proprio qui che ho incontrato i drivatar meno interessanti, i personaggi più bidimensionali. Piccole sbavature di un gioco colorato, gioioso, musicale, veloce, elegante e destinato a vivere nei nostri dischi rigidi ancora per molto.
PRO
- Graficamente eccezionale
- Ricchissimo di eventi, modalità e sorprese
- La mappa migliore di sempre
CONTRO
- Drivatar poco bilanciati e truffaldini
- I personaggi parlano come TikToker sotto stimolanti
- Le stagioni hanno meno peso che in passato
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